L'audiofilo analogico descritto nel post precedente ha una libreria musicale fisica, che può essere sì ingombrante e difficile da conciliare con un appartamento di città, soprattutto se ha qualche migliaio di LP e CD, ma che per essere utilizzata richiede solo le sue mani e soprattutto la sua memoria (per trovare gli album, dopo averli disposti con una logica "archivistica").
L'audiofilo digitale invece, a meno che non ascolti solo in streaming, ha bisogno di una memoria digitale sicura nella quale archiviare i file audio che costituiscono la sua libreria musicale.
E non bastano allo scopo:
- il disco interno del PC (capacità insufficiente)
- un hard-disk o addirittura una pen-drive collegata a un ingresso USB del network audio player (non c'è il librarian per cercare i brani da ascoltare)
- non basta neanche un hard-disk esterno collegato a una porta USB del PC (il problema è il backup)
(Breve riepilogo da saltare per chi sa già tutto) Componente tipico dei CED, i centri di elaborazione dati, da almeno due decenni, sono unità intelligenti ed autonome, connesse ovviametnte in rete locale (LAN), ma che effettuano solo le funzione di memorizzazione e condivisione dati per tutti i computer della rete.
- centralizzazione: condivisione delle informazioni per tutti i PC, smartphone e tablet della casa
- sicurezza dei dati
- disponibilità H24
- accesso anche dall'esterno via web
Se quelle foto del bimbo che vogliamo rivedere e spedire sono sul PC del papà e non su quello della mamma, bisogna andare sul PC del papà (se è in casa e non ha messo la password) e trasferirle, magari con una pendrive.
Con il NAS possono stare in un contenitore unico (e di solito nascosto) sempre acceso ed accessibile, per tutti i PC, gli smartphone e i tablet della casa.
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| Il modello DS220J di Synology illustrato in questo post |
Sicurezza dei dati, ovvero "Backup"
I dischi dei computer non sono eterni e possono rompersi, e il recupero dei dati non è affatto scontato né economico (vedi altro post precedente) e quindi è necessario avere almeno una copia dei contenuti più preziosi.
Teoricamente, per le foto, sarebbe sufficiente ricordarsi di farlo sistematicamente ogni volta che le carichiamo su PC da una scheda, ma le esperienze di decenni di informatica hanno insegnato che nessun umano è così sistematico da farlo proprio tutte le volte e, in base alla legge di Murphy, il disco si guasterà proprio quella volta che per giorni non ha potuto farlo, per i più diversi motivi. Per questo, sempre da decenni, esistono le applicazioni automatiche di backup incrementale, che copiano quindi le differenze (file modificati o file nuovi) e consentono di recuperare i contenuti originali.
- Ridondanza mirata: i dati sono memorizzati automaticamente e in tempo reale su 2 o più dischi dal NAS, se uno si guasta c'e l'altro (o gli altri) a mantenere i dati. E' una tecnica in uso da decenni chiamata RAID (Redundant Array of Independent Disks) e può essere realizzata con due dischi (RAID 1) o più dischi, con efficienza (ma costo) via via maggiore. Nel caso più comune la ridondanza è riservata solo ai dati critici, per esempio le foto o la musica vengono memorizzate direttamente sul NAS, scaricando la scheda SD o facendo il download da un sito, o rippando un proprio CD)
- Ridondanza completa: tutti i dati, quindi anche i file di lavoro, appunti ecc. sono memorizzati direttamente sul NAS, che viene usato come se fosse un disco interno del PC. Ovviamente la capacità del NAS in questo caso deve essere superiore.
- Backup incrementale automatizzato: è un'applicazione non inclusa nel NAS che deve essere installata sul PC, ce ne sono diverse free, per esempio Uranium Backup. Si selezionano le directory su cui fare il backup e si schedulano i tempi (ad esempio uno a settimana) scegliendoli ovviamente quando il notebook è di solito acceso. E' importante considerare che questo è un backup che salva solo le variazioni, ma mantiene anche le versioni precedenti dei file. Oltre ad essere più efficente e anche più sicuro perchè consente di recuperare anche i dati cancellati per un errore umano (cancellazione di file sbagliati, infauste cancellazioni di intere directory, cut and paste maldestri ecc.).
In ambito professionale è richiesto un ulteriore livello di sicurezza, il disaster recovery, cioè un'ulteriore copia di sicurezza dei dati critici in una location diversa e fisicamente distante e non correlata. Ma per i nosri scopi sarebbe eccessivo.
- acquistata da un sito di digital download (HDtracks, Qobuz, Highresaudio, ecc.): può essere sempre scaricata nuovamente, eventualmente con una procedura di autorizzazione che il sito richiede; l'unica possibiltà di perderla è che il sito sia nel frattempo fallito e sparito (può succedere, ma non di frequente);
- "rippata" da un CD che ancora abbiamo: bisogna fare di nuovo l'operazione; 15-20' a CD, e se sono 1000 può essere un discreto problema; può succedere anche che alcuni CD non siano più leggibili dopo anni (evento comunque raro);
- "rippata" da un CD di cui ci siamo disfatti (venduto o rottamato): si perde tutto e l'unico rccupero possibile è comprarlo di nuovo (o rinunciare e passare allo streamng); quindi metteteli magari in cantina ma non disfatevi mai dai CD;
- digitalizzata da un LP che ancora abbiamo (non prendo neanche in considerazione l'ipotesi che sia stato, dopo, venduto o rottamato): come per il ripping dei CD ma il tempo occorrente è molto di più, almeno 2-3 volte tanto, e richiede un'attenzione cotinua al processo;
- scaricata da un sito di digital download "free": non sono legali e cambiano di continuo e quindi difficilmente si ritrovano nello stesso posto, elevata probabilità di non trovare più gli album scaricati.
- spazio di archiviazione
- velocità di trasferimento dati
- ridondanza
Per un NAS RAID 1 occorrono dischi di buona capienza, mentre per RAID con più dischi potrebbero essere usati di capienza minore (leggermente più veloci). Per archiviare la libreria musicale è consigliabile un 4TB perché probabilmente il NAS potrà servire anche ad altri scopi (foto e video della famiglia in primis) e il costo è ancora accettabile (110-130 €). Da ricordare che il disco contiene anche il sistema operativo e le applicazioni del NAS (che è un computer specializzato) e quindi lo spazio effettivo sarà circa di 3,6TB per un disco 4TB.
La differenza sarebbe che si avrebbero dischi con una formattazione standard, più facile da recuperare in caso di improbabilissimo doppio guasto contemporaneo, ma in compenso la configurazione sarebbe più complessa.
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| Accesso al NAS. La grafica di Synology è piuttosto old-style |
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| Creare una cartella condivisa con il pacchetto Disk Station su un NAS Synology |
e con un simbolo diverso dai dischi standard. E sono utilizzabili come qualsiasi disco da qualsiasi applicazione. Per esempio da Foobar2000 che, se configuriamo la music-library sulla cartella condivsa Music-Library, la può indicizzare come sua libreria musicale, cercare per genere, per artista ecc. Quindi conviene pensare come "dischi" le cartelle condivise, crearne poche e organizzare le directory al loro interno.


















