domenica 29 novembre 2020

L'audiofilo e la pre-enfasi dei CD

Un audiofilo attento a tutto quello che può minacciare i buoni ascolti deve sempre stare sul chi vive, dopo la loudness war scatenata anni fa dalle major, una nuova minaccia arriva dal lontano passato, e potrebbe essere nascosta nei suoi CD. E proprio quelli più vecchi, i primi comprati con fiducia e grandi aspettative nei primi anni '80, quando costavano il doppio degli LP, quelli che portano con loro ricordi di quei tempi gloriosi. E' un problema noto, ma è tornato all'attenzione (almeno alla mia) con una serie di post di TNT-Audio dedicati ai "CD vintage". Ho voluto quindi approfondire e provare.

Il CD è nato ed è stato commercializzato quando i chip dei codec (i convertitori digitale-analogico) erano ancora a 14 bit (come quello del mio primo lettore CD della Philips, uno dei primi modelli usciti) e potevano indurre un udibile rumore di quantizzazione dopo la conversione, in special modo sulle alte frequenze.

Per non ritardare il lancio fino alla disponibilita di codec più performanti, i progettisti della Philips e della Sony sono ricorsi allo stesso tipo di intervento adottato per il microsolco, la pre-emphasisovvero applicare una enfatizzazione (solo sulle alte frequenze, in questo caso) sul CD registrato, da eliminare non  a cura del codec, ma della successiva sezione analogica, prima dell'ascolto.

In questo modo si riduceva il rumore di quantizzazione, perché sul contenuto a volume più vicino al massimo il codec introduceva meno rumore, ed era anche possibile, sempre nella sezione analogica, filtrarlo ulteriorrmente e ridurre al minimo la possibilità di udirlo. Tagliando ovviamente anche qualche eventuale segnale musicale ad alta frequenza in quella zona.

Il primo lettore messo in commercio dalla Philips, il CD100 (1983)

L'applicazione limitata della pre-enfasi
La pre-empahsis o o pre-enfasi o pre-enfatizzazione non era però applicata su tutti i CD, ma a scelta della casa discografica e, secondo la migliore tradizione di questo standard, non era dichiarata sulla confezione del CD nè su altre fonti. E' stata riservata soprattutto alla musica classica ed è stata applicata in modo abbastanza esteso solo nella prima metà degli anni '80, salvo casi particolari (vedi in seguito).

Come la gestivano i CD player e i lettori su PC 
La pre-enfasi è stata codificata in una successiva versione del RED Book e quindi i produttori dei lettori CD erano tenuti a implementare sui loro modelli il riconoscimento di questa codifica ed il processo contrario di de-enfasi prima dell'invio del segnale all'amplificatore. 

La curva di de-enfasi che il lettore CD deve applicare. Come si vede l'intervento di enfatizzazione è molto significativo.

Un intervento di normalizzazione che i CD player hanno eseguito diligentemente fino agli anni '90, dopodichè le informazioni diventano vaghe e discordi. Secondo alcune fonti, essendo previsto dallo standard, solo pochi CD player non hanno inserito il rilevamento e il trattamento della pre-enfasi, secondo altre fonti è stata praticamente abbandonata (violando la compatibilità all'indietro). In ogni caso, sempre mantenendo la tradizione di scarsa trasparenza dello standard CD, nelle specifiche dei CD player questa funzione non è quasi mai specificata. Da tutte le fonti si esclude invece che i lettori CD inclusi nei PC abbiano la funzione di de-enfatizzazione.

Finché il CD rimaneva fisico e si scoltava con un CD player Hi-Fi c'era quindi una buona probabilità che la pre-enfasi fosse corretta e non ce ne dovessimo preoccupare ma, da un certo punto in poi (fine anni '90) il contenuto del CD è stato convertito su file, che mantenevano ovviamemte la pre-enfasi, essendo applicata direttamente in digitale. La de-enfasi in questo caso doveva essere applicata dal lettore del PC, e questo in alcuni casi è avvenuto (per esempio da  iTunes, sia in lettura che in importazione, notizie incerte invece su WMP).

Il primo CD player commercializzato dalla Sony (e il primo in assoluto), il CDP-101 (1982)


Come ascoltare i CD pre-enfatizzati
Dovrei quindi  passare in rassegna i sistemi disponibili per l'ascolto corretto dei CD pre-enfatizzati, ma forse prima è necessario porsi una domanda; quanti sono quelli nella nostra libreria digitale? Magari sono pochissimi, o nessuno, e quindi squesto ipotetico problema lo si può dimenticare, anche perché sono ben pochi, si presume, gli audiofili interessati a comprare CD usati dei primi anni '80.

Individuare i CD con pre-emphasis
Visto che se ne parla da anni e che ci sono applicazioni software per ogni esigenza ci si aspetterebbe che qualcuno abbia realizzato un tool che legge il CD inserito sul PC e ce lo fa sapere. Ma non è così, per la ricerca esiste solo un metodo indiretto, e neanche in grado di scoprire tutti i casi. Prima però bisogna chiedersi come fa il lettore CD a sapere che il CD è registrato con la pre-emphasis: l'informazione può essere riportata nella TOC (Table Of Contents) del CD oppure nel "subcode" del CD. Nel primo caso si riesce a scoprire, nel secondo caso no (se non con analisi approfondite del CD).

Come si trova la pre-enfasi
Basta utilizzare un'applicazione di ripping che genera anche il file cue del CD. Si tratta di quel file usato per "splittare" un CD che (per ignoti motivi, ma ne esistono) è stato rippato su un solo file. Questo file che ,nonostante l'estensione, è un semplice file di testo, contiene anche i tags del CD, che vengono consultati dal lettore. Tra questi c'è un tag chiamato FLAGS PRE che indica che la pre-enfatizzazione è stata applicata. I ripper con questa funzionalità sono CueRipper (si trova nel pacchetto free CueTools), EAC (versioni vecchie, pare) e DBpowerAmp. Io seguendo le informazioni riportate su TNT-Audio ho usato il primo. Le operazioni sono molto semplici:

  • avviare CueRipping (è un eseguibile)
  • inserire il CD sospetto: CueRipper lo riconosce automaticamente
  • avviare il ripping con il pulsante Go
  • se il ripping non interessa, sospendere dopo completata la prima fase "detecting gap"
  • nella cartella di destinazione (quella dove si trova la cartella CueTools) sarà stato generato un file .cue con il nome del CD
  • cambiare l'estensione da .cue a .txt
  • accedere al file e verificare se è presente il temuto tag FLAGS PRE
Se non c'è non è detto che la pre-emphasis non sia applicata, potrebbe essere indicata nel misterioso "subcode", L'unico sistema per scoprirlo è ascoltare il CD. Se suona come se i controlli di tono ci fossero ancora e fossere alzati al massimo gli alti, probabilmente la pre-enfasi c'è (oppure è il master che fa schifo).

Come scoltare i CD pre-enfatizzati (2)
I file audio rippati si possono comunque ascoltare, anche se non è semplicissimo. Ma forse prima di elencare i sistemi per ascoltarli è meglio farsi ancora un'altra domanda: quanti sono nella nostra libreria musicale digitale?

Quanti sono i CD pre-enfatizzati in una tipica libreria musicale
Riepilogando, la pre-emphasis era usata solo nell'era pionieristica del CD, e soprattutto per la musica classica, poi non serviva più ed è stata progressivamente abbandonata, con alcune eccezioni. Secondo molte fonti hanno continuato a produrre CD con pre-emphasis la Denon nella sua collana Denon Classical, e molti CD prodotti per il mercato giapponese la includevano, fino a tutti gli anni '90.
Anche diversi CD di rock e pop erano codificati così e qualcuno ha tentato di censirli, la lista si può consultare qui, ma se sparisse o se preferite controllarla con i titoli in ordine alfabetico si può anche scaricare qui dal nostro sito.
Non dovrebbe essere quindi molto frequente la presenza di CD con questa codifica in una libreria discografica ma chi avesse un certo numero di CD "sospetti" in base a queste indicazioni, può fare il controllo illustrato prima.

Un test
Nella mia libreria musicale i CD dei primi anni '80 sono pochi e quelli Denon non ci sono (solo uno pop-rock) ho testato tutti quelli sospetti (una trentina) e quello Denon ma il risultato è che nessuno era codificato con pre-emphasis, il tag FLAG PRE non è mai comparso. Consultando le varie fonti in rete ci sono testimonianze di audiofili con miglaia di CD (molti più dei miei) che ne hanno individuati solo 4-5 pre-enfatizzata, a conferma che non dovrebbe essere un problema diffuso.

Aggiornamento 23/12/2020
Mi lasciava insoddisfatto non aver verificato su nessun CD della mia discoteca la presenza della pre-enfasi, ho cercato quindi se erano disponibili da qualche parte i CD presenti nella lista linkata sopra. Uno piuttosto diffuso e quindi disponibile a basso prezzo era acquistabile su Discogs da diversi venditori, tra cui uno in UK, era Working with Fire and Steel dei China Crisis. L'ho acquistato 3 settimane fa e, sfidando brexit e seconda o  terza ondata in UK, la Royal Mail è riuscita a farlo arrivare fino a casa mia. E il famoso FLAGS PRE effettivamente c'è:

TRACK 01 AUDIO
    FLAGS PRE
    PERFORMER "China Crisis"
    TITLE "Working With Fire and Steel"
    INDEX 00 00:00:00
    INDEX 01 00:00:33

Come ascoltare i CD pre-enfatizzati (3)
Anche se, come abbiamo visto, è una situazione rara, occorre però trovare un sistema per ascoltare comunque i CD individuati con pre-enfasi. Le soluzioni possibili sono le seguenti:
  1. Ascoltarli con il lettore CD, anche se sono stati rippati (la soluzione migliore, se li abbiamo ancora)
  2. Ascoltarli con Foobar2000 dopo aver installato il component foo_deemph; attenzione però: occorre aggiungere prima per ogni traccia con pre-emphasis il tag PRE_EMPHASIS o PRE-EMPHASIS con valore 1 oppure on oppure yes (mettere in conto un po' di lavoro)
  3. Ascoltare con Roon il file audio rippato attivando la gestione della de-enfasi (presente nelle ultime versioni di Roon)
  4. Editare il file audio per de-enfatizzarlo, con un editor audio come SoX. La guida per fare questa operazione si trova nel blog del noto audiofilo e grande esperto di musica digitale Archimago (link).
  5. Cercare l'album su un servizio streaming lossless e ascoltarlo così.
  6. Non ascoltarli con J River MC, perché non implementa la de-enfasi.
A parte gli utenti di Roon (nell'eventualità che l'operazione sia veramente automatica), le uniche azioni sensate a mio parere sono la 1 e la 5. Anche perché un altro esperto del settore su web (Steve Hoffman) fa notare giustamente che la de-enfasi è un processo da effettuare (come la pre-enfasi) nel dominio analogico, replicarla in digitale non è facile ed in particolare non è facile recuperare la fase originaria, si ripristina solo la risposta in frequenza. Una modifica in parte irriversibile, quindi. 

In sintesi: il problema non c'è
La minaccia ai buoni ascolti dell'audiofilo, peraltro subdola, difficilmente individuabile, si rivela quindi poco consistente. Se i dischi sospetti sono pochi, a livello di curiosità il test si può anche fare. Negli altri casi conviene non fare nulla. Soltanto, quando si ascolta un CD con gli alti "sparati",  come se i controlli di toni ci fossero ancora e fossero al massimo, eseguire il test ed applicare eventualmente il rimedio. Se invece il test è positivo ma non si sente nulla di anomalo (può capitare con CD di classica i cui contenuti non erano ricchi di alte) continuare ad ascoltare tranquillamente.               

domenica 8 novembre 2020

Guida all'uso di un registratore a bobine (Akai 4000 DB)

Premessa
Qualche entusiasta ha definito i nastri preregistrati (ree-to-reel prerecorded tapes) il "nuovo vinile", nel senso che sono analogici e hanno però una qualità del suono anche superiore e minori problemi di degrado del supporto. Una grossa differenza la fanno però i lettori-registratori perchè, a differenza dei giradischi, dove i produttori sono ora più numerosi di quelli che erano presenti quando il vinile era il principale supporto fisico, nessun nuovo produttore si è avventurato nella proposta di nuovi modelli, con le uniche eccezioni di un paio di produttori high-end a prezzi elevatissimi di cui solo uno (Ballfinger, tedesco) è ancora attivo alla data del post. Nel post sui supporti fisici alcune informazioni su dove si possono acquistare i nastri reel-to-reel.

Un registratore a bobine classico
Per ascoltare i nastri preregistrati (dal suono spesso sorprendente) bisogna quindi rivolgersi all'usato (ancora con discreta offerta) e i modelli della Akai, i 4000 soprattutto, erano negli anni d'oro dell'Hi-Fi (anni '70) i più diffusi nella fascia media e tuttora sono abbastanza accessibili.
Utilizzare un registratore a bobine per chi non li ha mai usati all'epoca o arriva adesso non è affatto immediato, anche l'interfaccia utente è "analogica" ed è utile quindi ripercorrere le azioni da fare per ascoltare un nastro preregistrato o registrarne uno.
L'Akai 4000 ha una disposizione dei comandi abbastanza simile ai modelli di altre marche e quindi può fungere anche da guida esplicativa generale questo post. E' ovviamente una macchina per nastri da 1/4 di pollice come tutti i modelli semi-professionali o amatoriali.
La lettura può essere aiutata dal manuale originale che si può consultare qui.

1. Montare un nastro
Inserire un CD è intuitivo ed immediato, mettere sul piatto un vinile è intuitivo ma richiede attenzione (per non lasciare ditate sul disco), inserire un nastro da ascoltare richiede invece un minimo di manualità:

  • la bobina con il nastro da ascoltare va inserita a sinistra, quella ricevente a destra
  • si inserisce sul perno che ha tre alette (sistema di fissaggio "Cine" simile come si intuisce, a quello delle "pizze" o rulli dei film) ed è diviso in due parti, per far entrare la bobina le alette devono essere allineate
  • una volta che la bobina è inserita si tira il perno, che ha una molla, e lo si gira per fissare stabilmente la bobina (più difficile descriverlo che farlo)
  • il capo del nastro (solitamente di plastica colorata) deve quindi essere condotto a mano seguendo il percorso della figura 1; il percorso passa ovviamente per il gruppo testina e poi tra il capstan e la rotella di trascinamento, fino ad arrivare alla bobina ricevente
  • nel percorso passa anche a un perno mobile che serve per lo spegnimento automatico quando il nastro finisce
  • tutto questo passaggio di nastro deve essere ovviamente eseguito mantenendo il lato magnetizzato (quello opaco) sempre interno alle bobine e al contatto delle 3 testine di lettura, scrittura e cancellazione
  • anche l'aggancio alla bobina ricevente non è immediato: bisogna far arrivare il capo del nastro alla fessura presente sulla bobina, tenerlo fermo con un dito e far girare la bobina per un giro in modo che il nastro si sovrapponga a quello del giro precedente, per attrito dopo un paio di giri è agganciato e si può far partire l'ascolto.
  • al termine dell'ascolto del nastro si deve andare in fast forward (seconda leva verticale) sino a far uscire il nastro dalla bobina di sinistra, e quindi togliere la bobina (tirando il perno e allineando le alette) e portare la bobina destra, rivoltata, sul perno di sinistra, e ricominciare da capo.
Figura 1

Nella immagine sopra e nella visione ravvicinata visibile sotto si vede il percorso che deve fare il nastro per passare da una bobina all'altra e, ovviamente, anche davanti al gruppo testine. Il capo del nastro, infilato nella apposita fessura, esce quel tanto che basta per fermarlo nei primi giri.


Nelle successive due foto il particolare dei perni per inserire le bobine con bobina inserita e non.



2. Ascoltare il nastro
Il comando è di uso semplice e intuitivo, è la leva verticale di sinistra (vedi la prima foto) che ha solo due posizioni: FWD-Forward per l'ascolto e REC per la registrazione. Prima però bisogna fare alcune operazioni preliminari in base al tipo di nastro, partiamo dal più comune:
  • nastro stereo a 4 tracce, velocità 7-1/2 ips (7,5 inches per second, ovvero ca.19 cm/sec):
    • selettore traccia su stereo
    • equalizzatore velocità su 7-1/2 (fin qui tutto facile)
    • equilizzatore nastro: su low noise (ma serve solo per la registrazione)
    • SOS (sound on sound) su off
    • Dolby:su off
    • livelli di controllo registrazione: non servono, ovviamemte
  • nastro stereo a 4 tracce, velocità 3-3/4 ips (3,75 inches per second, ovvero ca.9cm/sec)
    • ovviamente tutto uguale salvo l'equalizzatore velocità
  • nastro mono a due tracce
    • traccia 1: selettore traccia su 1-4
    • tirare verso fuori il pomello di regolazione volume registrazione microfono destro: in questo modo la lettura si limita alla traccia 1 (corrispondente al canale sinistro nello stereo) e non viene letta (al contrario) la traccia 3; per tutto l'ascolto deve essere lasciato così
    • traccia 2 (quando si volta il nastro): selettore traccia sempre su 1-4
    • tutti gli altri comandi come sopra
  • nastro mono a 4 tracce
    • traccia 3: selettore traccia su 3-2
    • traccia 4 (quando si volta il nastro): selettore traccia sempre su 3-2
    • tutti gli altri comandi come sopra

Note:

  • La sequenza delle tracce mono nei nastri 4 tracce (rari per la musica) è illustrata a pagina 8 del manuale;
  • L'ascolto dei nastri mono avverrà solo sulla cassa acustica di sinistra; se l'amplificatore ha un (raro, ormai) comando per miscelare i due canali stereo si potrà ascoltare dalle due casse; in alternativa servirebbe un selettore / ripartitore (assai difficile da trovare) e usare un ingresso diverso dell'ampli;
  • I nastri preregistrati possono avere solo questi formati, nastri master o professionali sempre a 1/4 di pollice possono essere anche a 2 tracce stereo, e non possono essere letti da registratori di questo tipo.
3. Il cambio della velocità
Essendo un modello (come tutti quelli analoghi) a due velocità, ci si aspetta di trovare un selettore per selezionare quella richiesta. Ma non è così (e il neofita probabilmente si perderebbe senza un aiuto o il manuale). Il cambio avviene invece in modo meccanico, il motore elettrico va sempre alla stessa velocità. Si ottiene cambiando il diametro del capstan, il componente che trascina il nastro davanti alle testine alla velocità esatta opponendosi alla rotella gommata vista prima, con lo stesso principio del cambio di una bicicletta. Per cambiare il diametro bisogna fisicamente estrarre il cilindretto esterno e posizionarlo su un perno poco superiore (che serve solo per non perderlo). Con il diametro maggiore si ha la velocità superiore di 7-1/2 ips.


Nella foto sopra il registratore settato per la velocità inferiore di 3-3/4 ips. Il cilindretto di diametro maggiore è stato tolto svitando la rondella zigrinata e posizionato nel perno sopra a destra. Il capstan (al centro) è al diametro inferiore e trascina il nastro a velocità costante in concorso con la rotella gommata. E' in esecuzione un nastro mono a 2 tracce 3-3/4 e il selettore a sinistra è quindi posizionato su 1-4. A destra il comando per lo spegnimento automatico, che scatta quando il nastro finisce e la molla fa scendere il perno nella posizione inferiore. 
Nella foto sotto il registratore settato invece per la velocità standard di 7-1/2 ips.


4. La ricerca dei brani
Niente accesso immediato come nei CD e neanche a vista come negli LP e neppure con un sistema di ricerca automatica della pausa come nelle ultime piastre a cassette. Tutto manuale, gli album si sentono normalmente per intero, una facciata dopo l'altra.
Un aiuto per la ricerca del brano però esiste, è il contatore, molto preciso, a 4 cifre.

Per cercare un brano occorre quindi al primo ascolto di un nastro preregistrato azzerare il contatore e segnare su un foglietto i numeri del contatore all'inizio di tutti i brani, e poi mettere il foglietto nella confezione del nastro. Con il comando fast forward (avanti veloce) si raggiungerà l'inizio e il brano. Tutto analogico.

5. La registrazione
La registrazione era certamente l'uso primario dei registratori (che infatti si chiamano così) quando erano stati comprati negli anni '70. Registrazioni sia di esecuzioni proprie o di amici, con i microfoni, sia per copia di LP. Due esigenze ora coperte con facilità d'uso incomparabilmente superiore e qualità comparabile dalla registrazione digitale.
A parte la sperimentazione e il divertimento di padroneggiare tecniche di un tempo, rimane interessante la possibilità di registrare contenuti analogici, LP o radio FM Stereo, rimenendo nel dominio analogico. E anche di registrare esecuzioni dal vivo (casalinghe o meno) per chi non ha un set di registrazione digitale. E' utile quindi ripercorrere brevemente la tecnica di registrazione con un registratore a bobine.

Attenzione: Ricordarsi però sempre di non usare per distrazione nastri pre registrati o nastri già registrati. Non esiste alcun fermo o controllo e i contenuti originali sarebebro cancellati e andrebbero persi per sempre.

Comandi e strumenti
I comandi e gli strumenti da utilizzare nelle registrazioni sono mostrati nella foto che segue.

Da sinistra in alto, sono:

  • Ingressi microfoni stereo (qui va collegata anche l'uscita di un eventuale mixer per più microfoni)
  • Ingresso cuffia stereo (indispensabile)
  • Selettore Dolby (da usare solo se necessario, raro sui registratori a bobina)
  • Vu meters per i due canali
  • Regolatori volume per i due canali; ghiera esterna per registrazione linea, interna per registrazione microfono
  • Selettore Monitor Tape-Source: sui registratori a 3 testine come questo è possibile confrontare in tempo reale la sorgente e la sua registrazione su nastro
  • Selettore sound-on-sound: da non usare, lasciare su normal (uso particolare)
  • Selettore velocità: ovviamente la registrazione sarà sempre a 7-1/2, massima qualità
  • Tipo di nastro: sempre low noise
  • In alto a destra: 
    • Comando registrazione: schiacciare il tasto (di sicurezza) e ruotare la leva su REC, si accende la spia rossa
    • Comando pausa: comodo per l'avvio sincronizzato, predisporre la registrazione e mettere in pausa, poi con il solo comando Start si avvia
    • Utile anche per verificare i livelli prima di registrare, ovviamente selezionando Source sul tasto Monitor
Il livello di registrazione
Chiunque si sia cimentato un tempo con la registrazione analogica sa che il passaggio critico per il successo dell'operazione è la regolazione del livello di registrazione. Troppo alto va in saturazione il nastro, troppo basso si sente il rumore di fondo, e regolare al centro non è facile perchè il livello in una musica cambia di continuo, e nella musica classica può essere molto ampio, dal pianissimo al fortissimo. E' la famosa dinamica di cui tanto si parla.
In un registratore a bobine usando la velocità superiore 7-1/2 ips però è un problema marginale (per questo i più esigenti li preferivano alle piastre a cassette), la dinamica del nastro è sufficiente anche per la musica classica con grande orchestra. In casi particolari o anche per comodità di regolazione può tornare utile il Dolby incluso in questo apparecchio, che in pratica è un espansore di dinamica.

I nastri non registrati
E i nastri cosiddetti vergini dove li trovo? Una fabbrica che li produce ancora esiste, si chiama Recording The Masters ed è francese, produce vari nastri con vari prezzi tra cui nastri con le stesse caratteristiche degli Agfa o Emtec non più in produzione da anni (marchio Pyral o LPR). Non costano moltissimo, modelli buoni a meno di 30 €. Il distributore italiano si chiama Datatex.
Si trovano anche sul mercato dell'usato, quindi su eBay e affini, ma la qualità è una scommessa (consultare sempre Soundfan per approfondimenti e consigli). I prezzi inoltre sono simili se non superiori. Il nastro ha una grande importanza nel risultato e quindi, se volete impegnarvi in registrazioni di qualità sfruttando questa tecnologia analogica tuttora molto valida, bisogna dotarsi di nastri buoni.

Durata di un nastro
Per questo modello di registratore il nastro standard è quello da 7" (18 cm) e con lo spessore più comune contiene 48' per lato a 19cm/sec - 7-1/2 ips, quindi proprio quanto serve per contenere facilmente un LP.

Come si spegne il registratore
Con il selettore on-off di accensione a destra, penserete voi. Invece no, non sempre, se la bobina è montata e agganciata alla bobina ricevente il perno scorrevole che indica se la registrazione o l'ascolto sono finiti rimane in posizione "non finito" anche a selettore off, e il capstan continua a girare. Per spegnere occorre arrivare alla fine, secondo Akai è quello che dovrebbe avvenire in una sessione standard, salvo brevi sospensioni. Se la sospensione invece è più lunga e vogliamo lo stesso spegnere luci e motori si può aggirare questa funzionalità standard semplicemente facendo scendere il perno nella posizione "fine" (tutto in basso) facendo scendere il nastro dalla bobina ricevente.

La manutenzione
I nastri possono depositare sulle testine particelle del materiale magnetizzabile, che, se in quantità eccessiva, può degradare l'ascolto o la registrazione. Il manuale consiglia di pulire le testine, con un cotton fiocc o simili e alcool, dopo ogni uso anche di media durata.

martedì 3 novembre 2020

Dove comprare i supporti fisici analogici

Premesse
Conosciamo la storia del principale supporto analogico, il vinile, l'LP, che doveva sparire dal commercio alla fine degli anni '80, sostituito dal CD, ha resistito quasi in clandestinità con pochi produttori di vinili e di giradischi (dalla vista lunga, come Heinz Lichtenegger della Pro-Ject) fino alla metà a metà degli anni 2000, da quando è iniziata una ripresa prima lenta e poi sempre più rapida, che ha portato nel 2019 ad avvicinare in USA il fatturato del CD, quasi 500 milioni di $ (497) contro poco più di 600 milioni di $ (614) per il CD. Il sorpasso è prevedibile e il vinile non sparirà più, magari invece succederà per il CD.

Anche se rimane un mercato di nicchia, soprattutto in Italia, e richiede un lettore non semplice da utilizzare (con i parametri attuali) come il giradischi, i negozi specializzati e i punti di vendita ci sono e sono anche in crescita e più forniti di quelli per i CD. Anche perché i titoli prodotti sono molti meno.

Shady Grove dei Quicksilver Messenger Service, una delle più affascinanti coperine di LP folding

Categorie di dischi in vinile
Possono essere suddivisi in quattro categorie:

  1. LP usati pubblicati prima del 1980
  2. Ristampe (nuove) di LP pubblicati prima del 1980
  3. LP usati pubblicati dal 1990 in poi
  4. LP nuovi pubblicati dal 1990 in poi
Le date fanno riferimento alle date indicative di passaggio alla registrazione digitale anche per la produzione dei dischi in vinile. Questo riguarda non solo dischi pubblicati anche in CD (dal 1982) ma anche LP pubblicati prima di quella data o anche in vinile. La registrazione digitale, al contrario di quello che avviene ora, era considerata un plus e le console digitali erano già presenti in preparazione del digitale. Essendo le prime erano anche quelle dal suono meno convincente (come si è capito col senno di poi).
In generale è preferibile controllare sempre se la registrazione del LP che pensiamo di acquistare era analogica. Di solito essendo un plus è indicato sulla copertina, e si tratta soprattutto di dischi di classica.

Stranded dei Roxy Music, ai vertici per le copertine folding degli LP

Perché è importante la suddivisione temporale
Tutto dipende dalla motivazione per l'acquisto di un LP, considerando che i contenuti musicali sono nel 99% ascoltabili anche in digitale al minimo in qualità CD. Se la motivazione è avere in casa la splendida copertina folding, ad esempio di Stranded dei Roxy Music, ma anche delle ultime uscite, l'importanza della registrazione digitale o analogica è pari a zero. Ma chi cerca di afferrare il "magico suono del vinile" evidentemente non può pensare di catturarlo da un processo di registrazione che proprio all'inizio è digitale (e in genere con non nota risoluzione).

Usato o ristampa
Un LP usato, ben tenuto e ben pulito, ben stampato all'origine, ha una qualità comparabile ad una ristampa "standard". Questo vale soprattutto per gli LP di classica, invece per la musica pop e rock e per album di successo è più difficile ormai trovare usato all'altezza. Questo avveniva nei tempi d'oro (per gli analogisti) nei quali la gente si liberava degli ingombranti LP. Erano gli anni 2000, da tempo chi li ha ancora si è accorto del valore di ciò che ha e di solito i suoi LP entrano nel giro dei negozi e dei siti specializzati a prezzi analoghi, al minimo, a quelli dei CD nuovi.
Se lo stato di usura non è certo ed è disponibile una ristampa, per i non collezionisti la ristampa è preferibile. E' bello ascoltare il vinile ma è ancora più bello ascoltarlo senza toc periodici o sfrigolii.
Negli altri casi controllore bene (ma se il negoziante è serio da' una valutazione reale, magari con un filo di ottimismo) e chiedere sempre, se disponibile in negozio, il lavaggio.

Altro classico tra le copertine floating è Pawn Hearts dei Van Der Graaf Generator

Sì, ma dove si comprano?
Gli stessi negozi che vendono ancora CD hanno ormai una sezione dedicata al vinile. Molto ampia, anzi prevalente, nei negozi specializzati, più ridotta e di solito limitata a ristampe nuove o nuove uscite per i centri di vendita delle grandi catene.
Un altro canale sono le mostre online di Hi-Fi, a volte dedicate solo al vinile, che si tengono con una certa regolarità (e che torneranno si spera presto, post-pandemia), che mettono a disposizione, ovviamente, una grande scelta di titoli.
I prezzi come noto non sono economici (per questo le case discografiche si sono infine arrese al ritorno al vinile), il nuovo parte da circa 25 € per arrivare a 45 € e oltre per dischi speciali (vinile più pesante e selezionato, doppi, ecc.). Da controllare sempre se la ristampa mantiene la copertina originale, in particolare, se è folding come l'originale.
Da considerare inoltre che l'LP è un oggetto fragile (a me una volta mi è arrivato rotto, ma c'è da dire che arrivava dall'Australia) ed inoltre c'è sempre il problema, per chi non ha un portiere o può far effettuare la consegna in ufficio, di essere presenti ala consegna.

Acquisto online
Qui invece la differenza è maggiore. Amazon vende anche i vinili ma non ha uno shop dedicato. In altre parole bisogna cercare il vinile che interessa, non si può girare nel negozio virtuale per farsi ispirare. E non c'è tutto. Non ci sono inoltre siti specializzati generalisti con una grande disponibilità di titoli, più che altro negozi che trattano oltre a Hi-FI anche una selezione di titoli in vinile "audiofili" e li vendono anche online, come ad esempio Musica & Video di Maurizio Vecchi, spesso presente alla mostre del settore citate in precedenza.

Le ristampe mono
Come ho approfondito in un post tempo fa, la codifica in stereo è stata applicata sistematicamente ai dischi, e quasi solo agli LP, a partire dal 1960, i primissimi LP sono di fine 1958 e le prime uscite vere sono del 1959. Fino alla prima metà degli anni '60 gli LP di musica moderna venivano pubblicati anche in mono. Chi compra le ristampe cerca di solito una copia "filologica" e quindi il mono non è un problema ma, attenzione, ascoltare un disco mono al massimo delle sue possibilità (che sono interessanti) richiederebbe un set di ascolto mono, o almeno un giradischi con testina mono. Solo in questo modo infatti c'è la certezza che alle due casse acustiche arrivi lo stesso segnale e quindi ci sia la perfetta ricostruzione al centro. Avere due giradischi uno per LP stereo e uno per LP mono comporta qualche problema logistico (ed economico), i giradischi che consentono di montare due bracci sono ormai una rarità così come quelli con shell intercambiabile e comunque sarebbe necessaria in questo caso una taratura tutte le volte. In sintesi per queste edizioni mono, limitate ad un periodo di tempo breve, conviene valutare se sono preferibili le riedizioni digitali in HD, quando esistono.

Il vinile non è il solo supporto analogico
Ci sono anche i nastri preregistrati. Dimenticando subito le musicassette registrate (che hanno una triste storia di qualità infima, molto inferiore alle musicassette casalinghe) sono state commercializzate sin dagli anni '50 bobine (reel-to-reel) preregistrate con tecniche di duplicazione adeguate dalle case discografiche. La qualità e l'assenza di alcuni difetti del vinile erano i punti di forza. Ho illustrato  diffusamente questo supporto di qualità notevole, e ben resistente al tempo, in un post di qualche anno fa che forniva indicazioni anche sull'acquisto dell'usato (essenzialmente eBay è il canale) ancora valide. Negli anni si sono aggiunti siti web di vendita sia dell'usato (ma siamo dalle parti del collezionismo = prezzi alti) sia di nastri nuovi, copie da master d'epoca o prodotti da registrazioni recenti, realizzati allo stato dell'arte (= prezzi altissimi, nell'ordine delle centinaia di Euro). I siti di riferimento sono Master Tape Sound Lab e The Tape Project o l'etichetta OpenReel Records.

Un nastro registrato dalla qualità eccellente, West Side Story con il cast originale di Broadway.

Ovviamente per l'ascolto serve un buon registratore a bobine ma, a differenza del vinile, dove i produttori di giradischi sono ora più numerosi di quelli che erano presenti quando il vinile era il principale supporto fisico, la produzione delle marche storiche (Revox, Akai, Technics, Teac, ecc.) è stata sospesa pochi anni dopo l'avvento della musica e della registrazione digitale (il DAT in particolare è stato il "killer") e nessun nuovo produttore ha tentato di riprendere il discorso sino a pochi anni fa. Attualmente è attivo solo un nuovo produttore high-end tedesco, Ballfinger, con ottimi registratori che partono però da 11.000 €. L'offerta è quindi rappresentata sostanzialmente solo dall'usato che però non è scarso, erano puttosto diffusi, molto affidabili e in grado di raggiungere i livelli del tempo con una revisione. Il sito di riferimento per sapere tutto di marche e modelli e tecnologia è sicuramente Soundfan (italiano). 

In conclusione
Acquistare LP sta diventando sempre più semplice, anche se con perduranti limitazioni per la vendita via web. Ritengo personalmemte che chi fa una scelta analogica, magari non esclusiva, ma sicuramente impegnativa in termini di costi e tempi, debba andare fino in fondo, rendendo analogico anche il processo di scelta e di acquisto. Andate quindi ai negozi singoli, affidatevi alla loro competenza, e comprate da questo canale. I nastri preregistrati sono invece un mondo a parte, decisamente di nicchia, ma in realtà abbastanza accessibile e affascinante per chi volesse avventurarsi.

domenica 1 novembre 2020

Dove comprare i supporti fisici digitali

Premessa
Per chi è passato al download o allo streaming questo è un tema superato, e i supporti fisici (se ne hanno), sono casomai un problema di "stoccaggio". Ma una buona parte degli audiofili con impianto sono legati alla fisicità della musica, e il piacere di avere un supporto con il suo booklet ricco di informazioni ha ancora un valore e un prezzo. E quindi deve riuscire a trovare le nuove strade per procurarsi i preziosi e accuratamente selezionati supporti. Ma, oltre a questa esigenza, ci sono ancora (pochi) album o artisti reperibili solo su supporto fisico, o per loro scelta o perchè molto rari o "locali". 

I supporti fisici oggi
Il CD resiste e viene ancora acquistato, in USA nel 2019 sono state spedite nel 2019 ai punti vendita 42,5 milioni di CD contro 60 milioni nel 2018. I dati italiani non sono pubblicati da tempo dalla FIMI, ma il fatto che esistano da noi ancora punti vendita dimostra che una domanda resiste. L'unico altro supporto fisico digitale che può essere ancora acquistato nuovo è il SACD, ma solo per la musica classica.

I negozi di nuovo, le catene
Il tradizionale canale di vendita sono i negozi. Resistono ancora nelle grandi città ma, salvo casi particolari, per il nuovo sono solo sezioni di librerie e di catene di librerie. A Roma come in tutta Italia le librerie Feltrinelli oppure la grande libreria dell'Auditorium. La disponibilità di CD è ampia e sono presentati come sempre per generi, è sempre presente un'ampia sezione di offerte a prezzo ribassato. Sono proposti con sempre maggiore frequenza cofanetti di più CD di autori amati del jazz e della classica a prezzo per CD molto ribassato. Prezzo che non è più standard come un tempo, ma variabile in base al contenuto, all'incirca da 10 a 25 €. 
I SACD sono in vendita nei negozi più grandi, ma di solito non in una sezione separata, bensì mischiati ai CD di classica e, ovviamente, solo di tipo ibrido (leggibili aanche da un lettore CD). Una dimostrazione ulteriore della scarsa attrattiva (in Italia almeno) del formato e dell'alta definizione in generale.

Il Notebook Store dell'Auditorium di Roma

I negozi specializzati di nuovo e usato
Sempre nelle grandi città resistono negozi specializzati solo in supporti fisici. La parte maggiore ora la fanno i vinili, nuovi e usati, ma ovviamente è sempre presente anche una sezione CD, a volte anche nuovi. A Roma per esempio esistono 4 negozi di questo tipo, tre dei quali fanno riferimento simpaticamente nel nome a storici album e gruppi (Dark Star, Pink Moon, Elastic Rock) e il quarto è lo storico e resiliente Millerecords. La disponibilità è ovviamente legata al caso ma alcuni (ad esempio Elastic Rock) possono anche ordinare via web con consegna al negozio. Anche i prezzi sono ovviamente variabili in base allo stato del CD o alla sua rarità, come sempre nell'usato.
SACD usati sono disponibili solo casualmente, negozi specializzati esistono, come Musica & Video di Ravenna, ma vendono sopratutto online e li vediamo dopo.

L'acquisto sul web
Considerando che 1) i negozi "fisici", causa domanda sempre più ridotta, possono resistere solo in grandi città 2) la enorme crescita dei titoli pubblicati rende impossibile avere in negozio una selezione sufficiente di CD per i vari generi (soprattutto per la musica moderna), il web è il canale giocoforza primario per chi intende ancora acquistare supporti fisici nuovi o usati. Le piattaforme principali sono: a) Amazon (e negozi associati), b) Ebay e le altre piattaforme di vendita tra privati (e piccoli negozi), c) i siti delle case discografiche, d) negozi solo online, e) Discogs.
La consegna avviene ovviamente per posta con relativo costo aggiuntivo.

Amazon
Ovviamente vende anche CD e vinili (non esplicitamente SACD, non prevede un filtro specifico). Oltre che CD (solitamente successi del momento) venduti direttamente da Amazon, è soprattutto una piattaforma per moltissimi "negozi online" di ogni dimensione, che vendono sia nuovo che usato. Sia per i primi che per i secondi è spesso disponibile il servizio Prime, ovvero la consegna gratuita con abbonamento annuale.

eBay e altre piattaforme di vendita online
Ampia offerta di CD e di SACD da parte di privati e più di frequente  da parte di "negozi online" di ogni dimesìnsione. Quasi sparite le aste che consentivano un tempo ottimi affari, il prezzo lo fa il venditore ed è ovviamente molto variabile.
I SACD non di classica (quindi fuori catalogo) sono presenti in buona quantità a volte anche "sealed" (nuovi o presunti tali). I prezzi non sono purtroppo quelli dei tempi, prima che il SACD venisse riscoperto, e sono quasi sempre oltre i 40€ inclusa spedizione, e spesso oltre i 50.

SACD di Miles Davis (pubblicati negli "anni zero") disponibili su eBay alla data del post

I siti delle case discografiche 
Alcune case discografiche di classica e praticamente tutte quelle che pubblicano anche in formato SACD hanno la possibilità di acquistare online e di spedire per posta i supporti fisici. A volte si appoggiano a piattaforme esterne, a volte fanno tutto in proprio. Avevo sperimentato tempo fa l'acquisto da 2L The Nordic Sound (era un SACD) ma altre case che non li pubblicano, come Hyperion o DG - Deutsche Grammophon mettono a disposizione questo tipo di acquisto. Ovviamente costa più che in negozio per via del costo della spedizione e, sul nuovo, conviene verificare prima se il negozio fisico a cui ci si rivolge può ordinarli e farli avere in negozio, come si usa per i libri.

Un disco Hyperion di recente pubblicazione acquistabile per posta come CD fisico

Per confronto, i prezzi per l'acquisto in download

I negozi online
In genere collegati ad Amazon, soprattutto ad Amazon inglese, vendevano CD anche a 1 centesimo (ne riferivo in un post nel 2012) e comunque a meno di 2-3 € con la spedizione. Gli anni sono passati, quelli che si disfavano dei CD hanno completato l'operazione, la domanda è risalita e i CD in svendita non ci sono più. Anche se provare a venderli su eBay è fatica sprecata. I negozi online indipendenti da Amazon come Momox fanno adesso il servizio opposto, ovvero acquistano CD selezionati (più o meno rari e con domanda), che possono vendere ad appassionati anche a 20-30 € e più. 

Discogs
Il popolare sito / catalogo universale di tutti i dischi pubblicati nell'orbe terracqueo è in realtà un sito collaborativo, i dati sono forniti dai visitatori / utenti del sito. Che da qualche anno hanno anche la possibilità di vendere i dischi rari dei quali inseriscono i dati. Cercando su Discogs si possono trovare quindi anche CD e SACD (di solito usati) ed acquistarli. Prezzi variabili ma allineati a quelli di eBay (quindi alti) per i SACD.

In sintesi
Grazie al web l'appassionato che desidera continuare ad ascoltare ai suoi personali e propri supporti fisici può continuare a farlo, così come chi sta sfruttando la musica in streaming o in download ma vuole avere alcuni selezionati album.
Il negozio può continuare ad essere la scelta preferita per gli appassionati "in cerca dell'ispirazione" per i loro acquisti, mentre per gli acquisti mirati dei titoli di cui si sono lette recensioni o dei nostri artisti preferiti, la scelta sarà molto probabilmente il web con le sue molte risorse. Con il consiglio di provare comunque la strada  dell'ordinativo in negozio, per dare un contributo a mantenerli aperti.