domenica 29 ottobre 2017

La scelta del primo impianto hi-fi

Sul blog ci sono diversi articoli dedicati a come inserire una sorgente per "musica liquida" in un impianto tradizionale, questo nuovo post è dedicato invece a chi vuole mettere insieme per la prima volta il suo impianto, a chi ha deciso di ascoltare la musica al meglio, dando ovviamente la priorità allo standard attuale, alla musica digitale.

Il questionario
La musica digitale consente una notevole creatività ai progettisti di "hardware" componendo in modi diversi i componenti essenziali, ormai arrivati in gran parte a prestazioni un tempo solo professionali con prezzi all'origine veramente ridotti. Quindi le alternative sono diverse, e l'unico modo per individuare quella che fa per noi lo strumento più adatto rimane il questionario.

Ecco quindi il primo questionario (almeno credo) per comporre il proprio impianto hi-fi per la musica liquida, con le domande e le diramazioni in base alla risposta. Con queste premesse: il questionario è orientato a un impianto stereo per ambienti medio grandi, non da scrivania, ascoltabile anche da più persone, ed espandibile, con diffusori separati e sostituibili con altri di livello superiore o di diverse caratteristiche. Non quindi a soluzioni all-in-1, speaker wireless, a cui abbiamo dedicato un precedente post

Percorso A
  1. Hai una collezione di CD?
    • No, pochi o nessuno: Vai alla domanda 2
    • Si, ma vorrei archiviare tutti i CD su uno storage e metterli via per sempre: Vai alla domanda 2.
    • Si: Vai al Percorso B
  2. Sei interessato all'HD (alta definizione)?
    • No, solo se effettivamente disponibile in Italia o in streaming: Val alla domanda finale 3
    • Si: Vai al Percorso B, Domanda 4.
  3. Ottimo: L'impianto che ti servirà sarà il più semplice e anche il più economico rispetto alle prestazioni: Vai alla descrizione dell'Impianto A nelle sue due varianti.
Percorso B
  1. Quante volte riascolti i CD della tua collezione?
    • Qualche volta, in particolare per i miei preferiti: Vai alla domanda 2:
    • Mai o quasi: Vai alla domanda 3.
  2. I dischi che riascolti sono disponibili in streaming su Tidal?
    • No, sono rari (esecutori di classica, italiani, world ...): Vai alla domanda 4
    • Si: Torna al Percorso A, domanda 2
  3. Sei interessato all'HD (alta definizione)?
    • No, solo quando sarà disponibile effettivamente in Italia o in streaming: Val al percorso A, domanda finale 3.
    • Si: Vai alla domanda finale 4.
  4. In questo caso ti serve un impianto più complesso e articolato, ma non troppo grazie alla tecnologia digitale. Vai alla descrizione dell'Impianto B.
L'impianto A
In questo caso l'impianto può essere così semplice da richiedere anche un solo componente fisico, a parte il tablet. Tutto quello che serve è:
  • Variante A1
    • Un tablet 
    • L'abbonamento a un servizio streaming in qualità CD 
    • Una coppia di diffusori attivi e wireless
  • Variante A2
    • Un tablet
    • L'abbonamento a un servizio streaming in qualità CD 
    • Un connettore / DAC Chromecast Audio
    • Un amplificatore
    • Una coppia di diffusori tradizionali
Impianto - Variante 1

Note esplicative Impianto A
La prima cosa da sottolineare è la scelta logica e conseguente di un servizio streaming in qualità CD: poiché si parte da un ridotto o semi inesistente numero di supporti in proprio possesso, è chiaro che un servizio che costa poco più di un CD al mese e consente di ascoltarne anche uno al giorno ha una convenienza economica e pratica imbattibile. Se poi non interessa l'alta definizione e si può aspettare che arrivi anche sullo streaming con MQA cade l'ultimo motivo per una soluzione più complessa (la B). Altre informazioni:
  • Il tablet è indicato solo perché più comodo, potrebbe anche essere uno smartphone. Può essere indifferentemente IOS o Android.
  • Il servizio streaming: l'unico disponibile in Italia in qualità CD e con catalogo per tutti generi al momento è Tidal (si attende l'arrivo di una versione lossless di Spotify). Un'alternativa per chi intende ascoltare solo classica sull'impianto (e/o per altri generi accetta lo streaming lossy) è l'ottimo servizio Idagio, che costa 7 €/ mese contro i 20 E / mese di Tidal.
  • Nella prima fase di messa punto e familiarizzazione dell'impianto si può anche ricorrere ad un normale abbonamento Spotify da 10 € / mese.
  • I diffusori attivi wireless: sono la soluzione più semplice immediata e "senza pensieri". La scelta però al momento non è molto ampia, se parliamo di componenti di qualità riconosciuta e non da supermercato di elettronica. Al momento sono da citare in particolare la serie Xeo di Dynaudio e le Kef LS 50, prezzi dai 1.000 ai 3.500 €, che comprendono anche gli amplificatori e DAC interni; non serve niente altro.
  • La variante 2 è adatta invece a chi punta più in alto, a diffusori di caratteristiche superiori,  o per ambienti più grandi, e a una maggiore flessibilità per future esigenze (altre sorgenti analogiche, ad esempio), o punta al contrario a componenti più economici, usati o reperiti da parenti ed amici o magari con rapporto qualità / prezzo particolarmente conveniente.
  • Tutto il lavoro di connessione e di decodifica lo fa in questo caso Chromecast Audio che ha come noto un prezzo veramente ridotto (39 €) e che per un successivo upgrade può anche essere dotato di un DAC esterno di maggiore qualità (obbligatoriamente con ingresso S/PDIF).
Impianto A - Variante 2
L'impianto B
La esigenza di utilizzare come sorgenti supporti fisici e/o file audio acquisiti in download e archiviati da qualche parte rende inevitabilmente più complesso l'impianto, anche se per fortuna esistono ormai molti lettori multiformato che gestiscono entrambe le sorgenti. Per l'ascolto si possono adottare in questo caso sia diffusori (o "casse") attivi wireless, sia la classica accoppiata amplificatore - casse passive. Per questa tipologia di impianto la seconda alternativa sarà quella più comunemente scelta. In sintesi i componenti sono:
  • Un lettore multiformato
  • L'abbonamento a un servizio streaming in qualità CD o lossy
  • Uno storage server
  • Variante 1
    • Un amplificatore stereo
    • Una coppia di diffusori stereo tradizionali, o in alternativa:
  • Variante 2
    • Un amplificatore multicanale
    • 5+1 (o 5.0) diffusori per multicanale:
      • 2 stereo anteriori
      • 1 centrale anteriore
      • 2 effetti posteriori
      • 1 subwoofer (opzionale)
Impianto B - Variante 1
Note esplicative Impianto B
Anche in questo impianto è molto utile un servizio streaming. Anche se la preferenza è verso l'acquisto della musica, su supporto fisico o immateriale, è sempre molto comodo poter ascoltare alla stessa qualità in anteprima, e ad una frazione del costo, gli album o i brano di cui abbiamo sentito parlare bene e che ipotizziamo di acquistare.
L'elemento centrale è in questo caso il lettore multiformato, che deve poter gestire:

  • Supporti fisici CD
  • Supporti fisici HD (SACD, DVD-Audio, Pure Audio Blu Ray)
  • Decoder interno e uscite stereo e multicanale
  • DAC compatibile con PCM almeno fino a 24/192 e DSD fino a DSD256
  • Supporto DLNA
  • Ingresso USB 3.0
  • Supporto streaming Tidal e Spotify
  • 2 o più ingressi analogici (pin-jack RCA)
  • 2 o più ingressi digitali (almeno 1 USB e 1 S/PDIF)
  • Connessione wireless (Wi-Fi e Bluetooth APTX)
  • Una app dedicata per comando da remoto
Quasi tutte queste funzionalità sono presenti in gran parte dei modelli presenti sul mercato. Un player che li ha tutti ed è ormai uno standard e un riferimento di mercato e tecnologia è l'Oppo BDP-105, ma se non è necessaria tutta questa versatilità sono possibili alternative. Se ad esempio non avete SACD o altri supporti HD è sufficiente in alternativa un lettore CD con uscita digitale ed un network player tipo i Marantz 6005 od 8005 o similari di Denon, Onkyo, Naim, Linn ecc.

La musica acquisita in download va archiviata in un network storage collegato al lettore multiformato o al network player. La soluzione più semplice è un hard disk esterno collegato in USB (la connessione però deve supportare tutti i formati e tutti i bitrate, senza limitazioni). La soluzione più comune e più affidabile è però uno storage server connesso in DLNA, che può essere un NAS o un hard disk (di adeguata capacità, 1 TB e oltre).
Impianto B - Variante 2 (multicanale)
Variante 2
La variante 2 in multicanale è particolarmente interessante per unire l'impianto audio con l'impianto video, cosa assai utile quando sono nello stesso ambiente. Ovviamente i costi salgono ma la praticità e la sinergia anche. Scegliendo questa soluzione (o passandoci in tempi successivi) bisogna curare in particolare la qualità dell'amplificatore multicanale e dei diffusori, che devono essere dello stesso produttore per coerenza timbrica (a meno di essere veramente molto esperti). L'investimento sarà più consistente ma non proibitivo. In questo caso è l'audio che pone maggior vincoli rispetto al video, ma il video ne avrà grande beneficio.

E l'ascolto in cuffia?
In tutte e due le soluzioni è molto semplice e già inclusi l'ascolto in qualità CD : basta una buona cuffia stereo da collegare al tablet e il servizio streaming attivato in locale. Nella soluzione B per l'ascolto in qualità HD o di file audio nello storage server è sufficiente installare sul tablet un player HD compatibile DLNA che accede direttamente allo storage server (come NePlayer recensito in questo post o similari) e ovviamente un cuffia stereo.

In sintesi
Come si vede mettere assieme un impianto che garantisce un ascolto in alta fedeltà nell'era della musica digitale e dematerializzata è molto semplice, è economico e ha anche un impatto quasi trascurabile sull'abitazione e il suo arredo (considerate che la soluzione A variante 1 è senza cavi di collegamento e anche la 2 ha solo cavi di limitata lunghezza).

venerdì 20 ottobre 2017

Stato del download HD a ottobre 2017

Come quasi tutti gli anni dall'ornai lontano 2009 (non erano ancora diffusi gli smartphone, per dire) pubblico un aggiornamento sullo stato di promozione e diffusione della musica in alta definizione in download. Aggiornamento che rispetto all'ultimo (2015) praticamente non c'è, perché la situazione si è cristallizzata sui due segmenti di mercato classica e moderna, con disponibilità sempre più differenziata. La sintesi è questa:
  • Musica classica: gli ascoltatori interessati all'HD hanno una vasta scelta di materiale audio sia su supporto fisico sia in download, in maggioranza PCM ma anche con una quota crescente di DSD. Rimangono fuori solo le uscite recenti delle major e soprattutto quelle dei divi tipo Lang Lang, Yuja Wang o Avi Avitar, ma dopo pochi mesi quando non sono più novità si possono scaricare legalmente, almeno in qualità CD;
  • Musica moderna (ovvero tutto quello che non è classica): il download in HD esiste, e sempre comunque con disponibilità di titoli non molto vasta, soltanto in USA, Canada e alcuni paesi europei (UK, Francia, Germania). Negli altri paesi e in particolare e maggiormente in Italia sostanzialmente non esiste, la disponibilità di musica in HD è una eccezione da verificare caso per caso.
Il post di aggiornamento potrebbe anche chiudersi qui, ma provo a dare qualche altra informazione e chiarimento (dopo una immagine quasi obbligatoria di Yuja Wang).


La classica
Situazione stabile: diverse etichette con produzione più o meno ampia hanno il loro negozio on-line dove è possibile acquistare sia in download sia su supporto fisico con invio via posta, sia in formato HD normalmente 24/96 (ma variabile per edizione) sia in qualità CD, sia anche lossy.
Tra le etichette con ampio catalogo da citare è sempre Hyperion Records e tra i negozi online che trattano più etichette eClassical e Presto Classical.
Per cercare quello che interessa e in particolare il materiale in DSD (che non è ancora molto diffuso) è sempre utilissimo il portale FindHDmusica che consiglio di consultare anche per verificare se si aggiungono altri interessanti negozi online.

Negli stessi negozi online e nei siti delle etichette specializzate (2L Nordic Sound, ad esempio) si possono acquistare album in HD anche su supporto fisico, in maggioranza SACD e in alcuni nell'(inutile) formato Pure Audio Blu Ray. La produzione di SACD, spesso anche con il contenuto musicale in alternativa in multicanale continua quindi tranquillamente, nella classica.

La musica moderna
Qui invece nulla è cambiato, l'alta definizione ma anche la qualità CD o lossless non sono un mercato che interessa alle major (e neanche alle indies) che preferiscono non vendere se non nei 5 paesi elencati prima.
Cercando un qualsiasi nome del rock o del jazz su FindHDmusic si può ottenere l'elenco degli album disponibili in HD. Ad esempio per Ben Harper oggi sono 12 dai seguenti negozi online: AcousticSounds, HDtracks (Germany), HDtracks (UK), HDtracks (USA), HIGHRESAUDIO, ProStudioMasters.

L'unico che vende anche nel nostro paese poco amato dalle major è HIGHRESAUDIO (basato in Germania), ma per questi album (più o meno tutti quelli pubblicati dall'artista californiano) l'avvviso con tanto di scuse è il seguente:
"I`m sorry!

Dear HIGHRESAUDIO Visitor,
due to territorial constraints and also different releases dates in each country you currently can`t purchase this album. We are updating our release dates twice a week. So, please feel free to check from time-to-time, if the album is available for your country.
We suggest, that you bookmark the album and use our Short List function.
Thank you for your understanding and patience.
Yours sincerely, HIGHRESAUDIO"

Quanto sopra vale anche per la qualità CD che peraltro ha una disponibilità pari all'HD, nel senso che praticamente non esiste una distribuzione in download in qualità CD, se non per qualcosa da Qobuz (ma sempre e comunque non in Italia). Da notare, inoltre, che essendo quasi tutti album usciti 10 anni fa o giù di lì il riferimento alle date di rilascio è privo di senso.

Che fare
A parte aspettare fiduciosi e molto ottimisti come consiglia il sito tedesco (ma forse bisogna aspettare che falliscano anche le ultime 3 majors rimaste) si possono seguire, per procurarsi album in HD, solo tre strade (+ una):
  1. usare un simulatore per presentarsi come visitatore dai paesi "buoni"
  2. ricorrere ai siti illegali (vedi post precedente)
  3. comprare SACD su eBay e altri siti a caro prezzo (i SACD quando lo proponevano le major non li comprava nessuno, ora vanno all'asta da 40 € in su).
  4. abbandonare l'idea del download HD.
Inutile sottolineare che i primi due sistemi sono illegali e il primo lascia anche aperta la porta del nostro PC a spyware e malware vari, che faranno di tutto per restare con noi.

Personalmente mi rifiuto di pagare (e non poco) per qualcosa che chi la possiede non mi vuole vendere perché sono italiano, e che per di più mi richiede un'azione illegale, e seguo quindi la strada n.4. Ho comprato SACD sia in negozi sia su eBay quando costavano poco, ma ora il differenziale di costo rispetto al differenziale di qualità, facendo riferimento allo streaming in qualità CD, non è giustificato, almeno per me. Aspetto una maggiore diffusione di materiale codificato MQA (vedi recensione di Tidal) e se voglio spendere soldi per qualcosa di appagante (anche all'ascolto) allora acquisto vinili.

martedì 10 ottobre 2017

Gizmo Remote per J River alla prova

Come gli altri media center (o media library) anche J River può essere comandato da remoto da una app, che consente di selezionare l'album o la playlist o il brano singolo da ascoltare, controllare l'ascolto con i classici comandi e così via. L'ascoltatore quindi, una volta attivato il media center sul suo PC Mac o Windows usato come music server, può fare quasi tutto quello che gli serve per un ascolto piacevole ed efficace dal suo smartphone o tablet.

Per J River sono disponibili due app per la gestione da remoto, una gratuita ma solo per Android, una a pagamento (poco più di 10 €, tanto nel settore app) anche per IOS, prodotta a quanto sembra dallo stesso gruppo J River.

Entrambe le app hanno anche la funzione di ascolto in locale dallo smartphone o dal tablet, sulle cuffie stereo, e quindi svolgono anche il compito di player e possono trasformare le nostre normali cuffie in cuffie wireless (acquisto ormai inutile, seppur continuano ad essere prodotte e proposte in gran quantità). Sottolineo questa funzionalità perché le remote app precedenti, come Remote di iTunes e le equivalenti di Fidelia o Spotify provate a suo tempo non ne erano dotate.


Gizmo per JRiver
Proviamo per prima questa semplice ma ben funzionante app che si presenta in riproduzione con la grafica della immagine qui sopra. Come anticipato è solo per piattaforma Android ma anche chi usa solo iPad o iPhone a casa ha probabilmente qualche device Android, magari sostituita da un modello più recente (non sono richiesti smartphone ad alte prestazioni per farla funzionare bene, basta uno schermo decente) o poco usato. Come nel mio caso, che ho eseguito la prova su un tablet Zenpad della Asus.

Connessione e navigazione sulla libreria musicale
Gizmo all'attivazione ricerca server DLNA sulla rete Wi-Fi e sarà facile individuare J River MC come il server da collegare. per il collegamento è necessario un handshacking (scambio di un codice tra PC e tablet, ovvero tra Media Center e Gizmo). Dopodiché la app si connette e mostra la stessa architettura di navigazione del Media Center, quindi come primo menu, Audio, Video, Immagini ecc. e come secondo, dopo aver selezionato Audio, la navigazione per Album, Artista, Genere, ecc., oltre ad eventuali playlist create su J River.



Qui si incontra subito la prima delle tre limitazioni di questa app: non esiste una funzione di ricerca.


Per selezionare quindi l'album o l'artista (come in questo caso) bisogna scorrere l'elenco mostrato sullo schermo (con la immagine associata) che ovviamente è in ordine alfabetico. La app è molto veloce e lo scorrimento senza incertezze e quindi anche con librerie di discrete dimensioni (la mia è di oltre 1.000 album e oltre 12.000 brani) la ricerca è meno complicata di quanto potrebbe sembrare. Però una funzione di ricerca, estesa magari anche al brano, non sarebbe sgradita.

E' importante però che la libreria sia ben organizzata, con tutte le immagini di copertina a posto, i nomi degli album corretti e così via, per rendere effettivamente pratica e veloce la ricerca.

L'ascolto sul server
Come anticipato si può scegliere se ascoltare sul server (ovvero sull'impianto) oppure in locale sul tablet. Con la cuffia stereo ovviamente, ma teoricamente anche con gli altoparlanti interni, se la qualità d'ascolto per noi non fosse un problema (anche se perdiamo tempo con prodotti audiofili come J River).


Nell'ascolto sul server, come nello screenshot qui sopra, c'è poco da segnalare, una volta avviato si mette da parte il tablet (dove compare la immagine di copertina, ottimamente definita, vedi la immagine seguente, un plus di J River e della app, da segnalare perché la maggior parte dei player che ho provato per motivi ignoti mostrano antiestetiche immagini sgranate, partendo dgli stessi file jpg). I comandi consentono poi di scegliere le canzoni nell'album (o nella playlist), saltarne una e così via.


Il controllo del volume è la seconda limitazione di questa app, nel senso che e' ben nascosto. Non e' presente in forma grafica il solito slide come in tutti i player. Anche usando i comandi di volume del tablet nulla accade. Cercando bene si scopre  che cliccando sui tre puntini in verticale in alto a destra si apre un menu e selezionando 'command' si apre un secondo menu con i comandi play, stop ecc. ma anche volume up e down in forma testuale e ovviamente a step. Per niente pratico, forse conviene agire sull'impianto come ai bei vecchi tempi (o con il telecomando dell'ampli se è previsto sul vostro). Non so se è una limitazione del tablet che ho usato, chiedo ai visitatori / lettori se hanno esperienze diverse. In compenso ci sono le inutili stelle per dare i voti alla nostra musica e classificare la nostra preferita (nel caso che ci scordassimo di quello che ci piace).

L'ascolto in locale
Selezionando semplicemente "Here", sulla pagina di menu alla quale si accede cliccando su "tap to change" in alto a sinistra) l'album e il brano scelti sulla libreria J River possono essere ascoltati in cuffia.


Attenzione però a selezionare prima la qualità in riproduzione, che può essere bassa (90Kbps), media (128Kbps) o alta (320Kbps) come sempre (e in compressione probabilmente MP3).


E qui arriva quindi la terza limitazione del prodotto, l'ascolto compresso di file audio lossless o addirittura in alta definizione. Il vantaggio è la ricerca rapida e veloce ma esistono player alternativi che riproducono senza transcodifica in formato compresso almeno fino al CD (Foobar2000 app ad esempio, che può collegarsi direttamente anche a J River). Rimane il vantaggio della praticità e comodità di gestione e c'è sempre da considerare che la compressione a 320 Kbps è ancora a qualità sufficiente per buona parte dei contenuti musicali.

Si può superare il problema?
Alcuni commenti nei forum J River lo affermano. Gizmo infatti può selezionare per l'ascolto anche un player diverso dal proprio player interno, oppure può presentarsi come server sulla stessa device fornendo al player la navigazione sulla libreria. Se questo player alternativo fosse in grado di riprodurre senza transcodifica il problema sarebbe risolto. Il player consigliato, che peraltro nel mondo Android è quasi uno standard è BubbleUPnP, che è anche DLNA compatibile.

Su Gizmo si seleziona questa app (attivata prima ovviamente) quando si fa partire il Playing ed è possibile senza problemi configurare la riproduzione su BubbleUPnP. Peccato che nel display di esecuzione questo player mostri, se collegato con Gizmo, che il contenuto musicale è MP3 / 96KHz o 48KHz (o altre frequenze). Stessa cosa se si fa il contrario, partendo da BubbleUPnP. Ciò che si deduce, salvo approfondimenti in corso, è che Gizmo assieme a J River opera la compressione già in download verso la device, per velocizzare le operazioni. Il fatto che poi il sample rate rimanga anche oltre i 44.1KHz non significa nulla. La codifica con perdita MP3 opera a qualsiasi frequenza, ma comprime sempre il contenuto. L'effetto migliorativo è solo salvare le frequenze ultrasoniche normalmente inesistenti.

BubbleUPnP in funzione player per Gizmo. Anche se il file è in HD (24/48  in questo caso) la riproduzione è in formato compresso MP3. Notare la immagine della copertina di Diana Krall in bassa definizione come da inspiegabile abitudine di tutti i player conosciuti, tranne Gizmo.
Il test è stato però un'occasione di provare anche questo interessante e versatile player che peraltro fornisce anche la soluzione da solo per l'ascolto in HD su una device Android, a patto che i file audio siano su un network storage DLNA (come normalmente dovrebbe essere).

In sintesi
Gizmo è un prodotto molto pratico ed efficace nell'uso, una buona soluzione per avere un potente telecomando per la navigazione e l'ascolto sull'impianto. Il player in locale è un utile add-on  per ascolti veloci e verifiche, oltre che per l'ascolto delle playlist create su J River, ma è sconsigliabile per ascolti impegnativi in cuffia.
Resta quindi da provare la app ufficiale di J River che non dovrebbe avere queste limitazioni.

martedì 3 ottobre 2017

Upsampling fai da te

Il processo di upsampling consiste nell'incremento della frequenza di campionamento ed eventualmente della "parola" (o bit depth) di file audio solitamente in qualità CD (parola di 16 bit e frequenza di campionamento di 44.1Khz).
La risoluzione rimane ovviamente la stessa, non si possono ovviamente aggiungere altre informazioni sul contenuto musicale ormai digitalizzato (campionato e "fotografato"). Il vantaggio è rappresentato dalla non necessita di passare per il filtraggio anti alias necessario in decodifica per eliminare la distorsione di quantizzazione molto prossima alla frequenza di campionamento, nel caso del campionamento PCM a qualità CD sopra menzionato. Un filtro antialias a frequenza così prossima a quella limite per l'audio induce delle variazioni di fase che possono essere percepite in ascolto. (una spiegazione tecnica più ampia si può leggere qui).

Horace Silver - Blowin' The Blues Away
Per questo motivo (e perché è realizzabile facilmente e gratuitamente dai moderni integrati DAC) un upsampling online prima della conversione in analogico è sempre più spesso incluso negli ultimi CD player, a seguire l'ormai classico Paganini di Audio Analogue, ed è disponibile come opzione in player software di alta qualità come J River, recensito di recente.

Chi non usa questi prodotti può però anche pensare di sfruttare i vantaggi dell'upsampling applicandolo nella fase di ripping in digitale dei propri CD, o almeno di quelli per cui valga la pena per qualità di registrazione, realizzandolo "in casa".
Il processo richiede un po' più di tempo, ma non ha costi aggiuntivi, perché può essere realizzato con due prodotti ben noti e open source, quindi gratuiti: Foobar2000 per il ripping e le conversioni di formato e R8brain per le conversioni di campionamento.

Come digitalizzare un CD in upsampling
Il processo prevede un passo in più, come è ovvio, e deve essere effettuato in formato Wav perché R8brain per intuibili motivi può operare solo su file audio in formato nativo e non compresso.

  1. Eseguire il ripping del CD con Foobar2000 con le usuali modalità ma selezionando la conversione in WAV
  2. Attivare R8brain, selezionare il primo dei brani dell'album e scegliere come parametri di conversione:
    • frequenza (sample) da 44100 a 96000 (Set sample to)
    • output bit depth: 24 bit
    • quality: very high
  3. Lanciare R8brain in batch, evitando di selezionare per prudenza l'opzione "delete original files"
  4. Selezionare con Foobar2000 i file WAV e convertirli in FLAC o ALAC (a scelta in base alle proprie preferenze)
  5. Selezionare con Foobar2000 i file convertiti in formato lossless e applicare la funzione tagging per inserire nuovamente le informazioni sui brani e sull'album (è questo il principale motivo per non lasciarli in WAV, formato che non supporta il tagging).
Il risultato a questo punto sono file audio in formato 24/96 e compressi lossless. Attenzione che sono difficilmente distinguibili da file audio in HD nativo (occorrerebbe un'analisi sui campioni con prodotti professionali)  quindi è consigliabile archiviarli o nominarli opportunamente per ricordare la loro origine.

Le maschere di R8brain per impostare la conversione e lanciarla in batch su un intero album
Vantaggi e svantaggi dei 24 bit e dei 192Khz
Il sovra-campionamento potrebbe essere anche a 192Khz, ma vantaggi non ce ne sono e in compenso i file audio diventano molto voluminosi e più scomodi da gestire. I lettori che adottano l'upsampling lo fanno online e in hardware e quindi non hanno questi problemi e adottano direttamente per questo motivo la frequenza maggiore.

Il sovracampionamento a 24 bit non dovrebbe fornire alcun vantaggio e anche J River non ne fa menzione. Secondo alcune fonti in internet (forum) molti DAC sono ottimizzati per file audio 24/96 o superiori quindi sarebbe vantaggioso applicarlo. Poiché non costa nulla e non da svantaggi conviene suggeriamo quindi di scegliere come frequenza 96Khz.

Può peggiorare qualcosa?
È proprio da escludere. Non viene aggiunto proprio nulla ma solo "bit vuoti" e un incremento dei campioni identici, quindi rischi di peggioramento non ci sono. Al massimo non ci saranno miglioramenti udibili, magari perché il filtro anti alias del nostro lettore CD o DAC e' particolarmente efficace.

In sintesi 
Applicare il ripping con upsampling conviene sempre, considerando il limitato aggravio di tempo e considerando che comunque non può esservi un degrado nell'ascolto. Tenendo conto che il miglioramento non è' decisivo, non sara però necessario rimettere mano ai ripping già effettuati, soprattutto se di vaste librerie musicali.

(Nella immagine, la classica copertina in stile jazz dei tempi d'oro di un album del pianista Horace Silver del 1957, un CD cui vale la pena applicare l'upsampling, sia per il valore artistico sia perché oggetto di un raffinato remaster del 2000 da parte di Rudy Van Gelder in persona)