venerdì 9 gennaio 2026

Un amplificatore per cuffie stereo molto economico

In un post tempo fa avevo descritto le interessanti possibilità di Foobar 2000 per il miglioramento dell'ascolto in cuffia, grazie al ricorso al "crossfeed naturale". Il set per godere questa modalità di ascolto che consente una corretta percezione dell'effetto stereo era molto semplice: Foobar 2000,  driver wasapi per la trasmissione bit perfect, un DAC con uscita cuffia connesso a una porta USB del PC e le cuffie.

Il set alternativo
Grazie ad un problema inatteso verificatosi dopo diverso tempo dagli ultimi ascolti, ho sperimentato un set alternativo migliore e in molti casi anche più economico.
Il problema inatteso era il break down del DAC S.M.S.L M3 che usavo da tempo, semplicemente non suonava più, ho dato la colpa all'ingresso USB che è a standard microUSB (non molto affidabile, infatti in via di sostituzione con il nuovo USB C)  e sono passato all'ingresso ottico Toslink. Non era così, il DAC restava muto anche se il flusso di dati arrivava. Molto insolito per un componente così ma evidentemente succede.

Maddy Prior, la front woman del gruppo folk inglese Steeleye Span che ho scelto per i  test di ascolto (approfitto sempre per suggerire buoni ascolti) 

Semplice soluzione
Dovevo  quindi comprare  un altro DAC con uscita cuffia ma mi mi sono ricordato del DAC che avevo comprato diversi anni fa,  e che avevo poi sostituito  perché  volevo provare la codifica DSD di  cui tanto si parlava. Era uno dei primi,  molto apprezzato, della HRT (Hirgh Resolution Tecnhologies) , USA, solo PCM , max 24/96, un ingresso USB B da un lato,  due uscite RCA stereo dall'altra, un convertitore Burr Brown 1793 al centro e sei spie per mostrare la risoluzione in ingresso (da 23KHz a 96KHz).

Nessuna uscita per cuffia ma per alcuni test avevo comprato un cavo che aveva da una parte due RCA Stereo maschi dall'altra un mini jack stereo femmina. Potevo quindi collegare una cuffia, l'unico dubbio era sul volume in cuffia. Mi sembrava troppo semplice come soluzione, ma collegando la mia Grado SR80 (con attenzione e dal minimo volume  per prevenire danni alla cuffia o al mio udito) il volume era corretto e si poteva regolare facilmente all'origine da Foobar. 
Il nuovo set , come si vede dalla foto, non è  molto elegante per via dei cavi ma non si deve intervenire sul DAC ed è solo un problema estetico o di postazione (serve un appoggio).


L'ascolto
Un confronto diretto non era possibile, ho cercato nella memoria e negli appunti le valutazioni della esperienza precedente, ma la netta impressione è stato di un miglioramento,  l'ascolto era veramente gradevole e naturale, grazie prima di tutto al Meier crossfeed:  portando l'effetto su 70 (vedi prova precedente) gli strumenti acustici  (le prime prove le ho fatte con folk inglese, Steeleye Span e Pentangle) non entravano più dai lati sulle orecchie ma erano disposti davanti a me e collocati in un credibile spazio virtuale, la voce era ben netta davanti a me e con alcun brani era di notevole realismo, fino alla classica sensazione momentanea che la cantante fosse li nella stanza (questa era Diana Krall con All or Nothing at All)
Una motivazione tecnica di questa superiore qualità può essere il percorso diretto del flusso di bit, che non deve passare per il volume digitale del DAC/ampli cuffia , e quindi è sempre al livello impostato con Foobar, e la qualità del DAC, anche se datato, un prodotto pensato pe l'Hi-Fi rispetto a uno più recente ma basic come target.

Il DAC HRT Music Streamer II - non più in produzione da anni, anche la HRT non esiste più 

In sintesi  
Una possibilità interessante a mio parere per il sempre più adottato ascolto in cuffia, in particolare per chi ha qualche DAC non più usato in cantina. Ho provato una sola cuffia, quindi non so se per altri modelli questa connessione non sia possibile per volume di uscita troppo basso. In tutti i casi ricordo nei test di iniziare sempre con il volume al minimo.



lunedì 3 novembre 2025

L'impianto che non fa ascoltare la musica

Ci sono ancora case nelle quali troneggia, di solito nella sala, un impianto? Da un po' di tempo mi pongo questa domanda notando che tra parenti, amici e colleghi sono l'unico ad avere un classico impianto sorgenti - ampli - diffusori acustici. Ma un alert si è acceso quando nella mia testa è sorta da sola una domanda: "ma l'impianto serve per scoltare la musica?". Domanda che nasceva da una serie di imprevisti: avevo un po' di tempo e volevo ascoltare un CD comprato da poco Ummagamma dei Pink Floyd in ultima edizione rimasterizzata recentemente, c'è l'ho però anche in versione "liquida"  come si diceva una volta ,e  in alta definizione e quindi ho deciso di sentire prima un traccia dalla parte "studio" in questo formato, ho quindi acceso il Mac Mini che ospita il media player, che è J River Media Center,  e' sorto il primo intoppo, a cui sono seguiti gli altri, li  metto in fila:

  1. Sorgente digitale (Mac Mini e J River): per qulche motivo informatico o chissà cosa il Mac Mini non vedeva il DAC, ho tentato di capire il problema ma il tempo che avevo a disposizione passava e teoricamente per sentire in DSD, cosa che mi sarebbe piaciuto fare, ma dovevo cambiare la  configurzione di J River e siccome non lo faccio da molto dovevo guardare le istruzioni (da me preventivamente messe sul blog)
  2. Sorgente CD (Audio Analog Paganini 192/24) : ho lasciato perdere rimandando a un altro momento per capire cosa era successo e sono passato al CD , che non richiede riconfigurazioni, ma ho dovuto abbandonare subito perchè dalle casse è uscito un forte disturbo, un paio di settimane prima era già successo ma avevo individuato il problema (forse) nel pregiato cavo in lega di argento che infatti avevo sostituito con un vecchio cavo probabilmente anche lui fallato.
  3. Sorgente multi player (Oppo) : ho quindi pensato di passare al secondo lettore che ho, che però quando avevo fatto un confronto in lettura CD con le Stax perdeva parecchi punti. Non mi piaceva ascoltare partendo già con un handicap, e ho lasciato perdere
  4. Sorgente vinile (Pro-Jet Xperpex) : ho abbandonato i Pink Floyd (non ho Ummagumma in vinile)  e sono passato a un disco piu recente che mi hanno regalato, Tidal di Fiona Apple, che avevo sentito solo una volta e che volevo riconsiderare.

Ma mi sono fermato quando mi sono ricordato che è registrato in 45 giri, lo avevo scoperto la prima volta cheho messo sul piatto quesrto LP notando che stranamente chi cantava era un uomo, anche se non era citato nessun ospite, soprendo che era più fedele formato 45 giri il mistero è stato svelato: io l'avevo messo a 33 giri. Quindi ho lasciato perdere la quarta volta perché su questo giradischi non c'è una levetta 33-45  ma bisogna cambiare la cinghia a mano ed è un'operazion non difficile ma delicata, e poi l'album, che ha 10 canzoni e durata un po' superiore al massimo per un LP , in 45 è su quattro facciate e bisogna quindi cambiare disco quattro volte per sentire ogni volta 2 o 3 canzoni. Prezzo da pagare per una ipotetico suono  superiore con la velocità a 45 giri.

In sintesi, il mio impianto, costruito e affinato nel corso di molti anni, si è interposto tra me e la musica e il risultato è che non ho ascoltato nulla ma in compenso dovrò occuparmi di due o tre interventi di sistemazione dell'impianto, la prossima volta che avrò un po' di tempo, ancora una volta al posto della musica. Si impone una riflessione.

Un impianto pronto all'uso

L'impianto specializzato solo per la musica (di questo parliamo) è molto meno user friendly, l'interfaccia non è unica e per un impianto complesso un uso non frequente di alcune sorgenti può generare qualche incertezza, come dimostrano i miei tentativi citati prima. In sintesi una interfaccia non user friendly, per specialisti, io un paio di anni fa quando ho lasciato per qualche mese casa mia a mia figlia, per mettertele a diposizione l'impianto ho dovuto fare un video con me che illustravo i passi (non pochi) necessari per ascoltare qualcosa.

E poi ci sono i contenuti, la musica che vogliamo ascoltare, che non sono apparentemente già lì a disposizione. ma che devono essere portati all'impianto su un supporto (ricordandosi dov'è quello che ci interessa.) . Uno scenario molto lontano dai componenti ready to use.

Ma un'alternativa per la musica esiste già, è l'evoluzione dell’audio digitale che è arrivato alla eliminazione di tutto quello che era analogico e che può essere invece realizzato in digitale.
Arrivando così  un impianto composto da un solo componente: la cassa acustica amplificata, che contiene oltre all'amplificatore il DAC per l'uscita  in analogico, quasi sempre un DSM per interventi sul suono  e la connessione Wi Fi che lo collega alla sua app, che fornisce l'interfaccia con l'utente cioè con noi, gli audiofili (se si usa ancora) e la connessione con il servizio di streaming, cioè con quasi tutta la musica del mondo

L'impianto analogico ma ready to use

Ma noi boomers non vorremmo abbandonare l'impianto classico e la sua immagine romantica, la sua tecnologia di 80 anni fa che riesce ancora a competere e spesso superare la tecnologia digitale, quindi proviamo a immaginare un impianto ready to use con tecnologia solo analogica (quasi), che fornisca anche un altro plus: l'ascolto in una stanza analogica, nel senso libera da smartphone, tablet, PC, che inevitabilmente attirano l'audiofilo per soddisfare ogni sua domanda suscitata dall' ascolto, tipo trovare le parole o chi suonava il piano in quel brano jazz. Solo musica e album per intero, per tornare all'ascolto non solo immediato ma anche non interrotto.

Scrivo "quasi" perché non c'è niente di più lontano dall'approccio ready to use del vinile o del nastro magnetico. Quindi partire dal CD è un obbligo, ma così come è un obbligo che l'impianto sia "minimal":lettore-amplificatore-casse nonché di qualità abbastanza elevata perché ci sia anche una motivazione legata all’ascolto nella decisione di non scegliere un impianto digitale, ormai con prestazioni simili. Da evitare purtroppo anche gli ampli a valvole per la manutenzione continua che richiedono L'approfondimento su  questo  approccio lo facciamo su un impianto ipotetico ottimizzato per questo scopo.

Un esempio

il primo anello della catena è il più critico perché i lettori CD "puri " che non siano in realtà uno streamer con lettore per dischi ottici,  e che siano veramente HiFi, sono sempre più rari, nella ricerca che ho fatto sono meno di 10 quelli con carattere Hi-FI per costruzione e DAC incluso.
Tra quelliche ho trovato il più interessante sembra il Denon DCD-3000NE (Reference), particolarmente curata la conversione, con  una soluzione quad ESS Sabre ES9018K2M (quad ES9018K2M) per la sezione D/A (384 kHz / 32-bit quad DAC) e upsamling a  384 kHz, Non standard e ben curata anche l'unità di lettura. Legge anche i SACD e DVD vari formati. Prezzo medio-basso per gli attuali standard nella Hi Fi : ca. 2.500 €


Per l'amplifcatore, sempre per gli obiettivi  della massima semplicità e di un suono trasparente una ottima scelta può essere il Puccini Anniversary di Audio Analogue, circuito senza controreazione e elevata qualità di tutti i componenti lo pongono decisamente più in alto degli amplificatori  classe D inclusi nelle casseamplificate, anche di livello più alto. Non ha ridondanze nel senso di funzioni inutili, se non che ha tre ingressi ìn più. Prezzo medio, per i parametri attuali Hi-Fi : ca. 5.000 €


Le casse acustiche hanno come esigenza specifica quella di bassi estesi e di alta qualità, punto debole (l'estensione) delle casse amplificate, che rimediano con il DSM , ma è sempre un'approssimazione. La scelta cade sulle KEF R7 Meta, diffusori da pavimento dotate di 2 woofer in alluminio da 165 mm che estendono a 40Hz la resa del celebre driver coassiale Uni-Q – con midrange da 125 mm e tweeter a cupola in alluminio da 25 mm allineati. Prodotte in Cina anche se ovviamente progettate in UK hanno un prezzo che considerando la tecnologia e le prestazioni è da considerare basso : ca. 5250.

Quindi cosa otteniamo con questo impianto che mette l'ascolto al primo posto?

Intanto bisogna metterlo in una stanza adatta, niente di speciale, 60-70 cm dietro alle casse, tappeti per terra, possibilmente nessuna armadiatura con vetri e idem per i quadri, ampli e lettore CD possibilmente tra le due casse e con un po' di spazio dietro per gestire comodamente i cavi, che sono corti al minimo e quindi semplici da collegare e gestire. Tutto questo perchè la correzione ambientale digitale in questo ambiente non è possibile. Infine un comodo divano al vertice dl triangolo dove ascoltare la musica, necessariamente da soli.
Anche il montaggio dell'impianto non è complicato, per l'alimentazione servono solo due spine a muro si può fare a meno della pera multipla (alias "ciabatta") e poi ci sono da posizionare le casse, per fissare prima il punto centrale e poi  larghezza del campo uditivo. Unica difficoltà il peso delle casse, 30 Kg l'una.
Ora non serve niente altro che un CD (o un SACD) da ascoltare in pace, senza distrazioni esterne o interne (provenienti dall'impianto) mantenendo vicino un unico oggetto tecnologico vicino (ma non è obbligatorio) il telecomando dell'ampli per regolare il volume.
Ma c'è un'altra motivazione per un ritorno al CD, ne parliamo nel possimo articolo.


Le Kef R7 Meta in un'ambientazione simile a quella descritta, salvo l'assenza
 di un componente senza il quale questo impianto non suorerà mai.










martedì 7 gennaio 2025

Etichette che producono vinili di alta qualità da Master Digitali

Nel post precedente abbiamo visto che anche gli LP in vinile di album creati dopo gli anni '90 (e registrati quindi in digitale) grazie ad una attenta gestione delle fasi di mixing e di mastering mantengono quelle caratteristiche di suono che, a torto o a ragione, convincono molti appassionati a preferire il vinile, nonostante costo e complessità di gestione.
Abbiamo visto anche che le case discografiche principali non ritengono importante rassicurare gli acquirenti sull'attenzione applicata a queste fasi importanti di produzione di un LP. Per completezza facciamo allora una rassegna (ovviamente non esaustiva) di etichette grandi e piccole che invece forniscono dettagli 
sul processo, a volte ampi a volte meno, facendo un approfondimento su cosa si può trovare.

Craft Recordings
    • Specializzazione: Jazz, rock classico, e produzioni storiche.
    • Processo: Spesso partono da master digitali hi-res per restauri e ristampe. Collaborano con tecnici di mastering di alto livello (es. Bernie Grundman, Kevin Gray).
    • Trasparenza: Indicano chiaramente quando il master è digitale e spesso specificano l'origine del file (es. "Remastered from Original Tapes and Transferred to Hi-Res Digital").
    • Catalogo: Alcuni album dei REM (Up!, New Adventures in Hi.Fi, Accelerate) , di Ben Harper, di artisti Country  e di gruppi metal (Creed, Alter Bridge).
Esempi
Ben Harper - Get Up! (2013) - $ 26

Alison Krauss - Paper Airplane (2011) - $ 30

R.E.M - New Adventures in Hi-Fi (1996)  $ 37,99 (2 D)
 
Vinyl Me, Please
  • Specializzazione: Edizioni limitate di album iconici in vari generi.
  • Processo: Master digitali hi-res ottimizzati per il vinile, con incisione curata da tecnici esperti.
  • Trasparenza: Pubblicano note dettagliate sul processo produttivo per ogni uscita sul loro sito e nelle schede prodotto.
  • Catalogo e Note: L'etichetta  presenta numerosi LP di album recenti (quindi registrati in digitale ) di molti generi, è possibile una ricerca con vari filtri. Parte della loro produzione è anche distribuita da un portale online tedesco HVV, in alcuni casi il prezzo è più basso, e ho inserito questo.
Esempi
Iris DeMent - Infamous Angel (1992) - € 34,99

Nikki Lane - Denime & Diamonds (2022) - $ 34,99

Bright Eyes - I'm Wade Awake It's Morning (2004) - $ 33,99

Music On Vinyl (MOV)

    • Specializzazione: Ampio catalogo di ristampe in vari generi, dal rock al jazz.
    • Processo: Master digitali di alta qualità, spesso forniti direttamente dalle major. Le incisioni sono curate con attenzione per ottimizzare la resa su vinile.
    • Trasparenza: MOV indica raramente dettagli sul master, ma per alcune produzioni (es. colonne sonore di Hans Zimmer) conferma l'uso di file digitali hi-res.
    • Catalogo e Note: scelta nelle media di queste etichette particolari, nel jazz un discreto numero e quasi tutto di nomi noti, nel rock quasi tutti artisti o gruppi di nicchia, che magari possono essere anche interessanti da scoprire (e la cosa adesso è facile perché si può sempre ascoltarlo in anteprima in streaming, anche semplicemente su YouTube).  Ma siamo sempre al "disco che sceglie noi" piuttosto che "noi scegliamo il disco" (vale anche per i due siti precedenti).
Esempi

Yes - Union (1991) - $27,99 (1 LP , 2 tracce in meno rispetto al CD per entrare in 51' circa, il CD è 62')

Deat in Vegas - The Contino Sessions (1999 ) - $ 31,99 (2 LP)

Curve. Cuckoo (1993) - $ 28,99

Speakers Corner Records
(alcuni casi)

  • Specializzazione: Jazz, rock, classica.
  • Processo: Sebbene molti dei loro vinili siano AAA, in alcuni casi utilizzano master digitali hi-res quando i nastri originali non sono disponibili.
  • Trasparenza: Specificano quando non è stato possibile utilizzare nastri analogici.
  • Note: Non si applica molto agli obiettivi di questo post ma lascio la segnalazione perchè è un'etichetta totalmente indirizzata alla produzione di vinili moderni ma integralmente analogici, quindi di interesse per i "vinilisti".

Real World Records

  • Specializzazione: World music e artisti contemporanei.
  • Processo: Master digitali hi-res lavorati con cura per ottimizzare il suono su vinile, spesso utilizzando tecniche avanzate per preservare dinamica e profondità.
  • Trasparenza: Comunicazione chiara sull'origine digitale dei master.
  • Catalogo e Note: si tratta della casa discografica creata da Peter Gabriele collegata al Festival WOMAD che sit iene in UK, e quindi specializzata in musica etnica e fusion. Quindi interessante per i cultori di questo genere. Gli LP dovrebbero ben curati consideratole ambizioni di qualità dell'etichetta. Sul sito non sono riparti dettagli

Blue Note Records (Tone Poet Series)

  • Specializzazione: Jazz classico.
  • Processo: Anche se molte pubblicazioni sono analogiche, per alcune riedizioni o nuovi artisti utilizzano master digitali hi-res con incisioni anche queste curate da Kevin Gray.
  • Trasparenza: Comunicano quando il master è digitale, ad esempio nelle nuove edizioni del catalogo Blue Note.
  • Catalogo e Note: Sono quasi tutti album registrati in analogico che garantiscono realizzati con grande cura, tra i nuovi attualmente disponibili ho trovato solo Glamoured di Cassandra Wilson. Etichetta comunque consigliabile per gli interessati al jazz pre-fusion.

Deutsche Grammophon

  • Specializzazione: Musica classica e orchestrale.
  • Processo: Utilizzo di master digitali hi-res (fino a 24-bit/192 kHz) per produrre vinili, curando il trasferimento e l'incisione per garantire la massima qualità.
  • Trasparenza: Indicano chiaramente che i master provengono da file digitali hi-res.
  • Catalogo e note: L'etichetta continua a produrre album di classica e dintorni registrati ora, e quindi tutti in digitale, e dichiara grande cura nella realizzazione dei vinili.

Nonesuch Records

  • Specializzazione: Musica contemporanea, folk, e classica moderna.
  • Processo: Master digitali hi-res trasferiti con tecniche avanzate per ottimizzare la resa su vinile.
  • Trasparenza: Specificano spesso che i vinili provengono da master digitali.
  • Note: E' un'etichetta autonoma, nel senso che pubblica in vinile solo sue produzione, quindi artisti magari interessanti ma da scoprire. Lascio quindi la segnalazione solo per dare più riferimenti.
Warner Records (Rhino High Fideity)
  • Specializzazione: Ristampe di grandi successi pop e rock.
  • Processo: Molte ristampe derivano da file digitali hi-res lavorati con cura per preservare dinamica e qualità sonora.
  • Trasparenza: Per alcune produzioni indicano chiaramente il processo, come nel caso della serie Rhino High Fidelity.
  • Catalogo e Note: è il catalogo di una Major quindi sono disponibili su vinile le versioni in LP di molti artisti di album recenti, meno recenti ma registrati in digitale e ristampe accurate di classici. Visto il catalogo molto vasto (ma non vastissimo, non tutto è giudicato di interesse per i vinilisti, suppongo) come esempio metto i due estremi, un album recentissimo di puro pop e due classici del rock, il secondo dei quali (capolavoro del country rock) pubblicato con cura e mastering di Kevin Gray, nella citata serie Rhino High Fidelty.
Esempi

Jennifer Lopez - This Is Me ... Now (2024) - $ 27,98

Led Zeppelin IV (1971) - $ 39,98 (2 LP)

Gram Parsons . Grievous Angel (1973) - $ 39,98 (2 LP) 

In sintesi
La rassegna conferma che la produzione di vinili, che siano ristampe di LP o versione analogica di album usciti su CD, e discretamente ampia, ma ci si deve dimenticare di fare una scelta basata sull'artista e poi sull'album, con molta fortuna si potrà anche trovare, più spesso nel jazz, ma raramente nel rock e moderna in genere. Bisogna invece seguire l'approccio opposto, ovvero consultare i cataloghi e individuare album che sembrano interessanti. A meno che siano già conosciuti il secondo passo sarà ascoltare il disco cercandolo su YouTube o sul servizio streaming e poi, se l'ascolto conferma l'interesse, ordinare (visto il costo consiglio di ascoltarlo sempre tutto). 

Un approccio reso necessario dal fatto che non tutte le nuove uscite sono pubblicate su vinile e che anche quelle pubblicate potrebbero essere tutte vendute (le tirature spesso sono basse, a volte intenzionalmente), Quindi il processo di acquisto ha qualcosa di affine al collezionismo, e questo potrebbe anche essere una  ulteriore motivazione per qualcuno, oppure, all'opposto, la motivazione per restare al CD per chi è più interessato al contenuto, e quindi alla musica.

venerdì 27 dicembre 2024

Un vinile registrato in digitale e' ancora analogico?

Fino alla fine degli anni '80 la maggior parte delle registrazioni e missaggi degli album erano su console analogiche, poi tutti gli studi di registrazione sono passati gradualmente a console digitali, per tutto il processo fino alla pubblicazione, che diventava di default su CD. Ovviamente si lavorava ancora in qualità CD per poi evolvere gradualmente in alta o altissima definizione. 

Sono passati ormai tre decenni e un lustro e quindi i molti appassionati che prediligono il vinile, se non vogliono limitarsi alla musica prodotta prima del 1990 devono ascoltare sul loro giradischi musica registrata in digitale.

Tutto ciò ha senso?
Per le case discografiche certamente sì, perché se no avrebbero da offrire molti meno titoli ai molti appassionati (in crescita) che hanno preferito il vinile . Ma per loro, per gli appassionati, che hanno scelto il vinile  con una aspettativa di miglioramento della qualità del suono, ha senso? A logica sembrerebbe di no essendo superiore la definizione, ovvero la capacità di codifica delle caratteristiche del suono, passando a un sistema che ha una definizione inferiore si perderà sicuramente qualcosa. Inoltre, basterà cambiare supporto per conquistare il famoso suono analogico? Per saperlo bisogna per forza analizzare il processo di produzione della versione su vinile.

Immagini dalla copertina folding per la versione su vinile di Tidal di Fiona Apple

Il processo di produzione di una edizione in vinile di un album registrato e mixato in digitale
Il vinile ha capacità di registrare il suono inferiore al digitale e quindi è necessario un remastering specifico per il vinile. Senza farlo e quindi usando semplicemente un DAC collegato al fonoincisore si otterrebbero vinili con molte carenze.  Per rispondere alla domanda bisogna quindi analizzare per sommi capi il processo di produzione (un esempio, può avere varianti).

E' un'operazione abbastanza complessa e con molte fasi successive che si possono suddividere in una prima parte nella quale si opera in digitale per creare un remaster adatto a un supporto diverso dal CD o file HD (e con l'occasione creare un master migliore anche per il digitale), una seconda parte nella quale si fa la conversione in analogico e (opzionalmente) si opera in analogico per ulteriori adattamenti alle caratteristiche del vinile e l'ultima parte nel quale si incide la lacca master per produrre i vinili. 
Nel seguito proviamo a vedere tutto il processo, dove si scopre che alcuni passi possono costituire un miglioramento "estetico" all'ascolto. L'entità del miglioramento dipende però molto da come è stato seguito il processo e quindi l'ultima cosa da esaminare sarà come trovare queste informazioni.

A. REMASTERING PER L'INCISIONE SU VINILE

1. Analisi del materiale originale

  • Valutazione del mix: Analisi  della versione finale (stereo mix) del master digitale per identificare eventuali problemi come distorsioni, frequenze troppo accentuate o carenze di dinamica.
  • Obiettivi di suono: Si decide se il remastering deve replicare fedelmente il suono originale o se sono necessarie o consigliabili modifiche per migliorare l’esperienza di ascolto su vinile

2. Preparazione del master audio

  • Conversione e upscaling (se necessario): Se il materiale è in qualità CD, potrebbe essere opportuno convertirlo a un formato con una maggiore profondità di bit per ottimizzare il lavoro sul vinile (ad esempio, a 24-bit/96 kHz).
  • Pulizia del suono:
    • Rimozione di clic, pop, rumori indesiderati.
    • Si sta partendo da un master già utilizzato per stampare CD o diffondere l'album in streaming, non dovrebbero esserci anomalie da sanare, ma a volte ci sono, più spesso però possono esserci scelte fatte per il master digitale sulle quali in questa fase si ritorna, cambiandole. 
  • Qualche esempio:
    • Banali problemi trovati sul master digitale (es. clipping superiori a 0dB, Clic o glitch Provenienti da problemi software o interruzioni durante la registrazione, Interferenze elettriche captate durante la registrazione ...) , anomalie prima sfuggite o che era difficile correggere ma che ora si possono eleminare facilmente con applicazioni specializzate.
    • Problematiche di Montaggio o Editing (es.tagli bruschi: Incongruenze di livello),
    • Rumori ambientali in registrazioni live (es. applausi, tosse, passi, o altri suoni indesiderati oppure interferenze elettriche sul palco o nel sistema di registrazione) che magari potevano essere state lasciate per dare maggiore realismo ma che ora vengono attenuate o eliminate.

  • Equalizzazione di base per bilanciare eventuali squilibri o scelte pregresse
    • Nel master originale era stata deciso un bilanciamento tra le varie componenti del suono, in base alle caratteristiche del contenuto musicale e /o al target di riferimento, che metteva in maggiore evidenza per esempio i bassi oppure invece la voce o uno strumento solista. Inoltre in considerazione del target e delle probabili modalità di ascolto poteva essere stata scelta una compressione "loudness" per portare in alto, in primo piano, tutte le componenti riducendo la dinamica. Scelte che nel remastering, in quanto dedicato a un target molto diverso, possono essere cambiate.
3. Preparazione del remastering per l'analogico
           
      3.1 L
imitazioni fisiche del vinile
  • La registrazione su vinile con la tecnologia del microsolco (anni '40 secolo scorso) ha          rispetto al CD o HD limitazioni nella possibilità di registrare e riprodurre contenuti musicali complessi.
  1. Range dinamico:
    • I vinili hanno un range dinamico inferiore rispetto ai CD o ai file digitali (tipicamente circa 50-60 dB contro i 96 dB di un CD a 16-bit).
    • Se l'album originale ha una dinamica elevata, limitandosi alla sola conversione digitale-analogico, i picchi troppo alti potrebbero causare distorsioni o solchi difficili da tracciare per la puntina, mentre  parti a volume più basso potrebbero essere sommerse dal rumore di fondo intrinseco del vinile.
    • La conversione richiede quindi quasi sempre una compressione della dinamica originale, una operazione delicata sulla quale torniamo dopo.
       2.  Basse frequenze registrate in stereo
    • Le frequenze molto basse (sotto i 40 Hz) su vinile vengono registrate su solchi più profondi, ma se sono registrate in modo diverso sui due canali la puntina del giradischi dovrebbe anche tracciare un diverso segnale sui due lati del solco e questo può causare distorsione, perdita di informazioni o addirittura il salto della testina.
    • E' necessario quindi applicare una correzione della stereofonia dei bassi, portandola in pratica a mono (centratura dei bassi),  
    • Questa operazione non influisce sulla percezione dell'ascolto, poiché l'orecchio umano  percepisce le basse frequenze come non direzionali. Tuttavia, migliora notevolmente la stabilità fisica del disco e la qualità di riproduzione. Ovviamente nella riproduzione in digitale il problema non esiste e per questo motivo spesso la gamma bassa è registrata in stereo.
        3.  Alte frequenze
    • Frequenze elevate o transienti aggressivi (es. picchi sonori brevi e intensi, come quelli di rullanti o cembali), possono essere difficili da tracciare sul vinile con conseguenti problemi nell'ascolto. La lettura di un vinile è infatti una operazione fisica che può diventare complessa nei picchi sonori, perché provocano una "forte" oscillazione del set braccio-testina (forte dal punto di vista  del tracciamento, non perché si vede), mentre segnali musicali a frequenza molto alta (vicini ai limiti per il vinile, 20Kh) richiedono solchi molto stretti, anche questi problematici nel tracciamento.

    • Questi potenziali problemi sono ovviamente in dipendenza della qualità del giradischi e della testina, e dovrebbero essere trascurabili per giradischi di alta qualità come i moderni modelli effettivamente hi-fi. Nella creazione del master però se ne deve tenere conto  perchè se un LP salta o si ascolta male su un giradischi entry level significa che non garantisce la compatibilità con tutti i set di riproduzione.

    • L'operazione che quindi si fa per superare questi possibili problemi (ovviamente in base alle caratteristiche del disco, se è una musica new age dove non ci sono transienti né suoni in alta frequenza, non serve) è molto semplice, a seconda dei casi deve essere applicata  una equalizzazione o compressione multibanda (che agisce solo su un range di frequenza).

    • NOTA: ricordo che la tecnologia microsolco consente di registrare e riprodurre (con un set adeguato) un range di frequenze fino a 20-50KHz. Nelle stampe commerciali è comunemente garantita una risposta in frequenza 20-20KHz e quindi conforme alle nostre capacità di ascolto. Gli adattamenti non sono legati quindi a limiti della tecnologia ma alla necessità di rendere il disco compatibile (ascoltabile) su tutti i giradischi hi-fi.
    4.  Livello generale
    • Il livello audio complessivo deve essere ottimizzato per le caratteristiche fisiche del vinile, tenendo conto del range di profondità dei solchi, individuando quindi un livello che li ottimizzi verso un valore medio, per evitare che che vi siano solchi troppo profondi (causando distorsioni) o troppo superficiali (riducendo il rapporto segnale/rumore).

PAUSA DI RIFLESSIONE

Prima di andare al passo successivo (l'allocazione delle tracce) conviene fermarsi sulle operazioni  di remastering che abbiamo visto, perché alcune di queste sono le principali come influenza sulla qualità di ascolto. Vediamole

Interventi di pulizia e miglioramenti sul mix digitale

E' l'occasione di intervenire su eventuali anomalie emerse analizzando nuovamente lo stereo Mix avendo anche a disposizione applicazioni più efficaci grazie al tempo passato. Inoltre si può intervenire e ripensare alcune scelte fatte nel mix precedente, ad esempio mettere più in risalto la voce o modificare la compressione della dinamica, quando attuata, essendo ora il target più esigente e dotato probabilmente di impianti Hi-Fi. [a proposito: qual è la differenza tra mix e master, tra le operazioni di missaggio e di mastering? è spiegato n appendice ]

Gli interventi  consentono quindi un incremento delle qualità rispetto alla versione precedente in  CD, anche se spesso il remix viene sfruttato ache per far uscire una nuova versione dell'album anche in formato CD, come è avvenuto per il remix 2018 di Ummagamma dei Pink Floyd

Compressione dinamica

La compressione è un'esigenza tecnica se la gamma dinamica del CD supera i 60dB, ma si tratta di un'operazione che fa perdere informazioni presenti sul mix digitale, passando alla versione analogica, quindi peggiorativa. Questo in teoria, se analizziamo tutte le problematiche dell'ascolto:

    • Anche la catena di riproduzione deve essere in grado di riprodurre una gamma dinamica comunque ampia come è quella del vinile. Se per esempio sono usate pregiate e ricercate mini casse come la celebre LS3/5A della BBC o La PROAC Tablette o la Sonus Faber Minima Amator, pur essendo apprezzatissime hanno limitazioni soprattutto sui bassi e poco importa che siano correttamente incise sui solchi del vinile

    • Anche l'ambiente d'ascolto impone limitazioni. Una stanza in un appartamento di città ha un rumore di fondo derivante dall'esterno, che anche usando finestre anti rumore non sarà mai a zero, oltre a rumori dell'appartamento per esempio per la climatizzazione. In più sul lato opposto, in una casa in condominio non si potrà andare una certa pressione sonora, Ovviamente questo vale anche per case di campagna o ville, ci sarà sempre un rumore di fondo.
    • E infine conta anche la gamma dinamica dell'ascoltatore che può non essere sufficiente per sentire i suoni lungo tutta la gamma dinamica, con una carenza soprattutto sulla capacità di percepire le frequenze alte, oltre i 15KHz
Quindi in base alle condizioni nelle quali più comunemente possa essere ascoltato un LP si arriva a una considerazione contro intuitiva per la compressione dinamica: nonostante "tolga" qualcosa aggiunge in realtà una maggiore facilità di percepire e apprezzare la dinamica e quindi il realismo della musica riprodotta. Portando i suoni più deboli non solo oltre il rumore di fondo del CD ma anche oltre quello della stanza o dell'esterno percepita consente infatti di ascoltare e ricreare nel fronte sonoro più facilmente strumenti che suonano a volume meno alto (come il contrabbasso) così come le variazioni di volume (come i pianissimo dell'orchestra) avendo sempre in evidenza i suoni più alti e gli strumenti che suonano più forte. 

 Roll-off delle alte frequenze

Come visto in precedenza per ottimizzare la stampa su disco e rendere più agevole la lettura si procede frequentemente ad una leggera e morbida attenuazione (roll-off)  dei picchi sulle alte frequenze. In questo modo si perdono sicuramente alcune informazioni sulla musica registrata, ma si raggiunge proprio quel "suono caldo" del vinile tanto apprezzato. Si può vedere quindi questo intervento come un miglioramento in termini di estetica della musica.

Da notare però che i vinili prodotti con obiettivi di alta qualità dalle varie etichette specializzate non applicano questi interventi (e anche molto meno la compressione) per preservare al massimo il contenuto musicale originale considerando il target di audiofili e i giradischi alto di gamma a cui sono dedicate queste edizioni.

Interventi sui bassi

L'intervento principale è la centratura sui bassi che è trasparente all'ascolto e quindi non costituisce né un miglioramento né un peggioramento rispetto all'originale. In edizioni "audiofile" potrebbe non essere previsto, sempre considerando i giradischi esoterici che saranno chiamati al compito, ma in generale nel mondo del vinile si apprezza la riduzione al mono quando non da' vantaggi all'ascolto.

IN SINTESI

Già da questo primo punto della situazione possiamo concludere che ha senso scegliere per un supporto fisico il vinile invece del CD , perchè:

    • apprezziamo il suono sempre esteso e fedele del vinile (e del nostro set di riproduzione) e possiamo trovare il suono "naturale e più caldo"  del vinile lanche per gli album  dove il primo passo, la registrazione,  era digitale;
    • riteniamo importante beneficiare del nuovo master probabilmente più curato;
    • siamo consapevoli del prezzo da pagare e non sono per noi un problema la scomodità e scarsa flessibilità d'uso, della esigenza di manutenzione del set, e neppure che il costo è anche più alto degli album nati in vinile (vediamo dopo perché).
Riprendiamo quindi la descrizione del processo di passaggio in analogico.


 4. Sequencing delle tracce

Siamo all'ultimo passo del remastering digitale, le singole tracce sono state pulite e adattate alla conversione in analogico e deve essere solo definito come allocarle sul disco in vinile che, lo ricordiamo, ha una capienza molto minore del CD, per un CD di qualità,che non ricorra a compressione eo riduzione del volume, è di 45' sulle due facciate, circa 22' per facciata. Quindi la scelta dipende dalla lunghezza dell'originale su CD che di solito è superiore a 45'. Questo comporta che quasi tutti gli LP derivanti da un album pubblicato su CD sono doppi con ovvia ricaduta sul prezzo di acquisto che diventa facilmente il triplo o il quadruplo della versione in CD.

  • Ordine delle tracce: l'era CD col maggior spazio a disposizione (70') ha fatto sì che la maggior parte delle nuove uscite avesse durata e numero tracce superiore al LP e un maggiore numero di dischi di durata simile ai Doppi LP, visto che ora non richiedono aumento di prezzo. La durata nel corso del tempo sembra essersi stabilizzata  per la musica moderna pop e rock su una durata di 50-60' e 10-15 tracce. Avendo a disposizione ben 4 facciate la disposizione dei brani è semplice,si possoo posizione 3-4 brani per facciata e un album con 13 tracce con Ultraviolence di Lana Del Rey sta comodamente nelle 4 facciate. Con scelte come queste si risolve facilmente il problema dei solchi verso la fine del lato (vicino al centro del disco) nei quali è più difficile il tracciamento del complesso testina-braccio con conseguente calo della qualità.
    La sequenza dei brani rimane invece praticamente sempre quella del CD, non c' un vera propria attività di sequencing.

  • Vinili 12' a 45 giri. Avendo a disposizione quattro facciate è possibile anche per alcuni album scegliere per la versione in vinile la registrazione a 45 giri. Considerata erroneamente inferiore come qualità, essendo stata usata per i singoli a 45 giri, consente in realtà una maggiore qualità perché la densità di informazioni da incidere è minore per ogni cm del solco e quindi è di maggiore precisione. La durata però è ovviamente inferiore, sullo stesso formato standard di 12' (30 cm circa) è limitata a 12-14' per facciata. Ma se le canzoni sono meno ma di durata un po' superiore possono essere per esempio 3 sulle facciate A e C e 2 sulle facciate "retro" B e D, come Nel LP con Tidal di Fiona Apple preso ad esempio, che ha 10 tracce.
    Quando viene scelta questa opzione è un plus, e peraltro dai check fatti, ottenibile anche senza aumento di prezzo.

  • Inserimento dei gap: occorre ovviamente creare anche gli spazi vuoti senza musica tra un brano e l'altro, con questa scelta di distribuzione delle tracce saranno anche meno (6 in tutto) e di durata uguale.  

  • Un ascolto poco fluido: Con queste scelte, pur logiche dal punto di vista tecnico, l'ascolto di un album, che dovrebbe essere un'opera d'ingegno da ascoltare per intero e senza intervento manuale diventa discontinua con interruzioni per l'ascoltatore che deve alzarsi tre volte dalla poltrona. Per un ascolto "manuale" sarebbe un poco più pratico usare tre facciate sole, ma la facciata vuota non piace nè a chi vende né a chi compra e quindi non pare ci siano LP doppi organizzati cosi.


B. CREAZIONE DEL  "VINYL MASTER"

 5. Conversione diretta in analogico

A questo punto sono completati tutti gli adattamenti e miglioramenti apportati al master della precedente versione su CD, che contiene ora tutte le istruzioni per la macchina di incisione (o tornio), E' lo stesso punto a cui si arrivava nel processo tutto analogico quando si è creato il master del disco e lo si è registrato e consolidato sul registratore magnetico a bobine stereo usato nello studio. Il registratore è collegato al tornio che ha ovviamente un ingresso analogico a due canali nel quale riceve il segnale sinusoidale inviato dal registratore.

In questo caso il registratore non c'è e serve quindi un DAC, possibilmente di elevata qualità (sarebbe bello che fosse indicato nelle note tecniche), che faccia la conversione e consenta di avviare la creazione del master fisico. con i passi seguenti.

5.1 Conversione DAC in Tempo Reale
    • Il segnale digitale viene convertito in analogico tramite un convertitore DAC di alta qualità e inviato direttamente agli ingressi audio-in della macchina di incisione.
    • Il tecnico del mastering monitora il segnale per assicurarsi che non ci siano problemi di clipping, distorsioni o sbilanciamenti.
5.2 Elaborazione analogica in tempo Reale
    • Qualsiasi intervento ulteriore necessario (come equalizzazioni o compressione, aggiuntive a quella già attuate) viene effettuato in tempo reale, durante l'invio alla macchina di incisione,  utilizzando processori analogici a monte della macchina di incisione (DAC--componente -- Tornio)
    • La catena tipica può includere:
      • Equalizzatori parametrici per affinare la risposta in frequenza.
      • Compressori per controllare la dinamica e ridurre i picchi troppo pronunciati.
      • Limitatori per evitare distorsioni durante l'incisione.
5.3 Controllo e Preparazione per l'incisione
    • Dopo l'elaborazione, il segnale viene inviato al cutter della macchina per incidere direttamente sulla lacca. In questa fase:
      • Si applica la curva RIAA per adattare il segnale audio alle limitazioni fisiche del vinile.
      • Si controllano la profondità e l'ampiezza dei solchi, che devono essere bilanciate per evitare problemi di tracciamento e garantire una buona qualità audio.
5.4 Test Cut
    • Si realizza un'incisione di prova (test cut) su una lacca, che viene poi riprodotta per verificare che il risultato sia conforme agli standard richiesti.
    • Eventuali problemi rilevati (ad esempio, sibilanti eccessivi o saturazione) richiedono di tornare indietro al passo 5.1 per intervenire nuovamente in tempo reale 

PROCESSO ALTERNATIVO PER VINILI DI ALTA QUALITA'

5B Conversione con ulteriore passo di affinamento su registratore magnetico

Per produzioni "audiofile", che puntano a fornire agli appassionati, magari possessori dei set di riproduzione "monster" spesso oggetto di prove sui media specializzati, alcune piccole etichette non adottano il processo diretto di produzione delle lacche con eventuali interventi in tempo reale, ma adottano una ulteriore fase di affinamento del suono più estesa ed efficace inviando  l'output del DAC a un registratone analogico di alta qualità da studio di registrazione, e lavorando poi su questa copia del master, come si faceva prima dell'era digitale. 

 Uso del Registratore a Bobine nel Remastering per Vinile

5B.1 Trasferimento su Nastro Analogico
    • Dopo la conversione DAC, il segnale audio viene registrato su un nastro magnetico analogico, in genere a un'alta velocità (come 15 o 30 ips, "inches per second"), per massimizzare la qualità sonora.
    • I nastri magnetici offrono vantaggi unici:
      • Introduzione di una compressione naturale.
      • Leggera saturazione che aggiunge calore e profondità al suono.
      • Miglioramento delle transizioni dinamiche.
5B.2 Interventi nel dominio analogico
    • L'audio del remastering per vinile può essere ulteriormente elaborato utilizzando apparecchiature analogiche come equalizzatori, compressori e riverberi. Si può operare inserendo un passaggio su una console analogica oppure su  specifici componenti nel percorso DAC - Registratore. 
    • Questo passaggio riconduce il processo al mastering analogico tradizionale che prevedeva tipicamente:
      • Equalizzazione analogica: Per bilanciare meglio le frequenze e adattarle al vinile.
      • Compressione dinamica: Per ottimizzare la risposta dinamica senza sacrificare il dettaglio.
    • Gli interventi possono essere aggiuntivi o sostitutivi a quelli effettuabili nel dominio digitale (passo 3), nel primo caso quando serve solo un affinamento, nel secondo quando si vuole dare una impronta più "analogica" al prodotto finale.
    5B.3 Monitoraggio in tempo reale del Nastro
      • Durante la riproduzione del nastro, il tecnico del mastering può verificare facilmente la qualità del suono e l'efficacia degli interventi in tempo reale grazie alla presenza di testine separate tra input ed output e il passaggio in ascolto in cuffia o monitor tra il primo e il secondo.
      • Qualora fosse necessario cambiare l'impostazione si potrà ripetere l'operazione senza degrado del remaster per vinile, essendo digitale.
    5B.4 Interventi direttamente su nastro

    • Ai tempi dell'analogico gli interventi dovevano essere necessariamente attuati su due registratori, con trasferimento da nastro a nastro e l'inevitabile degrado (la registrazione in in più passi per definizione non può essere perfetta) era controllato usando registratori professionali Studer o Ampex di elevata qualità alla massima velocità (30 ips) nonché usando nastri anch'essi di prima qualità.
    • Le leggere ma comunque presenti colorazioni del suono che si creavano erano però sul versante del "maggior calore" (minore definizione) e introduzione di un certo grado di densità armonica (maggiore quantità e complessità di armoniche secondarie) e altri artifatti che potevano essere considerati un arricchimento, un suono "pieno, caldo e complesso" tipico dell'analogico. 
    • Senza voler entrare nel campo scivoloso delle distorsioni e colorazioni che aumentano il piacere di ascolto riporto qui questa ulteriore motivazione del passaggio in analogico in quanto  può essere quellapresa in considerazione da etichette audiofile.

     C. INCISIONE E STAMPA DEI VINILI

    6. Mastering per la lacca

    • Il Vinyl Master viene inciso su un disco di lacca da un tecnico esperto.
    • Si controllano nel corso dell'operazione i dettagli tecnici come:
      • Profondità dei solchi.
      • Ampiezza dei solchi.
      • Livello di tracking per garantire che il braccio del giradischi segua correttamente il solco senza distorsioni.

    7. Placcatura e creazione dello stampo

    • Il disco di lacca viene placcato per creare uno stampo metallico (madre) che servirà per la produzione in serie. (la placcatura è una procedura di galvanoplastica che serve a creare uno stampo resistente a partire dalla lacca originale, che è molto delicata, per poterla usare più volte)
    • Da questo stampo si ricavano le "matrici" utilizzate nelle presse per stampare i dischi in vinile.

    8. Produzione e test finale

    • Si stampano alcune copie di prova per verificare la qualità audio su diversi giradischi.
    • Eventuali problemi vengono corretti tornando al master audio, si riparte cioè dal passo 7

    9. Distribuzione

    • Una volta approvato il test finale, si procede con la produzione di massa dei dischi.
    • Si confezionano i vinili con copertine e inserti, completando il prodotto per la distribuzione.
    D. QUALITA' DELLA CONVERSIONE

    Arrivanti in fondo a questa descrizione del processo di creazione della versione su CD (attenzione, per sommi capi, su ogni passo ci sarebbe da scrivere molto di più) rimane l'esigenza di sapere se vale la pena comprar l'album che vogliamo aggiungere alla nostra libreria musicale la pena comprarlo in vinile, pagandolo circa 3 volte di più (prezzo medio 36-48 €).

    Come abbiano visto si può passare da quasi niente (qualche miglioramento ma perdendo qualcosa) ad una versione su LP che può sembrare realizzata ai tempi del vinile, che contiene quasi tutti i punti di forza di questa tecnologia.

    Il sistema per saperlo ovviamente c'è, comprare entrambe le versioni e confrontarle con ascolti delle parti più significative, ma non è molto pratico. L'ideale sarebbe invece che l'informazione fosse inserita tra le note del vinile. L'impressione in base a una ricerca veramente ridotta è che le case discografiche non ci pensano proprio. Per il prossimo post comunque preparerò una ricerca più dettagliata.

    Per avere un primo esempio, il vinile che ho scelto per la parte immagine del post, l'opera prima di Fiona Apple Tidal, fa parte della temo ampia schiera dei vinili che contengono zero informazioni, ho la copia in vinile 45rpm (ora 44 €), pubblicata nel 2017,  ma posso confrontare anche la prima copia in CD del 1996 (ora 13 €), e le note sulla produzione, dove sono state realizzati e da chi lo stereo mix e il master sono le stesse, identiche. In altre parole, quelle specifiche del vinile non ci sono.

    Le note tecniche della versione in vinile dell'album Tidal di Fiona Apple


    Appendice - Qual è a differenza tra il missaggio e il mastering

    Li ho citati molte volte ma qual è la differenza tra Mix (o stereo Mix) e Master? Cosa fanno di diverso l'ingegnere del suono citato incaricato del priimo e citato di solito nelle informazioni del disco e cosa fa il secondo?

    In termini generali la differenza tra mix e master sta negli  obiettivi, nei processi e nei momenti in cui avvengono durante la produzione musicale. Sono entrambi passaggi fondamentali per ottenere un prodotto audio di alta qualità, ma hanno ruoli distinti:

    Mix (o Stereo Mix): precede il mastering ed è il processo in cui si combinano tutte le tracce registrate di una traccia (strumenti, voce, effetti, ecc.).

    • Responsabile: L'ingegnere del suono indicato nelle note come "Mixed by".
    • Compiti principali:
      1. Bilanciamento: Regola i livelli di volume di ciascuna traccia (es. il livello più alto delle chitarre o viceversa).
      2. Panning: Posiziona i suoni nel campo stereo (es. una chitarra potrebbe essere spostata a destra e un violino a sinistra).
      3. EQ e compressione: Equalizza le frequenze di ogni traccia e usa la compressione per controllare i picchi di volume.
      4. Effetti: Aggiunge riverberi, delay, chorus o altri effetti per arricchire il suono.
      5. Coesione: Assicura che tutte le tracce lavorino insieme in modo armonioso.

    Importanza del mixing 

    • Il mix finale determina la base sonora su cui il mastering costruirà la qualità percepita:
      • Gamma dinamica: Se il mix è compresso in modo eccessivo, il mastering non può recuperare la dinamica perduta.
      • Timbro: Frequenze sbilanciate nel mix influenzeranno il risultato finale.
      • Spazialità: Problemi nel panorama stereo o nella profondità non possono essere corretti completamente nel mastering.

    Deve essere ottimizzato per adattarsi ai diversi formati di distribuzione

    • Lo stereo mix deve essere versatile, in modo che il mastering possa adattarlo a diversi formati di distribuzione:
      • Streaming: Richiede un equilibrio dinamico e timbrico ottimale per la compressione algoritmica.
      • Vinile: Necessita di particolare attenzione ai bassi per evitare problemi tecnici durante la stampa.
      • CD: Richiede un livello massimo senza distorsioni digitali.

    Deve essere coerente con l'intenzione artistica

    • Il mix finale è il risultato delle decisioni creative e tecniche del produttore, del tecnico del mix e dell'artista.
    • Qualora non riflette chiaramente la visione artistica, il mastering non può rimediare a problemi di fondo.

    Il risultato può essere buono o eccellente

    • Un mix ben preparato consente al mastering di esaltare il potenziale del brano, mentre un mix con problemi limita le possibilità di intervento.
    • Se poi il mix ha un bilanciamento perfetto, il mastering può concentrarsi su dettagli come la coerenza tra tracce di un album o l'impatto emotivo.

    Checklist per uno stereo mix pronto al mastering

    Prima di consegnare le tracce finali, è importante verificare che:

    • Non ci siano distorsioni: Nessun picco oltre lo 0 dB.
    • Ci sia headroom sufficiente: In genere, si consiglia un livello massimo di -3 dB o -6 dB.
    • Il bilanciamento stereo sia corretto: Nessun sbilanciamento evidente tra i canali.
    • Non ci siano limitatori finali: Lascia spazio al mastering per gestire la compressione.
    • La dinamica sia naturale: Non troppo compressa o "piatta".
    • Il file sia nel formato minore possibile in dipendendenza degli srumenti disponibili o previsti per il mastering: Quindi formato non compresso  WAV o AIFF alla massima risoluzione consenita.

    Output del mixing: Un singolo file stereo o multicanale (il "mixdown"), che è il prodotto finale della fase di mixaggio e che è "definitivo" nel senso che non è modificabile se non iniziando di nuovo il processo.

    Master: dopo completato e verificato il mix, è il passaggio finale prima della distribuzione.

    • Responsabile: L'ingegnere del suono indicato nelle note come "Mastered by".
    • Compiti principali:
      1. Uniformità: Ottimizza l'audio per garantire che l'intero album abbia volumi, tonalità e dinamiche coerenti per tutte le tracce
      2. Finalizzazione: Regola il mix stereo per adattarlo al formato finale (CD, streaming, vinile, ecc.).
      3. EQ e compressione globale: Agisce sull'intero mix stereo per bilanciare le frequenze e ottimizzare la dinamica complessiva.
      4. Volume: Porta il livello generale al volume competitivo richiesto dagli standard di distribuzione attuali.
      5. Correzione: Risolve eventuali problemi residuali del mix (clic, rumori indesiderati, ecc.).
      6. Formattazione: Prepara il file audio nei formati corretti per la distribuzione (es. DDP per CD, file WAV/FLAC per streaming o il "lacca" per vinile).

    Output: Il master definitivo, pronto per essere distribuito su ogni piattaforma e supporto.


    Differenze principali:

    Aspetto

    Mix

    Master

    Obiettivo

    Creare un mix equilibrato delle tracce individuali.

    Preparare il mix finale per la distribuzione.

    Focus

    Tracce individuali.

    Mix stereo globale.

    Ingegneri coinvolti

    Ingegnere di mix.

    Ingegnere di mastering.

    Attrezzatura

    DAW (Digital Audio Workstation), plugin per mixaggio.

    Sistemi di mastering specializzati, EQ e compressori di alta qualità.

    Flessibilità

    Può modificare ogni traccia separatamente.

    Lavora sul mix stereo finito.


    Un'analogia semplice:

    Si può paragonare il mixaggio alla esecuzione di una ricetta: si scelgono gli ingredienti, si bilanciano, si cucinano e sono assemblati nel piatto.
    Il mastering, invece, è paragonabile alla mise en place, cura la presentazione e l'accompagnamento del  piatto in modo che sia il più possibile gradevole e uniforme per tutti.