lunedì 25 maggio 2020

Quali sono le regole per caricare un video musicale su YouTube?

Le regole sono molto semplici, apparentemente, perché sono quelle dettate dalla legislazione sul diritto d'autore, quelle nazionali e quelle internazionali, perché il sito è di proprietà USA ma accessibile da tutto il mondo.

Quindi ricordiamoci sempre che su qualsiasi brano musicale sono tutelati due tipi di diritti:
  • il diritto dell'autore dell'"opera di ingegno": compositore e autore del testo o elaboratore originale; in inglese copyright license;
  • il diritto dell'interprete: il cantante e il musicista che ha registrato (nel senso di registrazione audio su un qualsiasi supporto) l'esecuzione che vogliamo mettere a commento del video; in inglese synchronization license.
La durata dei diritti e la loro scadenza è diversa nei due casi:
  • syncronization license: 50 anni in Europa, più elevata in USA (vedi dopo)
  • copyright license: 70 anni dalla morte dell'autore (va agli eredi).
La tutela di questi diritti non è però automatica e garantita dalla legge o dalla Polizia Postale, ma è a cura degli interessati, che per prima cosa devono registrare l'opera (se non è registrata è di pubblico dominio) e poi se non vogliono farlo loro (impresa impossibile) devono rivolgersi a una collecting society, come la nostra SIAE, alla quale si affidano per raccogliere per loro conto quanto gli spetta, o per vietare la diffusione (su YouTube o altri canali di diffusione della musica).

Esiste musica per cui sono scaduti i diritti?
Teoricamente sì: un'esecuzione pubblicata e registrata (come proprietario dei diritti) oltre 50 anni fa in Europa e di autore o autori i cui diritti sono scaduti anche per gli eredi (deceduto da più di 70 anni) oppure i cui diritti non sono mai stati registrati (perché di autore ignoto). Ma lo vediamo in pratica più avanti, dopo i test.

Il caso più semplice sembra quindi quello di una canzone tradizionale, di autore ignoto come musica e parole, eseguita e registrata in Europa più di 50 anni fa. Ad esempio la canzone di origine tardo medievale Donna lombarda, presente con dialetti diversi in più regioni d'Italia, e registrata dal Nuovo Canzoniere Italiano per lo spettacolo Ci ragiono e canto nel 1966, oppure la molto più nota Bella ciao sempre di autori ignoti, pur essendo assai più recente, eseguita e pubblicata sempre dal Nuovo Canzoniere Italiano nel 1964 per lo spettacolo omonimo.

La prima ricerca: Donna lombarda
Per prima cosa occorre sincerarsi se si tratta effettivamente di brani liberi da diritti. Potrebbero riguardare anche elaborazioni della musica o una particolare versione del testo. In un precedente test anni fa avevo utilizzato canzoni tradizionali irlandesi, le collecting societies su cui fare la ricerca sono diverse, e per questo sono passato a due canzoni italiane e la ricerca si può indirizzare alla sola SIAE. Si scopre così che Donna lombarda è stata depositata in SIAE come propria opera da ben 54 autori diversi (vedi Appendice 2). In massima parte come compositore originale (codice CO), altri come autore originale (AO) oppure elaboratore opere (EL), inoltre tra le 54 sono incluse le varianti regionali della canzoni.
Non si capisce come faccia la SIAE ad accettare che ci siano più di un compositore originale per una canzone, ma così è. Evidentemente dipende dal fatto che il vero compositore originale, essendo ignoto, non può protestare.

Donna Lombarda da "Ci ragiono e canto" - 1966

L'inserimento: Donna lombarda
Ho inserito la canzone su YouTube (non solo per lo scopo di verifica di questo post) con ampio corredo di foto dell'interprete (Caterina Bueno, purtroppo non più con noi da anni) e dopo un mese non è arrivato nessun reclamo nè richiesta di riconoscimento dei diritti. Può darsi che arrivino in seguito ma solitamente sono azioni immediate e automatiche.

La seconda ricerca: Bella ciao
L'identificazione degli autori di musica e testo di questa canzone ormai universale (oltre 40 versioni in altrettante lingue) è un rebus appassionante su cui sono stati scritti libri (leggi qui una sintesi). Per la SIAE invece sembra invece tutto chiaro perché i compositori originali o comunque accampatori di diritti sono ben 264 (vedi Appendice 2).
Sul canale YouTube di Musica & Memoria è stata inserita Bella ciao a confronto tra la versione delle mondine e quella dei partigiani che tutti conosciamo, in questo caso è arrivato il reclamo automatico dopo pochi secondi. La musica del video era tratta dal LP tratto dallo storico spettacolo omonimo del 1964 (anche l'album è dello stesso anno) da me trasferito in digitale.
Il copyright claim è per conto di Filippo Crivelli, regista e curatore dello spettacolo che, tra le altre cose, ha fatto conoscere questa canzone fuori dai circuiti politici o specializzati nel folklore italiano, ed è stato attuato da IDOL Distribution, una collecting society attiva a livello internazionale nella musica digitale, della quale evidentemente Crivelli (vivente) è cliente.

Il video di Bella ciao

Considerazioni
Confrontando i due casi e i precedenti di musica irlandese si deduce una possibile spiegazione legata all'arrangiamento del brano, che è considerato anch'esso un'opera d'ingegno, quindi registrabile. Con una certa larghezza la SIAE accetta anche per brani tradizionali o di autore ignoto la registrazione come "compositore originale" anziché come "elaboratore opere" e quindi IDOL ha avuto la motivazione per il copyright claim. Difatti l'estratto che ho caricato presenta le due versioni Bella ciao, quella "delle mondine" (in realtà successiva) e quella nota a tutti "dei partigiani". Una idea di fusione e sovrapposizione che appartiene sicuramente ai due autori, ovvero Filippo Crivelli e Roberto Leydi, che l'hanno rivendicata a suo tempo. Non avrei quindi motivazioni per contestare il claim.

Nel caso di Donna lombarda la situazione è invece probabilmente opposta, non c'è alcun copyright specifico su questa registrazione audio degli autori di "Ci ragiono e canto" da cui è tratta la registrazione stessa, e quello della interprete Caterina Bueno è probabilmente relativo ad un suo personale arrangiamento del brano tradizionale pubblicato diversi anni dopo.

Prime considerazioni
La risposta al quesito "esiste musica per cui sono scaduti i diritti?" è sostanzialmente No. Nel senso che vale (solo
in Europa) per:

  1. esecuzioni di composizioni musicali i cui autori sono deceduti da più di 70 anni (tutti se sono più di uno, come è in genere per le canzoni) e risalenti a più di 50 anni fa;
  2. esecuzioni di composizioni musicali di autore anonimo i cui esecutori sono deceduti da più di 70 anni;
  3. esecuzioni di composizioni musicali di autore anonimo o deceduto da più di 70 anni fatte da noi.
Nel caso delle esecuzioni tradizionali di autore anonimo, ogni nuova esecuzione con registrazione audio è per definizione un arrangiamento originale (poiché un originale vero non è conosciuto), l'esecutore può essere quindi registrato come autore, e i suoi diritti passano agli eredi per 70 anni, e se hanno dato mandato a una collecting society di esigere i diritti, il video su YouTube sarà bloccato o segnalato (i proventi pubblicitari eventuali li riscuoteranno loro).
Esiste solo la possibilità, non infrequente, che non abbiano dato mandato ad alcuno e quindi che non arrivi alcun copyright claim.

La protezione dei diritti in USA per le audio registrations
Alcuni anni fa per un'azione iniziata e condotta anche da Sonny Bono, nel frattempo diventato senatore in USA, la protezione dei diritti di esecuzione registrata (audio registration) è stato esteso nel tempo. Aggiungere la informazione "per quanti anni" non è facile e soprattutto non è facile sintetizzarlo considerando i vari casi e sotto casi. La complessità è però legata a un solo obiettivo: estendere il più possibile il copyright a tutte le varie sfaccetature delle esecuzioni musicali e non. La motivazione nobile era tutelare l'ingegno americano, quella meno nobile ma assai concreta era tutelare il business. Di conseguenza la situazione si può sintetizzare così:
  1. pressochè ogni registrazione audio effettuata in ogni Paese con mezzi di registrazione noti (dai 78 giri in poi) può essere stata posta sotto copyright in USA ed essere tuttora tutelata anche ben oltre i 50 anni;
  2. tutte le registrazioni audio prodotte in USA sono sotto copyright in USA (a meno di quelle pensate all'origine come public domain) e quindi sono pressoché tutte ancora tutelate;
  3. ogni audio non prodotto da noi che inseriamo in un video, a meno che sia public domain all'origine, può produrre un copyright claim o un blocco "limitato ad alcuni Paesi" (USA tipicamente);
  4. se invece è prodotto in Europa ma non è posto sotto copyright in USA (registrato presso una collecting society accreditata in USA) valgono le regole europee sintetizzate prima.
Il caso del jazz
Come penultima cosa c'è da considerare il caso del jazz e in particolare degli standard. Sono improvvisazioni su una musica non propria e di autore noto e quindi per il jazzista è tutelata solo la registrazione audio. Nei dischi infatti è sempre indicato l'autore per gli standard come But Not For Me, How Deep Is The Ocean e così via.
Per la legge europea quindi, se la registrazione audio è anteriore di 50 anni e l'autore o gli autori sono deceduti più di 70 anni fa l'esecuzione è effettivamente public domain.

Andando però a fare un test tra gli standard più noti è arduo trovarne uno dove tutti gli autori (sono canzoni, sono quasi sempre minimo due) siano scomparsi prima del 1950 (alla data di questo post).
Mentre per l'esecuzione è ormai molto frequente, basti pensare che sono incluse tutte le esecuzioni di Miles Davis col suo storico quintetto degli anni '60, fino agli inizi della fase fusion.
I jazzisti principali sono però americani e per quanto scritto prima sulla legge USA sono ancora sotto diritti, qualsiasi sia la data della registrazione audio, quindi almeno per gli USA i video saranno bloccati o segnalati, salvo che l'esecutore non abbia dato mandato per proteggere i suoi diritti o il mandato sia scaduto.
Mentre per jazzisti europei che hanno registrato loro esecuzioni prima del 1970 (ad esempio Django Reinhardt, Stephane Grappelli, Tomasz Stanko, Ian Carr), eventuali registrazioni audio di standard con diritti scaduti sarebbero public domain.

Il caso della classica
Come ultimo caso rimane la classica dove, come suggerisce la parola stessa, gli autori più noti non sono deceduti di recente. Quindi esecuzioni anteriori al 1970 di Mahler, Puccini, Bartok, Mascagni, Rachmaninov, per fare alcuni esempi, dovrebbero essere pubblic domain (il condizionale è d'obbligo per via della legge USA). Attenzione che invece per alcuni grandi nomi come Prokofiev (2023) o Stravinsky (2041) non è ancora così. 


Appendice 1 - Gli autori degli standards
In questo elenco la situazione dei diritti d'autore degli eredi per alcuni celebri autori di standards.
Solo per pochi i diritti sono scaduti.

Autore Data d. Scadenza
George Gershwin 1937 2007
Ira Gershwin 1983 2053
Jimmy Van Heusen 1990 2060
Ann Ronell 1993 2063
Kurt Weill 1950 2020
Ogden Nash 1971 2041
Nat King Cole 1965 2035
Victor Young 1956 2026
Irving Berlin 1989 2059
Arthur Hamilton Vivente
Cole Porter 1964 2034
Richard Rodgers 1979 2049
Lorenz Hart 1943 2013
Johnny Mercer 1976 2046
Hoagy Carmichael 1981 2051
Howard Dietz 1983 2053
Rube Bloom 1976 2046

Appendice 2 - Le ricerche in SIAE











lunedì 27 aprile 2020

Come sapere se un album è mono o stereo

Una domanda che negli anni 70 nessuno si poneva, perché tutti i nuovi album, gli LP, dalla seconda metà del decennio precedente erano pubblicati in stereo. E a maggior ragione nessuno si poneva nell'era del CD. Le registrazioni in mono sembravano di un'epoca lontana, un po' come i 78 giri in acetato (shellac).

Nel frattempo però la progressiva estensione della musica da ascoltare, non solo geografica, ma anche all'indietro nel tempo, ha riportato l'interesse anche sulla produzione jazz, classica e lirica degli anni '50 e persino del decennio precedente, la prima era del microsolco, dei primi LP. Con la conseguenza di ristampe e nuove edizioni, anche in HD, anche in DSD, di classici di questi generi.
Alta qualità = stereo, verrebbe da pensare, ma è sempre così? Non è detto, a volte può essere necessario verificare se il nostro prezioso album storico è mono o stereo.

Ma non basta ascoltarlo?
Certo, in cuffia e commutando magari da mono a stereo, cosa però non tanto facile perché negli amplificatori questo comando è sparito da circa 20 anni (anche per i motivi suddetti), come pure l'uscita cuffia, peraltro, ma anche così non sempre è immediato, e vediamo dopo il perché. E poi questa domanda si potrebbe porre anche in acquisto di un LP usato, scoprendo che non sempre è indicato, anzi quasi mai. Quindi vediamo cosa si può fare per saperlo in modo certo.

The Freedom Suite, 1° gennaio del 1958
Primo: l'età
Per iniziare dovremmo chiederci da quando sono pubblicati LP in stereo. Non da molto, i primi 4 LP stereo prodotti per la vendita sono usciti a marzo del 1958, da due piccole etichette specializzate USA,  Audio Fidelity Records e Belcanto Records. Questo significa che anche ben noti capolavori del jazz di Miles Davis come Miles Ahead, Milestones, Cookin' with The MDQ e proseguendo a ritroso, erano stati pubblicati in mono, così come Saxophone Colossus o The Freedom Suite di Sonny Rollins o Pithecatropous Erectius di Charles Mingus o Blue Train di John Coltrane.

Secondo: la tecnologia e l'etichetta
L'affermazione degli LP stereo non è stata immediata, e per motivi molto semplici: occorrevano testine magnetiche stereo (la produzione è iniziata nel corso del 1958) oltre che un impianto adeguato. Per contro una sorgente stereo già esisteva da anni, era il registratore magnetico, a 2 o più piste. Questo comporta che già da prima del 1958 le case discografiche potevano registrare i brani del futuro LP in stereo per prevenire la domanda, e poi pubblicare nel frattempo in mono. Come è avvenuto per esempio per Blue Train di John Coltrane (1957). Se questo è avvenuto e se l'album lo merita una successiva versione in stereo è molto probabile che sia stata pubblicata. Il problema è che anche questa informazione è assai difficile da trovare. Non solo sul web ma anche sull'etichetta del LP.

Gli indizi e la prova
Quindi l'età e le informazioni trovate sul web possono fornire indizi utili a sospettare che quel particolare album sia disponibile solo in mono oppure a escluderlo. Ma non la prova, che dobbiamo trovare noi. Se non abbiamo l'album l'unica cosa che possiamo fare è approfondire ulteriormente la ricerca della documentazione sul web, chiedere al venditore oppure, se è possibile ascoltare un'anteprima, ascoltarla o eventualmente salvarla (vedi in questo post come si può fare in modo semplice e senza software di dubbia origine).

L'ascolto
Se invece abbiamo l'album la prima prova ovviamente è l'ascolto, in cuffia e possibilmente con la possibilità di operare sui canali. Una funzione presente negli amplificatori anni fa, ma ormai molto rara (sono diventati tutti minimalisti e high-end). Utile soprattutto la possibilità di invertire durante l'ascolto i canali destro e sinistro (reverse), che consente di percepire la dufferenza  tra i due canali molto facilmente, ma può essere sufficiente anche la possibilità di ascoltare un canale solo alla volta. Chi non ha un ampli vintage puo comunque trovare tutte queste funzionalità nei plug-in DSP di Foobar2000 (vedi precedente post).
Nella gran parte dei casi riconoscere se stiamo ascoltando in stereo richiede pochi secondi, ma per gli album storici, registrati alla fine degli anni '50, possono rimanere dei dubbi. Anche se sono stati registrati in stereo su nastro magnetico, la separazione dei canali molto limitata, per limiti tecnici, invecchiamento del nastro, scelta di registrazione, tipo di contenuto musicale, può ridurre di molto l'effetto stereo percepibile al semplice ascolto. E lasciare il dubbio.

Un esempio
Un album molto noto di Miles Davis, Porgy And Bess, è uscito nel 1959 e, in retro copertina, è dichiarato essere registrato non in stereo. All'ascolto (del CD, dove è riprodotta la retro copertina originale) sembra effettivamente così, ascoltando alcune tracce, perché il contenuto è un solista (Miles) accompagnato da un'orchestra di fiati e con la batteria al centro, percepire la differenza non è immediato. Per di più risulta una edizione storica in stereo, ma non su LP, bensì su bobina reel-to-reel. Nessuna informazione si riesce a trovare sulle successive ristampe in CD (decine censite su Discogs o altre discografie) e neanche sul CD. E'possibile che nel preparare il remaster su CD non abbiano utilizzato il master stereo? Oppure che lo abbiano fatto e non l'abbiano evidenziato, quelli della Columbia? Servirebbe un test oggettivo.

La prima traccia (Buzzard Song) di Porgy and Bess acquisita su Audacity e con i due canali separati
Il test oggettivo esiste
Esiste e sfrutta un noto fenomento fisico, l'interferenza distruttiva, lo stesso fenomeno usato per le cuffie con soppressione del rumore esterno. In parole semplici, due onde audio identiche come ampiezza e forma, se ascoltate assieme in controfase si annullano a vicenda e quello che si ottiene è il silenzio. Si può ottenerlo anche con il nostro file audio sospetto, in pochi semplici passi, usando ancora l'editor audio Audacity:
  1. aprire il file audio con Audacity
  2. Dividere le tracce audio (dal menu a tendina a sinistra delle due tracce: > Dividi traccia stereo)
  3. Selezionare con il mouse solo una delle due tracce
  4. Applicare il comando Effetti > Inverti (inverte la fase)
  5. Esportare l'audio su un nuovo file, in formato Wav
In questo modo, dovendo essere le due tracce di un file audio mono identiche, abbiamo creato due tracce uguali come contenuto musicale, ma in controfase. Possiamo quindi fare un nuovo test di ascolto oggettivo, con Foobar 2000:
  1. aprire il nuovo file con Foobar2000
  2. selezionare Preferences > Output e verificare Buffer Lenght, se è elevata ridurla a 120-150ms
  3. avviare l'ascolto 
  4. selezionare Preferences > DSP Manager
  5. selezionare tra i plugin Downmix channels to mono 
  6. deselezionare Downmix channels to mono
Attivando e disattivando, se il contenuto musicale è in mono, l'audio sparisce e poi riappare. Test oggettivo. Se qualcuno vuole provare l'effetto che fa ho caricato due esempi (Miles Davis 1950 e Sonny Rollins 1958) tratti da due rispettivi CD (Birth of the Cool e The Freedom Suite ). Ovviamente sono estratti di poco più di 30" per i soliti motivi di copyright (peraltro scaduti, ma le case discografiche non si arrendono). Per provare l'effetto occorre scaricarli e ascoltarli con Foobar2000 e attivare / diasttivare l'effetto DSP Downmix channels to mono citato sopra (oppure fare la stessa cosa con altro software e con le funzioni dell'ampli o di uan console).

Qualche volta è però meno immediato
Nel fare i test ho scoperto però che in alcuni album mono possono esserci lievi differenze di livello sonoro tra le tracce, in questo caso la soppressione non funziona del tutto, nel senso che non si ha il silenzio completo. E' il caso ad esempio della versione in mono del celebre album Pet Sounds dei Beach Boys, presenti nel CD remaster di qualche anno fa, assieme alle tracce stereo. Ignoti i motivi, forse dipende dal master originale che non hanno voluto / potuto correggere. Invece del silenzio si sente, mixando le due tracce, il contenuto audio a un livello molto più basso (ascoltare l'esempio dal link precedente).  Quello che si ascolta è però diverso rispetto all'ascolto in controfase di due tracce stereo. L'esempio è ancora Miles Davis, da Star People (1983). La riduzione del volume è meno marcata ma soprattutto, facendo attenzione, si nota che una parte del contenuto audio, quella identica (i bassi) sparisce miscelando i canali. Nel caso del disco dei Beach Boys invece il contenuto ancora ascoltabile a volume molto basso era a spettro più ampio.

Se il master lo produciamo noi
Quando siamo noi a digitalizzare un LP (vedi la guida su questo post) rendere identiche le due tracce di un LP mono non è semplice. Possono esserci clic solo su una delle due tracce, rumore di fondo a livello diverso o piccole imperfezioni nella trasduzione da parte della testina. Se l'album è sicuramente mono la strategia giusta è registrarlo direttamente in mono, ovvero su una traccia unica. I perfezionisti useranno addirittura un secondo giradischi con una testina (e puntina) adatta a un microsolco con le tracce mono.
Ma se non l'abbiamo fatto o avevamo dubbi possiamo fare il confronto anche qui. L'esempio è tratto da uno storico album dei Weavers al Carnegie Hall, registrato nel 1955, digitalizzato da me. Miscelando i due canali si sente solo rumore (a bassa frequenza, evidentemente più accentuato su un canale) e audio molto attenuato. Era effettivamente mono, ovviamente.

L'album di Miles era poi stereo o mono?
Era stereo anche se la Columbia non lo riteneva abbastanza importante da evidenziarlo nell'etichetta o nel booklet del CD. In realtà lo si poteva verificare anche ascoltando e non solo con il metodo della inversione di fase. Bisogna però trovare una sezione di musica dove i due canali erano utilizzati in modo diverso, in altri, soprattutto nella celebre Summertime o nella prima traccia, tutto il contenuto musicale era ammassato al centro ed era meno immediato capirlo. La inversione consente comunque di verificare che non c'è nessuna soppressione totale del suono, e che quello che rimane è a volume consistente.

In sintesi
Abbiamo tutti gli strumenti storici, soggettivi con ausilio oppure oggettivi per sapere se un album di caratteristiche non dichiarate è stereo o mono. Anche l'ascolto in mono da' buone soddisfazioni se la registrazione è valida ed è quindi anche utile sapere se il disco o il file è realizzato con una perfetta centratura. Nel caso non lo sia è consigliabile forzare l'ascolto mono in ascolto.

martedì 21 aprile 2020

Acquistare musica in formato DSD

La verifica annuale della disponibilità di musica in download in alta definizione o in qualità CD, sia a livello globale sia soprattutto per l'Italia, si è conclusa nel 2018 grazie alla presenza, finalmente, di un sito di download aperto anche ai clienti italiani (Qobuz).
Rimane da testare la disponibilità di musica nel formato DSD, nuovo nirvana musicale con sostenitori convinti e in continua crescita. Forte interesse e forte domanda dovrebbe produrre forte offerta, ma non è esattamente così.

L'ultimo album, del 2018, della brava e simpatica cantante jazz canadese Holly Cole è stato il primo test di acquisto di musica in DSD.
Breve premessa: come si acquista e chi e come produce il DSD
I canali attraverso i quali si può acquisire e ascoltare musica in DSD sono solo due:
  • fisico (dischi SACD): la produzione continua solo per la classica da parte di etichette minori con vendita sia online sia (molto meno) nei negozi specializzati; per altri generi ed esecutori classici noti esiste solo il mercato dell'usato (a prezzi via via crescenti);
  • download: alcuni siti di vendita online offrono una parte del catalogo in DSD
Per il DSD non esistono al momento servizi di streaming, anche se alcuni produttori ne hanno testato la fattibilità (tecnicamente esiste).

La musica disponibile attualmente in DSD può avere più origini:
  • SACD prodotti in passato e trasferiti da master su file (in formato DSF o ISO) dalle case discografiche per venderli in dowload;
  • master analogici "storici" convertiti in DSD da case discografiche specializzate (es. 2xHD);
  • nuova produzione disponibile anche in DSD (solitamente anche in PCM); la tecnica di registrazione a scelta dell'etichetta può essere in digiale PCM, direttamente in DSD o anche analogica;
  • da citare anche il mercato parallelo dei SACD prodotti in passato e trasferiti su file (su formato ISO) da privati, e a volte disponibili solo in questo canale non ufficiale.
Lo stato del mercato DSD nel 2020
Prendiamo quindi in esame solo il download, dove sono operativi al momento (censiti in FindHD.com) 26 siti di e-commerce. Solo una parte di essi copre anche il formato DSD (non Qobuz ad esempio). La verifica è quindi stata ristretta ai principali e agli specializzati che sono:
  • Principali: HDtracks (USA), HDtracks (GER), HDtracks (UK), AcousticSound, Highresaudio
  • Specializzati: Native DSD, ProStudioMasters, Blue Coast Records, 2L The Nordic Sound
Di questi siti soltanto quelli in blu consentono l'acquisto senza restrizioni anche da clienti residenti in Italia. Occorre però considerare l'ampiezza del catalogo. Gli specializzati Blue Coast e 2L ovviamente vendono solo la loro produzione, mentre Native DSD ha a catalogo solo una parte della produzione delle etichette specializzate (ad esempio quella di 2xHD, che ha un catalogo piuttosto vasto). Invece ProStudioMasters ha a catalogo tutta la produzione di 2xHD e di altre etichette specializzate in DSD, ma è accessibile solo da USA e Canada.

I siti a disponibilità selettiva
Per altri siti generalisti, in particolare quelli in rosso che sono stati testati, la disponibilità è solo per alcuni paesi, e non per l'Italia, ma con deroghe disposte dalla casa discografica per il suo catalogo o per specifici album. Per esempio per HDtracks, il primo sito di vendita online in qualità CD e HD, e che ha quindi un catalogo molto vasto, nel test fatto erano disponibili gli album editi dalla 2xHD Records (in quantità molto maggiore che su Native DSD) mentre quelli, ad esempio, della Sony o della Columbia, erano non disponibili. Mentre su Highresaudio alcuni titoli di una major (Columbia, Miles Davis In A Silent Way) erano disponibili. In linea di massima sono disponibili i DSD di alcune piccole etichette e non sono disponibili quelli delle major.

La disponibilità sul web
Negli anni in cui le major credevano ancora al SACD interi cataloghi di artisti tra i più importanti, come ad esempio Miles Davis o Bob Dylan, sono stati pubblicati anche su SACD, partendo dai master originali (a volte anche in multicanale o a 3 canali). Ci si aspetterebbe di trovare tutti questi titoli ora disponibili sui siti citati, magari solo per USA e Canada, ma non è così. Per esempio su HDtracks non è disponibile neanche uno degli album di Miles Davis in DSD, mentre su Highresaudio ce n'è uno solo su oltre 20-30 pubblicati.
Ma sul web invece ci sono, grazie alla famosa Playstation 3 nella quale la Sony in un momento di entusiasmo per il SACD aveva incautamente inserito la possibilità di leggerli, la masterizzazione su file in formato ISO era così possibile e un numero imprecisato di appassionati (a volte anche di non disinteressati) ha fatto questa operazione, e i file ISO sono inevitabilmente circolati sul web.

Quanto costa il DSD
Non poco. Si parte, per un album, da circa 20-21 per il formato standard DSD64 per arrivare a 24-30 per DSD128 e anche a 40 (Blue Coast Records) per DSD256. Pochissimi i titoli a DSD512 ma a costo ancora più alto. Nonostante ciò gli acquirenti ci sarebbero, ma le case discografiche non glieli vogliono vendere, a quanto pare.

In sintesi
La situazione rimane non buona per chi ricerca la massima qualità e il motivo è sempre la strategia delle major. Mentre per l'alta definizione non DSD ormai è quasi possibile scegliere la musica in base alla qualità e non al formato, essendo una gran quantità i titoli disponibili anche in HD, per il DSD non è così, non solo in Italia, dove la situazione è pessima, ma anche nei paesi più amati dalle case discografiche.
I titoli in DSD devono essere ancora cercati, nel 2020, per il formato e non per la qualità, e la ricerca non è neanche facile (le interfacce utente di Highresaudio e HDtracks sono allucinanti).
Con l'aggravante che una volta trovato faticosamente un titolo che interessa si scopre (solo alla fine) che non è disponibile in Italia. Esiste il modo, come noto, di bypassare il blocco, camuffando la propria provenienza, e pare che diversi appassionati di HD un tempo e ora di DSD lo facciano.
Ma è una pratica illegale, e che espone anche a rischi perché occorre installare software di dubbia provenienza. E' probabile che diversi appassionati si chiedano se abbia senso fare un'operazione illegale, per di più pagando, per evitare di fare un'operazione illegale non pagando.

Appendice. la sequenza dei test

Primo test: ProStudioMasters

Nel vasto catalogo del sito web specializzto in HD sono stati selezionati gli album disponibili anche in DSD della cantante jazz canadese Holly Cole.
L'album selezionato per verificare se era acquistabile era Girl
La risposta è stata che non si può.
"ProStudioMasters only has the rights to sell music in The United States and Canada at this time, and as such we cannot accept your credit card information for purchase."

Secondo test: Native DSD

Proviamo a cercare gli stessi album di Holly Cole in quest'altro sito specializzato in DSD (ma vende anche altri formati). Non ci sono tutti gli album della musicista canadese e in particolare non c'è quello che cercavamo prima. Proviamo con il suo ultimo album, del 2018. La scheda mostra che è disponibile in risoluzione DSD64 e DSD128, e in stereo.
L'album è acquistabile. In risoluzione DSD128 costa 23,99 €. Il sito avverte gentilmente che per ascoltarlo serve un DAC che supporta il formato DSD

Per acquistare come sempre serve un account, e questo sito chiede anche il modello del DAC che sarà utilizzato (magari per essere sicuri che supporta il DSD) 
L'acquisto va abuon fine senza problemi, si può pagare con Paypal, il dowload si fa semplicemente e comodamente  da browser senza installare app di download
Terzo test . HIGHRESAUDIO
Il sito tedesco ha una delle interfacce utenti meno funzionali alla ricerca che si siano viste nella lunga storia del web, è solo bello esteticamente, ma con la necessaria ostinazione e una certa fatica si riesce a trovare l'unico album di Miles Davis disponibile anche in DSD.


L'unico album di Miles Davis disponibile in DSD sui minimo 15 pubblicati a suo tempo dalla Columbia è disponibile su HIGHRESAUDIO in vendita. A un prezzo molto conveniente (17 €)

L'acquisto è possibile senza problemi.
Quarto test : Blue Coast Records
E' un'etichetta "audiophile" specializzata in audio in alta definizione, con predilezione per il DSD. Mlto apprezzata la loro produzione anche per la estrema cura nella registrazione e mastering. Genere folk, country, soft jazz, un po' di classica.


I file musicali selezionati, un test di ascolto in più formati (gratuito) e una selezioen della cantante folk Jane Selkye.

L'acquisto va ovviamente a buon fine senza incertezze.

Quinto test: HDtracks UK
Nel fare il test prosegue per controprova anche sui siti che dichiaratamente non sono disponibili in Italia e viene fuori una sorpresa. HDtracks, il primo sito di vendita online in qualità CD e HD, nella sua versione per il Regno Unito, ha consentito un acquisto senza alcun problema. Pur essendomi registrato dall'Italia e aver dichiarato nelle informazioni di profilo una residenza in Italia.

La scelta è caduta su uno dei raffinati recuperi di nastri degli anni '50 da parte di 2xHD Records. La musicista è la cantante jazz Peggy Lee


Pagamento con Paypal senza problemi

Ringraziamenti e dowload (sotto)

Eppure la sezione "Terms & Conditions" di HDtracs UK è esplicita in proposito:
3.3.[Our website is provided for users in the United Kingdom only.  Although it may be possible to access the website from other countries, we make no representation that our website is compliant with any legal requirements in force in any jurisdiction other than the United Kingdom, or that the content available on the website will be appropriate for users in other countries or states.]

Da notare però la raffinata declaratoria, che vorrebbe lasciare la responsabilità a chi acquista. E' noto però che i siti di e-comemrce non possono tutelarsi così, altrimenti anche i siti russi ben noti sarebbero in regola. In realtà c'è un accordo tacito e mutuamente conveniente con la label. Infatti basta andare a cercare un album di una major ed ecco che ...


..."This product is not currently available due to region restrictions."
Poichè HDtracks è probabilmente il primo sito al mondo di download HD, e ha un amplissimo catalogo, vediamo la situazione per il DSD adottando ancora come test Miles Davis.



Sei album di Miles Davis, tutti a suo tempo pubblicati anche su SACD e quindi disponibili anche in DSD per il download, ma in catalogo solo in PCM 24/96 o addirittura nel punitivo 24/44.1. La casa discografica, una majot, preferisce non vendere, neanche in un paese "amico" come il Regno Unito.


Appendice 2 - I siti di e-commerce per il digital download (da Findhd.com)

2L - The Nordic Sound
AcousticSounds
Analekta
ATMA Classique
Channel Classics Records
Cybele Records
Dacapo Records
eClassical
Gimell Records
Gubemusic
hd-klassik.com
HDtracks (Germany)
HDtracks (UK)
HDtracks (USA)
HIGHRESAUDIO
Hyperion Records
iTrax
Linn Records
Melba Recordings
Naim Label
Native DSD Music
Presto Classical
Primephonic
ProStudioMasters
Qobuz
The Classical Shop

giovedì 2 aprile 2020

Digitalizzare LP in alta definizione con Audacity

Semplici istruzioni per registrare in alta definizione da un supporto analogico (vinile, cassette, bobine, radio FM) con Audacity.

Sommario:
Perché digitalizzare
La conversione da analogico a digitale
Perché Audacity
La configurazione
La digitalizzazione del vinile passo passo
  1 Predisposizione del supporto fisico e del giradischi
  2 Configurazione della app Audacity
  3 Avvio della registrazione
  4 Monitoraggio durante la registrazione
  5 Salvataggio
L'editing del contenuto digitale

Perché digitalizzare
Solo in pochissimi casi e’ un’operazione necessaria per salvare contenuto altrimenti irrecuperabili in assoluto (tipo unica copia al mondo). E’ anche raro il caso che il contenuto non sia ascoltabile in altro modo dal proprietario (e’ quasi sempre ascoltabile in streaming). Rimane quindi essenzialmente una scelta personale: il desiderio di salvare i contenuti del proprio vinile e di continuare ad averli come proprietà, oppure di ascoltare anche in digitale con una qualità simile al vinile. Nel processo di digitalizzazione in alta definizione si preservano infatti, in gran parte, la qualità di suono del front-end analogico (testina e pre-phono) e il master editing del vinile. Questo secondo aspetto può essere un plus quando i successivi remix per il CD hanno introdotto variazioni peggiorative, come la compressione dinamica (loudness) a volte adottata nei remaster su CD per alcuni generi di musica.

La conversione da analogico a digitale
E' una funzione presente su qualsiasi PC che ha un ingresso audio, quindi ad esempio su tutti i notebook, dato che un computer evidentemente può gestire, suonare, registrare solo audio digitale. Questo ingresso ha quindi integrata la funzione ADAC (analog to digital audio codec).
Il problema è la qualità della conversione, che nei primi modelli era limitata solo a quella necessaria per la voce e poco più, per l'ingresso microfono. Nei modelli più recenti, da qualche anno, è presente anche un driver specializzato per audio stereo, con prestazioni di targa elevate, ovvero con capacità di conversione fino a 24 bit / 192KHz, come per esempio sulle schede IDT presenti sui diffusi notebook HP,  come il mio.
L'ADAC di serie su computer è realizzato con un chipset commerciale solitamente non dichiarato, la qualità non è nota ed è presumibilmente allo stesso livello del DAC presente in uscita (forse è implementata nello stesso chipset), il punto debole può essere rappresentato dalla sezione analogica.

Poiché per l'ascolto usiamo invece di solito un DAC esterno collegato a una porta USB, dovremmo teroricamete fare la stessa cosa anche per la conversione in ingresso. Il problema è che, mentre i DAC in commercio sono centinaia, gli ADAC non professionali per PC sono pochissimi, al momento a quanto pare addirittura solo uno, il Creative Sound Blaster X-FI HD, che adotta un codec 24/96. In alternativa per chi ha un PC fisso si possono installare schede audio specializzate per le quali la scelta è più ampia. Altra alternativa sono le unità di conversione "audio to PC" usate negli studi di registrazione, ne esistono anche di relativamente economiche, per piccoli studi semi professionali  come questa della Tascam, che costa intorno ai 200 €, ed è dotato di porta USB 2.0 e ADAC 24/96. La qualità, in considerazione dell'uso per cui è proegttata, dovrebbe essere superiore alla scheda audio del PC, in particolare per la sezione analogica d'ingresso.

Tascam US-4X4
La configurazione
Prendiamo il caso più comune, la digitalizzazione di un disco in vinile. Servono:
  • Giradischi
  • Pre phono
  • ADAC interno o esterno
  • PC con app Audacity
  • Cuffia per monitoraggio
  • Cavi di connessionr
La digitalizzazione del vinile passo passo

1. Predisposizione del supporto fisico e del giradischi
Poiché ogni difetto viene registrato, il vinile deve essere accuratamente pulito, idealmente con una macchina apposita, tipo quelle presenti nei migliori negozi specializzati. Questo passo e’ obbligatorio se il vinile non e’ già in buone condizioni. Per i dischi in buono stato un’accurata pulizia "casalinga" per eliminare la polvere con le spazzole in fibra di carbonio è comunque d’obbligo.

Anche il giradischi ovviamente deve essere tarato accuratamente, al minimo devono essere sempre effettuati il controllo del peso della testina con la bilancia, la pulizia della puntina prima dell’ascolto di ciascuno dei due lati del disco, il controllo che il giradischi sia in piano, con la livella, la verifica delle configurazioni del pre. Infine ricordarsi di posizionare il centratore sul disco, se previsto.
La connessione normalmente va effettuata sull’uscita tape dell’amplificatore, ma se il front-end analogico prevede un pre-phono dedicato (come è sempre consigliato) è preferibile connettere il cavo direttamente alle uscite RCA pin-jack del pre phono stesso, scollegando quelle dirette all’ampli. Il percorso più breve è sempre preferibile. Se l’ingresso sul PC è un mini-jack stereo occorre un normalissimo cavo RCA-mini-jack.

2. Configurazione della app Audacity
Prima di avviare la registrazione bisogna impostare i seguenti parametri sul Audacity e sul ADAC interno o esterno.
  • configurare l'ADAC interno, ovvero l'ingresso audio ("ingresso integrato" su Mac o "stereo mix" su Windows): risoluzione 24/96 ed eliminazione, se presente, di effetti ed equalizzazioni;
  • idem per ADAC esterno;
  • in Audacity selezionare come ingresso (icona microfono) “ingresso integrato” su Mac o "stereo mix" su Windows, oppure il device ADAC
  • in Audacity impostare la frequenza di campionamento dell'ingresso a 24/96
  • NB: l'impostazione di default sia per l'ingresso che per Audacity è 44.1, quindi ricordarsi sempre di impostarla su HD.
  • regolare il livello di registrazione (icona microfono): impostare a 0,5 e fare una registrazione di prova per il settaggio fine. 
  • impostare la funzione di monitoring:
    • monitoraggio della registrazione (non della sorgente, chiamata“software playthrough”)
    • “uscita integrata” su Mac oppure cuffia su Windows
    • volume del monitoring a livello appropriato (meno del 50%: attenzione che di default e’ il massimo, soprattutto se effettuate il monitor in cuffia).
Per regolare il livello di registrazione occorre fare alcune prove preliminari. Il livello ideale dovrebbe non andare mai in saturazione (zona rossa, arrivare al massimo al giallo nei picchi) ma non essere troppo basso per mantenere il più limitato possibile il rumore di fondo.
Occorre fare un test su un brano a volume basso e ad uno con picchi elevati e impostare la miglior soluzione di compromesso.

3. Avvio della registrazione
La sequenza corretta è: 1, avvio del piatto e posizionamento del braccio sul primo solco, 2. avvio della registrazione su PC, 3. discesa del braccio. I tempi tra una fase e l’altra possono essere anche relativamente lunghi perché poi si provvederà a tagliare in editing la parte iniziale senza musica.
Una volta avviata la registrazione Audacity mostrerà in tempo reale lo spettrogramma del segnale audio per le due tracce stereo (o 1 sola traccia se abbiamo selezionato mono), il livello dinamico di registrazione con la indicazione di warning (giallo) o di sforamento (rosso). Durante la registrazione si potrà variare il livello di input (icona microfono) cosa sconsigliata se non per piccole variazioni, e il volume in output (cuffia).


4. Monitoraggio della registrazione
Le operazioni di avvio devono essere eseguite indossando la cuffia per controllare in tempo reale che tutto parta bene, per questo l’ascolto (come di default) deve essere impostato sul contenuto registrato e non sul sorgente (il vinile). Dopodiché idealmente non occorre fare nulla se non ricordarsi di rimettersi in cuffia (o guardare il giradischi) verso il termine della facciata per fermare sia il disco sia la registrazione. Non c’è fretta perché tanto la coda si potrà tagliare in editing. Dopodichè si passa alla seconda facciata.

Essendo una registrazione digitale non è necessario monitorare la sorgente per verificare a confronto se qualcosa non va in registrazione, come si faceva sui registratori analogici (potevano avere le testine sporche o altri problemi “fisici”, impossibili in digitale). Si può comunque fare selezionando in Audacity l’ascolto in “software playthrough”.
Non è neanche utile controllare lungo tutto l’ascolto se, nonostante le prove, in alcuni brani i picchi sono andati in zona rossa. Questo si potrà vedere facilmente in editing e l’unica soluzione (la stessa che dovremmo fare se ce ne accorgessimo in tempo reale) è registrare di nuovo il brano.

La coda della registrazione in vinile con l'impulso creato dal braccio che viene sollevato
5. Salvataggio della registrazione
Dopo aver “stoppato” la registrazione l’operazione da fare è esportare il contenuto, il comando è:
File > Esporta Audio.
L'esportazione può essere fatta in vari formati, poichè dobbiamo poi procedere a un editing è opportuno scegliere quello a qualità maggiore, ovvero WAV Microsoft 32 bit. Anche la codifica WAV è un obbligo perché solo in questo formato si potrà poi utilizzare ancora Audacity per l’editing. Il file audio per una facciata del vinile a 32 bit e 96K può avere dimensioni di circa 1GB o poco meno.

Dopo il comando Esporta > Audio sono richiesti il nome del file e il formato e la risoluzione richiesta
Viene quindi mostrato il pannello per l'inserimento dei tag. Si può saltare con Ok perché il tagging si farà più facilmente nella fase successiva
Dopo i tag si passa alla generazione del file. A 24/96 circa 1GB a facciata di LP
Editing della registrazione
Bisogna dire subito che è la fase più lunga e per di più non comprimibile, tutta manuale, ma anche con una registrazione da streaming digitale (vedi) sarebbe necessaria. Perché è necessario separare i brani, e non esiste un software che può farlo in automatico. O meglio, esiste (sono i vari splitter software), ma azzeccare i delay da applicare per i singoli brani è operazione complessa e non destinata a sicuro successo, probabilmente più lunga dello splitting a mano. Che descriviamo passo passo. Ovviamente bisogna ascoltare in cuffia.
  1. Aprire il file audio Wav con Audacity (selezionare “più veloce” nel menu proposto in avvio)
  2. Individuare le tracce, operazione molto facile a vista (vedi screenshot)
  3. Selezionare una traccia, copiarla e aprire una nuova finestra (File > Nuovo)
  4. Incollare la traccia sulla nuova finestra
  5. Tagliare l’intro senza musica. Nella prima traccia di ogni lato si può lasciare il suono della puntina che scende sul solco, per maggiore realismo e garanzia che si tratta di una registrazione originale da analogico. Per operare in modo più comodo si può “zoomare” con i comandi + e - ingrandendo lo spettrogramma o comprimendolo
  6. Tagliare la coda senza musica (il comando è sempre ctrl-x)
  7. Controllare il contenuto per eventuali correzioni (solo quelle essenziali).
  8. Esportare l’audio ancora in Wav e cancellare (non salvare) la nuova finestra creata (non serve più)
  9. Procedere con le altre tracce della facciata.
La prima facciata del LP Quah di Jorma Kaukonen dopo la digitalizzazione.Le sei tracce sono facilmente individuabili. La selezione si fa con il mouse e i comandi copia e incolla sono quelli standard. 
Per la esportazione è preferibile utilizzare ancora il formato Wav anziché esportare direttamente in FLAC, per rendere più veloce l’ultima operazione da fare, il tagging, che con Foobar2000 si può fare con unica operazione su tutto l’album per molti tag. Per rendere più veloci le operazioni si può procedere così:
  • PRELIMINARI: 
    • creare un file testo con tutti i brani (copiandolo ad esempio da Discogs)
    • aggiungere il numero traccia (01, 02, …)
  • ESPORTAZIONE: 
    • File > Esporta Audio e selezione Wav 32
    • nella maschera che richiede il nome di file copiare e incollare il titolo della traccia con numero prendendolo dal file testo
    • nella successiva maschera dei tag inserire solo il titolo del brano (senza il numero traccia)
    • concludere l’esportazione, si vedrà sulla directory prescelta un file del tipo 01. Titolo brano.wav
    • arrivati all’ultimo brano sulla directory ci saranno tutte le tracce dell’album in file wav separati
  • CONVERSIONE: 
    • aprire con Foobar2000 tutto l’album, selezionare tutti i brani e attivare la funzione di conversione, selezionando FLAC o ALAC a scelta
    • avviare la conversione
    • deselezionare da Foobar2000 i file Wav
  • TAGGING: 
    • selezionare da Foobar2000 i file FLAC
    • selezionare con tasto destro “proprietà” su tutti i file i tag comuni (Nome album, artista, genere, numero brani)
    • Aggiungere file per file il tag numero di traccia
Completate questa serie di operazioni avremo una copia digitalizzata in alta definizione 24/96 del LP in vinile originale. .


venerdì 27 marzo 2020

Recuperare il "balance" nel mondo digitale

Come abbiamo visto nel post precedente il comando "balance" è quasi sparito negli amplificatori attualmente in produzione. Chi lo considera essenziale o almeno molto utile deve rivolgersi ad amplificatori piuttosto impegnativi economicamente come gli Accuphase oppure al mercato dell'usato.

Il mondo digitale nel quale la musica è ormai immersa è più complicato ma anche più ricco di funzionalità e, con un po' di impegno si può recuperare. Non solo il balance in senso stretto, ma anche le funzioni di separazione o unione dei canali presenti nel comando "Mode" citato nei commenti. Vediamo come si raggiunge l'obiettivo utilizzando le funzionalità DSP (Digital Signal Processing) del noto media player  Foobar2000, che ha le caratteristiche di essere di elevata qualità "audiofila", molto versatile e per di più grastuito (open source). Vediamo quindi come recuperare il balance: le due soluzioni con Foobar2000.

Premessa rapida
Foobar2000 è un media player (e altro) per ambiente Windows desktop, può suonare file audio in qualsiasi formato (anche DSD) presenti sulla memoria del computer e anche sul lettore CD integrato se, c'è. Come output può usare il driver interno e le cuffie / altoparlanti del computer o anche (più di frquente) un DAC collegato in USB, usando driver "bit perfect" WASAPI o ASIO (il supporto è incluso). Nel download sono incluse le fiunzioni base, che possono essere ampliate accedendo ad una nutrita libreria di plug-in (che in Foobar2000 chiamano "component"). L'installazione è molto semplice: si scarica il component, che è contenuto in un file zip, si seleziona
File > Preferences > Components > Install
si individua il component nella directory in cui è stato caricato, si seleziona >Apply, si fa restart della app, e il nuovo component compare nella lista degli "Installed components" che si possono selezionare.

Il pannello di installazione dei component aggiuntivi. Quello che interessa noi si chiama "stereo balance"

Soluzione 1: "Stereo balance"
E' una delle utility DSP presente in un set chiamato Utility DSP Array sviluppato da un programmatore che si chiama Peter Pawlowski, aggiornato al 2019. Il componnt si chiama "foo_dsp_utility". Una volta installato si trova tra i moduli DSP disponibili e si deve selezionare prima dell'ascolto con la sequenza di comandi
File > Preferences > Playback > DSP Manager
Per inserire il component basta selezionarlo e portarlo sulla sezione sinistra dei moduli usando le freccette. Per attivarlo bisogna selezionare "configure selected" e comparirà il pannello con il comando balance, dove bisogna solo dare "ok".
In riproduzione si dovrà solo spostare lo slider.


Attenzione però: perché il balance abbia effetto in tempo reale è necessario che ci sia un ritardo minimo tra l'avvio della riproduzione e la lettura del file audio, in altre parole che sia ridotta al minimo la funzione di cache. Se così non è, se avete selezionato una cache consistente (di solito è così, è consigliato ma non è obbligatorio su computer performanti) occorre ridurla al minimo. Nei test ho usato 380ms ed è sufficiente. Il comando è
File > Preferences > Output > Device + Buffer Lenght


Soluzione 2: Surround Pan
Questa altra utility DSP ottiene lo stesso risultato fornendo però una funzione aggiuntiva a chi non ha un impianto multicanale, ovvero il balance anche delle casse posteriori, mediante la interfaccia intuitiva che si vede nell'immagine. Ignorandolo, come in figura, si ottiene il balance stereo. Il piccolo vantaggio è che non bisogna installare un intero "array" di utility che ne contiene altre molto specializzate, ma solo il component foo_dsp_span.



Giocare coi due canali stereo
Il comando Mode consentiva di ascoltare sulla due casse acustiche il solo canale destro, oppure il sisnistro, o entrambi miscelati in mono.

Queste funzioni si ottengono stavolta con due component che operano in sequenza. E possono essere utilizzate sia in ascolto sia per registrare una versione "mono canale" o mono del brano inserendo i DSP in conversione anzichè in ascolto. Qualcosa di più di quello che si poteva ottenere con l'uscita tape degli ampli anni '70, a meno che avessero anche l'uscita pre (queste funzionalità erano nel pre ed erano by-passate nell'uscita tape).
Le due funzioni sono "channel mixer" e "downmix to mono". Channel mixer va configurato intuitivamente come indicato in figura, downmix to mono invece fa una funzione sola e non deve essere configurato. Attivando questi moduli DSP in riproduzione si ascolterà un canale solo, in mono.

Per il test ho adottato, come suggerito dal visitatore "caniceps" nei commenti del post precedente, uno dei brani editati in stereo del classico album del 1965 dei Beatles Rubber Soul, ed in  particolare Girl dove sul canale destro si può ascoltare la sola vice di John lennon isolata, tranne il coro nel refrain. Dallo stesso storico album si può ascoltare anche (sempre selezionando il canale destro) Norwegian Wood senza sitar e con la voce di John in evidenza, quasi come se fosse eseguita per solo voce e chitarra acustica.


Se invece vogliamo salvare questa elaborazione del brano dobbiamo semplicemente selezionare questi due moduli DSP prima di attivare la conversione (comando "convert", si attiva col tasto destro) come si vede in figura..


Un esempio pratico
A questo punto non resta che provare ed ascoltare il risultato. Seguendo le istruzioni si potrà ascoltare la celebre canzone romantica e nostalgica dei Beatles con la sola voce di John Lennon (l'autore) isolata dagli altri 3 che intervengono solo a fare il coro nel refrain, con il bel testo in evidenza.
Vorrei condividerla su YouTube come esempio ma purtroppo non è possibile per le restrizioni di copyright che, per i Beatles, rimangono rigide e "bloccanti" da parte della UMG,



giovedì 19 marzo 2020

C'era una volta: il "balance"

Un recente e divertente articolo di TNT-Audio è dedicato alla sparizione del comando "balance", un tempo praticamente obbligatorio sugli amplificatori e ora confinato ai modelli più commerciali ed economici. Uno di quei casi in cui si paga di più per avere meno. Un rischio sempre presente per gli "audiofili" sensibili alle mode hi-end ma, a mio parere, non so se siano meglio quelli che negano la possibilità di sentire le differenze o che proprio non conoscono il piacere di ascoltare la musica su un buon impianto, anche entry-level. Comunque la sparizione ormai è avvenuta su quasi tutti gli amplificatori di qualità, e vediamo allora come si può fare altrimenti.

A cosa serve un comando di bilanciamento
La risposta è banale: correggere qualcosa che è sbilanciato, nel caso di un impianto stereo, il volume di un canale rispetto all'altro. Una eventualità che però dovrebbe essere esclusa all'origine, per componenti e software correttamente funzionanti:
  • la sorgente, vinile o CD: è impensabile che sia stato prodotto dal mixer engineer con volume sbilanciato tra i due canali
  • la testina, il pre phono, il lettore CD: se l'uscita è a livello diverso tra i canali c'è un malfunzionamento
  • l'amplificatore: i due canali suonano a volume diverso? C'è qualche guasto nel pre o in uno dei due finali
  • le casse acustiche: una delle due suona a volume più basso, specie alle medio-alte frequenze?
Negli ultimi tre casi, se si percepisce in ascolto uno sbilanciamento, bisogna verificare e isolare il problema, cominciando dall'ascolto in cuffia del supporto fisico e del confronto con un altro, quindi invertendo gli ingressi e, come ultima cosa, le casse.
Una volta individuato il componente difettoso bisogna portarlo a riparare, la cosa da non fare è proprio usare il balance per ripristinare la situazione. Un impianto stereo è basato sul fatto che ci siano due canali con prestazioni identiche, se così non è c'è un malfunzionamento che difficilmente riguarda solo il volume, ma coinvolge anche altri parametri ,e in particolare la distorsione o la risposta in frequenza.

Yamaha CA-1000 (1973) - Il comando balance è coassiale al volume

Per cos'altro può servire 
Abbiamo visto che non serve e non deve servire per correggere i malfunzionamenti, ma per qualche uso meno frequente potrebbe essere utile, per esempio per ascoltare un solo canale da una sola cassa acustica, oppure per correggere cassette o bobine registrate da noi (esigenza non più tanto comune, anzi rarissima), oppure per ascoltare da un punto di ascolto non centrato, oppure ancora perchè nel punto di centro del classico triangolo equilatero dello stereo il suono non è centrato.
Niente da dire sul primo utilizzo, è sicuramente più comodo che staccare i cavi delle casse, ma non si tratta certo di un'esigenza frequente, anzi potrebbe non capitare mai di averne bisogno. la seconda esigenza è ormai molto rara. Sulle ultime due conviene fare un approfondimento.

Voglio ascoltare da una posizione non ottimale
La domanda che nasce spontanea è: perché? Se ci sono più persone è inevitabile, ma comunque bisogna capire perché dovrebbe essere favorito quello a destra o quello a sinistra. Una reale esigenza di questo tipo riguarda l'ascolto in auto. Qui negli impianti custom migliori, ad esempio quelli con processore digitale come il noto Bit One di Audison, è possibile simulare che il punto centrale sia davanti al guidatore anche se ovviamente è seduto a sinistra. Ma il risultato non è ottenuto solo agendo sul volume, ma anche con altri interventi sulla frequenza e la fase. Il balance ha quindi un'utilità solo parziale ed episodica, per spostamenti temporanei del punto di ascolto.

Luxman L-80 (1978). In questo modello il balance è separato, sotto al volume, e anche i controlli di tono sono separati per canale
Sto al centro, tutto funziona ma la voce della cantante non è al centro
Cosa sta succedendo? Tutto funziona tranne l'ultimo elemento della catena audio: la stanza. Che potrebbe avere una forma irregolare, arredi e mobili diversi come capacità di riflettere il suono dai due lati, elementi d'arredo che ostacolano il suono da una delle due casse, ogni altra cosa. Non dovrebbe succedere mai in una stanza ideale di forma rettangolare e trattata acusticamente, ma sappiamo che questa stanza ideale raramente esiste nella vita reale degli audiofili.
In questo caso il balance potrebbe effettivamente far comodo, ma rimane qualche dubbio.

Una soluzione alternativa
Se il balance non c'è, esiste una soluzione alternativa. Molto semplice: ci spostiamo noi. Trovare il punto ottimale non è difficile. Si sceglie un audio che consente di focalizzare con efficacia il suono che proviene dal centro. Può essere uno dei tanti dischi test ma anche un brano con la voce della cantante o del cantante con un accompagnamento musicale molto uniforme, sul quale la voce emerge con evidenza. Poi si parte da destra o da sinistra e ci si sposta (anche in piedi) lentamente verso la parte opposta, a un certo punto la voce della cantante si materialzzerà proprio davanti a noi. Non saremo magari al centro, ma quello, per effetto delle riflessioni nella stanza, è il punto centrale effettivo. A questo punto potremmo anche tentare di correggerlo, spostando le casse. Potremo cominciare ad orientarle in modo diverso (meno direttiva quella del canale prevalente, ad esempio) e poi proseguire per tentativi con altri piccoli spostamenti. E' possibile che con le nuove posizioni individuate si ritorni al centro o quasi. Ma la pratica fatta potrebbe anche essere propedeutica ad interventi più incisivi e definitivi, come correzioni dell'ambiente con pannelli acustici o sostituzione / spostamento di arredi. Una soluzione senza dubbio preferibile, perché gli effetti sulla localizzazione spaziale non sono limitati solo alla voce.
Accuphase E-480 (2019). Un amplificatore moderno di eccellente qualità con balance e controlli di tono.
In sintesi
E' senz'altro vero che un amplificatore versatile e con molti controlli può essere comodo per questo uso e anche per altri, e non è affatto detto che ci siano effetti sul suono, se tutto è realizzato bene (vedi gli amplificatori Accuphase come quello mostrato sopra, sui quali nessuno si azzarda a fare critiche). Ma se ne può fare anche a meno, anzi, in molti casi è proprio meglio ignorarlo, il comando balance. Ripensandoci, sui miei tre primi amplificatori, dove c'era ancora, a memoria non l'ho mai usato per il suo utilizzo proprio, soltanto qualche volta per sentire solo da una cassa, nella ricerca di qualche ipotetico problema, oppure per correggere in qualche modo durante l'ascolto cassette registrate male.