sabato 8 dicembre 2018

Un player video DLNA e HD: PlayerXtreme

Ho scritto diversi post sulle possibilità di utilizzare uno smartphone come economica ed efficiente cuffia wireless casalinga per ascoltare la musica, in qualità CD ma anche in alta definizione. Per farlo è sufficiente abbonarsi ad un servizio streaming in qualità CD, ed ora anche eventualmente in HD, come Qobuz o Tidal e utilizzare la rete wi-fi di casa.
Oppure in alternativa collegarsi al network storage server, il NAS come comunemente lo chiamiamo, dove invece abbiamo archiviato in digitale la musica di nostra proprietà, in alta definizione o in qualità CD, utilizzando un player HD compatibile DLNA, come Neplayer provato a suo tempo con eccellenti risultati, e che tuttora uso di frequente.

Ma se volessimo invece ascoltare in cuffia e vedere su un tablet i video musicali dei concerti, quelli distribuiti su DVD, ci sarebbe qualcosa di analogo? Per un uso analogo a quello tupico della cuffia, intendo, per esempio la sera tardi, o quando altri in casa vogliono vedere la TV  con Sky, Netflix o quello che volete, e voi preferite fare gli isolazionisti audiofili.

Il video test: Diana Krall Live in Paris
Esiste una soluzione, anche se non completa come per la musica
La differenza infatti è che per il cinema il passaggio completo allo streaming oal download a pagamento ancora non è avvenuto. Lo streaming c'è solo su Netflix o su Sky On Demand, ma per un numero di titoli (di film ma più che altro di serial) ridicolo rispetto ai film prodotti nel mondo (mentre per la musica c'è ormai quasi tutto, almeno per la musica moderna). E comunque non ci sono i concerti di classica, jazz o roick che siano. Tralasciando iniziative di nicchia come quella dei Berliner Philarmoniker provata e sperimentata tempo fa, lo streaming semplicemente non c'è.
E neanche il download, perchè la distribuzione libera dei film, inclusi quelli musicali e dei concerti, è ancora su supporto fisico, DVD soprattutto, tuttora, più Blu-ray. Disponibili nelle grandi catene di librerie come Feltrinelli ma anche in e-commerce su Amazon.


Il NAS per i video musicali
La soluzione quindi è semplice, apparentemente, visto che il protocollo DLNA è multimediale, basta comprare nuovi o usati i DVD dei concerti, ripparli. metterli sul NAS comforme al DLNA (lo sono tutti) e trovare una app player per il nostro iPad o tablet Android che sia anch'essa compatibile DLNA.
Ma ne esistono? Sì, e anche più di una. Ne ho provate 3 partendo dalle segnalazioni su Apple Store, e quella più citata PlayerXtreme, effettivamente funziona, fa quello che ci si aspetta. Ovvero consente di vedere i contenuti sul NAS, scegliere il video che vogliamo, e mostracelo (e farcelo ascoltare) sul tablet. Come se fosse uno di quei lettori DVD portatili di qualche anno fa che usavano i genitori per anestetizzare i figli piccoli quando li portavano al ristorante o in viaggio in macchina (e poi ci lamentiamo che i millenials sono troppo passivi).


PlayerXtreme
Vediamo allora come funziona questa app molto diffusa, Che esiste in versione gratuita con pubblicità oppure "pro" senza pubblicità e con qualche funzione in più, a 7,99 € una tantum. La prova si riferisce a questa seconda versione. La prima ha qualche funzione in meno (audio HD e gestione sottotitoli) ma soprattutto la pubblicità. Non molto invasiva però, viene trasmessa prima dell'avvio del video o durante la navigazione. Inserzionisti importanti (es. Amazon) evidentemente è una app molto diffusa.

Il primo impatto, ovvero l'accesso alla rete, il riconoscimento del media server DLNA e la navigazione vanno molto bene, tutto veloce e senza problemi, si vedono tutti i file multimediali supportati e si può scegliere cosa vedere nella nostra libreria musicale / video.
A questo punto ci viene naturale cliccare sul file video che abbiamo caricato e ci aspettiamo che parta la visione, anche per la app dichiara di leggere tutti i formati. A differenza della musica, dove sono al massimo 4 o 5, nel video ce ne sono dozzine. Ma non succede niente. Lo schermo rimane nero.
Tornando alla navigazione notiamo però che compare un'altra directorty fantasma (nel disco del NAS non c'è) chiamata TRANSCODE, aprendola se ne trova un'altra e qui una sereie di file video (fantasma anche loro, credo, collegamenti in altre parole) in vari formati, Alcuni con i simboli di una bandiera (USA o Italia ad esempio) ad indicare la ingua. Provandoli in sequenza sul mio iPAD (ultimo tipo, aggornato a IOS 12) alla fine ne trovo uno che funziona, è sempre quello che ha come nome "no encoding", ovvero "nessuna codifica". Si clicca e parte la visione regolarmete, senza imtoppi e rallentamenti.


Analisi veloce del fenomeno
Viene la curiosità di capire il motivo di questa interfaccia così contorta e della apparente inutilità delle funzioni di codifica, forse c'è qualcosa di anomalo nella mia configurazione, oppure sono disponibili effettivamente solo con file video sul tablet, e tutte le recensioni e i comment sullo store che trovo sono relative all'utilizzo meno interessante per me ma evidentemente non per gli altri. Ho cercato spiegazioni o comandi da settare (ma le impostazioni sono veramente minimal) senza alcun successo e quindi sono andato per esclusione. Stavo usando come media server non un vero NAS ma un NAS virtuale realizzato con PS3 Media Server, che è supportato, dice la app, ma forse il problema è qui. Ho provato quindi con un altro media server DLNA, quello incluso in Windows 10. E qui invece la visione è diretta, si clicca sul file AVI o M4A (MPEG-.4) e la visione parte. La cartella TRANSCODE quindi è creata automaticamente dal media server PS3.
Per la cronaca avevo provato prima anche un altro campio: un tablet Android (Asus) invece che l'iPAd e il problema rimaneva.

Le altre immagini si riferiscono invece al concerto di Diana Krall al Montreal Jazz Festivale del 2004
Video e musica in HD
PlayerXtreme dichiara di poter riprodurre video e audio anche in HD, con risoluzione non specificata. Non ho strumenti per convertire un video HD su supporto Blu-Ray, quindi mi sono limitato a fare delle prove con file video non compressi, quindi in formato DVD, preventivamente rippati senza compressione utilizzando il ben noto convertitore DVDShrink. La prima osservazione fatta è che il player non è in grado di "aprire" il formato ISO, ovvero la immagine del DVD. Bisogna quindi aprirlo con Winrar, ad esempio, e andare a cercare i file VOB (ovvero .mpg non compresso) dentro la cartella VIDEO_TS, e poi provare a farlo partire. Il risultato è che con il PS3 Media Server la cosa non è possibile, anche i file "no encoding" non funzionano. Con il Media Server incluso in Windows 10 invece la riproduzione è possibile.


Non so se per incompatibilità del software o a causa della diversa potenza dei PC (Windows è su un notebook recente, i7 e con disco SSD) ma qui PlayerXtreme legge effettivamente anche in qualità DVD e probabilmete anche in  HD Video.
Purtroppo la cosa è priva di particolare interesse perché nonostante le connessioni wi-fi ultima generazione e la coppia iPad - Notebook di ultima generazione, non ce la fa come prestazioni. Il video parte ma spesso si ferma, la risoluzione spesso cala mostrando. Insomma, inutile. Se vogliamo usare un tablet per la visione personale dei concerti o dei film bisogna adottare i formati compressi.


Ripping e conversione
Vediamo quindi i passaggi per i concerti e i film che abbiamo noi (per quelli trovati in giro possiamo fare ben poco, tanto vale guardadarli su YouTube).
  1. Ripping del DVD (solo se il file ISO vi servirà ancora come backup o per copie). Qui l'applicazione è sempre quella da anni: DVDShrink, Funziona benissimo ma non è più aggiornata da molto tempo. Si trova con un po' di difficolta da una organizzazione .org, ma bisogna lasciare una donazione da 5€. Se però l'avete già funziona sempre. Accortezze:
    • deselezionare tutto quello che non serve (extra, interviste ecc.)
    • deselezionare l'audio multicanale se non serve
    • selezionare la opzione "no compression" per evitare una doppia compressione  (può succedere che l'applicazione mostri un messaggio di warning perché la dimensione supera quella di un DVD fisico, ma questo non ci interessa)
  2. Creazione del file in formato compresso. Qui di applicazioni ce ne sono parecchie. Quella che mi è piaciuta di più è Handbrake, gratuita, semplice e intuitiva da usare, e con tutte le funzioni essenziali, e legge direttamente il file ISO creato da DVD Shrink, oppure in alternativa, se salvare il file ISO non vi serve, può leggere direttamente il DVD, tenendo conto però che la conversione da disco è molto più lenta (3 volte ca. rispetto al file .ISO, che richiede ca. 15'). Accortezze:
    • la qualità video va settata al massimo possibile che però di solito è quella impostata di default (andare sulla scheda "picture" per controllare)
    • scegliere sempre il formato MKV (non MP4) perché consente a differenza del secondo di memorizzare l'audio in formato lossless e in HD fino a 24/48 (in MP4 è compresso al massimo a 448kbps)
    • per la scelta della qualità audio dovrebbe essere sempre presente il formato lossless FLAC a 24/48 (ma a volte può essere 24/44.1 o 16/48) che però non è il default, scegliere sempre la qualità più elevata
    • se già non è stato fatto nel primo passaggio, scegliere audio stereo perchè il multicanale ovviamente non serve e appensantisce solo il file.
    • selezionare i sottotitoli solo se servono (rimarranno fissi e non eliminabili nel file di output).

Quello che rimane da fare a questo punto è solo trasferire il file .AVI o ,MP4 o .MKV (dipende dal formato input) sul media server e riprodurlo quando ci va.


La visione e l'ascolto
Una volta predisposto il file video con la migliore qualità possibile si può valutare la qualità video e audio e la usabilità della app. Per quest'ultimo aspetto, a parte la complessità già evidenziata con il media server PS3, si seleziona "network" e il media server, si naviga per directory, si individua il film e si fa partire la visione. In più nel caso di PS3 bisogna andare a cercare la versione visualizzabile nella cartella TRANSCODE.
Come test ho usato i primi due concerti dal vivo di Diana Krall usciti su DVD (quello di Parigi del 2002 e quello di Montreal del 2004), registrati molto bene sia come video sia come audio (e come qualità delle riprese e del montaggio).
Le immagini sono di ottima qualità e la visione sullo schermo dell'iPad (6a generazione, schermo Retina) è eccellente. Ovviamente la qualità è facilitata dallo schermo piccolo, di circa 10", in una proiezione su schermo grande si potrebbe notare più facilmente la perdita di qualità dovuta alla compressone.
Sempre dal concerto di Montreal con il batterista Peter Erskine
L'audio non compresso, teoricamente sarebbe a 24/48KHz, sempre che PlayerXtreme non preveda un downgrade. E' dichiarato che la versione a pagamento, che stavo provando, supporta audio in HD e quindi così dovrebbe essere. Non è possibile una verifica su un oggetto chiuso come un iPad ma al massimo il downgrade sarà a 16/44.1, qualità CD, lo standard per il tablet Apple. La qualità audio dipende quindi essenzialmente dal DAC interno dell'iPad e dalla cuffia, nel mio caso una Grado SR80, L'audio risulta ben dettagliato, timbrica corretta e ottima  definizione è il tutto è aiutato anche dall'ascolto in cuffia che esalta l'effetto stereo. Ho fatto anche un confronto con un video con audio compresso in formato MPEG-4 con l'altro concerto a Montreal del 2004. A un primo ascolto l'impressione è buona, ascolto realistico, passando però ad audio non compresso si aggiunge effettivamente qualcosa, la voce di Diana Krall ha ora il leggero eco del grande concerto e  l'ascolto è quindi ora più realistico.

Osservazioni
L'unico elemento che ho notato è stata la presenza a volte di alcune incertezze nella riproduzione quando la ripresa si spostava velocemente, non rallentamenti o blocchi ma la comparsa per qualche attimo ad uno sguardo molto attento, delle righe orizzontali, Un problema di prestazioni delle schede video o di velocità di trasmissione, di solito. Nel test usato un iPad di ultima generazione e lo speed test in wi-fi dava 45Mbps quindi è improbabile che il probema stesse da quella parte, mentre il media server come ho anticipato non era su vero NAS ma su un NAS software realizzato com PS3 Media Server su un Mac Mini non recente, seppur potenziato. Molto probabile che su una diversa configurazione il problema non si mostrerebbe. Proverò in seguito o potrebbe provare qualsiasi visitatore del blog perché la app è gratuita con le funzioni base.

In sintesi
Chi ha la fortuna di avere un ottimo impianto audio / video con grande schermo e stereo o multicanale veramente hi-fi è meglio che continui a vedere i concerti in video dai DVD o dai Blu Ray. Ma se così non è (stereo da una parte e TV da un'altra) o se l'ascolto privato è necessario per l'armonia familiare, la soluzione del player video sul nostro tablet è comoda efficiente e non fa perdere quasi nulla del piacere di visione.



Appendice: I film e i sottotitoli

Nei concerti il problema del parlato non c'è, non sono mai doppiati e sono di solito o in inglese o in italiano. Nei film invece possono servire se appunto non sono in italiano o in inglese o in un'altra lingua che non conoscete.
Se ne avete necessità e se sono presenti nel DVD dovrete solo selezionarli nella creazione del file video su Handbrake (ma poi non si potranno disabilitare).
Se invece il video non è su un DVD ma ha un'altra provenienza, ovvero è già compresso in Divx, Xivd e simili, i sottotitoli se non presenti si possono aggiungere ricorrendo ai diffusi file in formato .srt, disponibili e quasi sempre creati da appassionati, per molte lingue tra cui l'italiano e pressochè sempre l'inglese. Il sito più frequentato su cui si trovano per un gran numero di film Opensubtitles, che richiede però una registrazione. Trovati e scaricati, occorre spesso sincronizzarli con l'audio, perché di frequente i credit iniziali sono diversi da copia a copia dello stesso film e quindi i tempi possono essere sfalsati. Questa operazione di sincronizzazione può essere fatta con un po' di pazienza con il più noto e diffuso player free, ovvero Videolan (o VLC) che ovviamente supporta anche i sottotitoli.


E su PlayerXtreme? La situazione è un po' diversa, nel senso che non è possibile far vedere al player i file .srt individuati sul web, ma è inclusa una funzione di ricerca su un DB della app.
I risultati secondo un breve test su film rari ma non sconosciuti, è contradditorio: PlayerXtreme ha trovato senza problemi i sottotitoli (in inglese) per il primo film di Polansky, uscito in Polonia nel 1962 e ovviamente con audio in polacco, Il coltello nell'acqua (che ha anche una pregevole coonna sonora jazz a cura dell'ottimo jazzista polacco Krystow Komeda), Mentre non ha trovato nulla per un film forse più noto, Monica e il desiderio, il primo film di relativo successo di Ingmar Bergman (del 1953) per il quale invece su Opensubtitles si trovano i sottotitoli per l'audio in svedese, anche in italiano.

E per finire ancora alcune espressioni della pianista e cantante canadese durante la sua eccellente performance a Montreal.




venerdì 16 novembre 2018

I plug-in di Foobar2000

Breve riepilogo dei plug-in (components) di Foobar2000 necessari per rendere completo e pronto a tutto il migliore e più versatile player free in alta definizione per ambiente Windows.
Nella installazione iniziale già arriva completo delle funzioni essenziali, oltre a quella di player, come la conversione di formato, la elaborazione DSP e molte altre.
Per essere veramente completo e anche gradevole nell'uso servono però altri componenti, che si possono scaricare dal sito di Foobar2000 nella sezione "components" (o cercare semplicemente su Google). In maggioranza sono autoinstallanti, in alcuni casi devono essere copiati nella directory "components" della installazione del player (quindi sulla cartella C:/Programmi (x86)/foobar2000). La modalità di installazione è documentata in questo caso nel file readme.txt.

Interfaccia utente
Quella standard è veramente "minimal", per avere al minimo l'elenco delle tracce di un album con le informazioni base e la immagine di copertina bisogna aggiungere:
Album list panel (foo_uie_albumlist)

Driver bit-perfect in Windows
Il driver bit-perfect ASIO non serve più da Windows 8 in poi, perché un driver bit perfect (WASAPI) è disponibile di default da quella versione in poi. Occorre però abilitarlo con un componente specifico:
WASAPI.fb2k-component
 Attenzione: serve soltanto se ascoltate in cuffie stereo collegate all'uscita jack stereo del PC o laptop, se usate invece un DAC compatto collegato ad una porta USB non serve, il driver è quello installato automaticamente collegando il DAC e ovviamente è bit-perfect.

Supporto DLNA (o UPnP)
Per accedere a contenuti musicali memorizzati su un NAS (storage di rete) che li distribuisce con il protocollo DLNA (o UPnP) il component necessariuo è:
UPnP/DLNA Renderer, Server, Control Point (foo_upnp.fb2k-component)

Lettura di file audio in formato DSD
Se avete dei dischi SACD difficilmente saranno leggibili sul vostro PC, perché la parte elettronica del lettore non è probabilmente di gestirli. E' possibile però acquistare musica in formato DSD, distribuita sia come file ISO (contenitore) sia come singolo file in formato DSF o DFF. Il componente che rende possibile questa ulteriore decodifica su Foobar2000 è questo:
Super Audio CD Decoder (foo_input_sacd)

Lettura di fila audio in formato DVD-Audio
Nei dischi in alta definizione nel formato DVD-Audio, alternativo al SACD (e abbandonato da tempo dalle case discografiche) le tracce in stereo erano normalmente in formato PCM, quindi una volta "rippate" non presentano problemi di lettura con Foobar2000 "nature". Se però il dischetto aveva anche una versione in multicanale le tracce sono codificate nel formato di compressione MLP (Merdidian Lossless Protocol). Questo può avvenire in alcuni casi anche per le tracce stereo.
Serve quindi un ulteriore decoder da aggiungere come component a Foobar2000:
DVD Audio decoder (foo_input_dvda)

Lettura di file ad elevata frequenza di campionamento
Se il DAC con cui volete ascoltare in cuffia non è recentissimo potrebbe essere limitato a 96KHz o a 192KHz, mentre magari potreste aver acquisito file audio a sample rate superiore, che il DAC (o il driver interno) si rifiuta di decodificare per ovvi e comprensibili motivi. In questo caso è necessario un downsampling online, in lettura. Anche questo è possibile in Foobar2000 con questo ulteriore component:
Resampler-V Setup v3.2

Analizzatore di dinamica

Molta musica, soprattutto musica pop, è dinamicamente compressa per suonare anche con sistemi di riporoduzione con dinamica limitata (ormai in prevalenza smartphone, tablet o speaker wireless). Tra i molti plug-in esiste anche un analizzatore della dinamica di un brano musicale. Non è più disponibile sul web almeno attualmente (era stato usato per un post sul blog anni fa) e lo metto a disposizione sul nostro sito. Per una prova pratica vedi il post precedente su questa funzionalità)
Dynamic Range (DR) (foo_dynamic_range_1.1.1.zip)

Compressore di dinamica
All'opposto, può essere invece necessario ridurre la gamma dinamica, ad esempio per ascoltare al meglio anche in ambienti con un rumore di fondo relativamente elevato e quindi con una ampiezza utile della gamma uditiva inferiore a quella del file audio di alta qualità da ascoltare. Ma dove non si possono utilizzare le cuffie con soppressione esterna: quindi ad esempio per la musica in auto da ascoltare con un raffinato impianto custom.  Il componente che fornisce questa funzione, previa conversione del file audio, è questo:
Dynamic Compressor (foo_dsp_dynamics.fb2k-component)
Per una prova pratica, vedi il post precedente su questa funzionalità).


Cosa manca?
Al momento essenzialmente una cosa: un plag-in per ascoltare i contenuti audio provenienti da Blu-Ray, in multicanale.

In sintesi
Un pacchetto di plugin aggiuntivi che rendono veramente completa la dotazione di funzionalità di Foobar2000. Ce ne sono anche altre di più specifiche ma già queste vanno molto nella direzione della specializzazione. L'elenco è utile anche nel caso in cui dobbiate installare nuovamente Foobar2000 causa acquisto di un nuovo notebook o PC. Purtroppo bisogna rifare da capo tutte le installazioni.

NB: Segnalate nei commenti qualsiasi difficoltà nel reperire i plugin oppure suggerimenti per altri plug-in utili.


domenica 11 novembre 2018

Pro-Ject DAC BOX s2+ alla prova

Un DAC super-compatto e di ultima generazione che è anche un pre-digitale, questo è il nuovo modello di fascia media di Pro-Ject, che ho acquistato dopo aver deciso di mandare in pensione lo storico HRT del mio impianto.
Veramente compatto (le dimensioni sono inferiori a quelle di un CD), il nuovo DAC gestisce tutti i formati in vendita sui siti di download dgitale, quindi PCM fino a 32/768 e DSD fino a 4x ovvero DSD256 (sull'ingresso USB).

Versatilità
Oltre all'aspettativa di avere prestazioni superiori la mia scelta deriva anche dalla grande versatilità del DAC, in grado di risolvere qualche problema di interfacciamento e di allineare alle prestazioni più elevate tutte le sorgenti digitali "liquide". Nel mio impianto infatti ci sono 9 sorgenti diverse (4 analogiche e 5 digitali) e, nonostante l'utilizzo di un pre passivo per 4 di esse, ne mancava ancora una, tra quelle disponibili sul pre passivo e sull'ampli principale.

Ho sfruttato quindi una delle caratteristiche del componente: la disponibilità di 3 ingressi digitali commutabili dal pannello frontale (un ingresso coassiale, 1 ingresso ottico e l'USB). Una funzione pre minimalista, quindi, che mi ha consentito di collegare all'ingresso USB il music server (un Mac Mini, già descritto in questo blog) e sull'ingresso ottico il ChromeCast Audio per l'ascolto della musica in streaming in qualità CD, con il servizio Qobuz. In questo modo anche il ChromeCast utilizza il DAC a maggiori prestazioni invece del suo DAC interno.
Pro-Ject DAC BOX S2+
Le prestazioni 
Le notevoli prestazioni sia come estensione dei formati gestibili sia come qualità del suono dichiarata (e confermata da alcune review) derivano dall'adozione di un chip di ultima generazione, l'ESS Sabre ESS9038 DAC. Le caratteristiche di questo chipset, che la ESS dichiara essere "the flagship of the ESS PRO series" si possono leggere qui, e includono anche filtri per variare la risposta, volume digitale e configurazione alternativa multicanale (fino ad 8 canali).
Nella implementazione Pro-Ject sono utilizzati filtri digitali, selezionabili con un altro tastino tra 5 scelte diverse, mentre non è utilizzato il volume digitale (meglio).

La sezione filtri del DAC
I filtri disponibili sono questi:
1 - Optimal Transient
2 - Fast Roll off (Linear Phase Fast Roll off)
3 - Slow Roll off (Linear Phase Slow Roll off)
4 - Minimum Phase (Minimum Phase Slow Roll off)
5 - Apodizing Hybrid
Definire il manuale "sintetico" è ancora riduttivo, è un po' una tradizione Pro-Ject. Quindi non sono aggiunte a queste definizioni né consigli né descrizioni degli effetti sul suono.
Su manuali di altri DAC più "generosi" (quello di Audiolab ad esempio) invece si trovano:
  • Optimal Transient filters exhibit no ringing - the transient nature of the music is preserved. Although exhibiting poorer performance in technical measurements, sound from this type of filter has a purity and "naturalness" that more than compensates for the lack of technical specifications. La Pro-ject dichiara di utilizzare un proprio filtro proprietario per questa azione di filtraggio.
  • The Sharp Rolloff filter typifies industrial standard characteristics (-6dB at '/2 Fs with significant time-domain ringing) and is included here for comparison purposes.
  • The Slow Rolloff filter starts rolling off at a lower frequency then the Sharp Rolloff filter but has a gentle rate of attenuation and significantly less "time-domain ringing".
  • The Minimum Phase filter has a gentle attenuation slope similar to the Slow Rolloff option, however it exhibits no pre-ringing in the time domain. It can be likened to an analogue filter applied in the digital domain.
  • Il filtro Apodizing Hybrid utilizza un algoritmo più evoluto del tradizionale filtro anti-alias di cui è un'alternativa.
Premesso che le differenze nei filtri digitali sono percepibili solo con grande attenzione e pazienza, appare preferibile selezionare all'inizio il primo dei 5 filtri, e lasciare poi a tempi successivi l'attento ascolto dei restanti, per individuare quello preferibile. Quelli consigliabili in base alle caratteristiche, sono il n.1 o il n.5.

Il pannello posteriore. Da sinistra i 3 ingressi digitali, l'alimentazione esterna (solo per coassiale ed ottico), e le uscite con pin-jack RCA
Le altre funzionalità
Le funzioni principali sono quindi fornite dal chip ESS SAbre e dalla configurazione scelta tra le possibilità offerte. Le funzionalità implementate da Pro-Ject ed evidenziate dal produttore sono le seguenti:
  • Proprietary clock circuity design
  • Synchronization of all internal oscillators
  • Jitter as low as 100 Femtoseconds
  • Unwanted noise coming in through USB is double filtered to suppress them to a level where it can’t affect audio
L'alimentazione
I DAC di fascia altissima hanno alimentazioni molto curate ed alcuni, come il The Reference di MSB e altri, adottano un componente separato e dedicato solo a questo scopo.
Si suppone che un'alimentazione prossima alla perfezione abbia un effetto udibile, anche se non so quanto sia percepibile in un'impianto di medio livello, e se qualcuno l'ha mai verificato con test in doppio cieco, ma certamente, come per tutti i componenti attivi, è importante garantire ai chip e ai circuiti un'alimentazione di elevata qualità.

Le dimensioni del DAC BOX S2+ a confronto con un CD  (e un MAC Mini)
Qui, assieme alle dimensioni veramente in miniatura, si vedono le economie principali adottate in Pro-Ject per fornire le prestazioni di targa ad un prezzo così conveniente.
Difatti l'alimentazione separata (classico trasformatore con presa elettrica integrata) è disponibile solo sulle porte ottica e coassiale, se si adotta invece la porta USB (quella che garantisce le massime prestazioni di targa) l'alimentazione da rete deve essere staccata (così raccomanda il manuale) e deve essere usata quella fornita dalla porta. L'ultima delle funzionalità elencate sopra appare quindi essere necessaria considerando che la porta USB serve anche per l'alimentazione.
La versione in alluminio anodizzato nero. Forse preferibile viste le ridottissime dimensioni.
Gli altri DAC Pro-ject a confronto
Sembra che, alimentazione a parte, abbia proprio tutto, ma Pro-Ject nelle linee di costo superiore, presenta altri 3 DAC:
  • il primo è il DAC Box DS. Il chip è della Texas Instruments Burr Brown (PCM1792) ed è più limitato come formati. Arriva solo a PCM 24/192. E' un DAC di alta qualità ma progettato prima.
  • il secondo è il DAC Box DS2 Ultra della serie DS2. Ha dimensioni "normali" (20 cm di larghezza) ed è basato su un chipset ancora diverso (Ashai Ksei AK4490) definito da Pro-Ject "top-grade" (mentre l'ESS era "high-end") ma con prestazioni identiche, relativamente ai formati gestibili, e analoghe per i filtri. In più:
    • upsampling selezionale (al massimo bitrate PCM o in DSD, o nulla)
    • High-end ultra low phase oscillator with superior noise rejection
    • RCA line level solid-state analogue output stage
    • Ultra linear & ultra low noise circuitry
    • Separate power supplies for every stage with advanced filter technology
    • Upgradeable with optional linear power supply
    • 6 ingressi digitali
  • il terzo è il DAC Box RS, il chip è lo stesso del DAC DS ma è attivata anche la decodifica in formato DSD. Ha diversi miglioramenti tipici da componente "high-end" rispetto al DS, ma il plus più consistente è rappresntato dalla sezione di uscita. che puo essere selezionata tra amplificatore a stato solido (come il DS2 Ultra) ma in classe A, oppure a valvole. Inoltre, ha anche uscite bilanciate oltre a quelle tradizionali RCA.
Per avere un'idea della politica commerciale Pro-ject, i prezzi sono questi (trascurando il solito Euro): DAC Box S2+: 200 € / DAC Box DS: 300 € / DAC Box DS2 Ultra: 600 € / DAC Box RS: 900 €.
Dalla sintetica descrizione e dal confronto si deduce che il DAC Box S2+ ha un rapporto qualità / prezzo eccellente.
L'interno del DAC compatto della serie Box Design
La competizione
Agli stessi livelli di prezzo e di prestazioni i competitori non sono molti, ma ci sono sicuramente alcuni modelli della serie Nano della IFI (dal nome si capisce che sono altrettanto super-compatti), come ad esempio il modello Nano iDSD Le, che ha in più l'uscita cuffia ma ha solo l'ingresso USB, oppure il modello Nano iOne D6, che ha anche l'ingresso coassiale (ma non l'ottico) e il Bluetooth APT ma non l'uscita cuffia, oppure il Nano iDSD Black Label, che è portatile (anche a batteria) e conforme MQA, ma non l'uscita RCA (solo mini-jack cuffia). Li cito perché sono altrettanto ben considerati e adottano le ultime tecnologie in fatto di chip.

MQA conforme?
A proposito di MQA in molte presentazioni sul web (anche su Amazon) è indicato che il DAC tra le molte altre funzionalità ha anche la compliance con il formato HD compresso MQA di Meridian adottato da Tidal. Funzionalità molto interessante ma non confermata nelle specifiche tecniche presenti su sito della Pro-Ject. Ho tentato di avere comferme ma per ora senza successo.

L'ascolto
Non ho fatto prove a confronto ma solo ascolti del nuovo componente con file audio in HD e in DSD (che in precedenza ascoltavo solo in modalità bitstreaming, ovvero veniva convertito in PCM dal player J River). Il test più approfondito è stato il confronto di formati tra PCM e DSD256 su registrazioni della Blue Coast Records, presentate nel post precedente sul download digitale in HD.
Altri test con il DAC HRT (di un paio di generazioni precedenti) non avevano molto senso e comunque avrebbero richiesto una catena di riproduzione sdoppiata, non possibile al momento (vedi altro post sul test di ascolto professionale).
Interessante (ma richiederebbe due unità ChromeCast Audio) sarebbe il test a confronto con il DAC interno del componente Google.
Il test che mi piacerebbe poter fare è invece il confronto con il DAC Box DS2 Ultra. Mi attenderei, come per il test citato sopra, una differenza avvertibile, magari anche non marginale, ma dopo diversi attenti ascolti.

Tornando alle impressioni di ascolto, il nuovo DAC ha risposto pienamente alle aspettative, soprattutto sul lato del dettaglio e della restituzione dei più piccoli particolari (anche suoni mascherati da altri più intensi) presenti nel materiale audio ascoltato. Non si percepiscono, come c'era da attendersi, differenze eclatanti con il DAC precedente, che era di qualche anno fa ma comunque un componente di alta qualità. Con la musica digitale , ma soprattutto con i DAC, le differenze ci sono, ma è difficile individuarle al primo ascolto (uno dei due DAC dovrebbe essere proprio scadente) o a memoria, mentre, una volta assimilato il livello superiore della restituzione in audio analogicp, la differenza diventa molto più evidente e si può verificare riascoltando il DAC precedente sugli stessi brani.

domenica 4 novembre 2018

Il test di ascolto professionale

Le prove di ascolto che leggiamo sulle riviste su carta oppure online presuppongono una capacità di ascolto da parte dei recensori veramente straordinaria. Infatti a leggerle sembra che siano in grado di percepire differenze anche sostanziose tra diverse versioni dello stesso componente a distanza di tempo, oppure a memoria con altri componenti concorrenti, e il tutto sempre in condizioni non controllate, ovvero senza un impianto di riferimento e alternando non solo, per ipotesi, le casse, ma anche l'amplificatore o la sorgente, utilizzando quelli delle prove precedenti. E da soli.

Questi non sono veri test, ma impressioni di ascolto, che possono rispondere alla domanda "è un suono che garantisce il piacere d'ascolto oppure no?". E la risposta (normalmente sì), viene spiegata con paragoni e immagini molto creative, tipo "mai un accenno a perdere il controllo. a mettere un piede in fallo, più ragione che sentimento" (si parlava di un amplificatore, ovviamente inglese, dotato di un apprezzato "aplomb formale"). Niente di male, basta sapere che sono impressioni di ascolto e che al recensore è piaciuto e forse quindi piacerà anche a voi, se le immagini metaforiche corrispondono al vostro ideale di suono, possono anche essere utili.

Per onestà, anche le non molte prove su questo blog sono dello stesso tipo, con l'unica differenza che quasi tutte, salvo quelle dedicate a nuovi ingressi nel mio impianto personale, sono relative a servizi e applicazioni per l'ascolto che anche i visitatori possono provare, con costi minimi o molto più spesso nulli, utilizzando il periodo di prova. Sono quindi un invito a ripetere la prova a casa del visitatore interessato, cosa che risulta più difficile se la prova era riferita all'ultimo modello di casa Wilson Audio o TAD.

dCS Vivaldi DAC
Il test di ascolto professionale
E' invece molto più impegnativo, non tanto in termini di costi, ma in termini di tempo e di impegno di persone, è ovviamente sempre alla cieca (blind test), e non lo troverete mai sulle riviste. Avevo illustrato qui sul blog qualche anno fa come configurare l'impianto per i test alla cieca, ma non  su come eseguire il test, tranne che in modo piuttosto sintetico su una sezione del sito molto consultata.

L'occasione per approfondire e descrivere in dettaglio un test professionale, inteso ad esempio a sentire le differenze tra due formati in alta definizione, o tra due DAC, o tra due versioni dello stesso DAC, e non soltanto quelle (più semplici) tra due amplificatori o tra due coppie di casse, me la da' un interessante articolo di Cookie Marenco, una produttrice e tecnico del suono della Blue Coast Records (casa discografica specializzata in registrazioni in DSD ad alta e altissima risoluzione di cui ho scritto nel precedente post). Vediamo per punti come esegue i test a confronto una casa discografica e uno studio di registrazione che intende essere allo stato dell'arte.

Sentire le differenze
Come ho scritto diverse volte anche io, l'obiettivo non è sentire "il suono migliore" ma più semplicemente le differenze tra i due ascolti a confronto, descrivendole sinteticamente. Il "migliore" non è un criterio oggettivo, quello che è migliore per me potrebbe non esserlo per un altro, dipende dal proprio personale "ideale" di suono.

Cosa serve
Non molte cose, ma obbligate:
  • 1 operatore
  • 2 ascoltatori
  • 1 stanza separata per l'impianto (o accorgimenti perchè non siano in vista agli ascoltatori nè l'impianto né l'operatore)
  • block notes e penna per gli ascoltatori
  • gli altri componenti da provare (casse ecc.) di categoria hi-end
  • ampli a stato solido: per DAC e altro software digitale le differenze sono sottili, distorsione e coloratura devono essere ai minimi livelli, il che non è garantito dagli ampli a valvole anche hi-end
  • ampli o sorgente con volume di tipo analogico e non a scatti (aggiunta mia, per consentire un livellamento preciso del volume del suono)
  • 2 posti a sedere in posizione ideale per l'ascolto stereo e dalla quale i 2 non devono spostarsi duramte il test (quindi anche abbastanza comodi)
  • il componente (hardware o software) da provare: importante: solo 1 componente per ogni test, tutto il resto della catena deve rimanere invariato, cavi inclusi
  • un fonometro per un accurato livellamento del volume di suono (la eventuale differenza di livello deve essere inferiore a 0,5dB)
MSB The Reference DAC

La musica
Non un solo genere, le tipologie di differenze sono distribuite tra più generi:
  • ma, come prerequisito: musica acustica, non compressa dinamicamente, con ampia dinamica, frequenza estesa, comprendente la voce femminile e maschile (aggiunta mia e condivisa nei commenti)
  • generi: orchestra classica e/o moderna, musica da camera (aggiunta mia), musica corale (aggiunta mia), jazz acustico, folk, singers & songwriters, registrazioni con presenza di ambienza (eco, riverbero del locale o della chiesa: sono le differenze più immediate da rilevare)
  • selezioni di ogni campione di 15-30" (meglio 30" secondo me)
  • 3 pezzi diversi ripetuti più volte in alternanza casuale A-B, oppure
  • lo stesso pezzo ripetuto tra A e B con sequenze sempre diverse
La conduzione del test
Mantenere fermo il punto di ascolto è importante, anche piccoli spostamenti possono cambiare il giudizio, è necessario quindi anche concordare come segnalare all'operatore eventuali necessità:
  • quindi, la posizione di ascolto, anche da seduti deve rimanere la stessa durante il test
  • per ridurre al minimo le interferenze con il test, concordare prima un semplice linguaggo dei segni, ad esempio, per le richieste di: ripeti, vai al prossimo, torna indietro.
Il test a confronto A/B
Nelle sequenze di test A/B sono anche inclusi confronti "tranello" cioè con riproposizione dello stesso campione e i 2 ascoltatori ne sono informati (aggiunta mia) in modo che sappiano che non ci deve essere "per forza" una differenza. Lo svolgimento del test:
  1. l'operatore decide le sequenze da sottoporre e il numero di confronti (es. ABBAABBBAA)
  2. l'operatore ogni volta che avvia una sequenza segna il numero progressivo, la data e l'ora
  3. anche gli ascoltatori segnano il numero progressivo e l'orario di inizio di ogni sequenza
  4. l'operatore non ripete mai la stessa sequenza.
Le differenze
Nell'articolo sono anche indicati alcuni suggerimenti sulle differenze maggiormente percepibili, per le quali agli ascoltatori è suggerito di porre particolare attenzione:
  • Dinamica: ad esempio ponendo attenzione alla velcità con cui si spegne il colpo di piatti o una nota staccata di pianoforte
  • Estensione della risposta in frequenza: agli estremi alti e bassi della banda audio presente nel campione
  • Ambienza: il riverbero o l'eco della stanza si percepiscono nello stesso modo nei due ascolti in esame?
  • Effetto stereo: cambiano nei due ascolti l'ampiezza in senso orizzontale? si estende o si restringe la profondità? si abbassa o si alza l'altezza apparente delle voce o dello strumento solisa?
  • Alterazioni di fase: gli strumenti sembrano muoversi nella scena apparente creata dallo stereo? sono in posizione diversa (leggermente diversa) nei due ascolti a confronto?
  • Rumore di fondo (in assenza di segnale): può anche questo indicare le differenze tra i due componenti.
Playback Designs Dream

L'articolo originale
L'articolo di Cookie Marenco è stato pubblicato nell'agosto del 2018 sul sito DSD-Guide. Questo è il link per leggerlo (con i commenti).

Altre decisioni per la esecuzione del test
Oltre a quello che scrive Cookie Marenco (o condiviso nei commenti), per organizzare il test in contesti diversi da quelli di una studio di registrazione occorre definire:
  • a quale categoria di ascoltatori appartengono i due ascoltatori
  • quante coppie di ascoltatori servono per avere un test affidabile
  • come interpretare le differenze evidenziate
  • se la prova deve essere in cieco o in doppio cieco
Categoria di ascoltatori
Nei test dell'AES o di ambito universitario illustrati qui sul blog sono indirizzate più categorie e quindi molte persone, con capacità di ascolto che va dal tecnico del suono fino all'uomo della strada ignaro di musica che non sa distinguere non dico una viola da un violino, ma neanche una tromba da un sax. Le case produttrici invece indirizzano il loro target, quindi appassionati di alta fedeltà con le loro aspettative di buon suono.
Chi intende giudicare in modo indipendente la qualità del suono di un componente hw o sw deve quindi indirizzare senza dubbio gli appassionati, ma a mio parere è opportuno includere anche persone fuori dal mondo dell'hi-fi e ignare della tecnologia ma che ascoltano volentieri la musica, assieme a musicisti professionisti, per avere un giudizio il più possibile obiettivo.

Quante coppie di ascoltatori
Dipende ovviamente dal budget di tempo e costo a disposizione. Probabilmente già 5 coppie sono sufficienti per avere risultati utilizzabili. E i risultati utilizzabili sono quelli che hanno una convergenza su alcuni elementi di differenza, individuati dalla maggior parte degli ascoltatori, mentre una dispersione su risultati antitetici non consente di arrivare a un giudizio.

Come interpretare le differenze
Nel test tradizionale la domanda tipica è "meglio questo o quello precedente?" mentre la differenza potrebbe riguardare aspetti che non sono oggettivamente migliorativi. Come ad esempio riuscire ad ascoltare le dita del chitarrista che sfregano sulle corde: può essere un iper-dettaglio gradito e cercato o invece una enfasi di quella gamma di frequenza che non ha riscontro nella realtà.
In pratica il valutatore dovrà leggere criticamente le differenze evidenziate, concentrandosi su quelle individuate dalla maggior parte degli ascoltatori, e comporre una sintesi del suono dei due componenti. Come fa con la sua esperienza l'ascoltatore super-esperto delle premesse.

Test in cieco o in doppio cieco
La organizzazione dei test come riportato in questo articolo può essere effettuata in cieco o in doppio cieco. Nel secondo caso l'operatore non sarà l'organizzatore del test e non sarà lui a scegliere i campioni da ascoltare o a programmare la serie di ascolti e l'aletnanza dei campioni. Saranno invece prparati a parte dagli organizzatori e lui semplicemente si occuperà di trasmettere nell'ordine prestabilito i campioni, dei quali non conosce neanche l'esecutore e il titolo. Questa scelta è più complessa, ma non molto, ed è certamente preferibile per la maggior garanzia della obiettività dei risultati.

(Nelle immagini tre DAC professionali di fascia alta per i quali test così accurati sono senza dubbio consigliabili, se non altro per il loro costo, intorno ai 30.000 €)

domenica 28 ottobre 2018

Il download digitale - Aggiornamento 2018

Come tutti gli anni pubblico un aggiornamento sulla situazione del download digitale, ovvero sull'avanzamento della dematerializzazione della musica per l'anno in corso, il 2018.

Il download in qualità CD
Mai decollato ed offerto solo in misura molto parziale e soprattutto per la classica, è praticamente sparito come opzione, essendo completamente sostituito dallo streaming in qualità CD. Ormai anche in Italia è disponibile da tre servizi (Qobuz, Tidal e Deezer) e manca solo per Spotify, già disponibie in USA e in altri paesi. Con il costo di un solo album si può ascoltare un numero indefinito di album per tutto un mese, alla stessa qualità. Per di più, almeno due servizi streaming offrono già anche l'alta definizione: Qobuz con costo mensile maggiorato a 24,99 € e Tidal a costo inviariato, ma con formato compresso MQA e catalogo piuttosto ridotto.
Gli album in qualità CD in download, da acquisire quindi come propri, sono disponibili solo come opzione alternativa al formato HD. Alternativa leggermente più economica e disponibile solo in pochi casi.

Il download in qualità HD
Situazione immutata ormai da diversi anni. Molto diversa tra musica classica e musica moderna (intesa come non classica e non contemporanea "colta"). I portali che offrono una scelta di album di genere pop (rock, jazz, folk, world, ecc.) ampia ma sempre molto inferiore a quella dei servizi in streamiing, sono questi 5 (in rosso quelli non accessibili dall'Italia):
  • HDtracks
  • AcousticSound
  • Qobuz (solo per abbonati)
  • HighResAudio
  • ProStudioMasters
Come si vede l'accesso al download in HD continua ad essere molto limitato, tenendo conto che anche nel sito tedesco HighResAudio non tutti gli album sono disponibili anche per l'Italia e, per il sito francese Qobuz, il download richiede preventivamente l'abbonamento al servizio streaming.

Lily Allen
La disponibilità di titoli (il catalogo)
Mettiamoci nei panni di un appassionato che decide di passare all'ascolto in HD utilizzando il comodo canale download, Avrebbe finalmente la possibilità di scelta tra molti album o siamo ancora agli album "audiofili" o ai classici da riacquistare per l'ennesima volta? Ho fatto un semplice test "casuale" prendendo i primi 10 album recensiti sugli ultimi numeri di Audio Review (401 e 399) per il genere rock (in senso ampio) e jazz e verificando se sono disponibili in HD, utilizzando allo scopo il noto e benemerito portale findhdmusic.com.

Per il rock dei primi 10 recensiti 4 erano disponibili in download in HD, per due dei musicisti (Anna Calvi e Florence and The Machine) non era disponibile l'album appena uscito ma erano disponibili alcuni album precedenti (del 2011 per la songwriter inglese di origine italiana e del 2015 per Florence). La risoluzione era sempre, tranne in un caso (Musica nuda, produzione italiana) 24 bit ma limitata a 44.1KHz (48KHz nell'altro caso).
Si intuisce da questo semplice test (e dall'esperienza precedente) la strategia delle case discografiche: HD ma con prudenza: non sempre estesa alle ultime uscite e ben lontana dalla qualità master. La limitazione a 44.1KHz è significativa perché come noto a questa frequenza non sono ancora esclusi fenomeni di aliasing che già a 48KHz sarebbero fuori banda.

Per il jazz nonostante i titoli recensiti siano parecchio di nicchia la situazione è migliore: 6 titoli disponibili in download in HD, e per 4 di essi la risoluzione è quella standard, pienamente HD, ovvero 24/96. Per il jazz, dove gli acquirenti potenziali sono più attenti alla qualità e meno legati all'urgenza di comprare le ultime novità, l'alta definizione viene proposta con meno vincoli.
Tranne uno: la nazionalità. Nessuno dei download individuati è disponibile in Italia.

Il campione del test
Ecco il campione casuale derivato dalle scelte della redazione musicale di Audio Review diretta da Federico Guglielmi. In verde i titoli disponibili in HD (non in Italia). In blu i musicisti per i quali sono disponibili altri album precedenti in HD.
  1. Anna Calvi - Hunter
  2. Loreena McKennit - Lost Soul
  3. Madeleine Peyroux - Anthem
  4. Lily Allen - No Shame
  5. Neko Case - Hell-On
  6. Florence and the Machine - Higs As Hope
  7. N.Waterson & E.Carthy - Anchor
  8. Musica Nuda - Verso Sud
  9. Dave Alvin and Jimmie Dale Gilmore - Downey to Lubbock
  10. Mark Lanegan & Duke Garwood - With Animals
Per il jazz il test è stato esteso per i secondi 5 anche al numero 399.
  1. Brad Mehldau Trio - Seymour Reads the Constitution!
  2. Kenny Barron Quintet - Concentric Circles
  3. Joshua Redman - Still Dreaming
  4. Charles Lloyd & The Marvels - Vanished gardens
  5. Eddie Daniels - Heart Of Brazil
  6. Henry Threadgill - Dirt and more dirt
  7. Roscoe Mitchell - Ride The Wind
  8. Joe Lovano & Dave Douglas - Scandal
  9. Jermy Pelt - Noir et rouge
  10. Wynton Marsalis Septet - United We Swing
Neko Case
La musica classica
Da sempre è il genere per il quale la disponibilità HD è uno standard e da un paio d'anni si è aggiunto anche un servizio streaming (Idagio, provato sul blog due anni fa). Ci sono almeno 4 portali specializzati (elencati nel seguito), più i siti di alcune case indipendenti come la Hyperion Records. Tutti disponibili anche in Italia.

  • Presto Classical
  • eClassical
  • Channel Classics Records
  • hd-klassik.com

Le etichette principali, collegate alle major, come le Deutsche Grammophon, continuano invece a vendere sui propri portali solo download in qualità CD, anche se alcuni titoli di maggiore presa sono distribuiti anche in HD dai portali generalisti. Esclusi quindi i grandi nomi dei divi della classica, come Yiuja Wang, Lang-Lang o Helene Grimaud, l'appassionato di classica che vuole ascoltare in HD (DSD inncluso) non ha che l'imbarazzo della scelta.


I portali "audiofili"
Esiste poi l'HD specializzato per audiofili, quindi siti con musicisti meno noti ma registrazioni e produzioni accuratissime e soprattutto la pubblicazione sui formati HD ad altissima risoluzione, quindi fino a 32 bit / 352.8KHz in PCM e DSD256 in DSD.
Ci sono diversi siti di questo tipo, anche lo stesso HDtracks è della Chesky Records, etichetta audiofila e, almeno la propria produzione è acquistabile anche da noi, senza veti da parte delle odiose major nemiche dell'HD e tetragone ad ogni innovazione che potrebbe salvarle.

I due siti che da segnalare, in quanto molto impegnati sui nuovi formati ad altissima definizione sono:
  • Blue Coast Music: musica moderna e classica
  • 2L The Nordic Sound: classica e contemporanea (e qualcosa di jazz) (al momento non disponibile in e-commerce, vedi dopo)
Le loro produzioni sono in vari formati fino al DSD256 e al 32/352.8, almeno al momento non ci sono album alla risoluzione massima possibile con i decoder attuali ovvero DSD512 o 32/768.
Entrambe le etichette oltre a rendere disponibile la musica prodotta in formato digitale in altissima definizione, curano anche al massimo la registrazione, ripresa diretta, nessuna compressione dinamica, e così via, e quindi già in formato standard CD si può apprezzare una grande naturalezza nella musica riprodotta.

2L The Nordic Sound
I musicisti per la 2L (che è norvegese) sono soprattutto interpreti di musica classica e contemporanea dei paesi scandinavi, tutti professionisti e sicuramente di livello elevato, ma non i divi della classica e neanche i nomi che si possono ascoltare in concerto da noi. Anche le scelte, in sintonia con la vivace scena musicale nordica (meno conservatrice della nostra, mi riferisco al pubblico) sono spesso di autori diversi dai soliti dell'800 e primo 900.
La produzione dell'etichetta era disponibile online sul sito di e-commerce Klicktrack, sia in formato fisico sia online in vari formati, ma questo sito è attualmente in fase di chiusura e quindi non è possibile acquistare gli album della 2L. Ritengo che sia una situazione momentanea, considerando che l'etichetta pubblica di continuo nuovi album, e aggiornerò la pagina in seguito, inclusi i prezzi, che comunque erano allineati ai siti generalisti e un poco superiori per la risoluzione oltre il DSD64 e il 24/192.

Jenna Mammina (Blue Coast Records)
Blue Coast Music
Blue Coast Records (Blue Coast Music è lo store) invece è made in USA e i musicisti sono tutti americani, totalmente sconosciuti da noi, come la interprete di soft jazz e folk Jenna Mammina della foto sopra. Cercando notizie di loro si vede che sono in genere impegnati professionalmente in concerti e spesso con all'attivo album, mentre per la classica l'etichetta registra esecuzioni di orchestre stabili di varie città USA. La musica moderna è soprattutto soft jazz e country folk, più gruppi jazz, spesso con guppi acustici di pochi strumenti, quindi sicuramente gradevole per chi ama il genere. La loro produzione è acquistabile anche in Italia. I prezzi non sono economici, per l'HD normale è 30$, per il DSD (anche DSD64) e l'HD 24/192 è 40$.

Qualità del contenuto o della registrazione?
Come per le etichette audiofile il primo dubbio è sempre tra il piacere di ascoltare musica registrata in modo eccellente e riprodotta al massimo delle possibilità offerte dalla tecnologia attuale oppure privilegiare il valore artistico del contenuto. Personalmente la priorità va al secondo aspetto, anche se la curiosità di verificare è sempre presente e qualche album delle etichette audiofile nella nostra libreria musicale ci può stare bene.
Il secondo dubbio è invece legato all'effettiva esigenza di spingere la risoluzione in HD oltre il DSD64 o il PCM 24/96 (oltre all'alternativa PCM-DSD). Un dubbio che ognuno può risolvere da solo verificando banalmente se riesce a sentire la differenza con il suo impianto e con la sua capacità di ascolto. Blue Coast Music fornisce a questo scopo gratuitamente lo stesso brano in 4 formati a partire dalla qualità CD per fare il confronto. Che però deve essere obiettivo, e su questo tornerò nel prossimo post. (Vedi Appendice per la prova di ascolto)

I siti non ufficiali
La politica assurda delle case discografiche e il conseguente ostracismo a vendere la loro produzione nel nostro Paese (eppure, almeno per ora, paghiamo sempre in Euro) induce nella tentazione di verificare cosa offrono i siti non ufficiali, tipicamente russi a quanto si dice, ma ora su domini di nazioni molto disponibili, tipo piccole isole della Polinesia, Montenegro o così via.
Facendo un giro (ovviamente non posso inserire i link) si scopre che hanno una buona disponibilità di catalogo, proveniente in parte dai siti generalisti sopra elencati, in parte da ripping di SACD effettuati grazie alla mitica Playstation 3. Ripping effettuati forse da chi gestisce il sito, ma più probabilmente da appassionati caricatori, difatti in alcuni siti si possono scaricare software ed istruzioni per fare questa operazione.

Visitando questi siti non si può non notare che sono di gran lunga più ricchi di informazioni e gradevoli da visitare di quelli generalisti elencati prima. Immagini delle copertine in formato grande, elenco delle tracce degli album, spesso la formazione, e sempre una presentazione esauriente dell'album in inglese, ripresa di solito da Allmusic ma spesso anche dal booklet. Contraddizioni ulteriori del mercato discografico. Invitano maggiormente all'acquisto di quelli approvati dalle case discografiche.

La disponibilità è soprattutto sui titoli già da tempo presenti, che comprendono quindi i classici del rock e del pop, ma pare essere in aggiornamento continuo. Il sistema (ed il profitto indiretto per loro) è sempre quello dei "cyberlocker".
La IFPI, la organizzazione mondiale delle case discografiche, ovviamente contrasta questi siti che quindi ogni tanto spariscono, ma non è la loro priorità, è un settore di nicchia anche nella pirateria evidentemente. La priorità per loro (vedi il sito IFPI) sono i servizi online di streaming illegali e il trafugamento delle registrazioni per metterle online prima o in parallelo all'uscita ufficiale.

In sintesi
L'alta definizione continua ad essere agli ultimi posti tra le priorità delle case discografiche, ed il nostro Paese continua ad essere nella loro black list. Per loro sembra essere molto più promettente in termini economici il ritorno del vinile, anche grazie alla immagine che trasmette averne uno (vedi i giradischi sempre più spesso in azione in serial TV, film e pubblicità).


Appendice (18/11/2018)
La prova a confronto tra DSD e qualità CD

Per valutare obiettivamente se con il nostro impianto (e con la nostra capacità di ascolto) vale la pena di affrontare il costo superiore e la limitazione di catalogio del formato DSD sarebbe necessaria una prova in doppio cieco effettuata con le regole descritte nel post "L'ascolto professionale".
Non avevo la possibilità di farlo, ma se qualche visitatore volesse cimentarsi la sua testimonianza sarà condivisa con grande interesse.

Ho potuto fare solo un confronto semplificato, che descrivo qui, partendo da un brano messo a disposizione gratutamente in più formati da Blue Coast Music, si tratta di uno standard interpretato dalla cantante jazz-folk Jenna Mammina della foto precedente inclusa in un album del contrabassista Derek Jones (nella foto). Tutto acustico e in toni molto soft, accompagnamento solo di pianforte e contrabbasso non è particolarmente adatto a individuare le differenze (stranamente, dovrebbero avere l'obiettivo opposto).

I due formati scelti per il confronto, per facilitare il compito, erano la versione in qualità CD 16/44.1 e quella a risoluzione massima, DSD256. Un'alternativa se qualcuno volesse ritentare il confronto, sarebbe partire da un brano conosciuto e più adatto in DSD (o più di uno) e convertirlo in qualità CD per il test. Il DAC era lo stesso e quindi il nuovo Pro-Ject DAC Box S2+ provato in quest'altro post, che gestisce anche il DSD senza trascodifica, ed era ovviamente in sequenza alternata.

Daò primo confronto di 30" per i due formati è emersa subito una consistente differenza di volume (pare sia una caratteristica del DSD rispetto al PCM) che rendeva ovviamente il confronto poco significativo. Con il fonomometro (app) ho provveduto ad allineare il più possibile i due ascolti, essendo però successivi e sulla stessa catena era necessario agire sul volume ogni volta. Una operatività che riduce la possibilità di individuare le differenze. Che erano in effetti difficilmente avvertibili per i primi 2' circa del brano. A questo punto, con successivi ascolti, ho individuato un passaggio in cui la voce della cantante, in crescendo, si sovrapponeva ad alcuni accordi di pianoforte meno puramente di accompagnamento dei precedenti. Qui effettivamente gli ascolti ripetuti in secessione mostravano una versione in qualità CD che appariva "semplificata" rispetto alla resa in DSD. Non c'erano anomalie o peggioramenti, in qualità CD, ma si avvertiva nella versione in DSD una complessità maggiore nel (pur semplice) discorso musicale.

Sfumature avvertibili dopo più di un ascolto ma, come sappiamo dall'esperienza, sono proprio le differenze ciò che acquisiamo nel tempo con i ripetuti ascolti di una nuova tecnologia e che poi fanno la differenza se riascoltiamo con la precedente.
In sintesi, almeno sul mio impianto (e da me) la differenza è avvertibile, e probabilmente sarebbe stato più facile individuarla con un brano più complesso (in questo senso il test è significativo, partendo da un confronto dove la differenza è minore, e non viceversa come di solito si fa).
Il brano di test è scaricabile gratuitamente, oppure si possono creare ad hoc, come premesso, e quindi qualsiasi visitatore interessato può fare il suo personale test, ed eventualmente condividerlo nei commenti.

sabato 13 ottobre 2018

Un NAS su PC

Un NAS, come abbiamo visto nel post precedente, non costa meno di 300 € se ha una ridondanza per backup dei dati, ed è un oggetto abbastanza ingombrante e discretamemte rumoroso, non facilissimo da collocare in una abitazione piccola. Per le esigenze di condivisione della musica, ovvero per utilzzarlo come media server, grandi capacità di memorizzaizione non servono, a meno che abbiate una discoteca digitale sconfinata, ed una soluzione altenative esiste.

Creare un media server DLNA su PC
Per le nostre esigenze di condivisione della libreria musicale digitale per tutte le devices che vogliamo utilizzare per accedervi (smartphone, tablet o altri PC) possiamo utilizzare in alternativa un media server DLNA software da installare su un PC. Ce ne sono diversi, anche gratuiti, la installazione non è difficile e non ci sono differenze di accesso rispetto ad un NAS dedicato.

A cosa serve un NAS per PC? Ad ascoltare buona musica ovviamente
Dove si applica questa soluzione
E' una soluzione indicata per chi sceglie di utilizzare  per l'ascolto della musica in alta definizione o in streaming un PC come media server e player (ovvero come sorgente), anziché componenti dedicati (network audio player) tipo Cocktail Audio o i Marantz della serie NA e simili. In questo secondo caso il NAS è una soluzione obbligata.
Un esempio pratico di media server e player basato su PC (Mac Mini, che è l'ideale per questo scopo) è stata presentata qui da tempo e rimando ad essa per approfondimenti. La soluzione "senza NAS" è però interessante anche per chi usa per l'ascolto della musica solo device mobili con le cuffie o speaker wireless.

Cosa serve
A parte il software, un PC che ovviamente dovrà essere acceso tutte le volte che la condivisione serve e un disco interno o esterno (USB) di capienza sufficiente. Per una libreria HD di 500 album servono più o meno 400 GB di spazio e quindi in alternativa può essere usato il disco interno se ha capienza di 1TB (sempre meglio abbondare) oppure in alternativa un disco esterno da collegare in USB. Questi ormai costano 70 Euro o meno con capienza di 2TB e siamo quindi molto lontani dal costo di un NAS, e magari ne avete già uno utilizzabile di questi hard disk.
Se esiste già un PC usato come media server e player ovviamente il media server DLNA sarà attivato su di esso. Altrmenti potrà essere attivato su qualsiasi altro PC, desktop o notebook della casa. Ovviamente la connessione può essere wi-fi o powerline indifferenemente. Problemi di prestazioni anche con l'HD non ci sono più, con le velocità di rete ormai standard.

Cosa si deve fare (su Mac)
Installazione e configurazione sono molto semplici. Tra i molti media server disponibili è consigliabile quello sviluppato a suo tempo per la playstation PS3 (e che si può usare per qualsiasi altro scopo) perché è semplice nella configurazione ed è ora gestito e aggiornato dalla organizzazione open source sourceforge, quindi garantita rispetto a spyware e simili, oltre che gratuita e disponibile per Mac, Windows e Linux. Il link per scaricarlo alla data di questo post è questo, ma se dovesse cambiare basta cercare "sourceforge ps3mediaserver".

Dopo averlo installato sono necessarie solo alcune semplici operazioni. Una guida semplice e ben fatta per la installazione su Mac è disponibile in rete sul noto blog di Cris, Il blog è chiuso da un po' ma ancora accessibile, se la guida non fosse più raggiungibile si può leggere anche qui. L'unica cosa da cambiare è l'indirizzo per il download.
I passi, con alcuni warning derivati dalla installazione che ho eseguito, sono:
  1. Installare il software (se non compare tra i programmi nelle barra delle applicazioni del Mac andare nella cartella "applicazioni" e attivarlo manualmente)
  2. Inserire le impostazioni di condivisione (vanno bene quelle suggerite)
  3. Cartella da condividere:
    • qui deve essere inserito il percorso della cartella "musica" nella quale abbiamo organizzato la nostra libreria digitale strutturandola come meglio riteniamo (di solito per genere, risoluzione e album)
    • se non è sul disco fisico del Mac ma in un disco esterno USB, come indicato nelle istruzioni, bisogna selezionare il disco fisico del Mac e poi andare alla cartella "volumes", lì si troveranno i volumi esterni come il disco esterno USB e si potrà accedere alle sue cartelle
  4. Attenzione a non cambiare l'etichetta del volume perché si perderanno i riferimenti sia sul PS3 Mediaserver sia sulla libereria J River (se la usate) e occorrerà ripristinarli da capo.
  5. Salvare la configurazione (se avete fatto degli errori e dovete cambiare la configurazione, stoppare e riattivare ps3mediaserver per attivare la nuova configurazione)
  6. Accedere con una app player DLNA (p.es. Foobar2000 app) da smartphone o tablet e verificare che tutto sia a posto, ovvero se potete navigare sulla libreria, selezionare un brano ed ascoltarlo.
Ancora Anna Calvi

Cosa si deve fare (su Windows)
Se scegliete di adottare ps3mediaserver, le stesse operazioni. In alternativa Windows ha già un suo media server DLNA che è sufficiente attivare seguendo le istruzioni del supporto Microsoft o le molte reperibili in rete. Supporta anche i formati audio in alta definizione e quindi fornisce le stesse funzionalità. E' un po' più laboriosa l'installazione e quindi a voi la scelta se scegliere questa soluzione o l'altra illustrata sopra.

Gli svantaggi rispetto a un NAS 
Le soluzioni gratis hanno il vantaggio di non costare nulla ma di solito qualche svantaggio, inevitabilmente. In questo caso:
  • Rispetto ad un NAS 1-slot (ovvero con un disco solo, quelli compatti e più silenziosi dal costo intorno ai 150-200 € al momento) lo svantaggio è che il NAS può rimanere sempre in stand-by e pronto all'uso, grazie alla funzione sleep normalmente disponibile; il PC invece bisognerà accenderlo oppure, se lo si lascia sempre acceso (per il Mac Mini si può), sarà necessario "risvegliarlo" connettendosi. Una piccola scomodità che si supera pagando, non molto ma neanche poco.
  • Rispetto ad un NAS con mirroring o RAID 5 lo svantaggio è più consistente: si perde il backup automatico. Che è una bella comodità perché i dischi (e l'elettronica) non sono eterni e il recupero non è previsto se non pagando molto. Quindi dobbiamo pensarci noi, utilizzando un secondo disco e soprattutto avendo la costanza di farlo sistematicamente. Lo vediamo a parte.
Il backup fai-da-te
Il backup è necessario per preservare:
  1. il lavoro fatto di organizzazione della libreria digitale
  2. la musica liquida scaricata in rete (non sempre è possibile scaricarla di nuovo)
  3. il lavoro di ripping dei nostri CD 
  4. il lavoro di trasferimento in digitale dei nostri LP
  5. i contenuti stessi, se ci liberiamo o vendiamo i CD o addirittura gli LP (eretici)
Per il backup basta un secondo hard disk esterno di capienza adeguata, i costi per i dischi USB sono sempre più bassi e magari lo abbiamo già. Niente zip o altro (tanto lo spazio necessario si riduce di poco) solo copia pura e semplice che può anche andare avanti da sola per ora. Quello che serve è solo la sistematicità, ovvero farlo ad intervalli regolari e frequenti, e sempre per intero, perchè il backup incrementale a mano non è mai sicuro.

In sintesi, la soluzione no-NAS:
  • Va bene per librerie digitali non molto grandi
    (sotto ad 1TB al momento e con le prestazioni di trasferimento attuali) soprattutto non molto movimentate. L'eventuale guasto del disco è recuperabile con un po' di lavoro e soprattutto non è irrecuperabile (nei casi 1-4).
  • Non va bene per librerie digitali più grandi e soprattutto con continui aggiornamenti, qui il costo del NAS si ripaga ampiamente in comodità, tempo risparmiato e sicurezza.
  • Non va assolutamente bene se avete l'intenzione di liberarvi dei CD (sbagliato) o addrittura degli LP (orrore). In questo caso il NAS con backup integrato e automatico (RAID 5) è obbligatorio, e speriamo che sia sufficiente.

(Le immagini sono riferte a musica suonata e da ascoltare, visto che è difficile illustrare un media server software in immagini, vediamo a cosa serve: ad esempio ad ascoltare la nuova numero 1 del rock alternativo: Anna Calvi, songwriter inglese ma di ovvia origine italiana).

venerdì 5 ottobre 2018

La manutenzione del NAS

Il termine "manutenzione" in realtà è applicabile in questo caso solo in senso lato, perché i NAS, come ha scoperto chi li adotta, ha solo due stati: funzionante / non funzionante (e irrversibile). Ma vediamo prima cosa è un NAS, ovvero un Network Audio Storage.

Il NAS
Si tratta come sappiamo di un componente hardware che è diventato uno standard da almeno due decenni nei CED, ma che da almeno 10 anni è arrivato anche nelle case, con lo scopo di memorizzare in un unico punto condiviso le immagini, i video e la musica per una famigia, sia che si tratti di contenuti acquistati (la musica, di solito), sia auto prodotti (le foto, di solito), sia entrambi (i video).

Ed è arrivato in particolare nel mondo della musica dove, grazie al protocollo DLNA, può centralizzare tutta la nostra musica digitalizzata, o musica liquida, in qualità CD o in alta definizione, in PCM o in DSD, e metterla a disposizione a player di qualsisi tipo accessibili in rete, via wi-fi o via powerline.

Non è altro che un computer specializzato (o "appliance") per l'archiviazione dei dati, a disposizione per tutti i computer di una rete locale. Con l'arrivo degli smartphone e del wi-fi la soluzione si è estesa anche a tutte le device mobili.
Si compone quindi di due parti: una CPU che gestisce la condivisione in rete e i procolli di comunicazione specializzati per i vari media, e i dischi di archiviazione, che possono essere i tradizionali dischi magnetici o, meno di frequente, ma in crescita, veloci dischi virtuali a stato solido. La CPU, in più gestisce anche, se prevista, la sicurezza dei dati.

I due tipi fondamentali di NAS
Proprio la gestione della sicurezza dei dati (ovvero il backup e restore automatico) distingue i NAS in due grandi famiglie: i NAS ad 1-slot (ovvero con un solo disco) e quelli a più slot (con sicurezza dei dati più o meno spinta).
  • NAS a uno slot: la gestione del backup è a cura dell'utente esattamente come per i normali dischi USB,, quindi manuale o con software da acquistare a parte
  • NAS a due o più slot: possono essere dotati da due dischi in su in base alla capienza del case, per aumentare la capacità ma soprattutto per consentire un backup automatico effettuato direttamente dall'unità. Che può essere un semplice mirroring nel caso di NAS a due slot (ogni dato viene copiato due volte in due dischi distinti, quindi se sono da 2TB la capacità totale rimane di 2TB) opure con tecnica RAID da 3 in su. 
  • Nei dischi RAID la scrittura avviene in parallelo su più unità per ottenere una velocità di scrittura più elevata (sono utilizzati in parallelo più braccetti di scrittura) ma inserendo anche informazioni per il recupero dei dati che utilizzano tecniche ottimizzate di protezione che sfruttano l'insieme dei dischi. Il risultato è che lo spazio utilizzabile per i dati è maggiore di quello dedicato alla loro protezione e sicurezza. Con tre dischi da 2TB (6TB complessivi) e tecnica RAID 5 si hanno ad esempio a disposizione 4GB di spazio, e 2TB sono utilizzati per la protezione.
  • La tecnica RAID 5 garantisce sempre il recupero se una unità si guasta, se se ne rompono 2 o più assieme il recupero non è garantito se il numero di dischi non è sufficiente, per esempio se sono 3 non basta e ne servirebbero 5 e così via. Si tratta comunque di un evento (due assieme) che per un uso casalingo ha una probabilità molto bassa. 
  • La tecnica di mirror tradizionale ovviamente fornisce lo stesso livello di sicurezza del RAID 5 (se si guastano i due dischi assieme di perdono i dati).
Cosa si può fare quando un disco si guasta
Nel caso di un NAS a 2 o più dischi sono dolenti note solo per il portafoglio perché sarà necessario ricomprare il disco guasto (costo dai 100 € in su per i dischi di tipo RED, adatti ad un uso continuativo, che si usano tipicamente nei NAS) e poi effettuare le operazioni di ripristino con le utility fornite dal produttore del NAS.

Cosa si può fare nel caso di unità singole
Passiamo alle dolenti note più serie. Nel senso che si scopre che:
  1. La riparazione del guasto non è prevista dal fornitore:
    • se è in garanzia è prevista la sostituzione dell'unità senza costi (o al massimo coi soli costi di spedizione) ma ovviamente con perdita completa dei dati contenuti;
    • se non è in garanzia è lo stesso, soltanto che bisogna pagare di nuovo il NAS, ammesso che sia ancora in produzione (di solito quindi lo sfortunato utente ne comprerà uno nuovo di un'altra marca);
    • laboratori anche privati che ci mettono le mani non si trovano, il problema è che anche il file system può essere proprietario.
  2. Il recupero è possibile ma ha un costo, che può essere molto consistente (anche da 600 € in su). Ci sono molti laboratori che offrono questi servizi con varie modalità (per esempio selezionare i file da recuperare) e alcuni grandi nomi del settore (come Seagate) che offrono un servizio specifico con varie opzioni non solo per i propri prodotti, ma anche per la concorrenza. Pare che il recupero dati sia un buon business, a giudicare dal numero di laboratori. I guasti quindi non devono essere pochi e rari.
Se abbiamo quindi fatto un backup manuale o con qualche software specifico sarà necessario in entrambi i casi (garanzia e non) ricopiare tutta la musica andata persa sul disco guasto dal backup. Perdendo probabilmente quella caricata dopo l'ultimo aggiornamento (nel post successivo saranno illustrate le varie strategie di backup).
Se invece sono anni che non facciamo nessun backup l'unica alternativa sarà tra pagare il consistente importo e recuperare i dati (e non è certo il successo) oppure ripartire da zero e riflettere sulla opportunità di passare ad un NAS Raid 5.

Il piano di servizio recupero dati
Un noto produttore, tra i principali (Seagate) propone da alcuni anni un'alternativa interessante: un piano di servizio di recupero da sottoscrivere come abbonamento, e che comprende fino a 2 recuperi nel periodo. Non costa molto (29,99 € per 2 anni) e qindi conviene comunque attivarlo. Si applica anche a prodotti dei competitori (come il recupero in laboratorio su richiesta che comunque Seagate fornisce) ed è ovviamente indirizzato a dischi nuovi e non usati da tempo.

La mia ipotesi era che con questi costi il servizio fosse basato su un backup in cloud, del tipo di iCloud di Apple versione full. Solo che qui il volume dei dati e' 20 o 30 volte superiore. Ma non è così, il loro efficiente servizio di numero verde (disponibile in 7 lingue, la settima è la nostra) mi ha chiarito che si tratta di assicurazione pura, che sfrutta la capacità dei loro laboratori (ed il fatto che evidentemente i dischi non si guastano così spesso e/o il recupero non è così arduo).
Questo servizio consente di includere per i NAS sicuri anche quelli ad uno slot, come il compatto Western Digital nella figura qui accanto. Per un costo di ca. 220 € al momento, quindi comunque minore di un 30% rispetto ad un NAS "autonomo" RAID 5 a 3 slot.

In sintesi
L'archiviazione della musica digitalizzata è un'area da non trascurare per chi vuole estendere le possibilità di ascolto anche all'alta definizione. Le diverse soluzioni e i vari produttori non introducono alcuna differenza nell'ascolto ma non deve essere affatto dimenticata la massima attenzione alla sicurezza, rispetto alla perdita dei dati. Nel prossimo post una soluzione alternativa di NAS fai-da-te e un approfondimento sul salvataggio della nostra preziosa "musica liquida".
Per ulteriore informazione, queste cose le ho apprese quando si è guastato il mio NAS ...

(Nelle immagini 3 NAS ad 1 slot del tipo "pronti all'uso", dall'alto il Personal NAS MyCloud di Western Digital, il modello 119i di Synology e il My Cloud Home sempre di Western Digital)