domenica 11 novembre 2018

Pro-Ject DAC BOX s2+ alla prova

Un DAC super-compatto e di ultima generazione che è anche un pre-digitale, questo è il nuovo modello di fascia media di Pro-Ject, che ho acquistato dopo aver deciso di mandare in pensione lo storico HRT del mio impianto.
Veramente compatto (le dimensioni sono inferiori a quelle di un CD), il nuovo DAC gestisce tutti i formati in vendita sui siti di download dgitale, quindi PCM fino a 32/768 e DSD fino a 4x ovvero DSD256 (sull'ingresso USB).

Versatilità
Oltre all'aspettativa di avere prestazioni superiori la mia scelta deriva anche dalla grande versatilità del DAC, in grado di risolvere qualche problema di interfacciamento e di allineare alle prestazioni più elevate tutte le sorgenti digitali "liquide". Nel mio impianto infatti ci sono 9 sorgenti diverse (4 analogiche e 5 digitali) e, nonostante l'utilizzo di un pre passivo per 4 di esse, ne mancava ancora una, tra quelle disponibili sul pre passivo e sull'ampli principale.

Ho sfruttato quindi una delle caratteristiche del componente: la disponibilità di 3 ingressi digitali commutabili dal pannello frontale (un ingresso coassiale, 1 ingresso ottico e l'USB). Una funzione pre minimalista, quindi, che mi ha consentito di collegare all'ingresso USB il music server (un Mac Mini, già descritto in questo blog) e sull'ingresso ottico il ChromeCast Audio per l'ascolto della musica in streaming in qualità CD, con il servizio Qobuz. In questo modo anche il ChromeCast utilizza il DAC a maggiori prestazioni invece del suo DAC interno.
Pro-Ject DAC BOX S2+
Le prestazioni 
Le notevoli prestazioni sia come estensione dei formati gestibili sia come qualità del suono dichiarata (e confermata da alcune review) derivano dall'adozione di un chip di ultima generazione, l'ESS Sabre ESS9038 DAC. Le caratteristiche di questo chipset, che la ESS dichiara essere "the flagship of the ESS PRO series" si possono leggere qui, e includono anche filtri per variare la risposta, volume digitale e configurazione alternativa multicanale (fino ad 8 canali).
Nella implementazione Pro-Ject sono utilizzati filtri digitali, selezionabili con un altro tastino tra 5 scelte diverse, mentre non è utilizzato il volume digitale (meglio).

La sezione filtri del DAC
I filtri disponibili sono questi:
1 - Optimal Transient
2 - Fast Roll off (Linear Phase Fast Roll off)
3 - Slow Roll off (Linear Phase Slow Roll off)
4 - Minimum Phase (Minimum Phase Slow Roll off)
5 - Apodizing Hybrid
Definire il manuale "sintetico" è ancora riduttivo, è un po' una tradizione Pro-Ject. Quindi non sono aggiunte a queste definizioni né consigli né descrizioni degli effetti sul suono.
Su manuali di altri DAC più "generosi" (quello di Audiolab ad esempio) invece si trovano:
  • Optimal Transient filters exhibit no ringing - the transient nature of the music is preserved. Although exhibiting poorer performance in technical measurements, sound from this type of filter has a purity and "naturalness" that more than compensates for the lack of technical specifications. La Pro-ject dichiara di utilizzare un proprio filtro proprietario per questa azione di filtraggio.
  • The Sharp Rolloff filter typifies industrial standard characteristics (-6dB at '/2 Fs with significant time-domain ringing) and is included here for comparison purposes.
  • The Slow Rolloff filter starts rolling off at a lower frequency then the Sharp Rolloff filter but has a gentle rate of attenuation and significantly less "time-domain ringing".
  • The Minimum Phase filter has a gentle attenuation slope similar to the Slow Rolloff option, however it exhibits no pre-ringing in the time domain. It can be likened to an analogue filter applied in the digital domain.
  • Il filtro Apodizing Hybrid utilizza un algoritmo più evoluto del tradizionale filtro anti-alias di cui è un'alternativa.
Premesso che le differenze nei filtri digitali sono percepibili solo con grande attenzione e pazienza, appare preferibile selezionare all'inizio il primo dei 5 filtri, e lasciare poi a tempi successivi l'attento ascolto dei restanti, per individuare quello preferibile. Quelli consigliabili in base alle caratteristiche, sono il n.1 o il n.5.

Il pannello posteriore. Da sinistra i 3 ingressi digitali, l'alimentazione esterna (solo per coassiale ed ottico), e le uscite con pin-jack RCA
Le altre funzionalità
Le funzioni principali sono quindi fornite dal chip ESS SAbre e dalla configurazione scelta tra le possibilità offerte. Le funzionalità implementate da Pro-Ject ed evidenziate dal produttore sono le seguenti:
  • Proprietary clock circuity design
  • Synchronization of all internal oscillators
  • Jitter as low as 100 Femtoseconds
  • Unwanted noise coming in through USB is double filtered to suppress them to a level where it can’t affect audio
L'alimentazione
I DAC di fascia altissima hanno alimentazioni molto curate ed alcuni, come il The Reference di MSB e altri, adottano un componente separato e dedicato solo a questo scopo.
Si suppone che un'alimentazione prossima alla perfezione abbia un effetto udibile, anche se non so quanto sia percepibile in un'impianto di medio livello, e se qualcuno l'ha mai verificato con test in doppio cieco, ma certamente, come per tutti i componenti attivi, è importante garantire ai chip e ai circuiti un'alimentazione di elevata qualità.

Le dimensioni del DAC BOX S2+ a confronto con un CD  (e un MAC Mini)
Qui, assieme alle dimensioni veramente in miniatura, si vedono le economie principali adottate in Pro-Ject per fornire le prestazioni di targa ad un prezzo così conveniente.
Difatti l'alimentazione separata (classico trasformatore con presa elettrica integrata) è disponibile solo sulle porte ottica e coassiale, se si adotta invece la porta USB (quella che garantisce le massime prestazioni di targa) l'alimentazione da rete deve essere staccata (così raccomanda il manuale) e deve essere usata quella fornita dalla porta. L'ultima delle funzionalità elencate sopra appare quindi essere necessaria considerando che la porta USB serve anche per l'alimentazione.
La versione in alluminio anodizzato nero. Forse preferibile viste le ridottissime dimensioni.
Gli altri DAC Pro-ject a confronto
Sembra che, alimentazione a parte, abbia proprio tutto, ma Pro-Ject nelle linee di costo superiore, presenta altri 3 DAC:
  • il primo è il DAC Box DS. Il chip è della Texas Instruments Burr Brown (PCM1792) ed è più limitato come formati. Arriva solo a PCM 24/192. E' un DAC di alta qualità ma progettato prima.
  • il secondo è il DAC Box DS2 Ultra della serie DS2. Ha dimensioni "normali" (20 cm di larghezza) ed è basato su un chipset ancora diverso (Ashai Ksei AK4490) definito da Pro-Ject "top-grade" (mentre l'ESS era "high-end") ma con prestazioni identiche, relativamente ai formati gestibili, e analoghe per i filtri. In più:
    • upsampling selezionale (al massimo bitrate PCM o in DSD, o nulla)
    • High-end ultra low phase oscillator with superior noise rejection
    • RCA line level solid-state analogue output stage
    • Ultra linear & ultra low noise circuitry
    • Separate power supplies for every stage with advanced filter technology
    • Upgradeable with optional linear power supply
    • 6 ingressi digitali
  • il terzo è il DAC Box RS, il chip è lo stesso del DAC DS ma è attivata anche la decodifica in formato DSD. Ha diversi miglioramenti tipici da componente "high-end" rispetto al DS, ma il plus più consistente è rappresntato dalla sezione di uscita. che puo essere selezionata tra amplificatore a stato solido (come il DS2 Ultra) ma in classe A, oppure a valvole. Inoltre, ha anche uscite bilanciate oltre a quelle tradizionali RCA.
Per avere un'idea della politica commerciale Pro-ject, i prezzi sono questi (trascurando il solito Euro): DAC Box S2+: 200 € / DAC Box DS: 300 € / DAC Box DS2 Ultra: 600 € / DAC Box RS: 900 €.
Dalla sintetica descrizione e dal confronto si deduce che il DAC Box S2+ ha un rapporto qualità / prezzo eccellente.
L'interno del DAC compatto della serie Box Design
La competizione
Agli stessi livelli di prezzo e di prestazioni i competitori non sono molti, ma ci sono sicuramente alcuni modelli della serie Nano della IFI (dal nome si capisce che sono altrettanto super-compatti), come ad esempio il modello Nano iDSD Le, che ha in più l'uscita cuffia ma ha solo l'ingresso USB, oppure il modello Nano iOne D6, che ha anche l'ingresso coassiale (ma non l'ottico) e il Bluetooth APT ma non l'uscita cuffia, oppure il Nano iDSD Black Label, che è portatile (anche a batteria) e conforme MQA, ma non l'uscita RCA (solo mini-jack cuffia). Li cito perché sono altrettanto ben considerati e adottano le ultime tecnologie in fatto di chip.

MQA conforme?
A proposito di MQA in molte presentazioni sul web (anche su Amazon) è indicato che il DAC tra le molte altre funzionalità ha anche la compliance con il formato HD compresso MQA di Meridian adottato da Tidal. Funzionalità molto interessante ma non confermata nelle specifiche tecniche presenti su sito della Pro-Ject. Ho tentato di avere comferme ma per ora senza successo.

L'ascolto
Non ho fatto prove a confronto ma solo ascolti del nuovo componente con file audio in HD e in DSD (che in precedenza ascoltavo solo in modalità bitstreaming, ovvero veniva convertito in PCM dal player J River). Il test più approfondito è stato il confronto di formati tra PCM e DSD256 su registrazioni della Blue Coast Records, presentate nel post precedente sul download digitale in HD.
Altri test con il DAC HRT (di un paio di generazioni precedenti) non avevano molto senso e comunque avrebbero richiesto una catena di riproduzione sdoppiata, non possibile al momento (vedi altro post sul test di ascolto professionale).
Interessante (ma richiederebbe due unità ChromeCast Audio) sarebbe il test a confronto con il DAC interno del componente Google.
Il test che mi piacerebbe poter fare è invece il confronto con il DAC Box DS2 Ultra. Mi attenderei, come per il test citato sopra, una differenza avvertibile, magari anche non marginale, ma dopo diversi attenti ascolti.

Tornando alle impressioni di ascolto, il nuovo DAC ha risposto pienamente alle aspettative, soprattutto sul lato del dettaglio e della restituzione dei più piccoli particolari (anche suoni mascherati da altri più intensi) presenti nel materiale audio ascoltato. Non si percepiscono, come c'era da attendersi, differenze eclatanti con il DAC precedente, che era di qualche anno fa ma comunque un componente di alta qualità. Con la musica digitale , ma soprattutto con i DAC, le differenze ci sono, ma è difficile individuarle al primo ascolto (uno dei due DAC dovrebbe essere proprio scadente) o a memoria, mentre, una volta assimilato il livello superiore della restituzione in audio analogicp, la differenza diventa molto più evidente e si può verificare riascoltando il DAC precedente sugli stessi brani.

2 commenti:

  1. Buonasera,
    complimenti per i diversi articoli presenti sul blog, molto interessanti e completi. Volevo chiedere dei consigli riguardo all'acquisto di un impianto hi fi da zero per l'ascolto diversi generi musicali con preferenze verso classica, rock e jazz sia da CD - SACD sia musica liquida. Qui di seguito scrivo le mie intenzioni di acquisto anche se sono molto indeciso su alcuni componenti dell'impianto.

    DAC
    - Audiolab M-dac
    - Musical Fidelity MX-DAC
    - Rotel RDD-1580

    Finale sarei indirizzato verso il Pro-ject AMP BOX RS

    Per quanto riguarda il lettore CD starei sul PRO-JECT CD BOX RS

    E sarei orientato sui diffusori indiana line 250 - 260.

    Quindi la spesa di aggirerebbe intorno ai 3000 €

    Tutto questo per chiedervi se i DAC elencati possono influire sulla riproduzione audio e quale potrebbe essere la soluzione migliore.
    Come avete visto i prodotti scelti sono tutti di piccole dimensioni perché purtroppo non ho a disposizione molto spazio per l'impianto ma non volevo nemmeno orientarmi su un impianto già su un impianto completo hi fi in quanto preferisco magari poter cambiare alcuni componenti in futuro.

    Chiedo anche se avete consigli su altri prodotti di budget simile.

    Grazie molte, ora che vi ho scoperti vi continuerò a seguire!

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  2. Intanto grazie dell'apprezzamento e della fiducia. L'impianto che stai esaminando, a parte le dimensioni compatte che ora sono raggiungibili grazie alla integrazione dei componenti senza scadimento di qualità (anzi) garantisce sicuramente un ascolto di alta qualità, peraltro incomparabilmente superiore ai classici compatti hi-fi.
    Quello che non capisco è l'utilità del DAC: se hai in programma di acquistare un CD player evidentemente hai molti CD, ma l'ottimo CD player che hai indicato ha già un suo DAC. Inoltre, ha anche diversi input digital quindi può fungere da DAC rendendo quindi inutili altri DAC.
    Manca invece un altro componente essenziale, ovvero un pre che possa fornire il controllo di volume, come il preBox RS della stessa serie.
    Ultima osservazione: considerando il livello delle sorgenti potresti anche puntare a diffusori di classe superiore, ad esempio sempre della Indiana Line i modelli Diva. In seguito, per estendere la risposta sui bassi mantenendo l'impianto di dimensioni ridotte, potresti aggiungere un sub, sfruttando la separazione tra pre e finale che lo consente con la massima facilità. Non necessariamente con componenti Indiana Line, su questo potrai leggere l'articolo "Un subwoofer nell'impianto stereo". Per ogni altro dubbio o fornire altre info scrivi di nuovo se lo ritieni necessario.

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