In un post tempo fa avevo descritto le interessanti possibilità di Foobar 2000 per il miglioramento dell'ascolto in cuffia, grazie al ricorso al "crossfeed naturale". Il set per godere questa modalità di ascolto che consente una corretta percezione dell'effetto stereo era molto semplice: Foobar 2000, driver wasapi per la trasmissione bit perfect, un DAC con uscita cuffia connesso a una porta USB del PC e le cuffie.
Il set alternativo
Grazie ad un problema inatteso verificatosi dopo diverso tempo dagli ultimi ascolti, ho sperimentato un set alternativo migliore e in molti casi anche più economico.
Il problema inatteso era il break down del DAC S.M.S.L M3 che usavo da tempo, semplicemente non suonava più, ho dato la colpa all'ingresso USB che è a standard microUSB (non molto affidabile, infatti in via di sostituzione con il nuovo USB C) e sono passato all'ingresso ottico Toslink. Non era così, il DAC restava muto anche se il flusso di dati arrivava. Molto insolito per un componente così ma evidentemente succede.
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| Maddy Prior, la front woman del gruppo folk inglese Steeleye Span che ho scelto per i test di ascolto (approfitto sempre per suggerire buoni ascolti) |
Semplice soluzione
Dovevo quindi comprare un altro DAC con uscita cuffia ma mi mi sono ricordato del DAC che avevo comprato diversi anni fa, e che avevo poi sostituito perché volevo provare la codifica DSD di cui tanto si parlava. Era uno dei primi, molto apprezzato, della HRT (Hirgh Resolution Tecnhologies) , USA, solo PCM , max 24/96, un ingresso USB B da un lato, due uscite RCA stereo dall'altra, un convertitore Burr Brown 1793 al centro e sei spie per mostrare la risoluzione in ingresso (da 23KHz a 96KHz).
Nessuna uscita per cuffia ma per alcuni test avevo comprato un cavo che aveva da una parte due RCA Stereo maschi dall'altra un mini jack stereo femmina. Potevo quindi collegare una cuffia, l'unico dubbio era sul volume in cuffia. Mi sembrava troppo semplice come soluzione, ma collegando la mia Grado SR80 (con attenzione e dal minimo volume per prevenire danni alla cuffia o al mio udito) il volume era corretto e si poteva regolare facilmente all'origine da Foobar.
Il nuovo set , come si vede dalla foto, non è molto elegante per via dei cavi ma non si deve intervenire sul DAC ed è solo un problema estetico o di postazione (serve un appoggio).
Un po' di attenzione
In questo test ho collegato tra loro un DAC che si aspettava di collegarsi agli ingressi linea di un amplificatore e una cuffia che si aspettava di collegarsi a un'uscita cuffia mini jack, essendo in entrambe le direzioni non l'utilizzo standard possono sorgere delle incolpabilità.
Questo dipende dalle diverse necessità "elettriche", il DAC deve entrare in un ingresso linea, non deve erogare molta energia, quindi ha una impedenza alta (100-1000 Ohm tipicamente) e unflusso di corrente basso e questo non va bene con cuffie con bassa sensibilità (90dB o meno) e bassa impedenza, in questo caso il DAC laverebbe fuori range potendo anche andare insaturazione e la cuffia non potrebbe arrivare a un livello di volume adeguato
Questo non avveniva nel test che ho fatto perché la Grado R80 ha una impedenza di 32 Ohm e una sensibilità molto elevata di 99-100 dB.
L'ascolto con laGrado R80
Un confronto diretto non era possibile, ho cercato nella memoria e negli appunti le valutazioni della esperienza precedente, ma la netta impressione è stato di un miglioramento, l'ascolto era veramente gradevole e naturale, grazie prima di tutto al Meier crossfeed: portando l'effetto su 70 (vedi prova precedente) gli strumenti acustici (le prime prove le ho fatte con folk inglese, Steeleye Span e Pentangle) non entravano più dai lati sulle orecchie ma erano disposti davanti a me e collocati in un credibile spazio virtuale, la voce era ben netta davanti a me e con alcun brani era di notevole realismo, fino alla classica sensazione momentanea che la cantante fosse li nella stanza (questa era Diana Krall con All or Nothing at All)
Una motivazione tecnica di questa superiore qualità può essere il percorso diretto del flusso di bit, che non deve passare per il volume digitale del DAC/ampli cuffia , e quindi è sempre al livello impostato con Foobar, e la qualità del DAC, anche se datato, un prodotto pensato pe l'Hi-Fi rispetto a uno più recente ma basic come target.
| Il DAC HRT Music Streamer II - non più in produzione da anni, anche la HRT non esiste più |
L'ascolto con una cuffia a bassa sensibilità
Visto quello che ho premesso ho fatto una prova anche con una cuffia poco adatta, con 18 Ohm di impedenza e 90 dB di sensibilità (una cuffia notevole di cui parlerò in un prossimo post). Non c'è stata una caduta di qualità avvertibile subito, il DAC non ha mostrato cedimenti né surriscaldamento e l'ascolto era corretto senza distorsioni palesi, ma il volume arrivava "a tappo" cioè al massimo possibile rimanendo all'ascolto su un volume medio basso, a conferma che una cuffia con queste caratteristiche ha bisogno di un "motore" più performante, ma per con completezza aggiungo che lo stesso problema si verifica anche collegando la cuffia alla uscita mini jack del notebook, modello recente.
In sintesi
Una possibilità interessante a mio parere per il sempre più adottato ascolto in cuffia, in particolare per chi ha qualche DAC non più usato in cantina e ovviamente una cuffia compatibile. Poiché chi soffre di piu è il DAC consiglio però, se volete provare, di usarne uno non prezioso.

