venerdì 20 ottobre 2017

Stato del download HD a ottobre 2017

Come quasi tutti gli anni dall'ornai lontano 2009 (non erano ancora diffusi gli smartphone, per dire) pubblico un aggiornamento sullo stato di promozione e diffusione della musica in alta definizione in download. Aggiornamento che rispetto all'ultimo (2015) praticamente non c'è, perché la situazione si è cristallizzata sui due segmenti di mercato classica e moderna, con disponibilità sempre più differenziata. La sintesi è questa:
  • Musica classica: gli ascoltatori interessati all'HD hanno una vasta scelta di materiale audio sia su supporto fisico sia in download, in maggioranza PCM ma anche con una quota crescente di DSD. Rimangono fuori solo le uscite recenti delle major e soprattutto quelle dei divi tipo Lang Lang, Yuja Wang o Avi Avitar, ma dopo pochi mesi quando non sono più novità si possono scaricare legalmente, almeno in qualità CD;
  • Musica moderna (ovvero tutto quello che non è classica): il download in HD esiste, e sempre comunque con disponibilità di titoli non molto vasta, soltanto in USA, Canada e alcuni paesi europei (UK, Francia, Germania). Negli altri paesi e in particolare e maggiormente in Italia sostanzialmente non esiste, la disponibilità di musica in HD è una eccezione da verificare caso per caso.
Il post di aggiornamento potrebbe anche chiudersi qui, ma provo a dare qualche altra informazione e chiarimento (dopo una immagine quasi obbligatoria di Yuja Wang).

La classica
Situazione stabile: diverse etichette con produzione più o meno ampia hanno il loro negozio on-line dove è possibile acquistare sia in download sia su supporto fisico con invio via posta, sia in formato HD normalmente 24/96 (ma variabile per edizione) sia in qualità CD, sia anche lossy.
Tra le etichette con ampio catalogo da citare è sempre Hyperion Records e tra i negozi online che trattano più etichette eClassical e Presto Classical.
Per cercare quello che interessa e in particolare il materiale in DSD (che non è ancora molto diffuso) è sempre utilissimo il portale FindHDmusica che consiglio di consultare anche per verificare se si aggiungono altri interessanti negozi online.

Negli stessi negozi online e nei siti delle etichette specializzate (2L Nordic Sound, ad esempio) si possono acquistare album in HD anche su supporto fisico, in maggioranza SACD e in alcuni nell'(inutile) formato Pure Audio Blu Ray. La produzione di SACD, spesso anche con il contenuto musicale in alternativa in multicanale continua quindi tranquillamente, nella classica.

La musica moderna
Qui invece nulla è cambiato, l'alta definizione ma anche la qualità CD o lossless non sono un mercato che interessa alle major (e neanche alle indies) che preferiscono non vendere se non nei 5 paesi elencati prima.
Cercando un qualsiasi nome del rock o del jazz su FindHDmusic si può ottenere l'elenco degli album disponibili in HD. Ad esempio per Ben Harper oggi sono 12 dai seguenti negozi online: AcousticSounds, HDtracks (Germany), HDtracks (UK), HDtracks (USA), HIGHRESAUDIO, ProStudioMasters.

L'unico che vende anche nel nostro paese poco amato dalle major è HIGHRESAUDIO (basato in Germania), ma per questi album (più o meno tutti quelli pubblicati dall'artista californiano) l'avvviso con tanto di scuse è il seguente:
 
"I`m sorry!

Dear HIGHRESAUDIO Visitor,
due to territorial constraints and also different releases dates in each country you currently can`t purchase this album. We are updating our release dates twice a week. So, please feel free to check from time-to-time, if the album is available for your country.
We suggest, that you bookmark the album and use our Short List function.
Thank you for your understanding and patience.
Yours sincerely, HIGHRESAUDIO"

Quanto sopra vale anche per la qualità CD che peraltro ha una disponibilità pari all'HD, nel senso che praticamente non esiste una distribuzione in download in qualità CD, se non per qualcosa da Qobuz (ma sempre e comunque non in Italia).

Che fare
A parte aspettare fiduciosi e molto ottimisti come consiglia il sito tedesco (ma forse bisogna aspettare che falliscano anche le ultime 3 majors rimaste) si possono seguire, per procurarsi album in HD, solo tre strade (+ una):
  1. usare un simulatore per presentarsi come visitatore dai paesi "buoni"
  2. ricorrere ai siti illegali (vedi post precedente)
  3. comprare SACD su eBay e altri siti a caro prezzo (i SACD quando lo proponevano le major non li comprava nessuno, ora vanno all'asta da 40 € in su).
  4. abbandonare l'idea del download HD.
Inutile sottolineare che i primi due sistemi sono illegali e il primo lascia anche aperta la porta del nostro PC a spyware e malware vari, che faranno di tutto per restare con noi.

Personalmente mi rifiuto di pagare (e non poco) per qualcosa che chi lo possiede non mi vuole vendere perché sono italiano, e che per di più mi richiede un'azione illegale, e seguo quindi la strada n.4. Ho comprato SACD sia in negozi sia su eBay quando costavano poco ma ora il differenziale di costo rispetto al differenziale di qualità facendo riferiento allo streaming in qualità CD non è giustificato, almeno per me. Aspetto una maggiore diffusione di materiale codificato MQA (vedi recensione di Tidal) e se voglio spendere soldi per qualcosa di appagante (anche all'ascolto) acquisto vinili.

martedì 10 ottobre 2017

Gizmo Remote per J River alla prova

Come gli altri media center (o media library) anche J River può essere comandato da remoto da una app, che consente di selezionare l'album o la playlist o il brano singolo da ascoltare, controllare l'ascolto con i classici comandi e così via. L'ascoltatore quindi, una volta attivato il media center sul suo PC Mac o Windows usato come music server, può fare quasi tutto quello che gli serve per un ascolto piacevole ed efficace dal suo smartphone o tablet.

Per J River sono disponibili due app per la gestione da remoto, una gratuita ma solo per Android, una a pagamento (poco più di 10 €, tanto nel settore app) anche per IOS, prodotta a quanto sembra dallo stesso gruppo J River.

Entrambe le app hanno anche la funzione di ascolto in locale dallo smartphone o dal tablet, sulle cuffie stereo, e quindi svolgono anche il compito di player e possono trasformare le nostre normali cuffie in cuffie wireless (acquisto ormai inutile, seppur continuano ad essere prodotte e proposte in gran quantità). Sottolineo questa funzionalità perché le remote app precedenti, come Remote di iTunes e le equivalenti di Fidelia o Spotify provate a suo tempo non ne erano dotate.


Gizmo per JRiver
Proviamo per prima questa semplice ma ben funzionante app che si presenta in riproduzione con la grafica della immagine qui sopra. Come anticipato è solo per piattaforma Android ma anche chi usa solo iPad o iPhone a casa ha probabilmente qualche device Android, magari sostituita da un modello più recente (non sono richiesti smartphone ad alte prestazioni per farla funzionare bene, basta uno schermo decente) o poco usato. Come nel mio caso, che ho eseguito la prova su un tablet Zenpad della Asus.

Connessione e navigazione sulla libreria musicale
Gizmo all'attivazione ricerca server DLNA sulla rete Wi-Fi e sarà facile individuare J River MC come il server da collegare. per il collegamento è necessario un handshacking (scambio di un codice tra PC e tablet, ovvero tra Media Center e Gizmo). Dopodiché la app si connette e mostra la stessa architettura di navigazione del Media Center, quindi come primo menu, Audio, Video, Immagini ecc. e come secondo, dopo aver selezionato Audio, la navigazione per Album, Artista, Genere, ecc., oltre ad eventuali playlist create su J River.



Qui si incontra subito la prima delle tre limitazioni di questa app: non esiste una funzione di ricerca.


Per selezionare quindi l'album o l'artista (come in questo caso) bisogna scorrere l'elenco mostrato sullo schermo (con la immagine associata) che ovviamente è in ordine alfabetico. La app è molto veloce e lo scorrimento senza incertezze e quindi anche con librerie di discrete dimensioni (la mia è di oltre 1.000 album e oltre 12.000 brani) la ricerca è meno complicata di quanto potrebbe sembrare. Però una funzione di ricerca, estesa magari anche al brano, non sarebbe sgradita.

E' importante però che la libreria sia ben organizzata, con tutte le immagini di copertina a posto, i nomi degli album corretti e così via, per rendere effettivamente pratica e veloce la ricerca.

L'ascolto sul server
Come anticipato si può scegliere se ascoltare sul server (ovvero sull'impianto) oppure in locale sul tablet. Con la cuffia stereo ovviamente, ma teoricamente anche con gli altoparlanti interni, se la qualità d'ascolto per noi non fosse un problema (anche se perdiamo tempo con prodotti audiofili come J River).


Nell'ascolto sul server, come nello screenshot qui sopra, c'è poco da segnalare, una volta avviato si mette da parte il tablet (dove compare la immagine di copertina, ottimamente definita, vedi la immagine seguente, un plus di J River e della app, da segnalare perché la maggior parte dei player che ho provato per motivi ignoti mostrano antiestetiche immagini sgranate, partendo dgli stessi file jpg). I comandi consentono poi di scegliere le canzoni nell'album (o nella playlist), saltarne una e così via.


Il controllo del volume è la seconda limitazione di questa app, nel senso che non c'è. Anche usando i comandi di volume del tablet nulla accade, bisogna agire sull'impianto come ai bei vecchi tempi (o con il telecomando dell'ampli se è previsto sul vostro). Non so se è una limitazione del tablet che ho usato, chiedo ai visitatori / lettori se hanno esperienze diverse.In compenso ci sono le inutili stesse per dare i voti alla nostra musica e classificare la nostra preferita (nel caso che ci scordassimo di quello che ci piace).

L'ascolto in locale
Selezionando semplicemente "Here", sulla pagina di menu alla quale si accede cliccando su "tap to change" in alto a sinistra) l'album e il brano scelti sulla libreria J River possono essere ascoltati in cuffia.


Attenzione però a selezionare prima la qualità in riproduzione, che può essere bassa (90Kbps), media (128Kbps) o alta (320Kbps) come sempre (e in compressione probabilmente MP3).


E qui arriva quindi la terza limitazione del prodotto, l'ascolto compresso di file audio lossless o addirittura in alta definizione. Il vantaggio è la ricerca rapida e veloce ma esistono player alternativi che riproducono senza transcodifica in formato compresso almeno fino al CD (Foobar2000 app ad esempio, che può collegarsi direttamente anche a J River). Rimane il vantaggio della praticità e comodità di gestione e c'è sempre da considerare che la compressione a 320 Kbps è ancora a qualità sufficiente per buona parte dei contenuti musicali.

Si può superare il problema?
Alcuni commenti nei forum J River lo affermano. Gizmo infatti può selezionare per l'ascolto anche un player diverso dal proprio player interno, oppure può presentarsi come server sulla stessa device fornendo al player la navigazione sulla libreria. Se questo player alternativo fosse in grado di riprodurre senza transcodifica il problema sarebbe risolto. Il player consigliato, che peraltro nel mondo Android è quasi uno standard è BubbleUPnP, che è anche DLNA compatibile.

Su Gizmo si seleziona questa app (attivata prima ovviamente) quando si fa partire il Playing ed è possibile senza problemi configurare la riproduzione su BubbleUPnP. Peccato che nel display di esecuzione questo player mostri, se collegato con Gizmo, che il contenuto musicale è MP3 / 96KHz o 48KHz (o altre frequenze). Stessa cosa se si fa il contrario, partendo da BubbleUPnP. Ciò che si deduce, salvo approfondimenti in corso, è che Gizmo assieme a J River opera la compressione già in download verso la device, per velocizzare le operazioni. Il fatto che poi il sample rate rimanga anche oltre i 44.1KHz non significa nulla. La codifica con perdita MP3 opera a qualsiasi frequenza, ma comprime sempre il contenuto. L'effetto migliorativo è solo salvare le frequenze ultrasoniche normalmente inesistenti.

BubbleUPnP in funzione player per Gizmo. Anche se il file è in HD (24/48  in questo caso) la riproduzione è in formato compresso MP3. Notare la immagine della copertina di Diana Krall in bassa definizione come da inspiegabile abitudine di tutti i player conosciuti, tranne Gizmo.
Il test è stato però un'occasione di provare anche questo interessante e versatile player che peraltro fornisce anche la soluzione da solo per l'ascolto in HD su una device Android, a patto che i file audio siano su un network storage DLNA (come normalmente dovrebbe essere).

In sintesi
Gizmo è un prodotto molto pratico ed efficace nell'uso, una buona soluzione per avere un potente telecomando per la navigazione e l'ascolto sull'impianto. Il player in locale è un utile add-on  per ascolti veloci e verifiche, oltre che per l'ascolto delle playlist create su J River, ma è sconsigliabile per ascolti impegnativi in cuffia.
Resta quindi da provare la app ufficiale di J River che non dovrebbe avere queste limitazioni.

martedì 3 ottobre 2017

Upsampling fai da te

Il processo di upsampling consiste nell'incremento della frequenza di campionamento ed eventualmente della "parola" (o bit depth) di file audio solitamente in qualità CD (parola di 16 bit e frequenza di campionamento di 44.1Khz).
La risoluzione rimane ovviamente la stessa, non si possono ovviamente aggiungere altre informazioni sul contenuto musicale ormai digitalizzato (campionato e "fotografato"). Il vantaggio è rappresentato dalla non necessita di passare per il filtraggio anti alias necessario in decodifica per eliminare la distorsione di quantizzazione molto prossima alla frequenza di campionamento, nel caso del campionamento PCM a qualità CD sopra menzionato. Un filtro antialias a frequenza così prossima a quella limite per l'audio induce delle variazioni di fase che possono essere percepite in ascolto. (una spiegazione tecnica più ampia si può leggere qui).

Horace Silver - Blowin' The Blues Away
Per questo motivo (e perché è realizzabile facilmente e gratuitamente dai moderni integrati DAC) un upsampling online prima della conversione in analogico è sempre più spesso incluso negli ultimi CD player, a seguire l'ormai classico Paganini di Audio Analogue, ed è disponibile come opzione in player software di alta qualità come J River, recensito di recente.

Chi non usa questi prodotti può però anche pensare di sfruttare i vantaggi dell'upsampling applicandolo nella fase di ripping in digitale dei propri CD, o almeno di quelli per cui valga la pena per qualità di registrazione, realizzandolo "in casa".
Il processo richiede un po' più di tempo, ma non ha costi aggiuntivi, perché può essere realizzato con due prodotti ben noti e open source, quindi gratuiti: Foobar2000 per il ripping e le conversioni di formato e R8brain per le conversioni di campionamento.

Come digitalizzare un CD in upsampling
Il processo prevede un passo in più, come è ovvio, e deve essere effettuato in formato Wav perché R8brain per intuibili motivi può operare solo su file audio in formato nativo e non compresso.

  1. Eseguire il ripping del CD con Foobar2000 con le usuali modalità ma selezionando la conversione in WAV
  2. Attivare R8brain, selezionare il primo dei brani dell'album e scegliere come parametri di conversione:
    • frequenza (sample) da 44100 a 96000 (Set sample to)
    • output bit depth: 24 bit
    • quality: very high
  3. Lanciare R8brain in batch, evitando di selezionare per prudenza l'opzione "delete original files"
  4. Selezionare con Foobar2000 i file WAV e convertirli in FLAC o ALAC (a scelta in base alle proprie preferenze)
  5. Selezionare con Foobar2000 i file convertiti in formato lossless e applicare la funzione tagging per inserire nuovamente le informazioni sui brani e sull'album (è questo il principale motivo per non lasciarli in WAV, formato che non supporta il tagging).
Il risultato a questo punto sono file audio in formato 24/96 e compressi lossless. Attenzione che sono difficilmente distinguibili da file audio in HD nativo (occorrerebbe un'analisi sui campioni con prodotti professionali)  quindi è consigliabile archiviarli o nominarli opportunamente per ricordare la loro origine.

Le maschere di R8brain per impostare la conversione e lanciarla in batch su un intero album
Vantaggi e svantaggi dei 24 bit e dei 192Khz
Il sovra-campionamento potrebbe essere anche a 192Khz, ma vantaggi non ce ne sono e in compenso i file audio diventano molto voluminosi e più scomodi da gestire. I lettori che adottano l'upsampling lo fanno online e in hardware e quindi non hanno questi problemi e adottano direttamente per questo motivo la frequenza maggiore.

Il sovracampionamento a 24 bit non dovrebbe fornire alcun vantaggio e anche J River non ne fa menzione. Secondo alcune fonti in internet (forum) molti DAC sono ottimizzati per file audio 24/96 o superiori quindi sarebbe vantaggioso applicarlo. Poiché non costa nulla e non da svantaggi conviene suggeriamo quindi di scegliere come frequenza 96Khz.

Può peggiorare qualcosa?
È proprio da escludere. Non viene aggiunto proprio nulla ma solo "bit vuoti" e un incremento dei campioni identici, quindi rischi di peggioramento non ci sono. Al massimo non ci saranno miglioramenti udibili, magari perché il filtro anti alias del nostro lettore CD o DAC e' particolarmente efficace.

In sintesi 
Applicare il ripping con upsampling conviene sempre, considerando il limitato aggravio di tempo e considerando che comunque non può esservi un degrado nell'ascolto. Tenendo conto che il miglioramento non è' decisivo, non sara però necessario rimettere mano ai ripping già effettuati, soprattutto se di vaste librerie musicali.

(Nella immagine, la classica copertina in stile jazz dei tempi d'oro di un album del pianista Horace Silver del 1957, un CD cui vale la pena applicare l'upsampling, sia per il valore artistico sia perché oggetto di un raffinato remaster del 2000 da parte di Rudy Van Gelder in persona)

martedì 26 settembre 2017

Foobar2000 per smartphone e tablet

Il popolare (e open source) music library e player Foobar2000 è ora disponibile anche per smartphone e tablet, sia su piattaforma IOS che Android. Non ha tutte le potenti funzionalità e possibilità di add-on della versione per desktop (e solo per Windows), è "soltanto" un lettore, su queste piattaforme. Ma, viste le carenze e la scarsa flessibilità dei player standard che Apple e Google forniscono per le due piattaforme, e considerando che gli altri player terze parti o sono a pagamento o sono invasi dalla pubblicità, è una alternativa interessante che vale la pena di valutare.

Foobar2000 in riproduzione su iPad

I plus
I principali sono due:
  • il supporto DLNA, cioè in pratica la possibilità di ascoltare dal dispositivo mobile file audio archiviati su dischi di rete (network storage o NAS) o PC con media library conformi DLNA. Una funzione piuttosto rara, la maggior parte dei player, sia standard sia terze parti, possono lavorare solo in modo tradizionale (e superato) su file archiviati localmente sul dispositivo.
  • la ottimizzazione del suono in cuffia (vedi post precedente su due prodotti specializzati per questa funzionalità di ascolto più naturale, ma entrambi a pagamento e senza supporto DLNA).
A questi si aggiunge la ben nota versatilità e flessibilità nell'utilizzo di Foobar2000, anche se "in scala" e il supporto di tutti i formati nativi o compressi lossless (ma non dei formati DSD).

Il menu principale
La grafica del prodotto è decisamente minimalista, in linea con le tendenze attuali (ma Foobar2000 è sempre stato così) e la prima maschera di accesso si presenta su un iPad con una schermata quasi vuota e in bianco e nero, con un menu, e in alto a destra il classico simbolo di un ingranaggio per le impostazioni e di lente di ingrandimento per la ricerca libera di quello che si vuole ascoltare. Che però è quasi inutile, come vediamo tra poco. Un poco più compatta la schermata su iPhone


Cominciamo subito dall'ultima voce, che è appunto la navigazione sui media server. Nella seconda schermata sono elencati i media server che vede sulla rete, non solo il NAS, come si vede, ma anche la libreria di J River (vedi prova in questo precedente post). La musica contenuta sarà la stessa, al netto dei tempi e delle modalità d'importazione automatica, ma la libreria J River avrà in più le categorie che raggruppano gli album recentemente inseriti, i più ascoltati, quelli classificati come preferiti e così via, mentre quella visualizzata sullo storage server (Lacie nel mio caso) avrà in più la organizzazione per directory sul disco.


Selezionando la ricerca per esempio per album il contenuto è appunto lo stesso, ma come si vede accedendo dalla libreria la immagine di copertina non sempre c'è, dipende se esiste sulla directory e se è compatibile, mentre sulla media library di J River (schermata di sinistra) c'è praticamente sempre, perché l'ha cercata e inserita il media server o, in alcuni casi in cui non si trovava, l'ho inserita io.
In entrambe la ricerca (come in Gizmo) deve essere però eseguita a vista, scorrendo gli album o gli artisti in ordine alfabetico (ma è molto veloce). La funzione di ricerca nel menu principale opera solo sulla libreria locale che eventualmente l'utente vuole creare. Serve a ben poco quindi, a chi usa Foobar2000 app come player per la sua libreria su storage server condiviso.


L'uso come player
Nulla di segnalare di particolare, si seleziona l'artista o direttamente l'album, il brano o l'intero album e poi si avvia il lettore e si controlla la riproduzione con i soliti comandi.
La principale differenza con gli altri player e in particolare con quelli standard è la possibilità di aprire e ascoltare anche materiale in alta definizione, che però, altra limitazione dopo quella della ricerca. viene caricato in locale riprodotto soltanto in qualità CD, a 16/44.1. Nessun vantaggio all'ascolto quindi, ma la riproduzione accedendo a NAS (senza altro software in mezzo) inizia comunque subito. Sempre meglio comunque di Gizmo per J River o del player di Google che applicano addirittura una compressione.
Nelle due schermate la riproduzione via J River e nativa su Lacie storage server dal mio iPhone. Mentre nella prima immagine con Marianne Faithfull il player era all'opera su iPad.


Le altre funzioni
Nelle impostazioni ritorna parte della ben nota flessibilità e ampia dotazione di parametrizzazioni che sono punti di forza ben noti di Foobar 2000. Come si vede dalla schermata Settings è possibile aggiungere una interfaccia grafica oltre alle due standard (bianca o nera), poi è possibile abilitare o meno la importazione della libreria musicale di sistema (iTunes nel caso di device IOS) sulla quale poi avrà efficacia il comando di ricerca, si può selezionare la modalità di playback (col solito shuffle), si può attivare il replay gain (normalizzazione del volume) e impostarne l'effetto.
Più interessanti le altre due sezioni: DSP Manager (qui in nero per cambiare) e Advanced (dopo).


Le funzionalità di processing audio (DSP) sono molte e anche utili in alcuni casi (ascolto in mono, inversione dei canali), quasi inutili visto il limite a 44.1 come il resampler (magari potrà esserlo in futuro se fosse superato questo limite), accessorie (dissolvenza incrociata o crossfader, limitatore). Ma una è veramente interessante ed è il Meier Crossfeed, cioè la ottimizzazione del suono in cuffia miscelando opportunamente i canali usando l'algoritmo messo a punto dalla Meier-Audio e concesso evidentemente a Foobar2000 (la spiegazione  su come è pensato e come funziona è qui). Poiché Foobar2000 sarà utilizzato essenzialmente per l'ascolto in cuffia, trasformandola in una comoda cuffia wireless, si tratta di un plus molto interessante.


Tra le molte impostazioni avanzate che vediamo nella schermata sopra e che si commentano da sole ne segnaliamo solo una, da impostare sempre: High definition audio input: deve essere impostato On altrimenti Foobar2000, come Gizmo, riprodurrà in formato compresso. In futuro, se sarà supportata la vera HD, potrà avere lo scopo di limitare la riproduzione a qualità CD per risparmiare banda.

In sintesi
Pur se in scala ridotta rimane un prodotto molto interessante, e alle funzionalità quasi esclusive si aggiunge anche una fluidità e velocità di funzionamento veramente notevoli, decisamente superiori ad esempio a NePlayer. Un player da vere assolutamente per chi ha una libreria con un numero prevalente (o totale) di materiale audio in qualità CD. Per chi invece vuole ascoltare in qualità HD la sua libreria musicale DLNA anche sul suo smartphone o tablet rimane solo NePlayer (o Neutron che non abbiamo ancora provato) ma a patto di avere potenti iPhone o iPad di ultima generazione.
Ma per finire al meglio, ancora un po' di musica.














martedì 19 settembre 2017

iPhone X: delusione audio

La Apple ha presentato pochi giorni fa il "futuro dello smartphone" ovvero l'iPhone X, dove X sta per 10 in numeri romani, 10 anni dalla presentazione del primo iPhone, che noi in Italia (io compreso, allora quasi felice utente dei Communicator Nokia) abbiamo quasi ignorato.

Tutto bellissimo, schermo totale a risoluzione stratosferica, altissima potenza, funzionalità esclusive, a parte il motivo per cui non lo comprerò (prezzo a parte), ovvero la incomprensibile scomparsa del TouchID, il riconoscimento del l'impronta digitale. Molto affascinante il riconoscimento facciale in 3D, ma secondo Apple come farei ad attivare l'iPhone mentre guido? Adesso posso farlo senza problemi, basta che so dov'è il mio iPhone, non devo guardarlo, posso continuare a guardare la strada. Con l'iPhone X devo aspettare di potermi comprare anche una Tesla Model X e soprattutto attendere che sia ammessa la guida autonoma anche in Italia.


Ma basta con le divagazioni e arriviamo al motivo della delusione, che è anche fonte di malinconia: la totale assenza di ogni innovazione, ma anche di ogni minimo accenno alle prestazioni audio dei nuovi modelli. Tutti ascoltano incessantemente musica con gli smartphone (e anche, ogni tanto, telefonano) ma l'audio sembra ormai, al di fuori della nostra nicchia di appassionati di buona musica e ben riprodotta, la Cenerentola della tecnologia. Non si sa se perché chi ascolta la musica non è interessato ad ascoltarla bene o perché l'industria della tecnologia non punta a questo settore, e quindi la massa crede che basti una cuffia Beats per ascoltare bene, anche se il sorgente è un orrido mp3 mal codificato.

Nell'annuncio e nei vari report e articoli non troverete proprio la parola "audio", bisogna cercare bene tra le specifiche ufficiali, e così si scopre faticosamente l'unica innovazione arrivata il 12 settembre, ovvero il supporto per la codifica FLAC. A quanto si è capito non si tratta altro che l'abilitazione del firmware già presente nei chip degli iPhone dal 7 in poi (iPad ancora no), che sarà inclusa nella prossima versione 11 di IOS. Il che non sembra strano, visto che i chip sono sempre più potenti e includono già nel firmware le operazioni di codifica e decodifica dei sistemi di compressione più diffusi. Da una parte possiamo dire "finalmente" vedendo uno dei rari cedimenti agli standard diffusi da parte della Apple, ma dal punto di vista audiofilo è un passo avanti quasi ininfluente, se non è accompagnato dal supporto per la decodifica di file audio a 96Khz e superiori. Che è invece una evoluzione non annunciata nella documentazione fornita, e quindi dobbiamo supporre che rimanga il limite degli iPhone (e iPad) a 24/48Khz, mentre la trasmissione via Bluetooth o con protocollo AirPlay continua ad essere limitata a 16/44.1.

Tirando le somme, come qualità del suono non c'è nessun passo avanti decisivo, né qualitativo né di comodità d'uso, se non è accompagnato dal supporto anche in iTunes, di cui invece non si parla, almeno per ora. Il fatto è che già ora, con un iPhone con la codifica ALAC di Apple, che peraltro non è più proprietaria, è possibile ascoltare in qualità CD o anche HD fino a 24 bit e 48Khz. Mentre con player terze parti come NePlayer e' già ora possibile ascoltare file audio codificati FLAC alla stessa risoluzione.

Quello che mancaMa che evidentemente Apple non considera strategico, sarebbe, lato comodità d'uso:

  • il supporto per file audio FLAC anche in iTunes e Music
  • il supporto di file audio codificati FLAC o ALAC anche in HD con frequenza di campionamento superiore a 48KHz.
Potremmo così trasferire file audio dalla nostra libreria musicale in entrambi i formati e con qualsiasi risoluzione in origine sulla libreria Apple Music e ascoltarli in locale (fino a 24/48) o da remoto con Airplay (fino 16/44.1). Sul lato qualità invece il vero passo avanti sarebbero:
  • un player audiofilo invece di quello standard di Apple Music, quindi con codifica bit perfect, dithering opzionale e gli altri accorgimenti implementati in player come Onkyo HF Player o NePlayer
  • Il supporto in Airplay per la trasmissione via Wi-Fi a bitrate superiori (almeno sino a 24/96) 
  • Il supporto fino a 96KHz almeno.per il decoder interno.
Tutte limitazioni aggirabili con prodotti terze parti (o DAC esterni), come premesso, ma sarebbe nella logica dello smartphone "sostituisci tutto" l'inserimento direttamente nella dotazione di base made in Apple di queste funzionalità, peraltro ormai disponibili nei chip audio da anni. Continuiamo quindi ancora ad aspettare il risveglio di interesse di Apple per l'audio di qualità, avendo ormai perso le speranze di un analogo risveglio da parte delle case discografiche.

lunedì 11 settembre 2017

Ma la pirateria, che fine ha fatto?

Era la preoccupazione principale della case discografiche fino a non molti anni fa. Il report annuale della IFPI, l'associazione mondiale dei discografici, sembrava più che altro un bollettino di guerra che esaltava le vittorie ottenute nella lotta contro i pirati del web. Poi, più nulla.

Il motivo è semplice, nel frattempo è arrivato l'armistizio con il terzo incomodo, ovvero YouTube ovvero Google. Non venivano più bloccati i caricamenti da parte di milioni di appassionati, ma in cambio veniva assegnata una parte degli introiti pubblicitari ai detentori dei diritti (e zero ai caricatori), detentori individuati automaticamente dal potente software messo a punto da Google.
Alla fine le case discografiche si sono accorte che guadagnavano più così che nella vana guerra ai pirati, per proteggere musica che magari interessava a pochissime persone.

Dall'altra parte gli utenti, gli infaticabili downloaders di MP3, non avevano più alcun motivo di perdere tempo con eMule e soci, e rischiare di essere individuati, visto che potevano trovare tutto e di più su YouTube. Se poi cercavano album interi senza fatica, c'era nel frattempo Spotify gratuito. Un po' di pubblicità e l'ascolto solo in shuffle, ma la parola magica latina gratis giustifica ogni rinuncia.

La pregevole cover (del noto illustratore USA Phil Hays)  del classico di Miles davis con il quintetto che includeva Coltrane. Uno degli album ripubblicati in SACD con copia direttamente dai master, irreperibili sui canali ufficiali 

La pirateria oggi: un fenomeno di nicchia
Non è scomparsa del tutto, però, anche se interessa ad un numero molto ridotto di appassionati di musica. Si indirizza ovviamente a quello che su YouTube o in download non c'è: musica in alta definizione o lossless in qualità CD. La cosa bizzarra e' che molto spesso questo genere di musica non la si trova neanche pagando, da cui si comprende lo scarso interesse delle case discografiche per questa pirateria. Vediamo allora cosa si trova sul web:
  • album in SACD digitalizzati (DSD64) in formato ISO (e di solito anche in PCM)
  • LP digitalizzati da appassionati in formato PCM (di solito 24/96)
  • Album in formato CD di varia provenienza
  • Album in HD 24/192 provenienti dal sistema Pono
  • Album in HD e formato PCM provenienti da siti di download 
I SACD in formato ISO 
Il primo gruppo e' il più interessante. Sono i Super Audio CD prodotti dalla industria discografica dal 2000 in poi, in larga maggioranza classici del rock e del jazz (più classica). Trasferiti in buona parte da appassionati in formato nativo ISO (leggibile dai moderni player e DAC preservando la conversione a 1bit, a detta di molti superiore) grazie alla famosa Playstation PS3 di qualche anno fa abilitata incautamente da Sony alla lettura dei SACD, oppure dagli stessi siti di download ufficiali.

La prima cosa che stupisce ricercando questi file ISO e' l'ampiezza, a noi (italiani) sconosciuta, dei cataloghi SACD, ai tempi in cui le case ci credevano. È sorprendente scoprire ad esempio che l'intera produzione di Miles Davis o dei Weather Report fosse stata resa disponibile anche in alta definizione, ma senza alcuna diffusione in Italia. Mai visti nei negozi, ne' sulle riviste specializzate. Altrimenti, quando i lettori SACD sono diventati accessibili ne avrei certamente acquistato qualcuno. Invece gli unici che ho acquistato sono di provenienza eBay dove si trovavano a buon prezzo negli anni dell'abbandono del formato e prima del suo ritorno di interesse.

Ora sono acquistabili? Non sempre, l'unico sito con DSD accessibile per noi italiani e' HighResAudio (gli altri sono interdetti a noi) e non tutto è disponibile anche per noi, lo si scopre solo al momento dell'acquisto. Per esempio l'album storico di Miles Davis della illustrazione è disponibile solo in PCM (pur essendo il remaster in SACD un riferimento) e comunque non in Italia. Dei circa 20 SACD di Davis solo 6 sono disponibili sui negozi online in HD anche in ISO ma solo uno (In A Silent Way) è disponibile anche in Italia.
Ma non sono stati pubblicati integralmente solo questi classici del jazz, anche per il popolare progressive rock, in SACD e DVD-Audio si trova tutta la produzione dei King Crimson, degli Emerson Lake & Palmer, quasi tutto dei Genesis e così via. Tutto fuori mercato ovviamente.

Gli LP digitalizzati in alta definizione
Altro caso di conversione lunga e complessa e dal risultato non certo, che volonterosi e ammirevoli appassionati mettono a disposizione senza fini di lucro (almeno per loro). Di solito sono però lavori accurati e a volte si tratta di LP non trasferiti su CD o comunque rari.

I CD lossless
Anche questi in realtà sono stati messi in vendita online poco e pochissimo in Italia e poco anche nel mondo (tranne per la classica). Sui siti specializzati in download di musica in HD ovviamente non ci sono, possono esserci su alcuni servizi di streaming che fanno solo download, come Qobuz e non so chi altri, ma Qobuz non è disponibile in Italia. Da aggiungere però che, tranne rari casi di CD rari o di case che non hanno accordi con i servizi di streaming in qualità CD, non c'è proprio bisogno di fare un download per ascoltarli, basta un economico abbonamento streaming.

Il triste caso del lettore Pono e dei suoi file
Come qualcuno ricorda il grande musicista rock Neil Young e' un convinto sostenitore della musica in HD ed ha avuto l'idea, con alcuni finanziatori, di lanciare un lettore post iPod in grado di riprodurre file audio in formato PCM 24/192, concludendo accordi con un discreto numero di case discografiche. Purtroppo per lui l'idea era superata in partenza perché nel frattempo i lettori portatili sono scomparsi, sostituiti molto semplicemente dagli smartphone che abbiamo tutti. Come risultato però sono stati messi sul mercato molti album, anche in questo caso in maggioranza classici in prevalenza del rock, in formato 24/192. Arrivati dopo poco tempo ai siti non autorizzati. 

Il materiale proveniente dai siti di download HD 
Questo è il caso più evidente di guadagno sottratto a qualcuno. Ma molto poco alle case discografiche che questi siti (HDtracks, Acoustic Sound, Higresaudio, ecc.) non li hanno mai sostenuti e neanche agevolati, anzi hanno chiesto percentuali elevate e messo vincoli e ostacoli per la vendita in tutti i paesi. 

Come funzionano 
Non sono basati sul peer to peer come eMule, sono siti (molto spesso russi) organizzati come un elenco di album classificati per genere, artista ecc., con una descrizione anche ampia (presa di solito da Allmusic) e poi i link per scaricare nei vari formati disponibili. A volte è necessaria una registrazione (con pochi dati, in pratica si fornisce solo la email) a volte no. Dopodiché il download teoricamente e' free. Solo in teoria però, per chi non ha pazienza e tempo in dosi molto elevate, perché viene volutamente rallentato e disturbato da pubblicità molto invasiva. Per spingere al vero business, la sottoscrizione di abbonamenti a servizi cloud collegati al sito, che consentono di avere una propria area di memoria, ma anche, guarda un po', di scaricare in alta velocità per un certo periodo i file che abbiamo individuato.

Un sistema ben noto, quello del noto servizio Megaupload poi chiuso per intervento delle case cinematografiche (film e serie Tv sono il vero nuovo fronte per la pirateria) e dei suoi molti emuli, ma che continua con sempre nuovi gestori cloud in se' e per se' perfettamente legali, dipende da cosa ci si mette dentro. In alcuni casi lo stesso servizio può essere usato anche per fornire nuovi file audio digitalizzati al sito lossless, ristabilendo in qualche modo il peer to peer.

Tutto ciò è legale?
Ovviamente no, i siti lossless mettono a disposizione materiale di cui non hanno e non pagano i diritti. Anche se lo facessero senza fini di lucro non sarebbe legale. Infatti ogni tanto spariscono, probabilmente per intervento dei siti di download HD.
Per un utente invece non è detto che sia così. La differenza la fa sempre la regola che una copia di backup di un album di cui siamo legalmente in possesso e' ammessa, purché sia "privata" e di riserva (1). Quindi per esempio una copia digitalizzata in formato CD di un album che abbiamo in LP, non importa se realizzata da noi o recuperata, se non distinguibile, non può costituire un problema. Idem per una copia di un CD, di cui potremmo risparmiare la fase di ripping (ma è sconsigliabile, non sappiamo se è stato eseguito al meglio). Anche nel caso siano in HD potrebbe essere stato l'esito di un upsampling. Un po' più complicata la copia di un SACD che ha un sistema di protezione incluso, ma sostanzialmente anche si questo aspetto la giurisprudenza non è univoca.

Se invece l'utente non ha un originale da lui acquistato i file lossless o HD sono nella stessa situazione di altri formati lossy, nel caso assai comune che ne abbia sparsi tra PC, hard disk USB e smartphone vari. Quindi è una pratica sicuramente da evitare, a maggior ragione nell'era dello streaming gratuito o di qualità a basso costo.

Le esecuzioni public domain
Sempre restando agli aspetti legali, da considerare è anche l'età delle esecuzione. Se anteriore di 50 anni in Europa (ma non in USA) i diritti per l'esecuzione sono scaduti, quindi tecnicamente è considerata di pubblico dominio (come l'album di Miles Davis usato come esempio) e averne una copia non infrange i diritti di sfruttamento commerciale di chi ha pubblicato il disco. Questo almeno dice la legge italiana non facendo distinzione tra prima edizione, ristampe e pubblicazioni speciali, ovvero sul supporto, ma interessandosi solo al contenuto. Non tutte le case discografiche concordano e le legislazioni europee sono differenti da Stato a Stato, e quindi anche una ristampa speciale in HD secondo loro è un'opera di ingegno e quindi tutelata e non public domain. E' questa la posizione che hanno in YouTube, ad esempio. Ma esistono al contrario etichette che pubblicano tranquillamente materale public domain ovviamente a prezzo scontato, quindi addirittura a fini di lucro, senza incorrere in problemi legali. Basta che siano supporti fisici e non distribuiti via web (che non ha confini). A maggior ragione è aleatorio il dolo di chi ne fa un uso solo personale, non lo distribuisce via web meno che mai a fini di lucro.

In sintesi
Siamo sempre nella situazione paradossale di case discografiche e detentori di diritti che adottano politiche economiche incomprensibili. Esiste evidentemente un interesse e quindi un mercato, seppur non molto ampio, per la musica in HD, come dimostra la presenza di siti non autorizzati che comunque devono accontentarsi di briciole, economicamente parlando. Eppure continuano, le case discografiche superstiti, a non mettere a disposizione tutto il loro catalogo neanche nei paesi "buoni" e a vietare la vendita in tutti gli altri. I paesi buoni sono USA e Canada e in Europa solo UK, Germania e non sempre Francia. Poi persiste anche un problema prezzo: 21,5 € per un (quasi inutile) PCM 24/192 e 17 € per un SACD, pur essendo i costi di produzione di musica smaterializzata ovviamente minimi. Sta arrivando però lo streaming in HD, grazie al formato MQA ,e forse presto anche questa nicchia di download si avvierà ad una lenta sparizione come iTunes. Così come la pirateria collegata.

Note
(1) Le cose, come tutto nel campo legislativo del copyright, terremotato dalla digitalizzazione e dalla dematerializzazione, sono un po' più complicate, perché questo diritto è sancito in modo esplicito per il software mentre è stabilito in modo contraddittorio per la musica su supporto fisico (in totale incoerenza), ma sentenze in giudicato hanno stabilito la liceità della copia di riserva per uso privato e ci sono anche pareri secondo i quali anche il superamento della protezione è ammesso in questo caso. 

domenica 3 settembre 2017

IDAGIO. Un nuovo servizio streaming in qualità CD (per la classica)

Dopo un tentativo a vuoto chiuso alcuni mesi fa, un'altra organizzazione prova a proporre un servizio streaming lossless, ovvero con la stessa qualità d'ascolto dei CD, non compresso, specializzato per la musica classica (intesa nella più ampia accezione del termine). Il nome ispirato alle indicazioni di tempo nelle composizioni (normalmente indicati in italiano) suona un po' curioso nella nostra lingua, ma è facile da identificare e da ricordare. Particolare importante: la versione premium costa molto meno dei "generalisti": 7,99 al mese contro 19,99, meno anche di Spotify Premium e dei suoi emuli. E' un sito tedesco in linea da oltre un anno e da poco accessibile con abbonamento anche dall'Italia.

La videata iniziale di Idagio su iPhone.
Le caratteristiche principali
In cosa si differenzia Idagio dagli altri streaming lossless che hanno ovviamente un'ampia sezione di classica? In altre parole, perché un appassionato di musica dovrebbe sceglierlo o almeno provare interesse? Prima di tutto, ovviamente, se ascolta solo la classica e l'operistica. Ma se ha invece interessi più ampi, Idagio propone effettivamente alcuni plus:
  • Un catalogo molto ampio. Non nel senso di un'ampia scelta di interpreti famosi, i divi e le dive della classica sono sulle etichette delle major e non sono in streaming. Ma nel repertorio classico. Ho provato con alcuni compositori meno noti, come per esempio Hindemith o Penderecky, e la scelta è molto ampia e spazia nei vari generi da loro trattati, includendo anche composizioni meno note.
  • La facilità di ricerca. Mentre gli altri sono ad una dimensione (il compositore o l'interprete) qui si può raffinare la ricerca con filtri (interpretazioni in ordine di data, tipo di composizione, strumento e molti altri).
  • Le novità e le interpretazioni esclusiva da festival. Le novità in evidenza sono una funzione anche di Qobuz, ma qui in più ci sono interpretazioni da festival vari, anche in esclusiva.
  • La qualità delle esecuzioni.. Non sono nomi noti ma sembrano accuratamente scelti tra ottimi professionisti delle orchestre europee. 
  • Le prestazioni del sito. Le ricerche e l'avvio dell'ascolto hanno tempi di risposta veramente rapidi. In caso di linee lente si può comunque scendere volendo anche a 320Kbps.
  • Stimolare la curiosità. Questo è forse il plus più significativo. La vasta gamma di di compositori e interpreti, stili ed epoche, assieme alla rapidità con cui si possono cercare e consultare, stimola un ascolto attivo, più vicino alla playlist (o alla radio, ma con palinsesto deciso da noi) che al classico ascolto di interi album e intere composizioni.
App e desktop
Ovviamente è possibile l'ascolto dal sito web su desktop, ma come sempre per i servizi di streaming l'ascolto preferenziale sarà probabilmente con uno smartphone, in cuffia o con l'impianto, grazie al completo supporto del protocollo Chromecast e anche del rivale ( e più datato) Airplay di Apple.
Qui ci sono limitazioni: la app è solo per iPhone e non c'è per iPad (bisogna usare quella dell'iPhone, zero vantaggi quindi). Funziona però molto bene (vedi gli screenshot) con una grafica modena e professionale (minimalista anche nei colori) e soprattutto funzionale, la interfaccia utente è molto intuitiva. Una stranezza è la impossibilità di controllare il volume nell'uso con Chromecast (se c'è. è molto ben nascosta).

Prova pratica e costo
Il servizio è stato provato sia in 4G (non in mobilità, inteso in auto) sia in WiFi: la connessione è sempre stata stabile e senza interruzioni all'ascolto. Come tutti questi servizi fa caching temporaneo ma alla fine della esecuzione (dopo un time-out apparentemente) libera lo spazio. Per ascoltare offline è disponibile ovviamente la possibilità di scaricare sul dispositivo quello che abbiamo ascoltato o prenotato per l'ascolto.
Il costo come anticipato è di € 7,99 al mese, è possibile un trial senza limitazioni di 2 settimane. Esiste anche una versione free ma con meno funzionalità (e non lossless ovviamente) e soprattutto meno scelta, come catalogo. In sostanza non c'è alcun motivo di sceglierla, esiste solo come promozione. Comunque non ha pubblicità.

In sintesi
Questo nuovo servizio merita una valutazione molto positiva e speriamo che possa durare (sembra però che abbia spalle forti). per gli appassionati di classica, e di musica in genere, consente di passare ad un nuovo approccio, più in linea con la grande disponibilità di contenuti da ascoltare che la musica liquida ci da'. Un ascolto più basato sulla scoperta che sulla riproposizione con interpreti sempre diversi, sempre della solita musica.

Idagio in pratica
Ecco infine una selezione di screenshot nell'uso del nuovo e interessante servizio.

Un altro esempio di videata iniziale con in evidenza la sezione "Discover"
La ricerca dei brani per un compositore meno noto, Paul Hindemith. Si può ricercare per composizioni e per interpretazioni.

Una volta scelto il brano si può avviare la riproduzione

Si può scegliere, cliccando su "Streaming to Device", come riprodurre il brano, sulle cuffie stereo (Internal), con Chromecast Audio oppure Airplay. E' possibile come si vede anche la riproduzione su Chromecast video, ovvero su un monitor TV.

Attenzione anche alla scelta della qualità audio. Associata al vostro profilo ma modificabile ad ogni ascolto. Viene anche fornita una stima dei tempi di download.
Un'ulteriore possibilità d'ascolto è basata sullo stato d'animo del momento (Mood). Può essere Gentle, Optimistic, Radiant, Festive, Exciting, Passionate, Powerful, ma anche Angry e Tragic... Ci fa piacere scoprire che se scegliamo invece Joyful (gioioso) viene proposto come primo suggerimento di ascolto la Sinfonia di Mendelssohn "Italiana".
Uno degli ascolti proposti nella sezione Discover. Eccellente interpretazione, ha consentito un test sulla voce molto efficace.

Per il test delle funzioni di filtraggio scegliamo un altro compositore meno frequentemente presente negli auditorium.


Queste sono le funzioni di filtro che vediamo selezionabili sopra (ma solo per le registrazioni). Ce ne sono anche altre, la pagina scorre e si può anche filtrare per solista e per tipo di registrazione (broadcast, live o studio).

Questo è il menu (ovviamente scorre) se scegliamo il filtro per strumento, applicato però a questo specifico compositore.


Concludiamo con un altro suggerimento della sezione Discover, utile per un efficace test sulla grande orchestra.


giovedì 24 agosto 2017

J River Media Center alla prova

Per ascoltare i contenuti della nostra libreria digitale archiviata su un NAS si può scegliere tra un Network Player e un PC configurato come Music server dedicato e collegato a un DAC. Sul blog esistono molti articoli e anche prove pratiche delle due modalità. La mia scelta, documentata in una serie di post, era il PC, un Mac Mini, dotato di player "audiofile" Fidelia e con media library iTunes,

L'alternativa, consigliata anche da molti, era J River MC, ma a suo tempo ho scelto due prodotti che apparivano più interessanti per un blog, perché standard e gratuito (iTunes) e meno costoso (Fidelia).
Ma è arrivato il momento di cambiare, perché Fidelia non è più aggiornato alla versione di OS-X del mio Mac Mini dedicato (che non ho nessuna intenzione di cambiare solo perché quelli di Fidelia non supportano più la versione 10.7) e soprattutto perché iTunes si è dimostrato poco adatto allo scopo. Il problema è la sua scarsa propensione a gestire una libreria collegata in rete, e la conseguente ciclica creazione di duplicati (un problema molto fastidioso, tipico di iTunes). Passiamo quindi a J River, ed ecco nel seguito la prova pratica. Per completezza aggiungo che esiste un'altra valida alternativa, Roon, un intero "ecosistema digitale", ma costa 10 volte tanto. Procediamo per gradi.


J River Media Center alla prova: la libreria
Sulla carta ha molti vantaggi (confermati) rispetto a iTunes, anche perché non è collegato ad un sistema di e-commerce musicale:
  • -    supporta tutti i formati, incluso il DSD nativo (in formato ISO), non soltanto ALAC
  • -    importa in pochi passi e aggiorna automaticamente la libreria musicale
  • -    Individua automaticamente eventuali file corrotti
  • -    Trova automaticamente le copertine (quasi tutte) accedendo anche ai file jpg già presenti (altro limite di ITunes, che ne trova sempre poche e solo in rete e se le devi inserire tu, il processo e di una lentezza incredibile)
  • -    Ha una interfaccia di navigazione e ricerca molto intuitiva e veloce.
Vediamo i passi da fare per attivare la libreria su J River, dopo averlo installato. Su Mac l'ultima versione e' la 23, disponibile anche in trial senza limitazioni per 30 giorni.

Importazione
Se la libreria e' archiviata su NAS o storage server in genere in una serie di directory basta indicare nel pannello di import il percorso della directory principale e l'importazione può partire in automatico con i parametri di default. Se usate J River solo per la musica conviene settario nella versione solo audio (può gestire anche video e foto).
Nel mio caso la libreria e' strutturata in 4 directory principali per macro-generi (classica-soundtracks, pop-rock, jazz, world) e un numero variabile di sotto-directory per formato (CD ALAC, CD FLAC, HD ALAC 96, HD FLAC 96, DSD, ...) e conta al momento poco più di 10.000 brani (non ho ancora completato il ripping di tutta la libreria fisica). Il processo di import ha impiegato circa 20', su un Mac Mini non recente seppur upgradato, quindi direi che è molto veloce.
Un certo numero di brani (ca. 300) non sono stati caricati perché effettivamente erano duplicati o corrotti (quindi ha fatto anche una utile azione di pulizia).
I parametri da scegliere sono
  • -    ignorare i file jpg e altri non musicali (obbligatorio)
  • -    analizzare ogni file (consigliabile farlo in seguito, processo molto lungo).
Dopo l'importazione ovviamente la struttura della libreria non si vede più e viene sostituita da una organizzazione più articolata per artisti, album ecc , ma rimane la possibilità di verificare il formato di ogni album.
I contenuti possono essere poi " taggati" in vari modi (anche in parte automaticamente) per organizzare la libreria e consentire ricerche per varie chiave. Tutta un'area da approfondire perché è considerata un punto di forza di J River.


Gli aggiornamenti avvengono di solito semplicemente inserendo nuove directory e nuovi file audio nella struttura file del nostro network storage. Dopo ogni modifica J River procede automaticamente agli aggiornamenti. Se si vuole velocizzare l'aggiornamento è possibile selezionare > Tools > Import e nel pannello selezionare l'opzione "Run import now".

Ricerca brani
Una volta caricata la libreria e' possibile navigarla in diversi modi, come sempre, inclusa la ricerca libera (molto veloce). Nella visualizzazione standard sulla destra si può scegliere, espandendo la voce Audio, se mostrare i contenuti per album, per artista e così via, ovviamente usando le copertine per facilitare la individuazione al volo. Nulla di nuovo, una particolarità però c'è per la visualizzazione per artista, dove vengono mostrate le copertine dei suoi album sovrapposte e cliccando sopra si passa dall'uno all'altro trovando velocemente (a meno che siano 100) quello da ascoltare.

Nella selezione per album si ha il tappeto di copertine che vediamo nella prima immagine, e la visualizzazione è di default a schermo intero. Per rimpicciolire bisogna cliccare sul pallino verde (siamo su Mac) e si passerà ad una visualizzazione dimezzata (e variabile), con lo stesso comando si potrà tornare a schermo intero. Attenzione in schermo intero ai messaggi a cui dare conferma, che possono essere nascosti. nel caso verificare sul dock con la opzione "mostra tutte le finestre".

Se abbiamo lo stesso album in più formati (per esempio in qualità CD e in HD o DSD) per poterli riprodurre su device di caratteristiche diverse, un sistema per visualizzarli separatamente è ricorrere ai tag: è sufficiente aggiungere nel tag "album" di ciascun brano un suffisso che lo identifichi (ad esempio "- HD") e J River li mostrerà separatamente.

Ascolto
In ascolto si apre un player che mostra tutti i brani con varie informazioni associate, personalizzabili (sempre in visualizzazione standard), tra cui ovviamente il formato, la risoluzione (bit depth), la frequenza di campionamento e il bitrate (di default) e i tag associati al brano.


L'ascolto di qualità
J River nasce proprio con questa particolare attenzione "audiofila" ed uno dei fondatori e' anche un noto esperto del settore, sviluppatore a suo tempo del sistema di compressione lossless APE, e l'ascolto di default e' dichiarato essere già pronto per la massima qualità, selezionando ad esempio automaticamente il DAC collegato se presente.
Il requisito principale è, come sappiamo, il bypass dei driver audio interni, ovvero la modalità di trasferimento "bit perfect" al DAC. Questo avviene di default se il sistema operativo e' l"OS-X dei MAC mentre in Windows occorre scegliere se usare i driver Wasapi o ASIO nulla di particolarmente diverso da quello che occorre fare per Foobar 2000 a cui rimando per approfondimenti.
Per incrementare ulteriormente le prestazioni in direzione audiofila le possibilità di base sono:

  • passare alla modalità di ascolto in memoria (da quella standard da disco con memoria cache); non lo consigliano dichiarando che il trasferimento da disco è già ottimizzato con un prebuffering di 6", e in più per file HD (soprattutto se a 192) il tempo di avvio può allungarsi di parecchio, ma chi vuol essere sicuro di avere il massimo può applicarlo per singoli album o di default;
  • selezionare la modalità in upsampling per i file audio in formato CD (consigliato, a 96KHz);
  • selezionare l'applicazione del dithering in ascolto, di default come in Fidelia (consigliato mantenerla, è di default).

Poi si può intervenire con molte funzioni DSP, anche in estensione con plug-in di varia provenienza, anche eventualmente con potenti funzioni di correzione ambientale.


Prova di ascolto
L'ascolto dei brani sia in HD sia in formato CD è molto soddisfacente e a memoria non si notano differenze con Fidelia o altri player bit perfect.
Un player audiofilo "bit perfect" dovrebbe essere coerente con questa sua caratteristica e quindi fornire al DAC esattamente la sequenza di bit del file musicale, con la giusta temporizzazione, quindi la differenza nel suono dovrebbe farla il DAC. Confrontare due player, con lo stesso DAC dovrebbe quindi dare la stessa resa sonora. La  differenza può farla la opzione di lavorare solo in memoria (default per Fidelia) o anche su disco con pre-buffering (default per J River, che ritiene il suo algoritmo di caching sufficiente).

Per avere la conferma occorre una prova a confronto. Non molto semplice proprio perché questi player chiedono l'uso esclusivo del DAC e quindi passare da uno all'altro richiede ogni volta una riconfigurazione, e inoltre il volume base (al 100%) non è allo stesso livello, come invece speravo io.
In sostanza i confronti non si possono fare a commutazione immediata, ma a memoria, quindi è più difficile una valutazione oggettiva ed è impossibile un test in  "cieco".
Nel mio caso ho fatto comunque il confronto (con Audirvana) e, pur con questi limiti, trovare le differenze era veramente difficile. Forse solo un poco più di "aria" intorno alla voce di Diana Krall con J River in alcuni brani di test (A Case Of You dal vivo e All Or Nothing At All).


Istruzioni e documentazione in formato Wiki
Un altro non indifferente punto di forza e' il manuale d'uso, molto completo è strutturato come iper testo secondo il familiare formato di Wikipedia.

Altre caratteristiche
Sono ancora da provare e pianificate per prossimi post le possibilità della potente sezione DSP e l'utilizzo con la gestione da remoto con la popolare app Gizmo.

Il costo e la versione per Windows
Il prodotto costa 50 € (49,99 nel solito sistema di prezzo stile USA) per solo Mac o Windows, e 70 per tutte le piattaforme. La app da remoto di J River 10 €, Gizmo invece è gratuita ma solo per Android. Considerando l'ampiezza e la qualità delle funzioni è un prezzo senza dubbio conveniente.
La versione multi-standard per chi ha un Mac non è consigliabile, perché su Windows è disponibile gratuitamente un media center di prestazioni analoghe, ma gratuito, ovviamente Foobar2000.

domenica 16 luglio 2017

Migliorare l'ascolto in cuffia - 2 app player in prova

Boom delle cuffie stereo, il modo più semplice ed efficace, e anche più economico per ascoltare la musica, qualsiasi musica. Ma c'è un problema, il suono e' sì dettagliato, si possono individuare gli strumenti e le voci con grande precisione, ma sembrano provenire da dentro la nostra testa. Invece che da davanti a noi, come a un concerto (o con il nostro impianto stereo).
Sono da anni proposti sistemi per superare il problema, da semplici miscelatori dei due canali che diminuiscono l'effetto stereo, a sistemi più raffinati che ricorrono alla elaborazione di frequenza e fase, ormai di facile realizzazione grazie ai processori DSP nel dominio digitale. Soluzioni disponibili anche come app per smartphone e tablet.

Ne abbiamo provate due. La prima di una nota casa specializzata in tool di elaborazione digitale, la XIveto Gmbh, tedesca, si chiama HPEX Play. La seconda di un produttore coreano, Cear Music Player. Entrambe a pagamento, circa 5 € la prima, circa 1 € la seconda.

Come si presenta il player Cear Music
La prima è disponibile anche in versione demo, 30" e poi la elaborazione cessa, così si può verificare l'effetto. Una volta installata si possono scegliere i brani con una interfaccia minimal ma non troppo intuitiva (ne' veloce) ma certo chiunque riesce ad usarla.
L'effetto si può graduare agendo sia sulla profondità che sulla larghezza dell'effetto di ampliamento della origine del suono. Di default parte da 75% per entrambi. Ho provato ad incrementare entrambe e l'effetto più evidente si ha con la larghezza.

I brani selezionabili sono solo quelli presenti in locale, nel mio iPad durante la prova, non supporta fonti esterne come network storage e ovviamente niente streaming, quindi niente HD, al massimo qualità CD.
Ho provato diversi brani, dove possibilmente la voce o strumenti in primo piano apparissero entro 30", ad esempio Cat Power, Diana Krall dal vivo, Bruce Springsteen nelle Seeger Sessions. L'effetto c'è, non ostentato e scenografico, ma si avverte chiaramente la voce o lo strumento solista che rientra dentro la testa alla fine dei 30", in alcuni brani di più (Bruce,Krall in formato HD 24/48), in altri meno (Katie Melua, Belle & Sebastian, che erano peraltro in formato compresso AAC) ma sempre avvertibile nel passaggio ad ascolto standard, anche il confronto è aiutato da una leggera diminuzione del volume. Funziona, ed effettivamente l'ascolto e' più naturale e meno affaticante.
Le prove di ascolto sono state effettuate con cuffie Grado SR80.

L'interfaccia con grafica minimalista di HPEX PLAY
Cear ha una interfaccia molto più veloce e intuitiva, la configurazione è' semplificata ed intuitiva, si sceglie come prima cosa il sistema di riproduzione (auricolari, auricolari chiusi, cuffie stereo e anche speaker della mobile device) e. A seguire l'effetto di profondità in tre gradi: vicino, lontano e molto lontano.
L'efficacia in posizione lontano e' simile a HPEX, la voce solista e' ora apparentemente davanti a noi (sempre piuttosto vicina) e gli altri strumenti attorno a noi.
Il confronto con l'ascolto senza correzione e' meno immediato dovendo passare a un player diverso. Ho provato quindi sullo stesso brano (sempre Krall e Springsteen) alternando Cear è un player standard ( Neplayer) e poi Cear e HPEX. Il risultato è che si conferma l'effetto di riposizionamento della sorgente del suono davanti a noi, in modo più o meno marcato in diversi brani, ma mai molto accentuato. Riguardo al confronto con l'altro player, l'effetto con Cear sembra più marcato in posizione "very far" in confronto con HPEX al 100% di "stage depth".

La configurazione di Cear Music Player. I due selettori sono a scorrimento.
A questo punto mancava solo l'ultimo confronto con il player di alta qualità già citato (NePlayer, provato in precedenza) per verificare se si perde qualcosa in qualità e soprattutto se la mancanza di questa "spazializzazione" del suono e' così importante da giustificare il cambio. La prova di ascolto e' stata fatta sugli stessi brani e l'impressione di ascolto ha confermato i precedenti confronti: la qualità dell'ascolto e' molto simile pur accettando il downgrade a qualità CD, le differenze ci sono (non eclatanti, come già riportato) ma sono compensate in qualche modo dalla spazialità acquisita. Tra i due player specializzati XPEH sembra più vicino alla riproduzione di Neplayer, quindi accurata e ricca di sfumature. 
L'ascolto con NePlayer pero' non è particolarmente penalizzante, siamo abituati da anni all'ascolto in cuffia e con il proseguire dell'ascolto la nostra mente si concentra sulla musica e "aggiusta" psicologicamente l'origine del suono. Può insorgere una fatica di ascolto maggiore, ma questo è un fattore soggettivo.

Quindi, in sintesi: adottare o no un nuovo player?
È una decisione personale. Nel mio caso, no. Perché ho deciso da anni di non sottrarre tempo alla musica spostando file audio da una parte all'altra, scegliendo cosa ascoltare in precedenza, e quindi la musica che ascolto e' in due grandi "recipienti": quella HD o rara nel mio storage server da 2T e tutta la restante in cloud col servizio in streaming in qualità CD che uso da anni. Inoltre, ascolto solo occasionalmente in cuffia e invece in prevalenza dall'impianto a casa o in auto.
Chi invece ha fatto altre scelte e può dedicare più tempo a caricare (e scaricare periodicamente) il suo tablet o smartphone di musica, e ascolta spesso e a lungo in cuffia, deve a mio parere provare i player in prova con la sua musica e la sua cuffia preferita, molto probabilmente lo troverà un'alternativa interessante.

Un'alternativa per ascoltare anche in HD
Aggiungo solo per completare la prova che Xivero produce anche una variante per desktop (HPEX Headphone Experience) che consente di predisporre i file audio per l'ascolto in cuffia applicando l'algoritmo di correzione messo a punto da Xivero, inclusi i file audio in HD. Una volta eseguita questa operazione si trasferiscono sulla mobile device e l'ascolto avviene sempre sfruttando il loro algoritmo e beneficiando della spazialità che consente, invece che facendo la correzione in real time. Ovviamente si allunga ancora il tempo di predisposizione, che include anche il trasferimento verso una device IOS (il player e' solo disponibile su Apple Store) che notoriamente non è molto semplice.

Allegati
Oltre ai soliti screenshot di funzionamento, i claim dei due prodotti testati.





Xivero HPEX

Headphones have the potential to provide extremely high quality and immersive music reproduction, even on the go. Unfortunately, there is one major drawback which is called “In Head Localization”. Listening to a piece of music via headphones creates the effect of having all the instruments within the head. It gets even worse if the Audio Engineer pans dedicated instruments far to the left or right, creating effects tolerable for loudspeaker but quite disturbing on headphones.
There are quite some hardware and software solutions on the market, claiming to reduce the “In Head Localization” by applying different algorithms and especially dedicated “Head Related Transfer Functions (HRTFs)”.
Unfortunately, these solutions have further disadvantages by introducing tonal coloration, strong room reverberations or ambiguous sound location. Most of those products are focused on movie or gaming sound, neglecting the transparent reproduction demands of a classical HiFi setup where a minimum of tonal changes is crucial.
HPEX PLAY has been developed with the HiFi–Enthusiast in mind. Our main goals are the preservation of the timbre with a minimum of tonal changes, achieving a strong reduction of “In Head Localization” and therefore less “Headphone Listening Fatigue”.
WHAT ARE THE ADVANTAGES OF HPEX PLAY?
HPEX PLAY does not use “Head Related Transfer Functions” because those introduce tonal changes and if the modeled HRTF differs from yours, defined by head size and especially the pinna, then the localization of sound sources can be way off. That can go as far as you locate an instrument behind your head even if it is in front of you.
The best solution would be the measurement of the listeners HRTF. That approach could lead to nearly perfect binaural listening. Well, unfortunately it is quite difficult and cumbersome to measure individual HRTFs, therefore that approach needs to be dismissed for time being.
HPEX PLAY simulates the listening through HiFi speakers by introducing the acoustic effects of speakers within a listening room. The key effects are cross talk as well as small reverberations and early reflections.
The algorithm we use moves the sound stage from between the ears to a more comfortable forward position with a wider natural sound field. Those subtle changes assure that HPEX transformed music reduces the effect of Headphone Listening Fatigue by a great deal and makes headphone listening a real pleasurable and immersive experience.
HPEX PLAY works in a very subtle way to enhance the headphone listening of HiFi stereo recordings. It does not provide the heavy effects of 3D around the head sound stages with all their disadvantages.

Cear Music Player

The headphones and earphones are very convenient for enjoying the music,
but the headphones users will feel the stress and fatigue 
if they continue using for a long time.
Because the reproduction sound from the headphones give the listeners
a feeling of oppression, stress, and tiredness by inside-head localization.

[cear music player] is new music player for the apple devices
utilizing the latest sound signal processing technology [cear].
You can enjoy the liberated clear sound with your
favorite headphones by simple operation of [cear music player].
You will be able to enjoy the reproduction sound with relaxing from headphones
for a long time as if the sound is reproduced from good loud speakers.

Moreover [cear music player] delivers the enhanced reproduction sound from built-in speaker.