martedì 6 settembre 2011

Foobar2000 come Media Player

Nei precedenti post dedicati a Foobar2000 abbiamo visto come configurarlo ed usarlo per le funzioni essenziali, come ottimizzare la resa audio scegliendo i driver migliori e come utilizzarlo per caricare contenuti dai CD alla "discoteca liquida".
Non abbiamo approfondito l'utilizzo della popolare applicazione per scegliere e suonare la musica, dopo averla organizzata in una "media library", in altre parole, l'utilizzo come "media player", come iTunes, per capirsi. Abbiamo descritto le funzioni, ma ora andiamo in profondità provandone l'utilizzo.

Perché questa attenzione a Foobar2000? Perché è il media player più flessibile, veloce e con migliori prestazioni audio, oltre ad essere gratuito. iTunes ha una interfaccia sicuramente più gradevole e immediata, ma ha diversi vincoli legati alle scelte Apple, aggirabili in parte, ma che lo rendono meno diretto nell'uso. JM River dovrebbe coniugare le caratteristiche positive di iTunes e Foobar2000, ma è a pagamento (anche se certo non costa molto). MediaMonkey è meno flessibile, cerca di fare tutto da solo, può essere comunque un'alternativa a Foobar2000, ma personalmente preferisco la maggiore flessibilità, anche a prezzo di un minimo di complessità in più.

Le funzioni di base di un media player
Torniamo con il supporto di esempi (figure come sempre in fondo per rendere più fluida la lettura) sulle funzioni di base, quelle che useremo quando finalmente la nostra discoteca liquida conterrà molta musica, e l'unica cosa che ci rimarrà da fare sarà cercare quella che ci va di ascoltare, organizzarla in una scaletta ... e ascoltarla. Quindi parliamo di:
  • organizzare la discoteca (o la library, se preferite)
  • cercare la musica nella discoteca
  • creare una scaletta personalizzata dei brani da ascoltare (la famosa playlist)
Prima di partire è necessario precisare che per Foobar2000 sono disponibili molte interfacce alternative a quella standard (GUI: Graphical User Interface), realizzate dal gruppo di sviluppo di Foobar o da terze parti, che possono rendere il prodotto anche simile a iTunes, e che naturalmente possono essere abbinate tra loro con moltissime combinazioni. Chi ne ha voglia e tempo può sicuramente sperimentare molte alternative. Per evitare di perderci tra le infinite possibilità, peraltro variabili nel tempo con le successive versioni dell'applicazione e dei componenti (e conseguente perdita veloce di utilità di questa guida) mi limito invece a utilizzare le due interfacce base di Foobar2000 (facets, illustrata nella mini-guida già pubblicata, e Columns Gui, la più intuitiva e da molti preferita). Con queste GUI di base si riesce a fare tutto (e ottimamente).

1. Organizzare la discoteca liquida
La nostra musica sarà archiviata su un disco locale o remoto, o anche su più dischi. Per farla gestire da Foobar2000 occorre solo fargli sapere dov'è (e poi, non spostarla). Il comando è:
Library > Configure > Music folders > Add
Come si può vedere dalla interfaccia (fig. 1) è possibile escludere alcuni tipi di file o altre funzionalità minori. Se si tratta di un disco collegato ad una unità USB, nel quale quindi la lettera identificativa dell'unità (F:, G: ecc.) è assegnata di default dinamicamente e in ordine alfabetico, è opportuno assegnare in modo fisso la lettera di unità in modo che Foobar2000 la veda in qualsiasi situazione (anche con pendrive o altre device USB connesse). Per farlo si usa una funzionalità apposita del pannello di controllo (Strumenti di amministrazione > Gestione computer) documentata ampiamente in Internet. Ovviamente si assegnerà in modo fisso una delle ultime lettere dell'alfabeto.

2. Cercare la musica nella discoteca liquida
Fatta questa operazione preliminare il comando per la ricerca e la selezione della musica è:
Library > Album List > View | Filter
Nel pop-up (fig. 2) si può vedere che sono disponibili due potenti filtri.
Il primo, View, consente di visualizzare i contenuti musicali per artista, per genere, per anno, o per directory disco (by folder). Il secondo, Filter (vero e proprio) consente di selezionare i contenuti in base alle informazioni aggiuntive (tag) associate ai file musicali. Ad esempio il nome della canzone. Ma ci torneremo sopra, a questa potente funzione.
Posizionando poi semplicemente il mouse o selezionando Send to current playlist con il tasto destro si potrà mandare in esecuzione l'album o il brano desiderato.
Sembra tutto molto più facile e immediato che cercare un CD tra i 1000 che abbiamo, se non siamo dei maniaci dell'ordine.
Ma, come sempre, le cose non sono così semplici, e dobbiamo fare un passo indietro.

0. Preparare la discoteca liquida 
In un mondo ideale dal passo 1 si va al passo 2 senza dover fare nient'altro e avendo a disposizione alla fine una library già pronta all'uso. Nel mondo reale è necessario invece un passo preliminare, di cui parlo ora, per non bloccare subito la lettura sui molti particolari cui fare attenzione. Il fatto è che tutto funziona perfettamente se le informazioni associate ai contenuti musicali, i famosi tags, sono complete, corrette e, soprattutto, quelle che servono a noi.
Se i contenuti provengono da siti di download commerciali le informazioni dovrebbero essere complete e corrette, anche se non sempre è così, ma i contenuti potrebbero avere altra origine (bisogna sempre ricordare che dal punto di vista legale, se abbiamo il CD o il vinile originali, una copia è sempre ammessa), o essere stati creati da noi, trasferendo i nostri CD in musica liquida. E in questi casi, informazioni carenti possono esserci.
Ma le informazioni potrebbero essere anche diverse da quelle che servono a noi, ad esempio, perché Patti Smith dovrebbe fare musica "alternative"? Noi pensavamo che facesse semplicemente del rock.
E poi c'è la musica classica. Chi è l'"artista": il compositore o l'esecutore? E come facciamo a organizzare album con più compositori o con più sottogeneri?

Il lavoro preparatorio: i tags
In sintesi, prima di cominciare, e in genere per ogni nuovo inserimento, bisogna sobbarcarsi un lavoro preparatorio sui tag. E' tutto abbastanza semplice, ma ci vuole il suo tempo, e bisogna anche aver chiara una strategia per evitare di dover poi rifare tutto.
Per ogni album che inseriamo nella discoteca liquida (eh sì) bisognerà quindi controllare la situazione dei tags, come indicato in fig. 3 e 4. Dopo aver selezionato l'intero album (The Notoriuous Byrds Brothers, in questo caso) con il tasto destro del mouse si seleziona Properties e un pop-up menu le mostra. Come si vede non tutti i tag sono inseriti, manca l'anno di pubblicazione.
Si può inserirlo a mano, ma la cosa più semplice è far fare il lavoro al programma, selezionando Tagging e accedendo al popolare database pubblico e volontario freedb (fig. 5). Se si trova l'album e i dati sono corretti (è volontario, come dicevo) basta selezionare Update files e il lavoro è finito (fig. 6).
In alcuni casi freedb propone più scelte e bisogna selezionare quella corretta.
Se l'album non c'è su freedb bisogna inserire i campi (o tags) mancanti o da modificare a mano (fig. 7, inserimento del tag genre a Jazz). Si può fare in un colpo solo per tutto l'album.
Come si vede è un lavoro abbastanza veloce, ma bisogna farlo in modo sistematico per poter poi cercare nella discoteca in modo efficace.

I generi musicali
Dove bisogna prendere una decisione è sui generi musicali. La ricerca per genere sarà probabilmente una delle più intuitive e utilizzate (vedi anche il post su questo argomento) ma l'attribuzione di un album ad un genere è molto soggettiva. Per la musica classica o jazz non si usano in genere sotto generi (tipo be-bop o swing) e quindi il problema in genere non si pone. Ma per il rock e il pop la fantasia si scatena con avantgarde, darkwave, electronic, post-rock, alternative-rock, space-age pop, folk-pop e così via. Sulla voce "generi musicali" di Wikipedia ne sono elencati a centinaia.
Possiamo decidere di lasciare quello che troviamo o imporre una nostra personale scelta. Dipende dal tempo che vogliamo dedicare a questa organizzazione. Poiché rimane sempre la possibilità di ricerca per artista penso sia conveniente intervenire solo nei casi più distanti dal nostro modo di vedere.

La musica classica
Nel caso della musica classica l'autore, o meglio il compositore, ha molta più rilevanza che nel pop, nel rock e nel jazz. Nei tags sono previsti i campi Composer e Performer, ma non sono quasi mai usati. Bisognerà quindi decidere chi indicare come artista (e quindi utilizzare nella ricerca), se il compositore o l'interprete (o gli interpreti) e come far sì che si possa ricercare sia per l'uno che per l'altro. Normalmente nei tag l'artista (il titolare dell'album) è l'interprete, o l'interprete principale, anche perché nell'album potrebbero essere eseguiti brani di più compositori. Il nome del compositore di solito è inserito nel titolo della traccia, o nel titolo dell'album, e questo è sufficiente per ricercare poi per compositore, usando la funzione Filter di Album List già visto in precedenza.

Se gli interpreti sono più di uno, come nel caso di un concerto (solista, direttore, orchestra) conviene che  nella voce Artista siano elencati tutti per facilitare le ricerche e i raggruppamenti futuri.

Infine c'è la questione delle forme musicali (più che dei sotto generi), che per la classica sono categorie più standardizzate e codificate e possono essere molto utili nella ricerca e nella organizzazione. Parliamo quindi di concerto, sonata, sinfonia, musica da camera, lieder e così via. I tags standard non li prevedono ed esistono applicazioni che ne consentono una estensione.
Con Foobar2000 e il suo sistema di ricerca si può evitare di complicarsi la vita e semplicemente usare il campo Comment, inserendo in esso la forma musicale. L'unica avvertenza è usare sempre la stessa definizione (italiano o inglese, al singolare o al plurale) per rendere coerente la ricerca. Il campo Comment è libero e si possono usare quindi anche più chiavi, ad esempio "musica da camera" e, assieme, "quartetto", o "sonata" e "violino".
In questo modo in futuro si potranno ricercare solo i quartetti, o le sonate con pianoforte.
Tutto dipende dalla pazienza e dal tempo che dedicheremo a questa attività.

L'immagine della copertina
Importantissima, a giudicare dal fatto che i media player professionali prevedono di solito un proprio database "a bordo" con una gran quantità di copertine. E' la funzionalità molto visiva e intuitiva che ha reso popolare iTunes e l'iPod di Apple. Non è fondamentale per la ricerca ed è qualcosa, tra l'altro, molto legato alla musica "solida", ma è un complemento gradevole nell'utilizzo. Nella versione standard della interfaccia che stiamo illustrando la copertina viene visualizzata in una sezione Artwork view in basso a sinistra. A patto che sia presente nella directory del disco dove è presente la musica e che sia in formato compatibile.
Chiaramente Foobar2000 deve sapere quale immagine è la copertina, e di default la selezione se è un file JPG con nome "front" o "cover" (si può anche personalizzare questa scelta ma non complichiamoci la vita). Il sistema di riconoscimento non è tanto di bocca buona. Se l'immagine non compare controllate che sia proprio in formato JPG (non PNG, non PDF) e che abbia l'estensione .jpg, se ha l'estensione .jpeg (di solito, per altri software, è lo stesso) non la riconosce, e bisogna rinominare il file.
O cercare un'altra immagine, che probabilmente, se non si tratta di un album raro, è la cosa più semplice.
Perché le immagini di copertina possono essere incluse nel download che abbiamo fatto da HDtracks o da Deutsche Grammophone, ma potrebbero anche non esserci, o essere in formato PDF.
In sintesi anche in questo caso un minimo di attività preparatoria per avere la interfaccia più gradevole si rende necessaria.
Fatte queste operazioni nella visualizzazione per colonne Foobar si presenterà come in fig. 7.

2bis. Cercare la musica nella discoteca liquida
A questo punto possiamo tornare alla funzione di ricerca cui, prima, avevo solo accennato. La discoteca, o la library, ha ora contenuti tutti "taggati" e quindi dotati di informazioni che consentono una ricerca con diversi metodi e strategie. Ovviamente potranno essere anche combinate, utilizzando assieme i selettori View e Filter. Le viste consentite da View sono (vedi fig. 8):
  • Per artista (Artist): la più semplice e intuitiva
  • Per Album: se ci ricordiamo il titolo
  • per artista + album: presenta più righe per ogni artista, ancora più intuitiva ma, ovviamente, più prolissa
  • Per genere (Genre): come riportato sopra, la utilità dipende molto dalla classificazione che abbiamo fatto
  • Per anno: se vogliamo scegliere proprio la musica di un particolare anno ...
  • Per archiviazione (Folder / Structure): può essere utile se abbiamo la musica archiviata su più unità.
La funzione Filter invece ricerca la chiave testuale che inseriamo su tutti i tags. Quindi se vogliamo cercare all'interno del genere jazz solo gli album di Miles Davis basta inserire "Miles Davis" (o anche solo Miles), oppure se tra le esecuzioni di Martha Argerich vogliamo cercare solo le sonate di Schumann basta inserire in Filter il nome del compositore e così via. Molto semplice.
E anche estendibile come uso. Nell'esempio di fig. 9 per esempio selezionando la View By Artist e la parola chiave "river" abbiamo creato automaticamente una scaletta che contiene tutte le canzoni con questa parola nel titolo presenti nella nostra discoteca liquida.

La qualità audio dei contenuti
Un'altra interessante possibilità offerta dal pannello Album list è la selezione della qualità dei contenuti tra lossy e lossless e tra diversi formati. Basta usare in Filter la estensione del file, anche assieme ad altre chiavi. Quindi inserendo flac, wv (per wavpack), wav, ape (per MonkeyAudio), alac (per Apple lossless) si selezioneranno solo contenuti lossless (tranne, ma è un caso molto raro, per l'uso lossy di wavpack), mentre con mp3 o aac si selezioneranno contenuti compressi, se ancora ne abbiamo. Se poi vogliamo anche selezionare la musica in alta definizione dobbiamo per forza introdurre questa informazione nei commenti. Una operazione sicuramente consigliabile e che diventerà utile quando la discoteca virtuale raggiungerà significative dimensioni.

3. Creare le playlist
La nostra discoteca dopo tutte queste attività preparatorie, che dovremo ovviamente ripetere ad ogni nuovo album aggiunto (e che sono comuni anche agli altri media player, con qualche facilitazione in più, come si accennava, per l'acquisizione delle copertine) sarà pronta per la sua funzione fondamentale: ascoltare la musica, in modo tradizionale, ovvero scegliendo un album e ascoltandolo per intero, o in modo più creativo, creando una propria scaletta personalizzata, una playlist.
Ai tempi delle cassette si chiamavano compilation e venivano amorevolmente preparate e regalate alle fidanzate, che apprezzavano almeno l'impegno profuso nell'operazione, perché richiedevano una discreta quantità di tempo.
Con la musica liquida è veramente un altro mondo, e in pochi minuti si può realizzare una playlist, ascoltarla e salvarla.

Per prima cosa occorre creare una playlist con il comando:
File > New Playlist (o CTRL-N)
Verrà visualizzata nel riquadro a sinistra in alto (stiamo usando la default user UI che per questa attività è più comoda) e conviene subito cambiare nome (Rename col tasto destro) per poterla poi identificare facilmente in seguito (fig. 10).

La seconda cosa da fare sarà cercare nella discoteca i brani da inserire. Non dovremo andare a recuperare per tutta la casa i vinili e scoprire che proprio quello che ci interessava è stato prestato al nostro migliore amico che nel frattempo è partito per la Grecia. Dobbiamo solo aprire il pop-up Album list, cercare i brani in base alle nostre preferenze e trascinarli sul nome della playlist. Vedremo anche progressivamente aumentare il numero di tracce e la durata complessiva sino a quella desiderata.
Come test per le figure abbiamo creato una playlist semplicissima che alterna brani di jazz cantato a jazz strumentale.
Finita questa fase, selezionando semplicemente la playlist con un doppio clic, i brani saranno visualizzati nella finestra principale e potremo spostarli o eliminarli in base alla nostra idea di assonanza e sequenza tra essi (fig. 11).

Oltre che ascoltarla, se la consideriamo sufficientemente riuscita, potremo salvarla (sempre dal comando File > Save playlist) e riprenderla in seguito (File > Load playlist) avendo cura di individuare una directory nella quale le archivieremo tutte (fig. 12).

Potremo anche trasferirla su CD se ci piace particolarmente, per regalarla o ascoltarla in auto, con il comando Convert > Write Audio CD, dopo aver selezionato tutte le tracce (fig. 13).
Per quest'ultima operazione, per avere un prodotto finale piacevole, sarà preferibile normalizzare i l livello tra le varie tracce, che potranno suonare più forte o più piano a seconda delle scelte di editing nell'album di provenienza. Anche questa è una funzione possibile con Foobar2000, selezionando prima di avviare la masterizzazione Replay Gain. Si aprirà un secondo menu nel quale bisognerà scegliere la normalizzazione a livello di album (Nel campo Source Mode) e converrà selezionare l'opzione apply gain and prevent clipping according to peak (evita automaticamente eventuali distorsioni del suono) nel secondo campo Processing.

In sintesi
Come si vede anche Foobar2000 è un media player completo ed efficace, forse più essenziale nell'aspetto ma sempre molto veloce e immediato nel funzionamento. Nel seguito come sempre la guida illustrata per immagini.

Note
La interfaccia Columns UI si abilita installando il relativo componente con le modalità già illustrate nella precedente parte della guida. La versione di Foobar2000 a cui si riferiscono gli esempi è la 1.1.5 e l'ambiente operativo è Windows 7.


La guida per immagini
Il primo passo consiste nel configurare la libreria, ovvero informare Foobar2000 su dove è archiviata la musica.


Fig. 1


Fig. 1b

La ricerca con il pop-up Album List e le funzioni View e Filter


Fig. 2

Controlliamo le proprietà (le informazioni) associate ad un album (The Notorious Byrds Brothers)


Fig. 3


Fig. 4

Cerchiamo con freedb se esistono già descrizioni pronte all'uso


Fig. 5


Fig. 6

Inseriamo a mano un tag (genre: Jazz, per l'album di Chet Baker). A proposito: attenzione alle minuscole e maiuscole, la ricerca è case sensitive.


 Fig. 7


Fig. 7b

Il pannello di ricerca Library > Album List nel caso di vista per Album + Artista e di filtro per data.


Fig. 8

Un altro esempio di ricerca: tutte le canzoni con "river" nel titolo.


Fig. 9

Infine creiamo una playlist, cominciando a selezionare i brani. Per ora si chiama ancora "Playlist 1".


Fig. 10

Continuando a trascinare i brani scelti per la nostra playlist di prova (un brano di jazz strumentale alternato ad uno di jazz cantato) abbiamo composto una playlist di 13 pezzi che ora stiamo ascoltando


Fig. 11

Possiamo salvarla per poi riprenderla in futuro, usando il comando Save Playlist


Fig. 12

Possiamo anche trasferirla su CD, per ascoltarla in auto o regalarla a qualcuno o qualcuna che apprezza il jazz.


Fig. 13

Infine, ecco come appare la Playlist appena creata selezionando invece la interfaccia Columns UI.


Fig. 14

E come si fa a selezionare questa interfaccia? Semplicemente da File > Preferences > Display


Fig. 15

E' tutto: enjoy the music!

mercoledì 31 agosto 2011

Un'altra soluzione all-in-1: il lettore Oppo BDP-95

NOTA: La Oppo Digital ha cessato la produzione dei suoi eccellenti componenti Hi-Fi e video nel 2018. Lettori multiformato come il BDP-95 descritto in questo post sono reperibili solo sul mercato dell'usato.

Un sistema all-in-1 per la musica liquida alternativo agli Olive O3 e O4 descritti nel precedente post, nella stessa fascia di prezzo del più economico O3, può essere anche un lettore DVD - Blu Ray multi-formato, come il nuovo BDP-95.
Erede del BDP-83 di cui parlammo un paio di anni fa e che, per motivi mai chiariti, non è stato distribuito ufficialmente in Europa (anche se ufficiosamente, su eBay, sì), come altri prodotti Oppo promette di essere molto interessante.


Rispetto agli Olive ha un paio di cose in meno, e diverse cose in più.
In meno: il disco rigido interno e, come logica conseguenza, la possibilità di "rippare" i propri CD e trasformarli con poche veloci operazioni in musica liquida. In più: la possibilità di leggere dischi di qualsiasi formato (CD, DVD, BD, sia in definizione standard, sia HD: SACD, DVD-Audio, Pure Audio Blu-Ray) e di gestire contenuti non solo audio stereo, ma anche video SD e HD e audio multicanale. E, non avendo un disco interno, la possibilità di accedere a contenuti via rete con protocollo DLNA.

Il BDP-95 può quindi essere utilizzato come Network Player (sia audio che video) nel ruolo di DLNA renderer, connesso a un DLNA media service e sotto il controllo di un DLNA media controller, con in più, rispetto a un NP come il Marantz NA7004, la possibilità di visualizzare anche contenuti video, anche HD, ovviamente.
Ma può essere anche utilizzato come lettore per contenuti audio e video su qualsiasi supporto, con tutte le funzionalità di un moderno lettore Blu Ray multi-formato, con doppia uscita HDMI, supporto di tutti formati video anche compressi, e non manca la possibilità, ormai comune, di leggere contenuti anche da unità di memorizzazione esterne connesse su una porta USB.

Una vera e proprio sorgente universale audio + video, che può svolgere sostanzialmente tutte le funzioni richieste per suonare o visualizzare contenuti su supporti di memoria sia in forma liquida che solida, da collegare per la visione ad un monitor TV con HDMI e per l'ascolto a un impianto stereo sulle uscite analogiche o ad un impianto audio multicanale su uscita digitale o analogica 5+1. Le uscite analogiche, inoltre, sono anche di tipo bilanciato e quindi, oltre che ad un normale amplificatore con le sue casse, l'ascolto può essere realizzato anche con casse amplificate disposte a distanza dal lettore.


Tra i formati audio digitali HD, quelli che ci interessano, sono supportati il Flac fino al 24/192 e tutti gli altri principali. Non mi dilungo sulle caratteristiche perché sono reperibili facilmente in rete. Consiglio anzi, per una rassegna esaustiva, la unofficial FAQ, raccolta pazientemente da un appassionato qui.

Da quanto descritto prima si può comprendere già che quella proposta da Oppo è una soluzione veramente completa, ideale soprattutto per chi ha nella stessa stanza l'impianto audio e quello video, e non ha problemi "ideologici" ad utilizzare il monitor TV in unione al lettore, per configurazioni o scelta dei brani. In ogni caso è da valutare attentamente come alternativa a Network Player specializzati come il Marantz NA7004 già citato, lo Yamaha NP-S2000 o i più "Hi-Fi" (nel senso che hanno un amplificatore a bordo) Linn Maik DS-I o Naim Uniti.

La qualità?
Come per tutti i modelli Oppo, che nascono proprio con l'obiettivo del miglior rapporto qualità prezzo, i pareri non sono unanimi. Il problema è sempre il solito: non costerà troppo poco per quello che promette? (Poco sempre relativamente ai prezzi Hi-Fi, siamo intorno ai 1100 €, attualmente)
Tutta la tecnologia utilizzata è allo stato dell'arte, convertitori audio e video in testa. Secondo alcuni non è al livello di prodotti alto di gamma, "esoterici". Anche io spero che ci sia qualche differenza con lettori multiformato alto di gamma come il Boulder 1021, che costa quasi 30.000 Euro. Ma non tutti sono convinti di queste grandi differenze.

Sicuramente è un prodotto del tutto adeguato per impianti medio alti, facilitato, nel raggiungimento delle migliori prestazioni, anche dal pieno supporto delle tecnologie ad alta definizione, sia audio sia video.

Il modello BDP-93
Da aggiungere solo che esiste anche un modello precedente, il BDP-93, con caratteristiche simili (ma non uguali) e costo inferiore (non di poco, 400-500 € in meno). Di questo modello viene segnalato in vari forum (non ho visto però prove a confronto) una sezione audio meno accurata (sicuramente senza uscite bilanciate) e un supporto non completo del protocollo DLNA, nel senso che non può, a quanto si capisce, funzionare come vero e proprio DLNA Renderer, ma utilizza il protocollo solo per accedere a contenuti su un media server, come se fosse una pen-drive o un disco connesso alla porta USB. La selezione dei brani e la navigazione devono essere quindi comandate dallo stesso lettore Oppo BDP-93 con l'ausilio del monitor TV, senza poter utilizzare un DLNA Media Controller con tutte le interessanti possibilità (telecomando con iPhone e simili) già viste in precedenti post.
La differenza di prezzo pare quindi giustificata.

giovedì 4 agosto 2011

Olive O3HD versus O4HD

Perché tanto interesse verso questo marchio da dedicare un post al confronto (statico) su due modelli? Perché si tratta di componenti per musica liquida "all-in-1" prodotti da una nota casa USA, la Olive, già affermata in questo nuovo settore, distribuiti in Italia da uno dei più noti e storici distributori del settore Hi-Fi, Audiogamma, realizzati con cura e con buone recensioni, e dal prezzo non esagerato.


In sintesi, una soluzione comoda: in un colpo solo, con un oggetto solo, senza spendere cifre enormi (meno di 1000 € per il O3HD, il prezzo di un TV LED di fascia media, un acquisto che qualsiasi famiglia italiana, o quasi, fa senza pensarci troppo), senza grandi preoccupazioni di portare in casa una fregatura, con una installazione semplicissima e che, soprattutto, non coinvolge alcun PC, si possono ottenere i vantaggi della musica liquida e dell'alta definizione.

Vediamo quindi in cosa si differenziano (a parte il prezzo), qual è quello più adatto al nostro scopo, se per caso questo approccio non sia troppo semplice e non comporti svantaggi sul lato della qualità. Prendendo spunto dalla recente prova di AF Digitale proprio del O3HD.

Olive O3HD
Un disco interno (da 0,5TB), un display a colori delle dimensioni di quelli di una buona macchina digitale (4,3"), un lettore CD, un DAC, una connessione di rete Ethernet, è tutto quello che contiene, ma anche tutto quello che serve.
Per creare la propria "libreria" (sarebbe in realtà una discoteca) di musica liquida sono a disposizione due metodi. Il primo, il più semplice e il più lungo, è trasferire i CD alla libreria in formato Flac utilizzando il lettore CD. L'altro, più veloce, ma che costringe a leggere il manuale, prevede il trasferimento da un PC in rete al disco interno.
Il risultato sarà comunque una libreria creata sul disco interno, e organizzata con un prodotto media library fornito con  il componente, e chiamato Olive Maestro, sempre del tipo iTunes e similari (con immagini delle copertine ecc.).
Per cercare la musica da ascoltare nella libreria e creare playlist si usa appunto il display da 4,3" e i tastini al suo fianco, oppure una apps per iPhone che consente di utilizzare il diffusissimo smartphone come un comodo telecomando interattivo.
Ovviamente l'uscita analogica verso l'impianto sarà garantita dal DAC interno, che esce con 2 connessioni stereo standard RCA, e che supporta i formati più diffusi (quindi Flac incluso) e file musicali anche ad alta definizione, anche 24/192.

Cosa manca?
Troppo bello, cosa manca per essere perfetto? Per prima cosa il disco interno, 0,5TB (o 500 GB) consente di caricare circa 1500 album in formato CD 16/44,1 compressi in Flac (335 MB per 60' di musica, all'incirca). In formato HD 24/192 sempre Flac ce ne starebbero circa un quarto. Abbastanza o troppo pochi lo può giudicare chiunque, in base alle sue abitudini e soprattutto alla sua scelta se mantenere o no un lettore CD nell'impianto.
Nel caso la discoteca virtuale cresca oltre questi limiti, elevati ma non troppo per un appassionato di musica, sarà necessario ricorrere di nuovo al PC, che magari era proprio quello che si voleva evitare. Nel senso che via rete si dovrà configurare una parte di discoteca su un disco esterno (uno storage server dedicato, o anche un PC).

La seconda limitazione è il DAC interno. Non perché non sia valido, AF Digitale lo giudica di fascia media per l'ascolto di CD, mentre non rileva limitazioni per l'alta definizione. Ma perché non c'è una uscita digitale, e quindi non si potrà migliorare in seguito la qualità d'ascolto inserendo nella catena Hi-Fi un DAC migliore. Ed è un settore nel quale di miglioramenti ce ne saranno ancora molti.
Altre limitazioni possono riguardare i formati (solo il FLAC e il WAV, niente WavPack, niente APE), ma sono cose che si risolvono facilmente con conversioni su PC.


Olive O4HD
Per superare queste limitazioni esiste, ovviamente, un modello superiore. Qui c'è tutto o quasi. Il disco interno è da 2TB (questi dovrebbero bastare, anche per i più onnivori, e per un bel pezzo, corrispondono a 6000 CD ed oltre 1000 album alla massima definizione), l'uscita digitale c'è, per usare un altro DAC, c'è anche la possibilità di connettere altre memorie sulla porta USB. Ad esempio una libreria che qualcuno ci presta per ascoltarla. O la classica "chiavetta" per spostamenti veloci di file audio da altre fonti. Oltre a una qualità superiore del DAC e ad una ancora maggiore silenziosità dichiarata per il disco interno.

In dettaglio i collegamenti possibili sono quelli mostrati nella immagine che segue (tratta dal sito del distributore inglese di Olive) e, come si vede, la più importante novità è rappresentata dalle uscite digitali, sia S/PDIF sia ottica, che consentono quindi di utilizzare in seguito un DAC esterno o per trasferire l'audio ad altre unità digitali (ad esempio un processor audio / video).


E l'audio multicanale?
C'è anche una connessione digitale output HDMI, ma non serve per trasmettere contenuti audio, e neanche contenuti video archiviati sul disco interno.  Nella documentazione è dichiarata come "connessione per un apparato TV", ovvero per mostrare sul grande schermo il monitor di controllo del music server, cioè quello che compare sul piccolo schermo frontale. Una funzione che sul modello economico O3HD (che è successivo) è stata eliminata, senza penalizzare le funzionalità per nessuno, credo.
Le uscite del DAC sono solo stereo, quella digitale audio sembra essere l'ingresso del DAC interno portato in uscita, il lettore per dischi è solo per CD, l'unità non legge SACD, DVD-Audio nè Blu-Ray o Pure Audio Blu Ray, nella documentazione non si fa cenno alcuno al multicanale, si può dedurre, anche se nelle molte review del music server nessuno pare ne faccia cenno, che l'audio multicanale non sia proprio supportato. Sarebbe peraltro strano che una funzionalità così caratterizzante non sia enfatizzata o almeno documentata.

Quindi gli Olive sono music server puri e rigorosi, solo stereo tradizionali. D'altra parte, come abbiamo visto a suo tempo, contenuti "liquidi" da scaricare dalla rete sono veramente rari. Il multicanale sopravvive quasi solo per gli appassionati della musica classica e solo su supporto fisico, ormai quindi soltanto SACD e qualcosa in Blu-Ray.
Limitazione di poco conto quindi, ma certo i pochi appassionati di classica di cui sopra si rivolgeranno a qualcos'altro. E gli altri? Al momento non appare tanto probabile che il multicanale audio riprenda uno spazio nella riproduzione di qualità della musica, ma se avvenisse music server con la impostazione degli Olive sarebbero esclusi. Trattandosi di tecnologia matura (mi riferisco ai convertitori) inserire anche questa possibilità, presente in qualsiasi lettore DVD o BD multiformato anche di fascia medio-bassa (come gli Oppo) non avrebbe cambiato in modo significativo il costo finale.

In sintesi
Le limitazioni del modello O3HD non consentono di considerare senza incertezze questo "music server" come un componente "definitivo" (sempre nei limiti degli oggetti tecnologici per ascoltare la musica), anche se si tratta di limitazioni facilmente superabili o che possono interessare solo impianti di fascia molto alta. D'altra parte il music server "definitivo" per la stessa Olive è il modello O4HD (o l'ancora superiore O6HD) che altrimenti non avrebbe motivo di rimanere a catalogo.
A parte i pochi adepti del multicanale questo può essere proprio il "gestore unico" della discoteca dell'appassionato di musica. Con una sola osservazione: con quello che costa per portarlo a casa, oltre il doppio del O3HD (circa 2500 € al momento) pur se è un importo non eccessivo nel particolare mondo dell'Hi-Fi, viene la tentazione di esaminare soluzioni alternative, nelle quali si investe di più sul componente che maggiormente influenza il suono (il DAC) risparmiando sulla più diffusa (e quindi economica) "sezione informatica". A prezzo, ovviamente, di una maggiore complessità.

mercoledì 29 giugno 2011

Il Network Audio Player

Il Network Audio Player è il componente su cui puntano i tradizionali produttori di hi-fi per giocare un ruolo anche nella musica liquida. Modelli sono proposti ad esempio da Marantz, Yamaha, Linn, Naim; questi ultimi due, più costosi, includono anche l'amplificatore. Tutti supportano il protocollo standard che consente a questo tipo di componente di dialogare con il resto del mondo digitale, ovvero il DLNA (Digital Living Network Alliance, un subset dello standard di scambio multimediale UPnP - Universal Plug & Play). Alcuni supportano anche l'alternativa di mercato, il protocollo proprietario AirPlay di Apple.

Il Network Audio Player Yamaha NP-S2000
Con i Network Audio Player (o semplicemente network player) si può ascoltare la musica liquida, memorizzata in ambiente PC in un formato digitale supportato, anche senza un computer nella catena di riproduzione. Le conversioni da formato lossless a formato digitale non compresso (Wav in codifica PCM) e da quest'ultimo al segnale analogico da inviare all'ingresso dell'amplificatore, sono realizzate dal network player.


Il Network Audio Player Marantz NA7004
Per scegliere la musica da ascoltare, accedendo alla discoteca virtuale, in questa configurazione minimale,  illustrata nella figura seguente, l'ascoltatore ha a disposizione solo il display del player e il suo telecomando, con funzionalità molto limitate, rispetto a un media player come iTunes o Foobar2000.

Comandare il network player
Il protocollo DLNA comprende diverse tipologie di componenti, in particolare:
  • digital media server: distribuisce i contenuti in rete
  • digital media player: seleziona, riceve dal server ed esegue (visualizza o fa suonare: playback) i contenuti digitali trasmessi in rete
  • digital media controller: comanda le operazioni tra server e renderer
  • digital media renderer: riceve dal server i contenuti, dal controller i comandi, ed esegue i contenuti digitali trasmessi in rete
Nella configurazione semplice mostrata prima il network player funzionava come media player e i componenti in uso erano solo i primi due. Aggiungendo un media controller e facendo lavorare il network player come media renderer è possibile sfruttare le più estese possibilità di navigazione e selezione dei contenuti musicali all'interno della propria discoteca virtuale.

Usando il media controller l'ascoltatore di musica:
  • si collega alla discoteca virtuale (al media server) visualizzando i contenuti e organizzandoli (per genere, per musicista ecc.)
  • seleziona i contenuti e li organizza in una playlist (scaletta)
  • invia i contenuti all'ascolto e lo regola (controllo di volume ecc.)
E cos'è questo media controller in pratica? Niente altro che iTunes o uno dei suoi emuli, Foobar2000, MediaMonkey, persino Windows Media Player (WMP) nelle ultime versioni. Basta che sia compatibile con UPnP / DLNA.


In questa configurazione non fa nessuna operazione di elaborazione, trasforma solo i comandi dell'appassionato in comandi "digitali". Ad esempio la conversione da lossless a formato non compresso è eseguita dal renderer, che viene attivato con la funzione "play to" (in WMP) o similari in altri player.

Il telecomando
In questa seconda configurazione abbiamo reintrodotto un computer, con Foobar2000, ad esempio, che controlla da un lato l'archivio della musica digitale, e dall'altro il componente che la trasforma in musica da ascoltare. Immaginiamo quindi che nella sala di ascolto dell'appassionato di musica ci sia, accanto alla sua poltrona preferita, davanti ai suoi diffusori acustici hi-fi, un notebook sul quale ha organizzato il suo ascolto. Che resterà acceso come una console di comando di uno studio di registrazione per tutta la durata della musica che vuole sentire, anche se, una volta scelto il voilume, almeno lo schermo potrà essere spento.

Esiste però una alternativa più comoda rispetto a questa, completa e versatile ma forse non gradita a tutti gli audiofili, utilizzando un altro oggetto elettronico che molti hanno già con sé. Sto accennando, ovviamente, ad uno smartphone, e in particolare allo smartphone del momento, l'iPhone di Apple.

Uno smartphone non è altro che un computer di forma più compatta (e incidentalmente dotato di antenna per connettersi alla rete di telefonia mobile) e quindi può far girare senza problemi una applicazione conforme ad un media controller DLNA. Ne esistono diverse, ad esempio media:connect di Persona Software o Wizz App, fornita direttamente assieme al network player della Marantz, il NA7004. Con queste applicazioni si possono fare le stesse operazioni fornite da un media player su PC, con minori funzionalità per via dello schermo più piccolo e della tastiera miniaturizzata, ma con maggiore comodità perché è un oggetto che sta in mano come un telecomando, che si accende subito, che non fa alcun rumore e che ci si dimentica quando la musica parte. E che funziona a prescindere dal PC.

La stessa cosa si può fare anche con i concorrenti di Apple, che utilizzano il sistema operativo Android di Google, cercando tra molte applicazioni apparentemente simili quella giusta. Non si è ancora affermato, infatti, un leader di mercato.

Il remote control
Lo stesso iPhone (o smartphone Android) può anche fungere da telecomando per il PC, con apps come Apple Remote. Il PC in questo caso dovrà rimanere acceso da qualche parte della casa (anche diverso dalla stanza da musica) e l'iPhone accederà alla libreria (alias discoteca) iTunes selezionando il programma musicale. Ma la stessa modalità si potrà ottenere con MediaMonkey e la sua apps iMonkey, sempre per iPhone. Per Android ci sono diverse soluzioni (è un settore in sviluppo), ad esempio Gmote per il noto player universale freeware VLC, o VideoLAN.

Nel mondo Apple
Il mondo Apple è basato su standard proprietari, non c'è scelta ma in compenso funziona tutto con molte meno sorprese. E' possibile ottenere le stesse funzionalità di distribuzione e ascolto della musica in rete mediante: Airport Express (il media server) e iTunes (il media controller); il network player può essere lo stesso, se gestisce anche il protocollo sviluppato da Apple, e che si chiama AirPlay. E' questo il caso del Marantz NA7004, che include questa funzionalità (come add-on).
Come telecomando si può usare, ovviamente, un iPhone con la applicazione Remote già citata prima.

Ma nel mondo Apple c'è un altro componente che per questo uso è veramente l'ideale, il tablet iPad. Questo è un vero e proprio computer portatile, l'unica differenza è la eliminazione della tastiera e del mouse, sostituiti dallo schermo touch screen. E sull'iPad è incluso (come in tutti i computer Apple) il software iTunes ed è supportato il protocollo AirPlay. Quindi basta collegare l'iPad alla rete domestica con wi-fi per avere sottomano tutta la discoteca virtuale, comodamente navigabile, con un telecomando interattivo un po' più grande del normale, ma che si accende subito, è silenzioso e quando non serve più e ci si vuole concentrare sulla musica si spegne anche subito.

La stessa cosa con un tablet non Apple? Come già scritto in precedenza, il mondo Android per la musica  è molto meno stabilizzato, media player evoluti e completi come iTunes, Foobar2000 o mediaMonkey in questo ambiente non ci risulta siano disponibili, anche se è probabile che la situazione cambi presto. Mentre i tablet con ambiente Windows devono ancora arrivare, si parla del 2012.

Apple e l'alta risoluzione in musica
Non c'è dubbio quindi che per i pigri e per gli appassionati puri la soluzione Apple abbia una forte attrattiva. Anche se un paio di punti aperti rimangono:
  1. la impossibilità di gestire file audio in formato Flac, i più diffusi. Precisa scelta Apple, ma aggirabile con un minimo di impegno in più, come abbiamo già documentato in un post, empo fa;
  2. l'alta definizione: rimane o no dopo gli avanti e indietro con AirPlay? Sul predecessore AirTunes sicuramente no, i file audio anche Alac in HD venivano "abbassati" a 16/44.1; 
  • AirPlay dovrebbe invece gestire senza "downgrade" anche file audio a 24/96, ma non è che ci sia molta chiarezza in merito; sicuramente Apple, se pur questo livello di qualità è ora raggiungibile, non lo enfatizza per nulla. E' necessaria una indagine approfondita che ci ripromettiamo di fare presto. 
In sintesi
Con queste ultime considerazioni, che però dovevano pure essere poste per non lasciare il quadro della situazione incompleto, ci siamo un po' allontanati dall'obiettivo. Che era illustrare il ruolo centrale di un network player nella catena di ascolto per la musica liquida, e le possibili alternative per comporre un impianto che usi questo componente assieme al media server illustrato nel post precedente.
Come si vede, il punto di arrivo è veramente affascinante, comodità e qualità ai massimi livelli sono ormai alla portata dell'audiofilo, e senza costi iperbolici. Manca ancora qualche mattone alla costruzione completa, ma sembra che non si debba attendere ancora molto.

sabato 11 giugno 2011

Un media server su PC

Nel precedente post abbiamo mostrato il modello generale di un impianto per ascoltare la musica liquida, ed osservato che viene sempre più spesso proposto un sistema di archiviazione centralizzato e specializzato per i media video e audio, anche in alta definizione, il media server.

Vediamo quindi ora in maggiore dettaglio come funziona un media server, cominciando dalla configurazione più semplice (ma non la più facile da realizzare): un media server implementato su un PC. In questa configurazione un normale PC fisso (nel nostro caso un Mac) svolge il ruolo di archivio multimediale, rendendo disponibili i contenuti a tutti i client presenti nella rete domestica, purché siano conformi allo standard Universal Plug 'n Play (UPnP) ora standardizzato come DLNA.

I client potrebbero essere network player audio o console per giochi, o anche un altro PC, magari un notebook connesso ad un DAC e tramite questo all'impianto Hi-Fi. In questo caso un Vaio con Windows 7.

Una soluzione utile per riusare componenti già presenti in casa o per sperimentare questa soluzione, ma una installazione non così semplice come sembrerebbe, che ha richiesto diversi tentativi, sicuramente istruttivi per capire come funzionano questi componenti, e che quindi propongo in questo post, confidando che siano utili anche a qualcun altro.

Usando lo schema a blocchi già proposto, la configurazione sarà quella mostrata sotto, con la parte PC Mac in verde e quella notebook in azzurro.

Scegliere un media server
Ce ne sono veramente molti e molti sono gratuiti, come sempre, si inizia da questi ultimi. Su Mac il più noto è Plex, che però era giudicato particolarmente pesante in alcuni forum. Quello che proprio nessuno vuole è "windowsizzare" un Mac, quindi la scelta è caduta su un altro prodotto nuovo, che si presenta molto bene, TVMobili.


La installazione è molto semplice e con pochi clic si ha il software pronto all'uso, bisogna poi fargli vedere i file musicali che si vogliono condividere, e per questo scopo è presente una interfaccia molto intuitiva, nel pannello "setting", e inoltre le librerie musicali (ad esempio quella di iTunes) vengono caricate automaticamente, come in molti prodotti analoghi. Ovviamente ho inserito file musicali di tutti i tipi, Flac a 16 bit e a 24 bit, Wav idem, Alac a 24/96, compressi AAC e MP3.



Il servizio in rete
Si tratta solo di verificare se da Windows 7 si vede, e anche qui tutto funziona senza grandi difficoltà. Dal pannello di controllo Rete si vede il nuovo servizio (dopo aver dato l'assenso al Firewall di Windows). probabilmente non è lo stesso con Windows XP, perché si tratta di una evoluzione inserita in Vista/7, a quanto ho letto. Aprendo il service si attiva Windows Media Player e parte la riproduzione, come ci si attende. Tutto bene, ma solo per MP3, per i noti limiti del player di casa Windows in configurazione standard. In particolare, niente Flac, a meno di acrobazie che proprio mi rifiuto di fare per principio. Si decidesse Microsoft a fornire un lettore adeguato.

Il player UPnP
Usiamo quindi un player un po' più universale e versatile, ovviamente è il solito Foobar2000, al quale abbiamo già dedicato alcune guide. Bisogna installare il componente "terze parti" foo_upnp e il media player mette a disposizione un completo ambiente UPnP, con player, server e render. Il primo è quello che serve a noi. Dal menu View > UpNP Browser si apre una finestra pop-up che consente di selezionare il server TVMobili e di arrivare alle canzoni che vogliamo ascoltare, che sono inserite automaticamente nella finestra playlist di Foobar.

Scegliendo brani in MP3 e poi in AAC va tutto bene, in pochi attimi inizia la riproduzione esattamente come ci si aspetta. Magari si troverà qualche differenza nella visualizzazione dei contenuti non musicali, qualche altra configurazione da fare, ma la funzione di base c'è e funziona perfettamente.

Passando ad un formato lossless in alta definizione (Alac 24/96) arriva la prima sorpresa (NB: in foobar per ascoltare Alac, il formato lossless di Apple, alternativo a Flac, occorre installare su Foobar2000 un componente aggiuntivo).
Si scopre che la dimensione del buffer può essere critica per audio a 24 bit: usavo sul notebook 1970 ms ed in un caso è andato in memora insufficiente (pur avendo 4GB di RAM), ho dovuto impostare il valore a 770 ms. Dipende ovviamente da cos'altro stiamo facendo sul PC, in precedenti prove non ho avuto problemi. E in tutti i casi l'inizio dell'ascolto non è immediato, occorre prima che si riempa il buffer. Possono essere necessari anche 30" o più.
Con buffer piccolo però si rischiano interruzioni se in rete ci sono rallentamenti (es. qualcuno in casa che sta facendo qualche altra cosa). Il valore di 770 ms sembra essere un buon compromesso.

E gli altri formati?
La seconda sorpresa è un po' più fastidiosa, il player non legge file audio Wav (sia 16/44,1 sia 24/96) e neanche Flac (anche in questo caso SD e HD). Non è dichiarata la incompatibilità né lato server né lato client e quindi la cosa è inaspettata. E' vero che lo standard UPnP non contemplava il Flac (ma il Wav sì) ma tutte le implementazioni successive lo hanno inserito.
In particolare i file in formato Flac non vengono proprio visti dal browser UPnP e quindi non vengono inseriti nella playlist. Quelli Wav vengono invece inseriti ma, se 24/96, vanno in errore con questa diagnostica:

Unrecoverable playback error: Unsupported stream format: 32000 Hz / 24-bit / 1 channels  (24/96 WAV)

Se invece sono 16/44.1 dopo un po' più tempo vanno comunque in errore con quest'altro messaggio:

(Unsupported format or corrupted  file): "http://192.168.0.2:30888/__contentStreamUPnP/e0ed165a6d142d93b88c501a640e6467/TVMOBiLi/0-29721fe5257a862adddd946aa383b1ffx77904y20z1307129798"

Strano che ci fosse una incompatibilità così evidente, ho cercato tra i post e i forum e non ho trovato nulla che potesse chiarire il problema In alcuni thread molto tecnici alcuni scrivono che il formato Flac non è supportato in modo nativo in UPnP, e che la implementazione specifica (codice Mime) in foo_upnp non è conforme a quella normalmente usata nei media server. Stessa spiegazione per i Wav, ancora più contorta perché pare si possa forzare una conversione durante la trasmissione. Ho provato anche questo e nulla cambiava.  Ho provato allora ad inserire io questo quesito, ma dopo diversi giorni e un paio di sollecitazioni (altri post) nessuna risposta è giunta.

Un altro player
Va bene, c'è un problema di incompatibilità, nel mondo degli standard accade. Sarà lato player o lato server? Il player sembra un componente più semplice, per il quale esistono più alternative, quindi partiamo da qui. E si scopre che di alternative non ce ne sono poi molte.
Winamp era dato per player Flac con un plugin che lo estendeva a player UPnP/DLNA, chiamato On2Share. Andandolo a cercare si scopre però che si tratta però di un prodotto (tedesco) piuttosto vecchio, non c'è neanche più il sito e il dominio. Il prodotto si trova però ancora in giro, sui soliti siti di dowload (quelli legali). Installato e provato funziona, individua il server UPnP, mostra la directory musicale nella playlist di Winamp, come promesso, e però tutto si ferma qui, perché Winamp poi la playlist non la suona. Incompatibilità con Winamp che nel frattempo è andato avanti? In ogni caso i file Flac non li vedeva neanche On2Share.


Passiamo ad un altro player veramente universale, un fantastico prodotto free superiore a tutti i prodotti a pagamento: il ben noto VideoLAN, o VLC, un software gratuito, sviluppato da anni da ottimi programmatori in giro per il mondo, che suona e mostra ogni formato al meglio. E supporta anche UPnP. Più o meno.


Difatti nella versione per Windows il modulo "services discovery" che serve appunto per attivare il servizio di ricerca in rete di server UPnP attivi, pur se documentato - vedi nel seguito la documentazione sul wiki on-line del prodotto - non si attiva proprio.

When VLC is compiled with UPNP support, you will still need to enable UPNP service discovery:
  • either on command line via $ vlc --services-discovery upnp_intel
  • or in the playlist menu: File/Service discovery/UPNP
Then discovered UPNP servers will be listed on the playlist.

Quindi non è possibile navigare tra i contenuti musicali come si fa con il browser di foo_upnp. 


La sorpresa è però che nella versione per Mac la funzionalità esiste e viene mostrata. Quindi sembra proprio essere una omissione nella distribuzione per Windows. In qualche forum viene data infatti questa spiegazione, pare perché ancora non stabile in questo ambiente (anche se esiste da 5 anni o più), sia stata riservata solo alle distribuzioni per Mac e per Linux. Sempre cercando sui forum si trovano anche dei sorgenti che sembrano dei fix per questi problemi, ma modificare il kit di distribuzione o ricreare l'eseguibile con questi sorgenti, senza documentazione, è oltre le mie capacità.

Il workaround
Si può però tentare un'altra strada. Poiché i messaggi di errore di foo_upnp restituiscono l'indirizzo di rete http, come si è visto prima, e VideoLAN consente di indicare l'Url, ho provato a lanciare il file remoto in questo modo. E funziona, sia in Wav 16/44.1 sia 24/96. L'ascolto parte subito e senza problemi. I Flac, come dicevo prima, non vengono proprio visualizzati, ma ho aggirato anche questo problema con un trucco. Rinominati in mp3, foo_upnp li vede e si possono lanciare. Arriva poi subito il messaggio di errore, ma con la indicazione dell'Url, e quindi si possono lanciare anche loro con VLC. E funziona perfettamente anche in questo caso, come si vede nell'immagine sotto per Poinciana nella esecuzione di Ahmad Jamal.



Perfettamente per modo di dire perché, non potendo navigare, la funzionalità che ho individuato è praticamente inutile. In ogni caso ho potuto provare che si può fare, sia TVMobili sia UpNP lo consentono, se solo si trovasse un player compatibile con TVMobili, cosa che foo_upnp non è, a meno che qualcuno mi indichi un qualche sistema per superare l'ostacolo.

Tutti oggetti freeware sinora, forse devo arrendermi all'evidenza e provare qualcosa a pagamento, forse solo così si può ottenere questa funzionalità. Proviamo quindi un software citato e consigliato su alcuni forum (di VLC), dal nome invitante, 4u2Stream. C'è una versione trial e quindi si può fare una prova.
Installato, si dimostra essere molto facile nell'uso, con una interfaccia minimale ma sufficiente allo scopo. In pochi attimi funziona tutto ma ... nello stesso identico modo di foo_upnp: Flac non visibili e Wav che vanno in errore (senza messaggi però).

Cambiamo media server
Non voglio credere che quelli di foo_upnp abbiano messo sul mercato (per modo di dire, è gratuito) un prodotto per il più noto media player Flac senza un test con questi file. Quindi bisogna provare, proseguendo secondo la nota metodologia di problem solving Kepner & Trigoe, a cambiare il media server.
La scelta anche per Mac è ampia, ma poi cercando sui foirum o sulle specifiche dei singoli prodotti si scopre che alcuni non supportano tutti i formati, e in particolare non supportano il Flac. Non so come facciano a non supportarlo, visto che la decodifica la fa il player, ma evidentemente il trasferimento è in qualche modo dipendente dalla codifica.

Per non andare a tentativi e non impiegarci settimane non rimane che una scelta: passare ai media server a pagamento. E visto che ci siamo, al più diffuso attualmente: TwonkyMedia Server della PacketVideo di San Diego. Prima bisognerà provarlo, e sul sito non pare ci sia una versione trial. Non costa molto, ma visto le esperienze precedenti è meglio cercare in  rete. E la versione trial (per Mac) esce fuori, non si sa come, sui soliti siti (legali, ripeto) tipo download.it. La versione provata è la 6.0.28, l'ultima è la 6.0.32.

E stavolta, a conferma che ogni tanto per la qualità bisogna pagare, la funzionalità c'è ed è completa, per tutti i formati di file audio che avevo inserito sul Mac. Come si può vedere nelle videate che seguono, che riguardano tutti i file che ho provato.


Twonky ha una interfaccia (su PC) veramente minimale, ma molto funzionale, a scelta di tipo HTML (la più minimale, quella che ho usato) o flash (più ricca, ma sempre molto semplice nella impostazione) e con poche operazioni molto intuitive si può condividere tutta la musica (o i materiali video) che vogliamo mettere a disposizione di altri player nella rete domestica.



Il comando è Basic Setup > Sharing nel pannello Setting (quello con la chiave inglese), condividendo una directory root si condivide tutto l'albero di sottodirectory (quindi tutta la musica contenuta). Il passaggio da un pannello all'altro avviene semplicemente con i comandi di navigazione del browser, essendo la interfaccia completamente "browsed".


 Nel pannello Setting si trovano poi tutti gli altri comandi di configurazione, ma l'unico che serve obbligatoriamente è Sharing. Un altro comando interessante può essere Media Receivers, che mostra tutte le unità DLNA compatibili che, nella rete domestica, sono connesse al media server.

Nella immagine che segue la interfaccia flash, per chi la dovesse preferire.


Always On
Un'altra cosa da notare, ovvia ma importante, è che, se il media server è su PC, per essere accessibile il PC deve essere sempre acceso. Il Mac, come molti computer moderni, ha una funzione risparmio energia e si spegne automaticamente a tempo. E non si riaccende automaticamente se un receiver chiede accesso all'archivio. Se si vuole quindi seguire questa strada bisogna disabilitare questa funzione o decidere quando attivare manualmente il media server. Da notare anche che il Twonky si ripresenta in rete automaticamente una volta "risvegliato" il PC, mentre TVMobili va in una stato non gestito ed è necessario disattivarlo e riattivarlo con l'apposito comando in alto (quello col simbolo universale on/off) per farlo vedere di nuovo dalla rete.
Ulteriore conferma che Twonky è effettivamente un prodotto ben realizzato.

E la qualità?
Gli appassionati di Hi-Fi sono attentissimi ad ogni possibile degrado del suono dovuto al trasferimento dei preziosi flussi di dati che racchiudono l'amata musica, sino a discettare su cavi digitali che possono avere influenza sul suono (cosa che appare proprio impossibile), e quindi come potranno considerare questa configurazione? Dove i suddetti dati passano da un software all'altro, vengono scomposti, incapsulati, memorizzati localmente, magari codificati e decodificati. Quante alterazioni potranno subire? Quanto potranno essere sensibili alla implementazione, a software non perfettamente a punto, a differenti interpretazioni degli standard?
All'ascolto, per quello che si può appurare in questo modo, non si percepisce alcun degrado, e il player Foobar2000, come si vede nelle immagini, vede i file audio nei formati HD originali, quindi non dovrebbero esserci problemi, ma gli audiofili hanno spaccato il capello in quattro per molto meno, e non sarebbe male se riviste specializzate con laboratori in grado di fare misure controllassero i molti passaggi di questa interfaccia.

In sintesi
Tirando le somme, abbiamo visto che si può benissimo organizzare la nostra discoteca liquida usando un PC come server, magari con dischi Usb esterni. Il software per il media server, a meno che qualcuno più paziente di noi ne individui uno freeware all'altezza di Twonky, occorre acquistarlo, ma il costo non è davvero elevato, 19 $, quindi ca. 15 € al cambio attuale, per la licenza d'uso.
L'alternativa è quella di acquistare invece tutto il media server come unità separata e dedicata. Diverse società specializzate in storage server li stanno proponendo (Lacie, Iomega, Western Digital), e hanno di solito la Twonky come media server software, già incluso.
Hanno di solito capacità disco superiori a quelle interne dei PC (0,5 o 1TB e oltre) e sono progettate per essere "always on", oltre ad avere spesso altre funzioni di connettività (tipo interfaccia HDMI per TV HD).
Costano anche relativamente poco (anche meno di 200 €) e sono effettivamente una soluzione molto efficiente.

Nel seguito, come sempre, alcune videate esplicative del funzionamento di Foobar2000 connesso al media server TwonkyMedia.


Il browser UPnP di Foobar2000 mostra i servizi di rete disponibili


La selezione dell'album da ascoltare.


L'ascolto di un brano (As Tears Go By) codificato in formato Flac SD 16/44.1.


L'ascolto di un brano in formato Wav HD 24/96 (Goodbye Pork Pie Hat nella versione di Bert Jansch e John Renbourn).


Un brano in Flac HD (24/96) da Tapestry di Carole King.

sabato 4 giugno 2011

Un impianto per la musica liquida

La fantasia dei produttori di hardware per l'ascolto della musica liquida è in continuo aumento, con combinazioni e varianti sempre diverse, ed è utile quindi riassumere quali sono i componenti elementari sui quali giocano i progettisti per creare queste combinazioni, ovvero quali sono i componenti che servono per comporre un impianto per la musica liquida (cliccare sull'immagine per visualizzare gli schemi in dimensioni originali):

La prima suddivisione è tra il dominio informatico (digitale) e quello analogico, con componenti necessariamente tradizionali del mondo Hi-Fi.
I componenti sul lato informatico possono essere applicazioni software che girano su un PC o componenti specializzati (in gergo appliance, PC che svolgono una sola funzione, per la quale sono ottimizzati).
Un componente però è sempre obbligatoriamente su PC (fisso o notebook che sia) negli impianti attuali: l'acquisizione della musica liquida, ovvero il digital download in qualsiasi forma.

Anche gli altri due componenti indicati in azzurro sono quasi sempre una applicazione software. Il primo è il media player, il sistema per organizzare, ricercare e ascoltare la musica (iTunes, Foobar2000, MediaMonkey, J.River Media e così via). In alcuni casi però può essere integrato in componenti specializzati di tipo all-In-1, pur se con modalità operative forzatamente più semplificate (Olive O3HD o O4HD) o veramente minimali (network player come lo Yamaha NP-S2000 o il Marantz NA7004).
L'altro è il sistema per trasformare CD (o anche materiale analogico) in musica liquida. Anche in questo caso si usano normalmente applicazioni per PC (come Foobar2000, vedi la nostra mini-guida in proposito) ma alcuni componenti all-in-1 come Olive includono anche questa funzionalità, pur se limitata ai CD.

Gli altri due componenti in verde possono essere implementati anche su PC, ma sempre più spesso sono utilizzati componenti esterni specializzati. Nel caso del DAC è praticamente un obbligo per raggiungere prestazioni Hi-Fi, e il mercato produce ormai sempre nuovi modelli in un range diventato molto vasto sia per costo sia per prestazioni. E' giusto perché è il componente che influenza maggiormente l'ascolto, che ha il compito più difficile, passare dal mondo digitale a quello analogico.

La strategia per lo storage
Sullo storage, ovvero su dove archiviare questa famosa musica liquida, occorre un approfondimento. La scelta di dove archiviare dipende più da esigenze di praticità che da esigenze musicali, anche se non è priva di effetti collaterali. In  pratica esistono 3 alternative:
  • il disco interno del PC
  • un disco esterno connesso ad una porta USB o Firewire
  • uno storage server
La prima soluzione è la più semplice da realizzare e la più stabile, tutti i componenti girano sullo stesso PC e sullo stesso sistema operativo e sono meno soggetti a problemi di configurazione. Per 800-1000 album codificati in lossless servono circa 250 GB e quindi anche dal punto di vista delle prestazioni richieste al PC nulla di troppo difficile (neanche se è un notebook).

E' però la soluzione meno flessibile: solo usando quel PC (e non altri di casa) si potrà ascoltare la musica liquida contenuta nella "discoteca" virtuale, e il suddetto PC mentre "suona" dovrà essere posizionato solitamente nei pressi del DAC, al quale sarà collegato tipicamente con una connessione USB.

Per questo motivo si stanno diffondendo sempre di più storage server esterni: la discoteca virtuale su un disco rimovibile e collegabile via USB, la soluzione più semplice, ma che obbliga comunque a rendere disponibile la libreria solo ad un PC alla volta, o la più completa, lo storage server.

In questo ultimo caso, se il disco esterno che ospita i file musicali è accompagnato da un apposito software, un media server, e se questo presenta i suddetti file musicali alla rete secondo un protocollo di comunicazione ampiamente accettato, i file musicali (ma anche video) saranno visbili e suonabili da tutte le unità nella stessa rete domestica (cioè dovunque posizionati nella casa).
Quindi non solo il DAC, che ora diventerà un network player, perché dotato anche di questo software di comunicazione in rete, ma anche componenti audio o video non alta fedeltà (per ascolto multi room, integrato nell'apparecchio TV ecc.).

Il protocollo DLNA
I protocolli di comunicazione disponibili sul mercato sono per fortuna soltanto due, DLNA (Digital Living Network Alliance, standard condiviso da più fornitori, riferito anche come il predecessore UPnP, Universal Plug 'n Play) e AirPlay (proprietario di Apple). Quest'ultimo è al momento limitato a 48KHz, anche perché, come si capisce dal nome, è orientato al wireless, e quindi una volta tanto si può prescindere dalle soluzioni della casa della mela, almeno per chi punta all'alta definizione (a differenza, evidentemente, di loro). Ci concentriamo nel seguito quindi su DLNA.

Quella che vediamo sopra è quindi la configurazione su cui la industria sta puntando maggiormente ora, composta da:
  • un PC per il download digitale e la scelta della musica da trasmettere (media player);
  • uno storage server per centralizzare tutta la musica (e i video, e le immagini) della casa e presentarlo ai codec DLNA presenti, associato ad un media server (Twonky Media Server, TVMobili, Assets);
  • un network player, cioè un DAC in grado di connettersi allo storage server via DLNA e prendere da lì i file audio da codificare, su comando del media player.
In particolare, i nomi usati nel protocollo DLNA alle diverse tipologie di componenti sono:

  • digital media server: distribuisce i contenuti in rete
  • digital media player: seleziona, riceve dal server ed esegue (visualizza o fa suonare: playback) i contenuti digitali trasmessi in rete
  • digital media controller: comanda le operazioni tra server e renderer
  • digital media renderer: riceve dal server i contenuti, dal controller i comandi, ed esegue i contenuti digitali trasmessi in rete.
Questi sono i componenti che possono essere utilizzati, non è detto che un impianto debbano essere presenti tutti e che debbano essere componenti separati. Ad esempio un Media Player come iTunes può svolgere anche i compiti di Media Controller. La novità importante introdotta con questo protocollo è che, se un componente è conforme ad essa, può operare con qualsiasi altro componente in varie combinazioni e in modalità "plug 'n play", quindi con una complessità di configurazione minima.
(Approfondimento successivo: gli schemi base di un impianto hi-fi con musica liquida)


Il telecomando
Per decidere cosa ascoltare si rimane però sempre legati ad un PC per accedere al media player. Ma poiché ormai la musica, le centinaia di Giga Byte per archiviarla, stanno da un'altra parte, nello storage server, questo PC può anche non avere esigenze così stringenti di potenza. Potrebbe essere quindi anche un notebook compatto, collegato in Wi-Fi, dove gira solo il media player, iTunes o Foobar2000 che sia, e attraverso il quale selezionare ed organizzare con la massima comodità la musica da sentire accedendo alla vasta libreria sullo storage server.

Potrebbe essere anche un iPad, con il vantaggio dell'avvio immediato, della compattezza e della comoda interfaccia touch screen, che veramente lo farebbero diventare un super telecomando. Al momento però solo in ambiente tutto Apple, con iTunes, uno storage server Airport Express e un network player (che include il DAC) compatibile AirPlay, come il Marantz NA7004. (Approfondimento successivo: iPad come gestore di una libreria musicale).

Ma potrebbe essere anche un qualsiasi altro tablet PC con Android, o anche un iPhone, o un altro smart phone con Android, usati veramente come telecomando, con display, interattivo, touch screen, ricerca testuale e tutto quanto un normale telecomando difficilmente farà, collegati a iTunes o Media Monkey, che possono essere comandati anche dall'esterno in questo modo, sempre via Wi-Fi. (Approfondimento successivo: iPhone come telecomando di una libreria musicale)

Bello. Peccato solo che mettere assieme i vari pezzi, a dispetto di quanto affermano i produttori, non sempre è lineare e immediato. E quando non lo è, quando non funziona al primo colpo, bisogna diventare esperti di PC, lettori di forum, investigare su protocolli, sicurezza e firewall, per venirne fuori. Per questo motivo il mondo Apple, tutto ben coordinato perché proprietario, pur con le sue irritanti limitazioni (no FLAC, alta definizione al minimo) rimane così attraente. E da questo motivo nasce anche il grande interesse per i sistemi all-in-1, che saranno pure poco flessibili e meno pronti per gli sviluppi futuri, ma che funzionano al primo colpo. Ad esempio l'Olive O3HD, con riferimento allo schema, copre da solo tutti i componenti nell'area ombreggiata, pur se con limitazioni operative per il media player integrato.

Rimane quindi ancora molto spazio per approfondimenti e test sulle tante alternative che il mondo della musica liquida propone, con particolare attenzione ai media server.