sabato 4 giugno 2011

Un impianto per la musica liquida

La fantasia dei produttori di hardware per l'ascolto della musica liquida è in continuo aumento, con combinazioni e varianti sempre diverse, ed è utile quindi riassumere quali sono i componenti elementari sui quali giocano i progettisti per creare queste combinazioni, ovvero quali sono i componenti che servono per comporre un impianto per la musica liquida (cliccare sull'immagine per visualizzare gli schemi in dimensioni originali):

La prima suddivisione è tra il dominio informatico (digitale) e quello analogico, con componenti necessariamente tradizionali del mondo Hi-Fi.
I componenti sul lato informatico possono essere applicazioni software che girano su un PC o componenti specializzati (in gergo appliance, PC che svolgono una sola funzione, per la quale sono ottimizzati).
Un componente però è sempre obbligatoriamente su PC (fisso o notebook che sia) negli impianti attuali: l'acquisizione della musica liquida, ovvero il digital download in qualsiasi forma.

Anche gli altri due componenti indicati in azzurro sono quasi sempre una applicazione software. Il primo è il media player, il sistema per organizzare, ricercare e ascoltare la musica (iTunes, Foobar2000, MediaMonkey, J.River Media e così via). In alcuni casi però può essere integrato in componenti specializzati di tipo all-In-1, pur se con modalità operative forzatamente più semplificate (Olive O3HD o O4HD) o veramente minimali (network player come lo Yamaha NP-S2000 o il Marantz NA7004).
L'altro è il sistema per trasformare CD (o anche materiale analogico) in musica liquida. Anche in questo caso si usano normalmente applicazioni per PC (come Foobar2000, vedi la nostra mini-guida in proposito) ma alcuni componenti all-in-1 come Olive includono anche questa funzionalità, pur se limitata ai CD.

Gli altri due componenti in verde possono essere implementati anche su PC, ma sempre più spesso sono utilizzati componenti esterni specializzati. Nel caso del DAC è praticamente un obbligo per raggiungere prestazioni Hi-Fi, e il mercato produce ormai sempre nuovi modelli in un range diventato molto vasto sia per costo sia per prestazioni. E' giusto perché è il componente che influenza maggiormente l'ascolto, che ha il compito più difficile, passare dal mondo digitale a quello analogico.

La strategia per lo storage
Sullo storage, ovvero su dove archiviare questa famosa musica liquida, occorre un approfondimento. La scelta di dove archiviare dipende più da esigenze di praticità che da esigenze musicali, anche se non è priva di effetti collaterali. In  pratica esistono 3 alternative:
  • il disco interno del PC
  • un disco esterno connesso ad una porta USB o Firewire
  • uno storage server
La prima soluzione è la più semplice da realizzare e la più stabile, tutti i componenti girano sullo stesso PC e sullo stesso sistema operativo e sono meno soggetti a problemi di configurazione. Per 800-1000 album codificati in lossless servono circa 250 GB e quindi anche dal punto di vista delle prestazioni richieste al PC nulla di troppo difficile (neanche se è un notebook).

E' però la soluzione meno flessibile: solo usando quel PC (e non altri di casa) si potrà ascoltare la musica liquida contenuta nella "discoteca" virtuale, e il suddetto PC mentre "suona" dovrà essere posizionato solitamente nei pressi del DAC, al quale sarà collegato tipicamente con una connessione USB.

Per questo motivo si stanno diffondendo sempre di più storage server esterni: la discoteca virtuale su un disco rimovibile e collegabile via USB, la soluzione più semplice, ma che obbliga comunque a rendere disponibile la libreria solo ad un PC alla volta, o la più completa, lo storage server.

In questo ultimo caso, se il disco esterno che ospita i file musicali è accompagnato da un apposito software, un media server, e se questo presenta i suddetti file musicali alla rete secondo un protocollo di comunicazione ampiamente accettato, i file musicali (ma anche video) saranno visbili e suonabili da tutte le unità nella stessa rete domestica (cioè dovunque posizionati nella casa).
Quindi non solo il DAC, che ora diventerà un network player, perché dotato anche di questo software di comunicazione in rete, ma anche componenti audio o video non alta fedeltà (per ascolto multi room, integrato nell'apparecchio TV ecc.).

Il protocollo DLNA
I protocolli di comunicazione disponibili sul mercato sono per fortuna soltanto due, DLNA (Digital Living Network Alliance, standard condiviso da più fornitori, riferito anche come il predecessore UPnP, Universal Plug 'n Play) e AirPlay (proprietario di Apple). Quest'ultimo è al momento limitato a 48KHz, anche perché, come si capisce dal nome, è orientato al wireless, e quindi una volta tanto si può prescindere dalle soluzioni della casa della mela, almeno per chi punta all'alta definizione (a differenza, evidentemente, di loro). Ci concentriamo nel seguito quindi su DLNA.

Quella che vediamo sopra è quindi la configurazione su cui la industria sta puntando maggiormente ora, composta da:
  • un PC per il download digitale e la scelta della musica da trasmettere (media player);
  • uno storage server per centralizzare tutta la musica (e i video, e le immagini) della casa e presentarlo ai codec DLNA presenti, associato ad un media server (Twonky Media Server, TVMobili, Assets);
  • un network player, cioè un DAC in grado di connettersi allo storage server via DLNA e prendere da lì i file audio da codificare, su comando del media player.
In particolare, i nomi usati nel protocollo DLNA alle diverse tipologie di componenti sono:

  • digital media server: distribuisce i contenuti in rete
  • digital media player: seleziona, riceve dal server ed esegue (visualizza o fa suonare: playback) i contenuti digitali trasmessi in rete
  • digital media controller: comanda le operazioni tra server e renderer
  • digital media renderer: riceve dal server i contenuti, dal controller i comandi, ed esegue i contenuti digitali trasmessi in rete.
Questi sono i componenti che possono essere utilizzati, non è detto che un impianto debbano essere presenti tutti e che debbano essere componenti separati. Ad esempio un Media Player come iTunes può svolgere anche i compiti di Media Controller. La novità importante introdotta con questo protocollo è che, se un componente è conforme ad essa, può operare con qualsiasi altro componente in varie combinazioni e in modalità "plug 'n play", quindi con una complessità di configurazione minima.
(Approfondimento successivo: gli schemi base di un impianto hi-fi con musica liquida)


Il telecomando
Per decidere cosa ascoltare si rimane però sempre legati ad un PC per accedere al media player. Ma poiché ormai la musica, le centinaia di Giga Byte per archiviarla, stanno da un'altra parte, nello storage server, questo PC può anche non avere esigenze così stringenti di potenza. Potrebbe essere quindi anche un notebook compatto, collegato in Wi-Fi, dove gira solo il media player, iTunes o Foobar2000 che sia, e attraverso il quale selezionare ed organizzare con la massima comodità la musica da sentire accedendo alla vasta libreria sullo storage server.

Potrebbe essere anche un iPad, con il vantaggio dell'avvio immediato, della compattezza e della comoda interfaccia touch screen, che veramente lo farebbero diventare un super telecomando. Al momento però solo in ambiente tutto Apple, con iTunes, uno storage server Airport Express e un network player (che include il DAC) compatibile AirPlay, come il Marantz NA7004. (Approfondimento successivo: iPad come gestore di una libreria musicale).

Ma potrebbe essere anche un qualsiasi altro tablet PC con Android, o anche un iPhone, o un altro smart phone con Android, usati veramente come telecomando, con display, interattivo, touch screen, ricerca testuale e tutto quanto un normale telecomando difficilmente farà, collegati a iTunes o Media Monkey, che possono essere comandati anche dall'esterno in questo modo, sempre via Wi-Fi. (Approfondimento successivo: iPhone come telecomando di una libreria musicale)

Bello. Peccato solo che mettere assieme i vari pezzi, a dispetto di quanto affermano i produttori, non sempre è lineare e immediato. E quando non lo è, quando non funziona al primo colpo, bisogna diventare esperti di PC, lettori di forum, investigare su protocolli, sicurezza e firewall, per venirne fuori. Per questo motivo il mondo Apple, tutto ben coordinato perché proprietario, pur con le sue irritanti limitazioni (no FLAC, alta definizione al minimo) rimane così attraente. E da questo motivo nasce anche il grande interesse per i sistemi all-in-1, che saranno pure poco flessibili e meno pronti per gli sviluppi futuri, ma che funzionano al primo colpo. Ad esempio l'Olive O3HD, con riferimento allo schema, copre da solo tutti i componenti nell'area ombreggiata, pur se con limitazioni operative per il media player integrato.

Rimane quindi ancora molto spazio per approfondimenti e test sulle tante alternative che il mondo della musica liquida propone, con particolare attenzione ai media server.

9 commenti:

  1. Anonimo19/1/12

    mi e stato utile. devo solo trovare un tablet e un notebook che sopportino il protocollo dlna

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  2. Qualsiasi notebook moderno con Foobar2000 supporta DLNA sia come controller che come server. iPad con media:connect (o altre analoghe app) ouò operare come DLNA media controller o server. Altri articoli sul blog spiegano queste altre funzioni.

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  3. Anonimo21/1/12

    Ho cercato per mesi una soluzione per trasformare la mia collezione di circa 600 CD in formato liquido.

    Alla fine ho scelto, da un mesetto circa, un nuovo apparecchio che è totalmente indipendente dal PC e che mi sta dando molte soddisfazioni.

    Si chiama Cocktail Audio X10 (http://www.cocktailaudio.it) ed è un piccolo dispositivo che nasce per rippare i CD audio e memorizzarli su hard disk.

    Al momento ho caricato già più di 300 CD (quindi sto a metà dell'opera...).

    E' anche una radio internet, è compatibile con DLNA (infatti lo uso in abbinamento al mio iPAD2 e 8Player), ha un ottimo DAC integrato e, altra cosa che mi ha spinto all'acquisto, il Cocktail Audio X10 può anche registrare in digitale una fonte esterna (piastra a cassette, oppure anche un giradischi cosi' da poter registrare i vinili).

    Ho avuto anche lo squeezebox... ma questo X10 è molto meglio!

    Pierluigi

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  4. Anonimo17/4/12

    sto cercando di capire, quindi perdonatemi se dico qualche sciocchezza. la spiegazione è la più chiara che abbia trovato in rete, ma ho ancora dei dubbi, cioè:
    - per il download da siti specializzati è assolutamente necessario utilizzare un pc o è possibile scaricare direttamente su media server (o streaming player) connesso ad internet?
    - il software (media player) può essere installato sul media server (storage) in maniera da escludere il pc almeno in fase di ascolto ?
    - il collegamento a radio internet, dab, fm vantato da molti lettori di rete consente solo l'ascolto o è possibile scaricare sul server da queste fonti ?
    felicissimo di ricevere qualche risposta. grazie

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  5. Anzitutto grazie per l'apprezzamento riguardo alla chiarezza, è sempre l'obiettivo principale. Venendo alle domande:
    - si, per il download occorre collegarsi a siti web e quindi occorre un browser e quindi un componente connesso in rete, che sia PC, tablet o altro; teoricamente la stessa funzione potrebbe essere inclusa anche in un media server "all-in-1" connesso ad un monitor (e con una tastiera) ma non mi risulta ve ne siano;
    - i media player propriamente detti di cui si parla sul blog (iTunes, Foobar2000, MediaMonkey ecc.) sono applicazioni per PC e quindi richiedono di funzionare su PC; molti player hardware (come il Marantz NA004) includono un "mini-player" che consente comunque di selezionare e suonare i brani o gli album desiderati in modo più o meno agevole, ma con funzioni non comparabili, molto semplificate; i media server all-in-1 come gli Olive includono un media player con funzionalità analoghe ai media player su PC, anche se meno flessibile, se non altro perché non è a disposizione una tastiera; la scelta è solo una questione di praticità e comodità;
    - no, non mi risulta che sia possibile, l'ascolto delle Internet radio è previsto soltanto in streaming.
    Spero sia tutto chiaro, il blog è a disposizione per qualsiasi altra domanda o dubbio.

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  6. Anonimo19/4/12

    grazie alberto, ora ne so di più. nella mia immaginazione l'impianto che vorrei acquistare a breve dovrebbe esse così: 1) streamig indipendente per il download da siti tipo lynn, radio internet e dab+ 2) lettore cd 3) convertitore a/d per il vinile; il tutto dovrebbe confluire in uno storage server munito di media player (foobar 2000) da qui al dac quindi all'ampli ed infine alle casse.
    Mi sembra di capire che non è realistico. lo scopo è quello di concentrare tutto in uno storage digitale organizzato. potresti suggerirmi una combinazione che raggiunga lo scopo stando in un budget di circa 3.500 euro, considerando che ho già il lettore cd, l'amplificatore e le casse e che vorrei un dac di livello hi-end, mentre per i devices di derivazione informatica penso possa bastare una qualità più ordinaria. ancora mille grazie. (mi chiamo gianni, l'anonimo del quesito precedente)

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  7. Gianni: anzitutto un chiarimento sulla risposta precedente. La registrazione dalle Internet radio è una funzione inclusa in alcuni music server, ad esempio proprio il Cocktail Audio X10 citato da Pierluigi in un precedente commento, provato questo mese da Audio Review e in precedenza da AF Digitale con esito positivo in considerazione della classe di prezzo.
    Venendo ai tuoi quesiti le possibili soluzioni sono diverse, ti invito a leggere, se già non l'hai fatto, il recente post "La composizione dell'impianto hi-fi" dove sono elencate le principali. Quello che rimane sicuramente fuori è il download digitale da siti specializzati (vedi elenco dei principali nella pagina dedicata alle "Risorse" e recensioni nell'Indice) che deve essere effettuato per forza tramite un browser. Anche il ripping da vinile (ma perché? hai letto il post in proposito?) è incluso in alcuni music server come il già citato X10. Come media player Foobar2000 esiste solo per PC, ma i principali music server all-in-1, come l'Olive O4-HD che avrebbe un budget e caratteristiche compatibili con i tuoi obiettivi, possono essere comandati anche con maggiore comodità mediante un iPhone o un iPad o dispositivi analoghi. Ciao e un invito a buttarti a sperimentare.

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  8. Giovanni19/8/15

    Buongiorno, ho letto l'articolo ma essendo un neofita faccio molta fatica a capire per bene. Avrei dunque una domanda: ho un ampli harman kardon 990 e un lettore cd stessa serie. Ora vorrei digitalizzare in formato flac i miei 500 e passa cd e metterli in un hd esterno. Pensavo di acquistare il lettore pioneer n50 k e ascoltare la musica collegando l'hd esterno alla porta usb. Ma non sono sicuro che poi funzionerà.

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    1. Giovanni: la porta USB è di tipo B e forse potrebbe gestire anche un HD USB ma leggendo la documentazione non ho visto conferme. Di solito questa porta nei network player come quello che intendi acquistare (e che gode di buone recensioni) serve per collegare unità più semplici come pendrive. Il collegamento standard previsto da questi componenti è però un altro: direttamente all'hard disk via rete. Dopodiché con la app o il telecomando potrei scegliere comodamente nella libreria musicale cosa ascoltare. È necessario soltanto che l'HD sia compatibile DLNA e che ovviamente sia connesso in rete. Il sistema più comodo è con connettori powerline che puoi acquistare nello stesso negozio dove potrai trovare il network player. Per il ripping dei CD puoi trovare 2-3 articoli / guide su questo blog.

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