giovedì 19 dicembre 2019

Breve prova delle Kef LS50 Wireless

Le LS50 Wireless della Kef sono senza dubbio il componente Hi-Fi del momento, EISA Award lo scorso anno, in evidenza su siti specializzati come Audiostream, assieme al modello quasi gemello in scala ridotta, le LSX (EISA Award quest'anno) e accompagnate da un buon successo commerciale che ha convinto titolati competitor come B&W ed Elac a seguire la stessa strada.

Sono definite "wireless speaker" nei premi ricevuti ed effettivamente questo vogliono essere, un complemento per ascoltare la musica da PC, tablet o smartphone, ovviamente senza cavi. Insomma sono nella stessa categoria dei componenti integrati come il Mu-So della Naim (provato qui tempo fa), lo Zeppelin della B&W o il VISO 1 della NAD, ma anche dei comuni ed economici altoparlantini Bluetooth. La funzione è la stessa, ma quel che cambia è la qualità, ciò che ascoltiamo.

Con gli altoparlantini a volte anche 2+1 (con sub) siamo fuori dal perimetro di interesse di questo blog e anche dal rispetto dovuto alla musica, se l'amiamo almeno un po', ma con gli integrati e in particolare con il Mu-So siamo già nei territori dell'alta fedeltà, e con sistemi come le LS50W riconquistiamo anche in pieno l'immagine stereo, la collocazione spaziale del suono, e la dinamica di un'esecuzione dal vivo. A un prezzo, la minore compattezza (sono sempre due "casse") anche se la collocazione in ambiente è molto meno impegnativa rispetto a un impianto tradizionale.
Preciso che esistono anche le LS50 passive (2012), di cui le LS50W (2016) sono un'evoluzione.

Kef LS50 Wireless in versione bianco-rame
Impressioni di ascolto
Procedendo al contrario rispetto alle classiche recensioni parto subito da quello che ho rilevato in circa 30' di ascolto e a seguire aggiungo alcune informazioni sulle funzionalità, peraltro già reperibili facilmente in rete, specie se in inglese. La configurazione di ascolto era in un'area messa a disposizione nel corso di un evento Hi-Fi presso l'Auditorium di Roma. L'area per la dimostrazione, a lato della Sala Petrassi, è riconducibile ad una stanza di 20-30mq con la particolarità che un lato, verso le altre zone dell'Auditorium, è aperta. Gli speaker erano collocati regolarmente sui loro supporti, a distanza corretta dal punto di ascolto e dalle pareti, e la sorgente era Tidal in streaming via Wi-Fi. Dato che ne ho avuto la possibilità ho anche registrato la prima parte della prova e l'ho inserita su YouTube. La registrazione non consente certo di fare una valutazione oggettiva di come suonano, considerando la bassa qualità dell'audio (ripreso peraltro con un iPhone 8) su YT, ma può dare comunque un'idea e aiutare la lettura delle impressioni di ascolto.

Prima parte: I Queen
La dimostrazione era organizzata da un noto negozio di Roma (Hi-Fi D'Agostini) che, per mettere in risalto le peculiarità delle casse con un contenuto musicale noto ai più, aveva scelto i Queen (Innuendo e It's A Hard Life, un brano del loro terzo album. del 1984). La registrazione (3') si riferisce solo a questa prima parte.
Le LS50W sono casse a due vie che usano solo il ben noto coassiale Kef nell'ultima versione, con mid esterno di diametro minore rispetto alle prime versioni (12 cm). Sono piuttosto compatte e quindi ci si aspetta che non possano scendere molto sui bassi e che la dinamica sia necessariamente compressa. Queste sono quindi le prime verifiche da fare all'ascolto.


I due brani dei Queen ascoltati in sequenza sono classico rock "sinfonico" e scendono abbastanza sui medio bassi e naturalmente per emozionare richiedono un gran volume di suono e una buona capacità di seguire il ritmo.
Obiettivo pienamente raggiunto devo dire, l'ambiente pur se aperto, era "riempito" dal suono potente del gruppo di Freddie Mercury e Brian May, che avvolge completamente chi ascolta, senza segnali percepibili di "compressione" (alias distorsione) e con una timbrica corretta per la voce e gli strumenti amplificati. Il secondo brano, nella introduzione e nella prima parte, è più "intimista" e fa ricorso anche alla chitarra acustica. Consente quindi di valutare la riproduzione della voce di Freddie Mercury, che appariva corretta, potente e duttile come ci si aspetta. Non ho molti elementi di confronto perché non ascolto e non ho ascoltato molto i Queen, ma la riproduzione era del tutto godibile e non emergeva nessuna criticità. Sicuramente hi-fi.

Seconda parte: Diana Krall
Ho chiesto a questo punto di poter ascoltare anche qualcosa di acustico e che conosco bene. La scelta è caduta su un brano di Diana Krall con solo voce e contrabbasso, All Or Nothing At All da Love Scenes. Il contrabbasso di Christian McBride era riprodotto in modo molto corretto, sia come volume sia come realismo, giustamente "rotondo", non sembrava un basso elettrico a note scandite come a volte capita di percepire (attenzione: sono sempre sfumature). Molto convincente anche la riproduzione della voce della pianista e cantante canadese, ricca di sfumature e molto espressiva, ben collocata nella scena sonora, realistica e senza "s" sibilanti (per citare un classico delle recensioni sugli ascolti).

Terza parte: Miles Davis
 Il test sulla dinamica era superato, casse compatte ma in grado di ricreare una dinamica realistica come un impianto "grande". Rimaneva da provare la ricostruzione spaziale con un brano meno mixato in studio rispetto a quello dei Queen e più articolato del secondo. Il test ideale si fa secondo me con i cori ripresi dal vivo in qualche chiesa, ma era un po' complicato trovare il brano giusto tra quelli disponibili su Tidal e quindi ho ripiegato sul classico quintetto jazz impegnato in un super classico: So What da Kind Of Blue.

Si parte quindi con il basso di Paul Chambers che avvia il tema che sorreggerà tutto il brano e segue una breve introduzione di Bill Evans con i primi accenni della improvvisazione modale che sarà introdotta da Miles Davis proprio in questo brano, entra quindi la batteria di Jimmy Cobs con in evidenza i piatti. Tutti ben collocati a sinistra-centro (Evans) e a destra-centro (Chambers e Cobb). Arriva quindi il celebre assolo del leader alla tromba. Niente da dire, bel suono della tromba che sembra materializzarsi lì davanti, anche leggermente in alto. A seguire c'è l'altro ben noto assolo di John Coltrane al sax tenore. Sembra molto spostato sulla sinistra, proprio in corrispondenza alle casse. Ho controllato però più tardi in cuffia e nella registrazione è proprio nettamente sul canale sinistro. Servirebbe un altro test, comunque timbrica ok e buon realismo. E' la volta quindi di Cannoball Adderley (in questo album come noto c'erano proprio tutti) al sax alto. Che suona come è giusto più chiaro e anche più "aereo", meno posizionato sulla destra. Il quintetto comunque è davanti a noi, la batteria e il piano un po' più indietro. Quello che ci si aspetta da una riproduzione stereo. Forse una collocazione in un ambiente più tradizionale avrebbe consentito qualche cosa di più in profondità.

Quarta e ultima parte: Take Five
Proposto dal responsabile della demo l'ultimo brano, anche questo notissimo. L'occasione per confermare la capacità di rendere correttamente la timbrica e l'articolazione dei vari interpreti (lo so, sarebbero le basi per un ascolto in hi-fi, ma raggiungerle non è scontato). Il sax alto di Paul Desmond è riconoscibile come tale, ma ben diverso il suo stile da quello di Cannonbal Adderley, più morbido seppur potente, d'altra parte lui apparteneva ai "soffiatori" mentre Adderley era partito dal rhythm and blues. E' un'ottima cosa che l'impianto possa consentire di apprezzare questi particolari ma in questo test la verifica più significativa era sull'assolo di batteria di Joe Morello, altra novità del celebre album Time Out di Dave Brubeck, uno dei più noti di tutta la storia del jazz. La batteria è uno strumento che richiede grande dinamica e dettaglio e anche qui le compatte casse attive hanno dato ottima prova, riproducendo una batteria molto reale e "presente".

Paul Desmond
In sintesi con le LS50W si ascolta la musica da un fronte sonoro sufficientemente ampio e con strumenti ben localizzabili, raggiungendo un un ottimo livello di approssimazione all'evento reale.

Come si arriva a questi risultati
Una prova breve ma molto positiva, quindi. Non avendo fatto confronti immediati non posso indicare come sono posizionate rispetto a impianti tradizionali con casse passive, ma a memoria siamo su livelli medio-alti.
Per raggiungerli con dimensioni compatte e costi accettabili la Kef non ha fatto in realtà altro che adottare tecnologie proposte ed utilizzate da tempo (ma molto poco nel settore hi-fi) e ingegnerizzarle ulteriormente per una produzione orientata al grande pubblico e non solo al settore professionale:

  • Casse attive: ogni "cassa" contiene un amplificatore mono per ciascuna delle due vie, di potenza di 200W per i medio bassi e 30W per gli alti; una soluzione non nuova (Heco e Philips negli anni '70 in ambito home, poi assai diffusa in ambito professionale per i monitor da studio, vedi le ben note Genelec) che consente di evitare il cross-over passivo con le sue problematiche e di fornire agli altoparlanti un'amplificazione personalizzata. 
  • Digitale: ogni "cassa" contiene anche un DAC di ultima generazione; l'input può essere qunindi un flusso dati inviato wireless (wi.fi o bluetooth) oppure via cavo alla cassa "master" e di adottare una ciorrezione con un DSP
  • Uni-Q: un componente coassiale midwoofer-tweeter adottato da Kef da più di 2 decenni, consente di avere una sorgente del suono puntiforme, ovvero ideale teoricamente, e i due altoparlanti allineati in fase; non esclusiva, adottata da Thiel a suo tempo e ora dalle apprezzatissime TAD
  • Bass-reflex: a differenza delle prima casse attive (a sospensione pneumatica e con sisema di feedback) lo sviluppo della qualità degli altoparlanti e la capacità di progettazione del sistema reflex consentono di sfruttarne i vantaggi in termini di dinamica anche per questa categoria di diffusori
  • DSP (Digital Signal Processing) per estendere la risposta: la elaborazione in digitale consente prima di tutto di intervenire e correggere le limitazioni fisiche degli altoparlanti. In particolare, di estendere la risposta sui bassi. I bassi infatti gli altioparlanti anche di 12,5 cm se opportunamente pilotati li riproducono anche fino a 40dB, ma a livelli molto inferiori, la correzione nel dominio digitale (se supportata da altoparlanti e ampli in grado di "reggerla" consente di intervenire preventivamente estendendo la risposta allineata alle medie.
    In particolare la risposta senza DSP arriva a 79Hz -3dB a 85dB-1 metro di pressione sonora, con l'intervento massimo del DSP (ci sono 3 livelli) arriva invece a 45Hz sempre a -3dB / 85dB, un dato simile a modelli 3 vie tower passivi.
  • DSP per la correzione di ambiente: la collocazione dei diffusori incide come noto in modo significativo sulla risposta nella sezione dei medio bassi; anche qui si può intervenire con curve di risposta personalizzate per esempio per la collocazione in libreria, o su un mobile basso, o su stand, aumentando di molto la flessibilità di collocazione, una necessità per una fruizione aperta e condivisa della musica.
Le funzionalità (in sintesi)
Le riepilogo solo per completezza perché descritte in modo esauriente nei manuali Kef (se fate fatica a trovarli ecco il link a quello più completo).
Le LS50W (e le LSX) possono ricevere e riprodurre il contenuto musicale da:
  1. Un NAS o altro archivio digitale via DLNA con la app Kef Control
  2. Un NAS gestito dallì media serve Roon via DLNA con la app Kef Control
  3. Il contenuto musicale di un tablet o smartphone con la app Kef Control
  4. Un servizio streaming supportato dalla app dedicata Kef Stream: al momento Tidal e Spotify
  5. Un sistema di distribuzione della musica Sonos o Yamaha Musicast (simili a Google Chromecast Audio purtroppo non più prodotto) via Wi-Fi + cavo Toslink
  6. Una qualsiasi sorgente con uscita digitale ottica Toslink (lettore multiformato, smart TV, CD player) 
  7. Una qualsiasi sorgente (PC fisso o mobile) sulla porta USB
  8. Giradischi o qualsiasi altra sorgente analogica sull'ingresso analogico RCA. 
Le connessioni delle LS50W sulla cassa master
Le prime 4 modalità di riproduzione sono wireless, la quinta lo è parzialmente (utilizza un ripetitore), le ultime richiedono un cavo di connessione. E' anche possibile, sempre con la app, la connessione wireless via Bluetooth in qualità aptX.
Il DAC interno (presente su entrambe le casse) è PCM a risoluzione massima 24/192, non è indicato su alcuna pubblicazione il chip set adottato. E' incluso anche, come premesso, un ADC (analog to digital converter) ma non è specificato a quale frequenza e livello di campionamento operi. Una particolarità è che le due casse anche se "wireless" di nome ed entrambre dotate di DAC, devono essere connesse tra loro sulle porte Ethernet con un cavo.

Riproduzione in alta risoluzione HD
Il DAC interno supporta l'alta definizione sino a 24/192 sulla porta USB e sino a 24/96 sull'ingresso ottico Toslink. La connessione tra le due casse deve essere inoltre opportunamente settata.
Mi è stato garantito a voce che anche per le connessioni Wi-Fi se il contenuto è in HD, viene trasmesso sempre in HD dalla app Kef alle casse, senza downgrade. Nella documentazione (Owner's Manual e relative specifiche tecniche) questo non è confermato.
Non è supportato il formato DSD e quindi eventuali file audio in DSD (a qualsiasi risoluzione, anche DSD64) presenti ad esempio sul NAS, non possono essere riprodotti in modalità nativa dalla LS50W e dalle LSX, ma solo in DSD2PCM (convertito in PCM dal player). Non è questo il loro target.
In streaming è disponibile al momento solo il formato MQA di Tidal. Sto cercando notizie sul supporto di Qobuz e Amazon Music Ultra HD e aggiornerò la pagina se troverò qualcosa.

In sintesi
Con un impianto tradizionale spendendo di più (su Amazon sono attualmente a 2.150 €, circa metà per le LSX, ma c'e da considerare che non serve nient'altro) al prezzo di una complessità maggiore e di una minore certezza del risultato si può ancora ottenere di più in termini di ambienza, estensione sui bassi e raffinatezza del suono. Ma la distanza si sta accorciando e la scelta rimane quindi solo personale, nel bilanciamento tra praticità e tensione verso la massima qualità possibile.
Anche se teoricamente adatte anche a chi utilizza ancora supporti fisici (CD o vinili) appaiono una scelta orientata soprattutto a chi è passato alla "musica liquida" in streaming o da un archivio digitale locale o ha iniziato direttamente da qui.

4 commenti:

  1. Anonimo28/12/19

    Ciao, buongiorno. Un confronto con le Xeo Dynaudio ha senso secondo te e se si un tuo parere. Enzo

    RispondiElimina
  2. Certamente che ha senso. L'impostazione è in parte diversa (unità centrale separata e non inclusa nelle casse, struttura dei diffusori più tradizionale e meno design innovativo e più facilmente inseribile in ambiente) ma la tecnologia è simile anche se non identica (dalle specifiche pare non faccia ricorso al DSP). Ma la Dynaudio pare meno interessata a spingere la sua linea di casse attive. Alla recente mostra Hi-Fidelity di Roma non erano neanche esposte e comunque non erano ascoltabili, un confronto altrimenti l'avrei fatto molto volentieri.

    RispondiElimina
  3. Anonimo8/4/20

    salve, si possono confrontare con il naim muso 2?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certamente, possono essere considerate soluzioni alternative per un impianto di qualità ma di facile collocazione in casa. Ho provato entrambi (sul blog trovi la prova del Muso 1) e posso dirti che dal punto di vista della qualità in termini di timbrica, definizione micro-dinamica sono confrontabili, mentre il Mu-So per oggettivi limiti dimensionali non può competere in termini di dinamica e collocazione spaziale di strumenti e voci. Diciamo che è come ascoltare dalle ultime file di una sala di concerto. Sulla estensione verso le basse frequenze invece il gap è sempre presente ma minore di quanto ci si attenderebbe e a quanto dicono le recensioni ancora più sorprendente sul Mu-So 2. La soluzione Naim è invece superiore come facilità di collocazione. Da considerare però che lato Kef il vero contraltare al Naim sono le più compatte (ed economiche) LSX. Dovrebbero essere abbastanza presenti nei negozi specializzati questi modelli, appena sarà possibile se sei interessato di consiglio di provarle tu stesso. Essendo componenti unici sono prove anche molto più semplici e con meno sorprese.

      Elimina

Sono stati segnalati occasionali problemi nell'inserimento dei commento con account Google con alcuni browser e impostazioni di protezione. In questo caso inserire il commento come "anonimo". Grazie