mercoledì 6 novembre 2019

Un sistema semplice e veloce per digitalizzare gli LP

Chi ha una collezione più o meno vasta di LP in vinile ha normalmente anche un giradischi e preferisce ascoltarli con il suo front end analogico. Ma l'esigenza di digitalizzarli può essere comunque presente, per avere una copia di sicurezza, per ascoltarli anche in situazioni diverse (in mobilità, oppure per la selezione di singoli brani o per un uso più agevole), per inserirli nella propria libreria musicale digitale, dove saranno archiviati per ricerche di brani o di album, per usare le canzoni nelle proprie playlist e così via.

La digitalizzazione, ovvero il "ripping" richiede ovviamente un giradischi, un convertitore analogico digitale e un registratore digitale, che può essere anche una applicazione per PC. Il processo può essere più o meno complesso a seconda del grado di accuratezza che vogliamo ottenere. Un articolo su questo blog illustra un sistema per ottenere un buon risultato, in digitale in alta risoluzione, senza eccessiva complessità. Un percorso che punta alla massima qualità e quindi, al limite, alla sostituzione del vinile originale con la sua copia digitale, ma con un ben maggiore impiego di tempo ed energie, è stato proposto qualche anno fa da TNT-Audio.

Whatever's For Us, eccellente album d'esordio di Joan Armatrading, non è disponibile in streaming su Qobus. Uno degli LP a cui non si applica il sistema semplificato proposto in questo post.
Esiste un sistema più semplice
Esiste però un altro sistema, che ho sperimentato in questi giorni, che consente di raggiungere gli stessi risultati del metodo già proposto, ma con una radicale semplificazione: non c'è bisogno del giradischi. Serve soltanto, al posto del giradischi, qualcosa che molti appassionati già hanno: un abbonamento in streaming a un servizio in qualità CD, Qobuz o Tidal o, prossimamente, Amazon Music. Si tratta infatti di utilizzare la digitalizzazione, che qualcuno ha già fatto, degli album che abbiamo in vinile. Ovviamente se sono disponibili in streaming, e sarà così, tipicamente nell'80% dei casi. Negli altri si dovrà procedere nel modo già illustrato, o sue varianti.

Il processo di digitalizzazione semplificato
Per far arrivare l'album dal servizio streaming al registratore digitale le strade sono molte, quella che ho seguito e sperimentato prevede questi semplici passi, dopo aver ovviamente verificato che l'album è presente sul servizio sreaming:
  1. Predisposizione dell'ascolto in modalità "cast" su iPad, ovvero con invio in wi-fi a Chromecast Audio;
  2. Collegamento dell'uscita integrata Chromecast Audio all'ingresso integrato audio del Mac Mini (per il collegamento, che è in analogico, si usa il cavo standard di Chromecast Audio: mini-jack stereo <-> mini jack stereo);
  3. Avvio di GarageBand sul Mac predisponendolo alla registrazione "no effect" (vedi l'articolo del blog citato prima per le atività preparatorie) con livello di registrazione 50-60%
  4. Avvio della riproduzione in streaming su iPad
  5. Conclusione dell'album: salvataggio del file audio con il comando "Condividi > Esporta audio"
Dopodichè saranno necessarie le solite operazioni di "spacchettamento" del file audio nelle singole tracce dell'album e di tagging, che si possono eseguire agevolmente con l'editor audio Audacity e Foobar2000.

Alternative
Naturalmente questa è solo una delle possibili combinazioni per ottenere lo stesso risultato, l'ho scelta perchè è la piu comoda per me. I componenti necessari (lettore streaming - DAC - ADC - Registratore) possono essere diversi a seconda di come è organizzato l'impianto. Per esempio:
  • per chi ha un ntetwork player le funzioni di player streaming e DAC possono essere svolte dal network player stesso;
  • il player può essere anche un PC Windows o Mac connesso a un DAC;
  • il "registratore" invece che GarageBand può essere un software di maggiori prestazioni come Cubase, che consente la registrazione con qualità superiore (su GarageBand è limitata a 24 bit 44.1KHz, comunque HD);
  • la conversione da analogico a digitale può essere fornita sempre dal network player mediante il suo ingresso analogico se prevede, come in alcuni modelli, anche il salvataggio sulla memoria interna;
  • la conversione in digitale e la registrazione potrebbero essere realizzate al limite anche sullo stesso PC utilizzando l'editor audio open source Audacity (vedi in questo articolo del blog un esempio d'uso); non saprei però quante elebarazioni sarebbe sottoposto il flusso audio in questa configurazione, difficilmente sarà "bit perfect".
Vantaggi e svantaggi rispetto al trasferimento da vinile originale
Il vantaggio principale è rappresentato ovviamente dalla eliminazione del giradischi e soprattutto del disco in vinile dal percorso. Questo significa non essere legati alla posizione fisica del giradischi, non dover spostare connessioni, non dover controllare che il complesso front-end analogico sia perfettamente tarato, non dover pulire alla perfezione i vinili. Soprattutto, non dover in seguito effettuare un post-editing per eliminare i possibili (e frequenti) difetti del vinile, tipo occasionali click, rumore di fondo avvertibile e simili. Sopportabili nell'ascolto ma che si cerca ovviamente di eliminare nella copia digitale, facendo ricorso agli editor audio come il citato Audacity. Operazione non semplice né veloce, che richiede numerose prove, come ha sperimentato chi lo ha dovuto fare.

Lo svantaggio, da valutare, è la teorica minor qualità teorica del trasferimento. Per prima cosa, è evidente che in questo modo non stiamo "digitalizzando i vinili" ma la loro versione su CD realizzata dalla casa discografica (dubito fortemente che i servizi streaming mettano a catalogo vinili che non hanno mai avuto una versione su CD).  Inoltre è altrettanto evidente che in questo processo le conversioni sono due: da digitale ad analogico e da analogico a digitale, invece che una sola. E sono i due passaggi più critici. Vediamoli.

La conversione da digitale ad analogico.
E' il passaggio in più, ma anche quello per il quale abbiamo più opzioni per incrementare la qualità, essendo in commercio DAC di prestazioni elevate, e probabilmente nell'impianto ce n'è già uno. Anche con componenti economici il continuo sviluppo del settore garantisce comunque una qualità più che adeguata allo scopo (ricordo che non è la sostituzione del vinile).

La conversione da analogico a digitale
In realtà in questo caso ne dobbiamo considerare due, perché deve essere considerata anche quella fatta dalla casa discografica per realizzare il CD (supponendo che il master fosse analogico su nasto). Una conversione sulla quale possiamo fare un atto di fiducia, in quanto sarà stata realizzata sicuramente con apparati professionali e nelle migliori condizioni possibili, direttaemente dal master. 
La seconda, quella che facciamo noi in casa, è invece una invariante, difatti è un passaggio che dobbiamo comunque fare anche partendo direttamente dal vinile. Per gli scopi di archivio e simili in premessa è più che sufficiente la qualità ottenibile con una applicazione specializzata come GarageBand o Cubase, avendo a disposizione un ingresso audio configurabile linea sul PC (non solo per microfono).
Ottenere prestazioni superiori non è semplice (leggere il lungo articolo di TNT-Audio citato prima) anche perché non esiste un vero mercato per i convertitori analogico-digitale, si passa da componenti super economici a componenti per solo uso professionale.

Ma esiste anche un sistema ancora più semplice e diretto
L'ideale sarebbe quindi eliminare del tutto il passaggio in analogico. Per chi ha gli opportuni dispositivi e prodotti è una cosa possibile, basta avere un DAC con uscita digitale e un PC con ingresso digitale e un cavo di collegamento compatibile. Il DAC pò essere Chromecast Audio, che ha un'uscita integrata mini-jack stereo analogico e mini-Toslink digitale ottico. Il PC può essere un Mac Mini che anch'esso ha un ingresso integrato mini-jack stereo analogico e mini-Toslink digitale ottico. Non però il Mac Mini attualmente in vendita (modello 2018) ma quelli precedenti (fino al Modello 2014). Nell'ultimo modello questo ingresso è stato eliminato e sostituito da più porte USB, diventate ormai lo standard anche per gli strumenti musicali digitali.

Casualmente ho questi dispositivi nel mio impianto e quindi per effettuare il test ho avuto solo la necessità di trovare un cavo di collegamento digitale ottico mini-Toslink <-> mini-Toslink. Non sono molto diffusi ma cercando bene su Amazon si trova, e costa pure meno di 5 €.


Messo alla prova funziona tutto come da premesse. L'applicazione per registrare il contenuto audio è ovviamente sempre GarageBand. Si verifica subito che il trasferimento è digitale (e riconosciuto automaticamente) perché il controllo del volume di ingresso è disattivato (vedi screenshot). Oltre che, ovviamente, perché si sente la musica che suona. Senza test e senza regolazioni del volume di ingresso e soprattutto senza altre conversioni, il contenuto digitale in ingresso viene registrato sul disco del PC. In formato AIFF 24 bit 44.100 KHz nel caso di GarageBand, che ha questo livello di conversione fisso (ma decisamente sufficiente per lo scopo).

GarageBand in registrazione digitale. La freccia indica il selettore del livello d'ingresso disattivato
I due componenti utilizzati sono fuori produzione, e le funzionalità non sono facili da trovare (per quanto riguarda l'ingresso integrato digitale / ottico) su componenti nuovi, questo è il limite principale di questa terza opzione per la digitalizzazione degli LP.

Da aggiungere che questo metodo di registrazione / acquisizione può essere usato anche per "rippare" la parte audio di un DVD musicale, per esempio di un concerto, senza far ricorso all'unico software (a pagamento) che fa questo mestiere, ovvero DVD Audio Extractor. La limitazione è che le tracce saranno registrate con risoluzione 24/44.1 anche se nei DVD le tracce stereo sono normalmente a risoluzione 24/48.

Ma, è legale?
Sì, avendo ovviamentte l'LP originale, è del tutto legale. La normativa prevede che chi ha acquistato contenuti musicali su un supporto fisico può farne una copia di sicurezza per uso personale. Ovviamente non è specificato come. Gli editori musicali, ovvero le case discografiche nel nostro caso, considerano non molto correttamente "contenuto originale" anche una edizione dello stesso album su un diverso supporto, e quindi ad esempio non prevedono un prezzo scontato per l'acquisto di un CD o di una versione HD (anzi) per chi già lo possiede su vinile, ma per la copia di un LP la questione decade perché la copia vinile su vinile non è possibile e il tipo di registrazione lo decide l'utente. Inoltre, una volta effettuata la conversione in digitale non rimane storia del processo scelto per arrivare alla versione digitalizzata.

Non è invece legale, come è ovvio, se la copia la vendiamo (fine di lucro), se copiamo album e contenuti in genere che non abbiamo su LP, e anche se facciamo copie in più (senza fine di lucro) per nostri amici e parenti. E non importa se magari è tutto già disponibile gratuitamente su YouTube. Anche i contenuti su Youtube sono in altra maniera certificati e approvati dagli editori detentori dei diritti. Quindi, attenzione.

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