domenica 12 maggio 2019

Il ritorno delle musicassette

Ma davvero qualcuno pensa ad un ritorno delle amate/odiate compact cassette Philips? Visto che è tornato prepontemente il vinile, sulla scia della (ri)scoperta del suono analogico ora tocca a loro?
Se ne parla su un editoriale recente di TNT-Audio, citando la poduzione in aumento, ma è probabile che sia diretta ad alcuni paesi meno sviluppati, dove le cassette non sono mai state abbandonate, nel senso che sono ancora usati i lettori, sia a casa sia in auto. E i numeri sono comunque esigui.

Dal punto di vista tecnico non sarebbe un'eresia, ne scrivevo in un post sul blog diversi anni fa. Effettivamente con gli ultimi modelli prodotti di "piastre" a 3 testine il suono reggeva il confronto con il vinile e quindi, per chi volesse provare la vera o presunta superiorità del suono analogico, potrebbe essere un'alternativa. Ma nessuno l'ha proposta, nessun nuovo modello (mentre i produttori di giradischi stann arrivando al centinaio), produzione minima di cassette vergini, presenza sul web apparentemente nulla di siti di appassionati revivalisti.

Il motivo principale è che le cassette preregistrate sono sempre state di infima qualità sonora. A differenza del vinile non c'è quindi nessun tesoro da riscoprire e da far suonare. L'acquisto di una piastra vintage potrebbe servire quindi solo: 1) a registrare i vinili (cosa priva di senso, ora), oppure 2) a registrare i CD per renderli "analogici" (altra operazione priva di senso, essendoci ormai quasi sempre l'alternativa delle ristampe in vinile o la disponibilità in HD/DSD).

Inutile quindi, a meno di un altro, e solo, possibile uso, decisamente vintage e quasi nostalgico: recuperare le cassette registrate da noi o da nostri amici (o padri) e ascoltarle di nuovo con la recuperata "magia dell'analogico". E' quello che ho provato a fare io ed è il tema di questo post.

La prima cassetta test era la registrazione di questo doppio LP
Le cassette analogiche di tanti anni fa
Risalgono all'incirca a prima del 1985, quando il CD ha soppiantato il vinile, e sono interessanti solo se a) il giradischi e il pre phono  dell'amplificatore erano di qualità adeguata; b) il registratore era di qualità adeguata, possibilmente a 3 testine c) la registrazione era fatta con cura; d) non erano copie da CD; e) il disco era in buone condizioni  f) la cassetta era di qualità e di durata adeguata (non C120) ed infine g) il nastro non è danneggiato o smagnetizzato.
Lo spunto per il test è essere incappato (cercando altro) in una scatola di cassette dei miei anni del liceo, tutte da vinile, alcune registrate da me o da mio fratello sul nostro buon impianto, oppure da un nostro amico che aveva un impianto anche migliore (noi avevamo un Thorens TD 166, un ampli Yamaha NS-600 e una piastra Aiwa a 2 testine, l'amico un TD-165, un pre Quad 33 e una piastra Harman-Kardon sempre a 2 testine). Gli LP di solito erano in buone condizioni, mentre per le cassette ho visto che a volte ci facevamo prendere da esigenze economiche, e non sempre erano al biossido di cromo e di qualità top. Quindi condizioni quasi rispettate, non resta che verificare le condizioni delle cassette all'ascolto.

Cassetta anni'80. Non ci sono le viti perché usata per il prossimo post
(la manutenzione delle musicassette)
La piastra di test
Nel mio impianto ho abolito il registratore a cassette a fine degli anni '80, come tutti o quasi, e sono passato pochi anni dopo al MiniDisc (non un grande progresso), ma anni dopo ho ricomprato (ovviamente usato) una piastra a cassette per convertire in digitale alcune decine di trasmissioni di programmi musicali storici della Rai (Popoff e Per voi giovani) che mi aveva messo a disposizione Carlo Massarini, che le aveva registrate su cassette, per digitazzirarle e metterle online. Operazione piuttosto lunga e impegnativa ma ormai completata da un po', sono ascoltabili integralmente sull'altro sito che gestisco, Audio-Clips.it.


La principale esigenza che avevo era che fosse compatto ed auto-reverse, ed è questo onesto modello in foto della Sony risalente già all'era CD. Non un modello top a 3 testine quindi. Ne ha uno invece mio fratello e conto quindi di pubblicare più avanti una seconda puntata.

Il test
La gran parte delle cassette erano di classica e di jazz. Ne ho ascoltate a campione alcune e, sarà stata la smagnetizzazione (quasi 40 anni non sono pochi) oppure qualche limite in registrazione o dei dischi origine, ma in diversi casi non c'era nessun tesoro da scoprire: sono ascoltabili, ma la mancanza di dettaglio e una certa opacità del suono rendono l'ascolto poco interessante.

Mi sono concentrato quindi su due cassette che apparivano invece al primo ascolto molto interessanti, la copia di un LP doppio di Ella Fitzgerald al festival jazz di Newport del 1973 e un LP di canzoni e musiche medievali dell'ensemble di John Sothcott. Il secondo è presente anche su Qobuz e quindi è possibile un confronto. Mentre il primo non si trova, pare che Ella Fitzgerald abbia pubblicato 1700 dischi (!) e tanti ci sono su Qobuz, ma questo no. In effetti pare che sia un disco raro e in questo senso è anche interessante il recupero.
Il primo era stato registrato sull'impianto dell'amico, il secondo sul nostro. I nastri erano in entrambi i casi Maxell UL 90 (qualità medio-alta).

Ella Fitzgerald e il suo gruppo
Ascolto molto interessante. I parametri fondamentali dell'hi-fi sono rispettati: separazione stereo e collocazione spaziale, timbrica degli strumenti, realismo della voce, dinamica (il rumore di fondo col Dolby inserito è inavvertibile), distorsione sotto controllo. Non siamo ai parametri massimi, non ho avuto la possibilità di ascoltare lo stesso album su altro supporto, ma confrontando altri di Ella Fitzgerald (anche precedenti) la sua bellissima voce sembra meno ricca di sfumature (anche se sempre soprendente, per esempio nella sua versione di People quasi per voce sola, ed era tutto dal vivo ovviamente). Questo limite sembra presente anche per gli strumenti di accompagnamento, in particolare per la batteria, ma bisognerebbe appurare come erano registrati sul LP originale.
Problema tecnico specifico è invece un probabile effetto copia che si avverte però solo sul lato A della cassetta, e che si manifesta come un leggero riverbero sulla voce nei toni alti o quando più strumenti suonano assieme, l'effetto è quello di una sorta di alone attorno al suono.


La musica medievale di John Sothcott con il gruppo St. George's Canzona
Si tratta di un musicista e di un gruppo che sono stati tra i pionieri nella ricostruzione dei suoni, delle musiche e degli strumenti del Medio Evo. Ricostruzione nel vero senso della parola, nel caso degli  strumenti ad arco come la rebeca e la viella, il cui ricordo è stato tramandato solo in quadri e disegni dell'epoca.
Qui ho ascoltato prima la cassetta poi a confronto gli stessi brani in qualità CD in streaming.
Anche qui paramentri rispettati in un ascolto diretto, ma il confronto evidenzia una differenza che si sente in modo netto: minore presenza delle frequenze alte e una minore risoluzione nei momenti più complessi del contenuto musicale (che comunque è abbastanza facile da riprodurre: sono strumenti semplici, in gran parte percussivi, e le voci sono naturali). Non ho riferimenti di confronto con gli strumenti reali che ovviamente non conosco, non essendo quelli tipici delle orchestre, e quindi non posso valutare se siano più naturali come riprodotti in digitale (dovrebbe essere così) oppure dalla cassetta d'annata.
Ma devo dire che alcuni strumenti percussivi (penso che siano campanelli e tamburello metallico) erano molto squillanti in digitale e in generale era molto presente, molto avanti, l'accompagnamento strumentale rispetto alla voce. Questo nelle sezioni "Festivities in the Tavern"e "Festivities in the Manor".


A confronto la copia analogica sembra rendere il contenuto musicale più vicino a come ci aspettiamo che si ascoltasse nella taverna (o nel maniero): offuscato dal fumo dei camini e dall'ambiente affollato, con strumenti primitivi e imperfetti e coperti dalle voci. Mi rendo conto che siamo nel campo dell'opinabile e delle sensazioni, ma devo riferire questa impressione,
Anche perché l'intenzione del gruppo e del suo direttore non era la fedeltà assoluta, la filologia, perchè (vedi Allmusic) utilizzavano strumenti anche di varie epoche e inserivano brani eterogenei in situazioni create ad hoc (come appunto la taverna e il maniero nelle festività natalizie). E' probabile che il loro obiettivo fosse invece proprio la maggior brillantezza possibile e la presenza dei loro strumenti "originali" pazientemente ricostruiti.
In ogni caso, tornando alla corretta riproduzione, sarebbe necessario confrontare anche il vinile originale e verificare se la maggiore presenza sia stata una scelta nel master digitale, nonché come e quando è stato fatto.

In sintesi
Il recupero di cassette ben registrate è possibile (con molte limitazioni) e può essere interessante per chi trova sfidante e interessante recuperare e far suonare tutte o quasi le molte tecnologie che sono state inventate per riprodurre la nostra amata musica. A maggior ragione se si possono riascoltare, e anche discretamente bene, musiche dimenticate o non più disponibili nei canali usuali, e difficili da reperire anche nell'usato.

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