martedì 19 settembre 2017

iPhone X: delusione audio

La Apple ha presentato pochi giorni fa il "futuro dello smartphone" ovvero l'iPhone X, dove X sta per 10 in numeri romani, 10 anni dalla presentazione del primo iPhone, che noi in Italia (io compreso, allora quasi felice utente dei Communicator Nokia) abbiamo quasi ignorato.

Tutto bellissimo, schermo totale a risoluzione stratosferica, altissima potenza, funzionalità esclusive, a parte il motivo per cui non lo comprerò (prezzo a parte), ovvero la incomprensibile scomparsa del TouchID, il riconoscimento del l'impronta digitale. Molto affascinante il riconoscimento facciale in 3D, ma secondo Apple come farei ad attivare l'iPhone mentre guido? Adesso posso farlo senza problemi, basta che so dov'è il mio iPhone, non devo guardarlo, posso continuare a guardare la strada. Con l'iPhone X devo aspettare di potermi comprare anche una Tesla Model X e soprattutto attendere che sia ammessa la guida autonoma anche in Italia.


Ma basta con le divagazioni e arriviamo al motivo della delusione, che è anche fonte di malinconia: la totale assenza di ogni innovazione, ma anche di ogni minimo accenno alle prestazioni audio dei nuovi modelli. Tutti ascoltano incessantemente musica con gli smartphone (e anche, ogni tanto, telefonano) ma l'audio sembra ormai, al di fuori della nostra nicchia di appassionati di buona musica e ben riprodotta, la Cenerentola della tecnologia. Non si sa se perché chi ascolta la musica non è interessato ad ascoltarla bene o perché l'industria della tecnologia non punta a questo settore, e quindi la massa crede che basti una cuffia Beats per ascoltare bene, anche se il sorgente è un orrido mp3 mal codificato.

Nell'annuncio e nei vari report e articoli non troverete proprio la parola "audio", bisogna cercare bene tra le specifiche ufficiali, e così si scopre faticosamente l'unica innovazione arrivata il 12 settembre, ovvero il supporto per la codifica FLAC. A quanto si è capito non si tratta altro che l'abilitazione del firmware già presente nei chip degli iPhone dal 7 in poi (iPad ancora no), che sarà inclusa nella prossima versione 11 di IOS. Il che non sembra strano, visto che i chip sono sempre più potenti e includono già nel firmware le operazioni di codifica e decodifica dei sistemi di compressione più diffusi. Da una parte possiamo dire "finalmente" vedendo uno dei rari cedimenti agli standard diffusi da parte della Apple, ma dal punto di vista audiofilo è un passo avanti quasi ininfluente, se non è accompagnato dal supporto per la decodifica di file audio a 96Khz e superiori. Che è invece una evoluzione non annunciata nella documentazione fornita, e quindi dobbiamo supporre che rimanga il limite degli iPhone (e iPad) a 24/48Khz, mentre la trasmissione via Bluetooth o con protocollo AirPlay continua ad essere limitata a 16/44.1.

Tirando le somme, come qualità del suono non c'è nessun passo avanti decisivo, né qualitativo né di comodità d'uso, se non è accompagnato dal supporto anche in iTunes, di cui invece non si parla, almeno per ora. Il fatto è che già ora, con un iPhone con la codifica ALAC di Apple, che peraltro non è più proprietaria, è possibile ascoltare in qualità CD o anche HD fino a 24 bit e 48Khz. Mentre con player terze parti come NePlayer e' già ora possibile ascoltare file audio codificati FLAC alla stessa risoluzione.

Quello che mancaMa che evidentemente Apple non considera strategico, sarebbe, lato comodità d'uso:

  • il supporto per file audio FLAC anche in iTunes e Music
  • il supporto di file audio codificati FLAC o ALAC anche in HD con frequenza di campionamento superiore a 48KHz.
Potremmo così trasferire file audio dalla nostra libreria musicale in entrambi i formati e con qualsiasi risoluzione in origine sulla libreria Apple Music e ascoltarli in locale (fino a 24/48) o da remoto con Airplay (fino 16/44.1). Sul lato qualità invece il vero passo avanti sarebbero:
  • un player audiofilo invece di quello standard di Apple Music, quindi con codifica bit perfect, dithering opzionale e gli altri accorgimenti implementati in player come Onkyo HF Player o NePlayer
  • Il supporto in Airplay per la trasmissione via Wi-Fi a bitrate superiori (almeno sino a 24/96) 
  • Il supporto fino a 96KHz almeno.per il decoder interno.
Tutte limitazioni aggirabili con prodotti terze parti (o DAC esterni), come premesso, ma sarebbe nella logica dello smartphone "sostituisci tutto" l'inserimento direttamente nella dotazione di base made in Apple di queste funzionalità, peraltro ormai disponibili nei chip audio da anni. Continuiamo quindi ancora ad aspettare il risveglio di interesse di Apple per l'audio di qualità, avendo ormai perso le speranze di un analogo risveglio da parte delle case discografiche.

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