venerdì 28 giugno 2013

Un impianto per la musica liquida in pratica - III - Spotify in hi-fi

Uno dei vantaggi della soluzione basata su un PC come server per le funzioni di media player, illustrata nei post precedenti (1-2), è la possibilità di collegare all'impianto hi-fi anche altri servizi normalmente disponibili in questo ambiente. Il più interessante al momento è sicuramente il servizio di streaming in abbonamento Spotify, già trattato sul blog in due post (1-2).

E' un plus interessante rispetto alle soluzioni basate su un network audio player specializzato. Alcuni modelli (esempio i music system della Linn come il Majik DS) possono collegarsi con un iPhone o un iPad dove gira Spotify e trasmettere l'audio all'impianto. Con un PC, come il Mac Mini usato in questo esempio pratico d'uso, l'architettura è invece invertita: il software Spotify si attiva sul Mac Mini e si collega via cavo anziché via wi-fi ad Internet, e l'iPhone si usa solo come telecomando per selezionare album, brani o playlist da ascoltare. Vediamo in breve come funziona.

Spotify sul Mac Mini
Premessa indispensabile è ovviamente installare l'applicazione sul Mac e poi attivarla con le credenziali che avremo richiesto e ricevuto. La sottoscrizione potrebbe anche essere quella gratuita in questo caso (a differenza che con i music server Linn menzionati prima) anche se per questo uso, in cui si punta all'ascolto con un impianto hi-fi la qualità è importante, e la massima qualità (320Kbps con formato Ogg Vorbis, ricordiamo) è disponibile solo nella versione premium. Che potrebbe anche essere quella ridotta (4,99 € / mese) per solo accesso da PC, ma alla comodità di un ascolto libero dal nostro smartphone o tablet difficilmente rinunceremo. L'unica altra operazione che dovremo fare è attivare l'avvio automatico di Spotify all'accensione del PC, come abbiamo fatto per iTunes. A questo punto il servizio è utilizzabile pienamente.

La gestione da remoto
Come abbiamo già visto però non vogliamo utilizzare il PC come un vero PC, con la tastiera e lo schermo (che poi sarebbe il TV) se non per l'accensione e per le operazioni di manutenzione, deve sparire completamente e lasciarci solo con la nostra musica, e quindi ci serve una app per comandare Spotify da remoto, un "telecomando". Il produttore di Spotify, cioè la corporation svedese Spotify AB, non ha realizzato una propria app per comando da remoto, la più diffusa e (quasi) gratuita, disponibile solo per iPhone e Mac, si chiama Spot Remote della Appreviation AB e funziona abbastanza bene. E' composta da due parti, una da installare sull'iPhone (gratis) e una sul Mac (a pagamento, 0,89€). Quella su Mac deve anch'essa rimanere sempre attiva e fa da "ponte" tra i comandi provenienti dallo smartphone e il flusso musicale verso l'impianto.

L'installazione su iPad o iPhone
Dopo aver installato l'app sul Mac si passa all'app sullo smartphone e/o sul tablet. Che ovviamente deve essere collegato via wi-fi alla stessa rete dove è connesso il Mac Mini. Come prima cosa viene mostrato un tutorial in tre passi su cosa fare. Il primo pannello propone il server da collegare (avevo lasciato il nome standard) e selezionandolo, ce ne sarà ovviamente solo uno, si passa al secondo pannello nel quale dovremo inserire le nostre credenziali per il servizio Spotify. Le videate seguenti sono relative alla app per iPad.




Dopo queste operazioni iniziali Spot Remote è pronto all'uso. Il pannello di impostazioni dell'app si presenta così (ora passiamo a un iPhone, la grafica è quasi uguale) dopo l'operazione di connessione. Come si vede nella parte bassa, sono disponibili, oltre alle impostazioni, la funzione di ricerca, di esecuzione delle playlist (create con l'applicazione Spotify completa) e la "toplist" con le novità proposte dal servizio.



Vediamo subito la funzione di ricerca. Cerchiamo l'ultimo album dei Mumford & Sons, grande e inaspettato successo nel 2012 (è raro, ma a volte il talento paga).


Selezionato album e brano desiderati non resta che mandare in esecuzione quest'ultimo e dal PC via DAC il file audio arriverà all'impianto che riprodurrà (molto bene, la compressione Ogg Vorbis a 320kbps è molto efficace, almeno per questo genere musicale) quello che volevamo ascoltare.


Altro test con l'ultimo album tutto acustico, Invisible Empire, della cantautrice scozzese KT Tunstall, dobbiamo provare gli altri comandi associati alla funzione di player.



Il comando di volume e gli altri comandi non sono visibili nel pannello standard, bisogna attivarli toccando l'immagine e appaiono (a proposito: nessun problema con cover e immagini qui, a differenza che con iTunes e altri player che lavorano sulla nostra libreria, qui appaiono sempre automaticamente).


Come si vede sono disponibili le funzioni che consentono di aggiungere il brano a una nostra playlist, di inserirlo tra i preferiti, di condividere con altri l'ascolto, di avviare un ascolto passivo tipo radio partendo da questo stile di canzone, oltre alle classiche funzioni di avanti e indietro, ripetizione e shuffle (che eviterei). Più il volume.
Che però all'inizio sembrava non funzionare bene, con solo due posizioni, tutto o niente. Dopo un po' capisco il motivo, nel settaggio mostrato prima il flag "Control system volume" deve essere disattivato. Con il flag on sono abilitati i tasti di controllo volume dell'iPhone. E' appunto una scelta lasciata all'utente, non comune agli altri "telecomandi" (come Remote della Apple) che forniscono la funzione nel modo più diretto e intuitivo.
Selezionando l'opzione giusta tutto funziona correttamente e si può regolare o azzerare il volume dal terminale mobile.

L'ascolto procede piacevolmente e avendo tutta la musica del mondo a disposizione o quasi, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Per un momento di relax in compagnia ad esempio cosa c'è di meglio dei Nouvelle Vague?


Su iPad
Sul tablet della Apple tutto funziona nello stesso modo e anche la grafica è sostanzialmente simile alla versione per iPhone, non sfrutta quindi lo schermo più grande per fornire funzionalità più estese.
Completiamo con alcune videate nel corso dell'uso su iPad. Aggiungo che le scelte musicali, incluse quelle precedenti, non sono esempi fine a sé stessi, ma altrettanti suggerimenti per percorsi musicali fuori dalle strade più conosciute.



 
 
Gli altri articoli che descrivono questa configurazione completa per la musica liquida:

Prima parte: Lo storage server e la rete
Seconda parte: Il media player
Terza parte: L'ascolto in streaming con Spotify
Quarta parte: Il player Hi-Fi Fidelia in prova
Quinta parte: L'esperienza di utilizzo in pratica


8 commenti:

  1. Ciao, seguo con interesse i tuoi articoli e volevo un consiglio. Ho un impianto composto da ampli + lettore CD Cambridge Audio e diffusori Mordaunt Short; tutto abbastanza "entry", ma ottimizzato e ben suonante. Vorrei sfruttare le possibilità offerte dalla musica liquida ed anche le potenzialità di Spotify, ma sono indeciso: non so se comprare uno streaming player (tipo Pioneer, Denon ecc.) da usare con l'Ipod touch (su cui installare la versione premium di Spotify ed indirizzare l'audio in uscita al player) oppure sfruttare con un DAC il mio attuale MacBook Pro del 2010 (che però non posso dedicare completamente alla musica) su cui ho anche una discreta libreria musicale in iTunes ed usare l'iPod come telecomando remoto...Hai qualche consiglio?
    Grazie, Simone

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    1. Anzitutto grazie per l'apprezzamento. Riguardo al tuo quesito, sul lato qualità dipende dal DAC che vorresti collegare al MacBook. Non e' difficile individuarne uno migliore di quello dei network e streaming player che citi. Sul lato della comodità la soluzione PC e' invece inevitabilmente meno comoda, se non altro per la impossibilità di essere "ready to use". Dal punto di vista economico usando il MacBook che già hai puoi destinare tutto il budget al DAC e quindi potresti arrivare ad un livello di qualità superiore. In tutte e due le soluzioni puoi usare il sistema anche per ascoltare musica liquida in SD o in HD, aggiungendo uno storage server, e in questo caso un DAC più performante farebbe la differenza. In sintesi l'importanza che dai alla comodità d'uso e/o alla possibilità di ascolto anche di materiale in HD o SD sono i parametri per la scelta.

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  2. Anonimo17/9/14

    Ciao, ho letto quello che hai scritto ed ho un dubbio... se collego direttamente l'iphone all'ingresso di un ampli che ha una usb certificata apple (quindi sicuramente funziona con il lettore di file musicali interno all'iphone) ed utilizzo l'app spotify sull'iphone arriva lo streaming direttamente all'amplificatore?
    Grazie Marco

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    1. Dipende, a quale amplificatore fai riferimento?
      Normalmente per collegare l'uscita audio di un iPhone ad un ampli si usa una digital dock come la Pure i20 ad esempio. Se l'amplificatore ha un ingresso con le stesse caratteristiche non ci sarebbero differenze.

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    2. Anonimo18/9/14

      Avevo visto un mini hifi denon Rdc-m39 che ha sul frontale un ingresso USB certificato Apple.. e non risco a capire se mentre fa lo streaming l'iphone (o l'Ipad) invia il segnale in digitale in uscita dal connettore o lo manda solo dall'uscita cuffie..
      grazie per la risposta!
      Marco

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    3. Premetto che non ho esperienza diretta di collegamento di iPhone o iPad all'impianto stereo (utilizzo una configurazione diversa come spiegato in questi articoli, per poter ascoltare musica in HD) e quindi invito altri lettori che leggono questi commenti a intervenire se invece loro l'hanno sperimentata. Io posso solo fare ipotesi ma che non posso sperimentare, partendo da quello che è noto.
      L'iPhone e l'iPad hanno un DAC interno e due uscite, una analogica (mini jack cuffia) e una sulla porta integrata con la quale si carica anche la batteria. Quest'ultima nelle versioni fino al 4 (iPhone) e 3 (iPad) era mista digitale e analogico, in particolare l'audio, a quanto riportato da varie fonti, era analogico e proveniva dal DAC. Le docking station quindi lo prelevavano così com'era e lo trasferivano all'amplificatore o alle casse amplificate. Con l'iPhone 5 è arrivato il nuovo connettore Lightning che è tutto digitale e quindi ci sono problemi di incompatibilità con le docking station precedenti. Per ovviare a questo problema la Apple stessa ha reso disponibile un connettore che include anche un DAC per la porta audio (che la docking si aspetta in analogico). Quindi in sintesi devi controllare se questo coordinato che ti interessa è compatibile con la generazione di iPhone che hai tu. Riguardo all'altro dubbio, la "scheda audio" dell'iPhone è ovviamente una sola e quindi tutto l'audio prodotto da qualsiasi applicazione dovrebbe essere gestito allo stesso modo e seguire la stessa strada. Incluso quindi Spotify.

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  3. Sono passati anni da questo articolo, spero che sia ancora seguito dall'autore e di poter avere una risposta...
    A seguito di ristrutturazione casa ho deciso di provare dei componenti di qualità migliore dei precedenti, ovvero il classico mini impianto philips di mediaworld...
    Ho acquistato delle casse q acoustics 3020 e un ampli teac AH01, con dac integrato e ingresso usb.
    Ho collegato il tutto al mio mac mini e lo uso con spotify con molta soddisfazione...
    Il problema è che non posso aggiornare OSX in quanto Teac non ha più rilasciato i driver adatti. Attualmente sono fermo a yosemite [che ho dovuto reinstallare di corsa dopo che avevo aggiornato e non mi "vedeva" più l'amplificatore] e la cosa è un pò noiosa.
    In pratica come potrei fare ad "evolvere" il mio computer, che è la sorgente musicale, senza renderlo incompatibile con l'ampli?
    Ah, uso quasi esclusivamente spotify con abbonamento premium, dato che la mia collezione di musica è veramente modesta, ho giusto alcuni CD [che comunque ho provveduto a riversare sul mini in formato FLAC].

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    1. E' vero, gli anni passano, ma il blog è sempre attivo, basta andare alla home page dove c'è un nuovo post proprio di questi giorni.
      Quello che segnali è un nuovo problema che si sta generando e diffondendo con la musica digitale: gli aggiornamenti del software e del firmware e la rincorsa alle evoluzioni tecnologiche. Con in più la compatibilità e incompatibilità tra componenti digitali diversi.
      Nel tuo caso potresti in teoria verificare se per Windows Teac ha invece rilasciato aggiornamenti e bypassare il problema installando su Mac un emulatore Windows, usando ad esempio Boot Camp, pare che non sia una procedura complicata ma non l'ho mai sperimentato. Soluzione molto più semplice è comprare un DAC esterno di quelli autoalimentati (solo collegamento a USB) come ad esempio i vari modelli iFi Nano che costano intorno ai 150-200 € che fornirebbero anche prestazioni superiori, semplicemente perché montano chipset più aggiornati, ma nel campo dei DAC ci sono molte alternative anche molto più economiche.

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