domenica 18 novembre 2012

Stato della musica liquida

Ogni anno di questi tempi pubblico un aggiornamento sulla situazione della musica liquida online. L'obiettivo è sempre lo stesso: verificare lo stato della musica liquida, ovvero la effettiva possibilità di passare ad una libreria musicale "liquida", dove gli acquisti si fanno con download dalla rete e i contenuti sono in alta definizione, e/o in multicanale, o almeno in qualità CD, a 16 bit e 44,1KHz ovvero, parola magica in rete, "lossless". (Altri report: link alle risorse sulla musica liquida).

Ma una libreria che consenta un ascolto che non sia un passo indietro rispetto alla qualità, una libreria non compressa. Perché per chi si accontenta di una libreria musicale con audio compresso la soluzione c'è già e anche da anni, si chiama iTunes (in Italia, peraltro, solo iTunes).

La situazione in sintesi
Anticipo subito i risultati di questo aggiornamento perché i passi avanti rispetto all'anno passato ci sono, ma sono minimi, e si possono sintetizzare in pochi punti:
  • per la musica classica la opzione liquida è una realtà in qualità CD, è a buon punto per l'HD, un po' più indietro per il multicanale;
  • per la musica moderna, lentamente, ma con progressione visibile, il portale americano HDtracks va acquisendo il ruolo che aveva iTunes ai primi tempi; catalogo in ampliamento anche con nuove case discografiche, incluse major in partnership; lontanissimo come ampiezza da iTunes o Amazon (per la musica solida) ma che comincia a consentire una scelta reale per lossless e HD;
  • Apple nonostante anticipazioni che si ripetono da anni non si decide ad uscire dal recinto della musica compressa, pur se compressa bene (AAC 256kbps), unica novità la sezione "masterizzato per iTunes" (ma sempre audio compresso);
  • le novità nel settore download digitale non riguardano per ora l'Italia (salvo iTunes Match) e non riguardano l'audio lossless, quindi in questa pagina non ce ne occupiamo;
  • per gli altri siti e portali lossless rimane quanto riferito nel post analogo dell'anno scorso, con minime variazioni; non si vedono alternative ad HDtracks.
Dedichiamo quindi il resto dell'analisi ad un punto sulla situazione nella classica, ad HDtracks e alle poche novità su iTunes. Ricordando che in un precedente post di settembre dedicato ad una verifica della convenienza economica tra musica liquida e musica solida.

La classica è già liquida (o quasi)
Per quanto riguarda la produzione lossless, nel settore della classica le case discografiche con la produzione più completa hanno da tempo siti che consentono il download dei loro album anche in questo formato. Tra le major, Deutsche Grammophon e Decca con il sito della DG, Hyperion tra le principali case indipendenti, e poi il portale eClassical che gestisce altre etichette indipendenti come la BIS. Prezzi per album in lossless dello stesso ordine di grandezza (o anche inferiori) dei corrispondenti in formato compresso su iTunes.

Rimangono indietro le altre major che hanno online parte della loro produzione ma solo per alcuni paesi (tra cui mai il nostro), come la Sony Classical. Da aggiungere anche che per DG non tutta la produzione e' subito disponibile, le nuove uscite sono in genere solo su supporto fisico. Una scelta che forse vuole tutelare la rete dei negozi tradizionali. Come se il sistema per salvarli possa essere l'esclusiva limitata nel tempo. La UMG è pur sempre una major, lenta (per usare un eufemismo) nel capire le opportunità che offre la rete.


Il catalogo disponibile per download in formato lossless, nonostante le major, e' ormai abbastanza vasto e si può concludere che un appassionato può coprire praticamente ogni sua esigenza con il download,soprattutto se non è troppo focalizzato sugli interpreti, e quindi può passare, se vuole, ad una libreria musicale completamente dematerializzata. I pochi titoli che veramente gli interessano e che sono disponibili solo su supporto fisico potranno essere trasferiti in digitale via ripping.

Classica in alta definizione
Anche per la musica in alta definizione la situazione sta evolvendo positivamente. DG e Hyperion non mettono online materiale in HD ma eClassical e diverse altre etichette indipendenti lo fanno. Esempi sono Channel Classics, 2L, Linn Records. Da citare anche il portale iTrax con un catalogo sempre di produzioni indipendenti, un poco meno vario e vasto di quello di eClassical. Le scelte per chi è interessato al HD saranno meno ampie ma la produzione non è limitante.

Come test della situazione attuale ho provato ad acquistare qualcosa su eClassical, che potrebbe diventare una specie di iTunes per la classica, almeno per le indipendenti. Ogni tanto fanno anche offerte speciali, come quella che ho sfruttato, che proponeva allo stesso prezzo il materiale in HD, SD o MP3. Nello specifico era un album della pianista giapponese Noriko Ogawa. registrato e pubblicato dalla BIS e dedicato a tre celebri sonate di Mozart.


Oltre un'ora e mezza di musica con una esecuzione eccellente dal punto di vista tecnico (forse un po' troppo "precisa", almeno a mia sensazione) in definizione 24/96 ad un costo totale che è inferiore a quello di un album in formato compresso su iTunes. Unica osservazione, per chi e' interessato anche al multi canale, che il disco originale (un SACD) prevedeva anche questa opzione, mentre la versione in download e' solo stereo. Altra osservazione sulla frequenza di campionamento, che non è 88,2KHz come in genere avviene dopo il trasferimento da SACD, ma lo standard 96KHz. Probabilmente la registrazione originale non era DSD.

Il download e' realizzato con semplicità e grande efficacia, si usa direttamente il browser senza dover installare nessun componente aggiuntivo. Sono disponibili anche le copertine e il libretto in formato PDF. Chi vuole ricreare il disco fisico può semplicemente stamparli con una stampante a colori mantenendo il formato originale e inserirli in un jewel box. Ho provato anche la conversione in DVD universale con Lplex e funziona tutto.


Per chi cerca materiale multi canale il supporto fisico rimane invece la fonte prevalente per la musica. In download digitale e' reperibile praticamente solo il materiale presente sul sito iTrax. Mentre una buona parte delle etichette indipendenti, come ad esempio anche la BIS citata prima, e' registrata anche su 5 canali, ma distribuita solo su SACD fisico.

HDtracks
A volte chi arriva per primo in un nuovo settore ne ricava veramente vantaggi. È il caso di HDtracks, il portale dell'etichetta audiophile Chesky Records degli omonimi fratelli, che ha iniziato da subito una politica di accordi con altre case discografiche che gli consentono ormai di proporre e veicolare un catalogo abbastanza ampio, che comprende anche alcune etichette delle major. Una strategia analoga a quella di iTunes dei primi tempi che fa ora di HDtracks una specie di iTunes in scala, ma con contenuti HD e lossless.


Nonostante il nome, anzi, i contenuti in qualità CD sembrano in quantità e peso prevalenti rispetto a quelli in alta definizione, beneficiando della perdurante assenza di iniziative in questo senso da parte di Apple iTunes e dei suoi concorrenti.

Facendo un rapido tour sul portale per vedere quello che c'è si nota una presenza buona di interpreti anche ben noti/e collocabili in area "alternative", con prevalenza dei nomi USA rispetto a quelli UK. Per esempio e' disponibile tutta o quasi la produzione di Ani Di Franco, di Cat Power, di Norah Jones, di Esperanza Spalding, di Tori Amos.


Poco materiale invece per Beth Orton o Laura Marling, per verificare alcuni nomi inglesi. Nulla per cose più recenti dello stesso ambito come Bon Iver ( ma in questo ultimo caso non è poi così male).

I prezzi per gli album in formato lossless, qualità CD, sono medi, considerando il cambio attuale (poco più di 1,2 per $). Per un album completo occorrono 11,98 $ (prezzo secondo l'uso americano), quindi intorno ai 10 € con il cambio applicato da PayPal. Quindi quasi uguale al prezzo in formato compresso AAC 256kbps su iTunes, sicuramente é più conveniente. Come documentato in un precedente post il CD "fisico" su Amazon, spedizione compresi, in diversi casi riesce però a costare anche di meno. Il vantaggio del digital download rimane quindi concentrato nel fattore tempo.


HDtracks per l'alta definizione
Passando all'alta definizione per la quale HDtracks sarebbe nato, si notano subito nella pagina iniziale le interessanti partnership che il portale ha stretto nel frattempo. Con la Warner / Atlantic, con la EMI/Virgin Classics, conla Naxos, con la Blue Note, e due "store" specializzati per la produzione riversata in HD dei Rolling Stones e dei Doors.


Qui i prezzi sono più alti, al cambio circa 15 € per un album normale a 96KHz, intorno ai 23 per la risoluzione massima (24/192 o 24/188,2), quando è disponibile. Nessuno sconto, come si vede per la compilation dei singoli degli Stones, per album più estesi. In più c'è da considerare che la maggior parte del materiale HD e ' acquistabile solo ad intero album, non per singolo brano. Il confronto in questo caso non si applica perché quasi sempre l'unica opzione di acquisto in HD è questa via digital download.

Come test ho acquistato, con pagamento via PayPal (unico possibile dall'Europa) un album recente di Esperanza Spalding in risoluzione 24/96.



Poiché un visitatore del sito aveva a suo tempo espresso critiche a HDtracks perché aveva acquistato materiale 24/96 (o 24/88.2) che in realtà risultava troncato sopra i 20KHz (ma un altro visitatore lamentava invece la fallace illusione dell'HD, perché  sopra i 20 KHz non c'e nulla di udibile per l'orecchio umano, opinioni divergenti) ho eseguito anche l'analisi spettrale:


Predominanza della parte bassa dello spettro (d'altra parte la titolare è una bassista) e nessun troncamento a 20KHz, e quindi nessuna incoerenza di HDtracks. Le frequenze oltre i 20Khz ci sono. Utili o inutili che siano (ma il plus principale dell'HD sono i 24 bit di risoluzione).

Riguardo all'utilizzo pratico, il download su HDtracks è realizzato con una applicazione apposita da scaricare e installare, quindi già più scomodo e meno immediato all'origine, e in più, almeno in questo caso (in precedenza non mi era capitato) non funziona molto bene. Su Windows 7 e con una connessione di rete a 20Mb nominali, quindi in condizioni ottimali ala data, il download si è bloccato più volte. La procedura di resume è semplice e si effettua dal sito (bisogna reinstallare il componente) ma non ci si aspettano questi problemi da un download di contenuti audio, seppur HD, di circa 1GB come dimensione complessiva.
Da segnalare infine che formalmente HDtracks rimane sempre ad accesso limitato per gli acquisti agli utenti USA. Un blocco facilmente superabile usando PayPal per gli acquisti. Anche da questo lato tutto fermo quindi alla situazione di tre anni fa.

Apple iTunes
Commercialmente vivace e con continue novità, ma non sul versante audio. Qui il passo avanti e' stato passare negli scorsi 2 anni per tutto il nuovo catalogo dalla compressione AAC a 128kbps a quella a 256kbps, estendendo l'incremento di qualità anche alle intere librerie dei clienti, passando a iTunes Match.

Nulla invece all'orizzonte per la musica in formato lossless e a maggior ragione nulla neanche per l'alta definizione, nonostante le proposte e i contatti a suo tempo avviati da Neil Young, nuovo profeta dell'HD, incurante dei negazionisti tecnologici, con lo stesso Steve Jobs. La realtà e' che secondo Apple non c'è interesse per questo tipo di evoluzione, la qualità a 256 per l'ascolto in cuffia (prevalente ormai) o al limite con l'impianto audio 2.1 collegato al PC, e' più che sufficiente per la musica moderna. Stanno invece investendo sull'HD nel video, dove la differenza si "vede" più facilmente ed è ricercata.

Unica novità nell'audio e' la sezione "masterizzato per iTunes" (mastered for iTunes).


La risoluzione e' sempre 256kbps, in formato compresso, ma attraverso una serie di accorgimento il suono e' reso più ricco e con maggiore dinamica. Una opportunità sia per chi acquista da iTunes, sia per chi vi inserisce contenuti da vendere.


Provato a scaricare qualcosa (come alcune cose di Lana Del Rey e musica classica), come si vede nell'immagine si tratta di semplice audio a 256Kbps. L'ascolto e' buono, ma non potendo fare il confronto è difficile dire se ci siano miglioramenti significativi o almeno udibili. Sulla musica classica la impressione e' che un vero miglioramento si avrebbe passando al lossless, senza sforzarsi ulteriormente sulla compressione, che tecnicamente non serve più, come dimostra il materiale video HD generosamente inserito e scaricabile dal portale. Una iniziativa che non fa pare passi avanti verso l'audio di qualità.

Per l'audio di qualità su iTunes bisogna aspettare ancora.

9 commenti:

  1. "Negazionisti tecnologici" è una definizione capolavoro!
    C'è dentro davvero tutto nell'assonanza con gli "storici negazionisti" (cioè quelli che sostengono che la Shoà sia una bufala) che non può che tendere a delegittimare, anzi, peggio: a mettere in cattiva luce, chi avesse un pensiero diverso dal tuo.
    Poi la matematica e la fisica acustica dicono altre cose, che si possono tranquillamente e patafisicamente ignorare, correndo dietro a risoluzioni inutili/dannose (24/96, 24/192) nel nome di un non ben definito "progresso tecnologico" che non tiene in nessun conto il "formato fisico" del nostro apparecchio uditivo: le orecchie...
    :)

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    1. Come giustamente dici, il giudice migliore della qualità del suono è il nostro raffinato sistema uditivo, nel senso però del nostro personale. Quindi per la diatriba se l'alta definizione sia qualcosa che ha senso anche per l'audio la cosa più semplice è provare ad ascoltarla. Chi non sente alcuna differenza o percepisce addirittura un peggioramento rispetto alla tecnologia messa a punto dalla Philips e dalla Sony più di 30 anni fa vuol dire che non è interessato e può continuare ad ascoltare in pace i CD.

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  2. Ti metto qui alcuni fatti (non opinioni, è tutto dimostrabile senza tema di smentita).
    C'è un teorema (Nyquist) che dimostra matematicamente come con una sampling rate di 44,1 Khz sia possibile campionare perfettamente un segnale audio fino a 22,05 Khz.
    Le nostre orecchie, per come sono fatte fisicamente, arrivano a malapena a 20 Khz quando siamo bambini, da adulti grosso modo sentiamo i suoni fino a 15 Khz.
    La risoluzione a 16 bit permette una dinamica di circa 96db, e non esiste nessuna situazione sonora che nella realtà abbia una tale escursione dinamica.

    A cosa serva IN CONCRETO l'"alta definizione", continua a sfuggirmi: posto che in ogni caso sopra i 20 Khz, anche se ci fosse della musica non sarei in grado di sentirla, e che nessuno strumento ha una dinamica di 96 db, perchè dovrei avere bisogno dell'alta risoluzione?

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  3. Allelimo: ti ho risposto infinite volte a questo argomento che la cosa importante è la risoluzione del campione, che si misura in bit, e che con l'alta risoluzione passa da 16 a 24 bit, consentendo una cattura molto più fine del messaggio sonoro, come avviene con i pixel delle macchine fotografiche digitale. Ma a quanto leggo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. In questo caso in senso letterale, perché ti ho anche invitato non so quante volte ad ascoltarla questa alta definizione. Se non senti alcuna differenza benissimo, vuol dire che non ti interessa, nessuno ti obbliga a comprare dischi in HD, anche perché se ne producono ben pochi, almeno nella musica moderna, e c'è sempre l'equivalente in CD. Puoi continuare ad ascoltare la musica in qualità CD, o anche in MP3 se preferisci. Al resto del mondo va bene lo stesso, anche a quelli (come me e penso come molti lettori di questo blog) che sono interessanti agli sviluppi della tecnologia per ascoltare la musica.

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  4. Alberto, la cattura molto più fine, direi di no: i bit servono a definire la dinamica, cioè 6db circa per bit.
    Fanno 16*6=96 decibel per i 16 bit, e 24*6=144 decibel per i 24 bit.
    Ora, non esiste al mondo nessun evento sonoro con una dinamica di 144 decibel.
    Un'orchestra ha una dinamica di circa 90 decibel, ed è per questo che i 16 bit sono assolutamente adeguati alla riproduzione del suono esistente nel mondo reale.

    Il tuo paragone con i pixel delle macchine fotografiche starebbe in piedi per la frequenza di campionamento semmai, anche se lì c'è il solito problema del teorema di Nyquist che ne dimostra l'inutilità.

    Rimane senza risposta la mia domanda: a cosa serve concretamente l'alta definizione?
    La risposta mi interessa davvero: tecnicamente, quali sarebbero i vantaggi dell'alta risoluzione?
    Non ho ancora qualcuno che me lo spieghi.

    So anche che è perfettamente inutile quello che sto per dirti, perchè il fatto che io non senta differenze apprezzabili tra cd e alta definizione non dipende certo dal fatto che queste differenze non esistano, ma dalla insufficiente "risoluzione" dei mezzi da me impiegati per l'ascolto (qualsiasi essi siano)

    Però registro su multitraccia col computer da anni, la mia scheda audio arriva a 192/24, ma l'unica differenza tra quello e 44/16 è la dimensione dei file.

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    1. C'è anche un altro parametro che sembrerebbe di una certa importanza, la distorsione di quantizzazione che, come dice la parola stessa, ha una certa relazione col numero di bit utilizzato. Ma lo so già che ribatterai che sotto certi livelli è inudibile ecc. ecc.
      L'errore secondo me è cercare le risposte nella teoria piuttosto che nella pratica, ovvero la ricerca di una dimostrazione teorica per la superiorità o l'inferiorità di questa o quella tecnologia.
      Una teoria dovrebbe servire per spiegare la realtà fisica, fornendone un modello. Non è che se i nostri sensi percepiscono qualcosa che va contro la teoria dobbiamo pensare per forza che a sbagliare siamo noi.

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  5. Non mi convince comprare tracce ad alta risoluzione senza sapere se il master è ottimo. Hdtracks etichetta "audiophile" una track solo per la risoluzione? E se fosse un live con un suono orrendo?

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    1. Pablox: hai ragione a ritenere la qualità della registrazione l'elemento più importante per un ascolto soddisfacente. Il resto della catena di riproduzione difficilmente introdurrà miglioramenti, casomai il contrario. Purtroppo negli album non è quasi mai fornita una informazione esauriente su come sono stati registrati, a parte gli album "audiophile" di etichette specializzate come appunto la Chesky Records. E' un tema attualmente di grande attualità per la polemica che c'è sulla tendenza delle case discografiche a produrre sempre più, per la musica pop e rock, album a limitata dinamica con bassi in evidenza, adatti per essere ascoltati con cuffiette e impianti economici. Trovi molto su questo argomento su TNT-Audio e in genere in Internet, si parla di "loudness war".
      Per sapere se una registrazione è valida o meno non ci sono che le recensioni, se si trovano, o la esperienza diretta.

      Venendo alla tua domanda, HDtracks, che è una iniziativa commerciale e per sopravvivere deve vendere, usa estesamente l'etichetta "audiophile" anche per registrazioni che all'origine non si ponevano certo questi obiettivi, come quelle storiche dei Rolling Stones. Poi starà all'eventuale acquirente, che si suppone sia in possesso del lume della ragione, ritenere o meno che l'HD possa essere un valore anche per questi album, magari facendo una prova prima di comprarli tutti ...

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  6. Interessanti novità da Hyperion. Nuova sezione "studio master" dalla quale è possibile scaricare materiale in qualità HD (da 20/44.1 sino 24/96, la maggior parte a quest'ultima risoluzione) con un prezzo tipo per album di 9 €. Rimane sempre la qualità CD a prezzo inferiore. Simpatica anche la possibilità di scaricare un brano sample gratis per diversi album, anche a qualità HD. Nel dorato mondo della classica si conferma quindi in movimento verso la musica liquida e l'alta definizione, considerando anche la vastità e l'interesse del catalogo Hyperion. Peccato che il resto del mondo rimanga in qualità compressa e spesso con registrazioni "loudness", quasi che la musica moderna non sia degna di essere ascoltata al meglio. Presto un post con approfondimenti e test.

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