lunedì 25 giugno 2012

iTunes Match alla prova

Dopo aver presentato il prodotto al momento del suo annuncio (vedi il post precedente), passiamo ora, come promesso, ad una prova sul campo. L'obiettivo è verificare l'uso di iTunes Match come libreria musicale unificata sul cloud, condivisa tra più librerie musicali iTunes, su Mac e su Windows, da accedere e fruire poi anche da apparati mobili, in particolare iPhone e iPad.


Prima libreria
Cominciamo da una libreria musicale reale, costituita nel tempo con materiale musicale di varia origine, acquistato da iTunes o rippato. Di dimensioni medie per un giovane utilizzatore contemporaneo dotato di iPod, è una libreria con circa 1500 brani, tutti compressi (e con molti duplicati).

Una volta attivato iTunes, selezionando Store, una delle opzioni che appare è proprio "Attiva iTunes Match", rispondendo affermativamente si attiva il servizio, pagando quanto richiesto sul proprio conto iTunes Store e al termine compare la videata che si vede sotto. Come si sa il costo è 25 € all'anno (24,99 secondo l'uso americano), circa 2 € al mese, mezzo pacchetto di sigarette o 2 soste al semaforo (con lavavetri), non si può dire sia molto. L'abbonamento è rinnovato automaticamente, ma si può recedere comunicandolo 24 ore prima, anche qui non si può dire che quelle scelte da Apple siano clausole capestro.


Completato l'acquisto inizia automaticamente la preparazione della libreria, che prevede tre passi. Il primo è la "fotografia" del contenuto della libreria che si vuole portare sul cloud, il secondo la verifica di quali canzoni della libreria siano già presenti nella super libreria universale di iTunes, la fase di "match" da cui prende il nome il prodotto. Il terzo, dopo il match, è il caricamento dei brani che non hanno "matchato", quindi che non troverebbero un corrispondente in iTunes. Che di solito dovrebbero essere molto pochi, musica classica a parte.





Nel test effettuato erano 251 su 1450 ma in realtà i casi di effettivo mismatch erano molti di meno. Il match viene difatti effettuato basandosi sui metadati del brano (interprete, titolo, album, ecc.). Se sono incompleti o non inseriti nei campi giusti non va a buon fine. Non viene effettuata, infatti, una verifica sul contenuto musicale usando tecniche come quelle in uso ad esempio su YouTube ma solo su queste informazione. Il mancato riconoscimento può capitare quindi anche su materiale rippato, dove i metadati sono spesso inseriti a mano, ed era il caso della libreria di mia figlia che ho usato in questo primo test.




Il terzo passo di caricamento è decisamente il più lungo, e per brani in formato pieno può richiedere anche ore. Nella terza libreria che ho caricato per 38 brani "mismatch" sono state necessarie circa 3 ore. Alcuni erano 16/44.1, altri 24/96.

Due librerie in alternativa sullo stesso PC e una sola libreria sul cloud
Dopo aver trasferito sul cloud la libreria musicale l'utente ha a disposizione due modalità di utilizzo, attivando e disattivando iTunes Match. Ovviamente se disattivato si ritorna alla libreria locale sul PC (Mac in questo caso), riattivandola si ritorna in rete. E poi esiste una funzione "aggiorna iTunes Match" che consente di allineare in ogni momento le due librerie, ripetendo i tre passi già descritti.
Un solo dispositivo alla volta può essere collegato al cloud, e di questo occorre tener conto se, come nel caso del test (lo vediamo dopo), le librerie sono di due soggetti differenti. La possibilità di scaricare il materiale in locale rende però anche questa situazione facilmente gestibile.

Il secondo caricamento
A questo punto passiamo a caricare sulla stessa nuvola condivisa una seconda libreria sempre su Mac, ma questa volta con materiale non compresso e in qualche caso in alta definizione.
Il procedimento è lo stesso, si attiva iTunes Match e si conferma l'associazione alla stessa "nuvola" privata usando la password di iTunes Store. Non si paga nulla in più perché il contratto prevede di poter utilizzare sino a 10 dispositivi. Anche qui con i tre passi già visti si duplica la libreria sul cloud, in tempi dipendenti da quanti brani non superano il match.

Cosa che avviene anche in questo caso, ma non per difformità sui metadati. Un'altra situazione di mismatch può derivare infatti dal formato del file audio. Ad esempio era presente un brano di Diana Krall in formato Wav. Su iTunes esiste, ma in formato AAC compresso ed è stato comunque caricato. Pur se poi in download, come già abbiamo visto, sarà trasferito comunque in formato compresso.

Ho poi eseguito per conferma le stesse operazioni usando una terza libreria iTunes, questa volta in ambiente Windows 7, la interfaccia e tutti i comandi sono identici e quindi tutto funziona allo stesso modo, senza incertezze. Si registrano soltanto tempi lunghi per l'upload di materiale SD o HD (come citato in precedenza) in caso di mismatch.

Da queste osservazioni sul caricamento derivano alcuni consigli sulla strategia di utilizzo sui quali torno dopo.

L'utilizzo da iPhone e iPad
Vediamo subito uno dei principali vantaggi annunciati di questo nuovo sistema: la possibilità di accedere alla propria libreria musicale da qualsiasi parte del mondo senza doverla scaricare sulla memoria dell'unità mobile, e quindi dover selezionare brani, cancellare quelli che non servono più per fare spazio e così via.

Su iPhone e su iPad l'attivazione è del tutto identica e intuitiva. Si accede al pannello Impostazioni e si seleziona Musica. Proprio il primo selettore in alto è quello su iTunes Match (con IOS 5). Selezionandolo, un messaggio avverte che la libreria musicale locale sarà disabilitata. Ma non cancellata, ovviamente, e quindi si potrà procedere senza problemi. Tenendo conto, soprattutto, che tipicamente sarà materiale derivato da quello che già è presente sulla libreria iTunes Match. Sul livello di qualità ci torno dopo.


Selezionando la app di default Musica comparirà ora la libreria completa su cloud, come si vede nella seconda immagine con le nuvolette (da cui si intuisce anche che i gusti musicali di mia figlia sono diversi dai miei, per fortuna). Il tutto non avviene immediatamente, sarà necessario qualche secondo (20-30" a 3G) per la musica e ancor di più per avere le immagini degli album.


L'ascolto può iniziare però non appena diventa disponibile la lista dei brani (o album o artisti).

Sulle device mobili rimangono disponibili tutte le funzioni di iTunes per la ricerca e per la creazione di playlist. In più, tornando alla libreria locale si ha la sorpresa di ritrovare tutte le canzoni ascoltate. Infatti per garantire l'ascolto senza interruzioni il file usi cale viene caricato tutto in locale. E a questo punto non c'è fretta di cancellarlo, tanto vale lasciarlo in locale, pronto per un secondo ascolto.

Anche su iPad tutto funziona senza problemi, uniche osservazioni che emergono dal test sono lo scarico incompleto delle copertine degli album (pur se presenti in rete o nella libreria di origine), come si vede nella prima immagine sotto, e la interfaccia non troppo accattivante (seconda immagine), priva ad esempio della tanto amata funzione cover flow familiare agli utenti di iPod.
Sul primo punto sono presenti diversi commenti e workaround in rete, rimane da approfondire. Riguardo alle alternative alla Music App standard di iPad, ne sono state proposte diverse, anche questo è un aspetto che potremo approfondire in seguito.




L'ascolto in streaming in varie condizioni reali
In condizioni di rete normali tutto funziona senza incertezze e interruzioni, qualche secondo (circa 10) per caricare il buffer e parte la riproduzione, di buona qualità essendo sempre o quasi AAC a 256kbps. Per verificare la stabilità dell'ascolto in streaming ho eseguito tre test in condizioni via via più difficili.

Nel primo test un iPad era connesso alla rete Internet mediante un iPhone in modalità hotspot personale e collegamento in bluetooth tra le due device . Ho scelto questa modalità piuttosto che wi-fi perché sembra più performante, ma non in base a questi test, ma ad altri fatti su video YouTube.
Il punto critico però non è questo ma la connessione alla rete cellulare che in questo caso, nella zona centrale di Roma e in un giorno normale, era in 3G e consentiva un ascolto fluido e senza interruzioni.



Il secondo test era in condizioni meno ideali, in auto, quindi ovviamente in 3G, con un iPhone collegato al sistema audio della macchina. Potevano esserci problemi di hand-over tra le celle ma così non è stato, il test è stato eseguito in città e non ho potuto verificare la stabilità a velocità elevate, ma anche in galleria (quella recente della Tangenziale di Roma) e a velocità intorno ai 100 Km/h,, in più prove, l'ascolto era fluido, senza interruzioni e perfetto sotto questo aspetto. 

Solo nel terzo test, sempre in 3G, si sono evidenziati dei problemi, in una domenica di fine giugno sulla spiaggia di Ostia Lido, la rete cellulare del mio gestore (Tim) era evidentemente sovraccarica e la modalità in streaming presentava frequenti interruzioni. In questo caso occorre passare alla seconda modalità prevista da iTunes Match, ovvero il download preventivo dei brani o dell'intero album. Occorre un po' più di pazienza in questo caso prima di partire nell'ascolto.

La musica classica
La possibilità di usare iTunes Match al meglio (quindi senza dover caricare tutto) dipende dalla disponibilità su iTunes della musica classica liquida (o trasferita in formato liquido) che abbiamo nella nostra libreria musicale. iTunes non è noto per avere un settore classica particolarmente fornito, e quindi ci aspettiamo che il match in questo caso non vada sempre a buon fine. Non si può certo fare un test esaustivo sulla sterminata produzione internazionale di musica classica. Mi sono limitato a verificare la presenza in iTunes Store di alcuni album di etichette indipendenti, BIS e Channel Records. Della prima sembra essere presente buona parte della produzione recente, della seconda una selezione più ristretta, si può probabilmente concludere che anche per l'appassionato di musica classica il nuovo sistema di Apple può risultare molto comodo, a fronte di tempi iniziali di caricamento probabilmente più lunghi.

L'uso in auto
Ne ho accennato prima, è un'altra funzionalità interessante. Molte auto moderne sono dotate di serie di una porta USB o almeno di un jack analogico, e alcune anche di una porta dock per collegare direttamente un iPhone. Che quindi può diventare un bridge tra la nostra musica nella nuvola e il sistema car-audio, e avere quindi disponibile tutta la nostra libreria anche in viaggio, senza bisogno di scegliere i CD da portare dietro o la musica da caricare su una qualche pen-drive. Basta scegliere sull'iPhone i brani da ascoltare (da fermi possibilmente, o a cura di un passeggero, non mentre si guida) e anche il viaggio più lungo può avere la sua colonna sonora. Tempi molto lontani, per chi li ricorda, quelli dei lettori multi-CD da auto da installare nel bagagliaio.

La qualità
Come già scritto nel precedente post la qualità in ascolto è nella maggior parte dei casi AAC 256kbps, quindi sufficiente per musica moderna. Per ascoltare in definizione più elevata l'unico sistema a disposizione è lo switch alla libreria in locale (vedi il post successivo). Per la qualità dell'ascolto sarà importante anche la modalità di connessione dell'iPhone o dell'unità su cui si ascolta la musica. L'ideale sarà un collegamento in digitale, usando la porta standard dell'unità. Usando invece il jack analogico (l'uscita cuffia) sarà inevitabile un limitato grado indotto dal DAC e dalla sezione analogica del device, forzatamente miniaturizzati e non della massima qualità.

Consigli
Quindi abbiamo visto che iTunes Match funziona bene e promette quello che mantiene. Dal test emergono un paio di consigli da seguire per l'uso più efficace:
  • ripulire e sistemare la libreria prima di caricarla: eliminare i duplicati, completare i metadati semplifica l'utilizzo con device mobili
  • scegliere una strategia se si vuole gestire anche materiale in SD o ancor più in HD. Caricare file musicali a questa definizione nel loro formato originale è costoso in termini di costo e non da' alcun vantaggio in seguito. 
Su questo secondo aspetto tornerò in un prossimo post.

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