venerdì 1 ottobre 2010

Il multicanale dei poveri

In un precedente post, il multicanale in pratica, avevamo visto che un impianto con tutti i crismi di qualità per l'audio multicanale partiva come impegno economico dagli 8-10.000 €. Un discreto impegno.
Ma non si può inventarsi qualcosa per vedere se ne vale la pena nel nostro ambiente, con la nostra musica, con i nostri gusti musicli?
Forse sì, a patto di non farsi sentire dai puristi del settore, che certo inorridiranno o diranno che ha poco a che vedere con un impianto serio quello di cui sto parlando.

Quello che serve
Però, in pratica, se siamo in grado di trovare un amplificatore stereo e un paio di casse, e abbiamo un lettore multiformato dotato di controllo di volume e output analogico (quasi tutti, penso) abbiamo tutto quel che serve. Potrebbe essere il nostro precedente ampli che abbiamo cambiato ma non siamo riusciti a vendere, o abbiamo preferito tenere. E due casse compatte che usavamo nella vecchia casa e che ora sono state messe in cantina imballate perché in futuro potrebbero servire, magari nella seconda casa, se mai la compreremo. Oppure componenti prestati da un amico che al momento non li usa. Tanto per i diffusori surround (questo sarebbe l'uso) non è indispensabile né una qualità eccelsa né una grande potenza. Non che facciano danni, se ci sono, ma si tratta comunque di riprodurre le riflessioni dei suoni, non i suoni primari, a livello sonoro e risposta in frequenza meno impegnativi.
E l'amplificatore? A meno che sia proprio vecchio e scarso, è probabile che sia comunque migliore degli stadi di potenza in classe D che equipaggiano gli amplificatori multicanale per Home Theater a prezzo terreno.

La configurazione
La configurazione è semplice, dopo aver individuato tra le 6 uscite analogiche del lettore DVD i due canali surround, dovranno essere collegati con un un paio di normali cavi RCA all'amplificatore (vedi nell'immagine successiva l'esempio con un popolare lettore Oppo) , che piloterà a sua volta le casse surround, che saranno posizionate, come indicato da tutte le guide sul multicanale, ai lati e leggermente dietro il punto di ascolto (nell'intorno - surround - degli ascoltatori) e ovviamente non per terra ma su un qualche supporto, anche provvisorio, all'altezza delle orecchie dei suddetti ascoltatori. Naturalmente le due casse anteriori saranno quelle che già abbiamo nel nostro impianto, collegate (se già non lo sono) ai canali frontali del lettore.

E il canale centrale? E il subwoofer? Il canale centrale serve nei cinema per individuare come provenienti dallo schermo le voci anche da una posizione disassata. Non sarà il nostro caso, la musica cerchiamo sempre di ascoltarla da una posizione centrale, siamo abituati allo stereo. Anche il subwoofer sarà di solito non essenziale, se abbiamo già un impianto hi-fi con una buona risposta sui bassi. Inoltre, molto materiale recente di musica classica è multicanale 5.0, cioè non prevede il sub.

La seconda fase sarà il bilanciamento dei livelli. Spesso nei dischi, in particolare nei DVD-Audio di classica, si trova una sezione del menu "speaker set-up" che aiuta in questa operazione. Banalmente si dovrà aggiustare il volume dell'amplificatore principale e di quello aggiunto secondo le istruzioni, per ottenere un livello sonoro equivalente dai quattro diffusori.

Dopo di che il volume lo controlleremo solamente con il telecomando del lettore multiformato. Questo non piace ai puristi perché in realtà si opera sul dominio digitale (almeno, di solito è così) e solo in attenuazione, perdendo risoluzione nell'abbassare il volume. Ma questo può essere un problema con il CD, con parola a 16 bit, non per le prove che ci apprestiamo a fare, con materiale in alta definizione a 24 bit. Troppo complicato? Ignorate questo dettaglio, non è un problema.


Ascoltiamo la musica
Tutto è a posto quindi nel nostro "poor man's multichannel system", manca solo il materiale da ascoltare. Il più comodo per test e confronti è quello pubblicato in formato DVD-Audio, perché basta un televisore (che con ogni probabilità sarà già collegato al lettore) per selezionare comodamente con un menu la modalità stereo 2 canali o multicanale. Se invece usiamo materiale in formato SACD sarà necessario di solito impostare la priorità sul lettore tra stereo e multicanale (per esempio sul menu set-up generale nel caso dell'Oppo). Se non l'abbiamo si può comprare, non costa poi molto, nella catena Mondadori Media ad esempio stanno vendendo  i SACD (in offerta per non so quanto) a poco più di 15 €.

A questo punto si potrà verificare, per chi ancora non l'abbia fatto in  assoluto, o per chi non abbia provato nel proprio ambiente casalingo, se la riproduzione in audio multicanale effettivamente aggiunge qualcosa, se aggiunge troppo (troppo eco, suoni percepibili dai canali posteriori) se è più naturale o se si perde dettaglio, Si potrà provare l'effetto dei canali surround spegnendo e riaccendendo l'ampli posteriore (e attendendo un po' perché il sistema uditivo si "resetti").
Più efficaci per i test le registrazioni di musica classica, che solitamente sono registrate all'origine su più canali. Mentre in molti dischi di rock e pop i canali surround e centrale sono aggiunti con una elaborazione a posteriori, con efficacia variabile.

(Nelle immagini un paio di dischi usati in questo test, un DVD-Audio di Diana Krall, con suono surround in alta definizione remixato a posteriori da un master stereo, e un SACD Telarc di Hiromi Uehara, anche questo con surround HD, Discrete MC urround DSD, probabilmente registrato all'origine in multicanale, anche se le note sono evasive in proposito)

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