domenica 7 febbraio 2010

Il PC nella catena Hi-Fi: alternative e dubbi

Torniamo sul tema che abbiamo affrontato maggiormente nelle ultime settimane e che vede un continuo incremento di interesse e di novità. Premettendo che, per chi ricerca approfondimenti, recensioni di prodotti e ultime notizie, la fonte migliore di informazione è al momento la rivista on-line Computer Audiophile, segnalata anche da Giamp in un recente commento. Il target però (nel senso economico del termine) è piuttosto orientato verso l'alto.

L'ascolto è analogico
Partiamo dalla fine, o dall'inizio, dal nostro punto di vista di ascoltatori. Il nostro apparato uditivo è certamente analogico e quindi la prima cosa di cui abbiamo bisogno è un sistema in grado di produrre onde sonore. Questo sistema è rappresentato ovviamente dai diffusori (o casse acustiche) oppure da una cuffia, e dall'amplificatore (sempre analogico) in grado di pilotarle, ovvero di portare il segnale in ingresso al livello adeguato per farle funzionare (non mi addentro volutamente in alcun dettaglio tecnico).  Amplificatore che, nelle comodissime ma non molto diffuse casse attive o amplificate, è contenuto al loro interno.

La prima cosa da analizzare è quindi da questo lato: vogliamo utilizzare ampli e casse che già abbiamo? Acquistarne di nuove e migliori? Stiamo creando un secondo impianto? Sulla scelta e selezione di questi componenti ho provato a scrivere una guida semplificata su Musica & Memoria, alla quale rinvio.

Supponiamo quindi che questa parte dell'impianto ci sia già, quello che serve e su cui centrare l'attenzione è quindi il DAC, il convertitore analogico - digitale che ha il delicato compito di convertire i contenuti digitali sul PC in un segnale analogico elettrico gestibile dall'amplificatore.

Alta definizione oggi o domani?
E qui arriva la prima alternativa (e il primo dubbio): un DAC in grado di gestire anche contenuti ad alta definizione (HD) o limitato a quelli in qualità CD?

In base a quanto scrivevo in un precedente post sulla ritrosia delle majors discografiche nel distribuire o diffondere contenuti HD sembrerebbe accettabile, ancora per un po', anche la seconda soluzione. Però esistono le etichette indipendenti che hanno, per fortuna, almeno il 30% ed oltre del mercato e che credono un po' di più che per sviluppare un mercato in decrescita bisogna offrire qualcosa di nuovo. E di conseguenza il materiale HD disponibile non è poco, ed è in crescita; non ci sarà tutto, no, ma abbastanza per riempire, volendo, la memoria del nostro PC. E, ovviamente, un DAC ad alta definizione gestisce pienamente anche materiale in qualità CD 16/44.1.

Il DAC
Quindi il primo dubbio è sciolto: serve un DAC ad alta definizione, possibilmente 24bit/192KHz o anche 24/96. E cade anche il secondo: se conviene o meno utilizzare un DAC che già abbiamo, per esempio un lettore CD dotato anche di ingresso digitale.

Tra i DAC disponibili le alternative sono soltanto due: il tipo di ingresso digitale (USB, firewire o ottico-elettrico S/PDIF) e la gestione o meno del campionamento a frequenza più elevata (192KHz). La grande maggioranza del materiale digitale HD non è a 192 e comunque non pare proprio che si riesca a sentire la differenza, quindi anche i modelli a 96, a parità di rapporto qualità / prezzo, possono andare bene. Anche per quanto riguarda l'ingresso non ci sono molti dubbi. L'ideale tecnicamente sarebbe il firewire, ma per qualche motivo commerciale i produttori si sono dedicati maggiormente allo USB, superando i problemi tecnici che ne rendevano difficile l'utilizzo per questo scopo.

Il risultato è che esistono molti convertitori HD con ingresso USB, anche di prezzo terreno e con favorevoli recensioni, e pochissimi (ma molto costosi) convertitori firewire.

L'ingresso standard S/PDIF andrebbe anche meglio, se fosse presente sul PC, questo avviene solo per i Mac o quasi, e quindi interessa poco a tutti gli altri. Possono essere collegati con una interfaccia digitale, come la HiFace di Manunta, della quale tutti parlano bene. Ma non si vede la necessità di complicare la catena con un altro componente, a meno che il DAC con ingresso digitale ci sia già. O per la maggior scelta di modelli.

Quindi (a meno che per i fortunati possessori di Mac, che comunque hanno aperta anche la alternativa USB) la soluzione è un DAC con ingresso USB. Anche se non molti, ce ne sono ormai diversi disponibili; ad esempio:
- Musiland Monitor 01 US (ca. 100 €)
- HRT - High Resolution Technology - Streaming Audio Pro (ca. 700 $)
- Benchmark DAC 1 USB (ca. 1200 €)
- Ayre Acoustics QB-9 Asynchronous USB DAC (ca. 2500 $)

Alla differenza di prezzo corrisponde probabilmente una differenza di qualità, anche se non in proporzione lineare (nell'alta fedeltà la curva prezzo / qualità è logaritmica, nel senso che incrementi anche piccoli di qualità richiedono incrementi anche molto consistenti di prezzo, man mano che si sale). Tutto deve essere comunque proporzionato a quanto viene dopo, cioè al sistema ampli + casse.
Questa lista è naturalmente parziale e soprattutto, se la facessi tra 2 o 3 mesi, già comprenderebbe altri prodotti. Non approfondisco comunque qui il tema della scelta del DAC, voglio soltanto arrivare al punto che ne esistono ormai diversi modelli, anche a prezzi relativamente accessibili e quindi sì, un PC, anche un diffuso modello Windows, può essere connesso a pieno titolo e senza particolari complicazioni alla catena Hi-Fi, diventando la sorgente del suono.

Dove mettere la discoteca (digitale)
Sorgente del suono e contenitore della musica, e qui si arriva ad un ulteriore dubbio, con la scelta tra tre alternative: disco interno, disco esterno USB, disco esterno Ethernet (o storage server).

Archiviare la musica digitale (in alta definizione oppure a qualità CD o anche compressa) sul disco interno è la soluzione più comoda. meno componenti nella catena, ideale soprattutto se si usa un notebook. E' solo una questione di capacità.
Un album in alta definizione 24/192 da 60', anche compresso in Flac, richiede ca. 2-2,5 GB e quindi 200 album già riempirebbero un hard disk di un notebook di ultima generazione (500 GB). Chiaramente tutto cambia se il mix è diverso. Un CD normale 16/44.1 sempre compresso lossless in Flac occupa 250-300 MB e quindi ne entrerebbero 2000 nello stesso disco. Ognuno può farsi i suoi conti. Ma nel caso di PC fisso a mio parere la soluzione disco interno è comunque la migliore, potendo aggiungere (di solito) altri dischi e considerando il calo continuo dei costi.

Se comunque gli album sono molti di più (ma subito) o se abbiamo un notebook con un disco piccolo o occupato da altre cose si può usare una memoria esterna. Dico da subito, perché, proprio per il fenomeno della diminuzione continua dei costi delle memorie, conviene aspettare e poi eventualmente trasferire su un disco esterno.

Disco esterno che è molto conveniente sia uno storage server. I dischi USB costano poco ma, se si usa un notebook, sono un altro oggetto da attaccare e spostare qua e là. Personalmente non lo trovo comodo. Lo storage server invece si può posizionare in una parte qualsiasi della casa. Dopodiché sarà accessibile come unità di rete da qualsiasi PC fisso o mobile che abbiamo, condividendo quindi la libreria musicale. La connessione in rete potrà essere wi-fi oppure (mio consiglio) la più semplice ed affidabile power-line. Si usa cioè la rete elettrica di casa con interfacce Ethernet da collegare direttamente alle normali prese della luce presenti in ogni stanza. Comodissimo, poco costoso, e senza problemi di interferenze o onde radio ad alta frequenza  in giro.

Il media player
Resta l'ultimo dubbio rappresentato dal gestore della libreria. Avevo già parlato della alternativa che in questo caso è sostanzialmente ristretta a MediaMonkey, Foobar2000 e iTunes.
Il media player della Apple è certo più accattivante e più comodo nell'uso, ma non gestisce i file in formato Flac e quindi non è utilizzabile, in pratica, per una libreria di titoli in HD (che sono distribuiti quasi sempre in questo formato). MediaMonkey è gratuito, gestibile senza troppi problemi e ultimamente è stato dotato anche di una funzionalità che alcuni (inguaribili pigri) ritengono indispensabile e che è presente su iTunes: il telecomando tramite iPhone.

Dematerializzare i CD
Un ultimo prodotto necessario su PC è un ripper per trasferire i contenuti sui nostri CD nella libreria, per rendere la musica definitivamente "liquida" (per chi vuole fare anche questo passo).
Per chi usa iTunes invece è una funzionalità di base molto comoda comoda e veloce anche perché il software della Apple ci prova comunque e sistematicamente appena inseriamo un CD nel lettore su PC. L'unica accortezza è configurare il media player impostando la conversione sempre in formato lossless (Alac in questo caso).
Ance MediaMonkey e Foobar2000 includono complete funzionalità di ripping.

Nota 4.1.2015:
in tempi successivi a questo articolo le alternative e le modalità
ottimali per il ripping sono state approfondite in diversi post che si
possono consultare dalla pagina di indice sulle soluzioni
per la musica liquida)


Tutto semplice? Nessun'altra alternativa?
No, naturalmente ce ne sono altre. Media server evoluti e soprattutto quella che mi riprometto di esaminare da tempo: il Linn Majk DS e gli altri oggetti integrati digitale / analogico, che alcuni produttori Hi-Fi stanno studiando o già proponendo, come nel caso della nota casa scozzese.

(Le immagini si riferiscono ad una piccola selezione degli album in alta definizione disponbili per download digitale dal sito HDtracks; dal jazz brasiliano di Ana Caram a Keith Jarrett, ai Kinks, al flauto jazz di Herbie Mann, e molta musica classica, inclusa parte della produzione della celebre etichetta italiana Foné)


5 commenti:

  1. Fra i DAC, c'è anche questo http://www.cambridgeaudio.com/summary.php?PID=320 a poco meno di 400 euro.

    RispondiElimina
  2. Grazie della segnalazione, sembra un altro modello interessante. Da notare però che sulla porta USB è supportata al massimo la risoluzione 16/48, mentre si può avere la risoluzione piena solo sulla porta S/PDIF.

    RispondiElimina
  3. Ho appena "trovato" questo ottimo blog, complimenti!

    Sto completando il mio impianto hi-fi con l'alta definizione.

    Possiedo da anni un DAC Musical Fidelity A3 che gestisce, almeno internamente, il segnale a 24/192.

    L'ho collegato a un media player Trextor (orribile come mp, ma ha l'uscita audio raw ottico) e senza fiatare il DAC riproduce qualsiasi cosa, compresi alcuni brani 24/88 e 24/96 che ho acquistato in rete.

    Presumo che non venga fatto nessun ricampionamento (raw in inglese è molto chiaro come significato).
    Il risultato è molto soddisfacente.
    Per problemi con gli ingressi digitali, ho appena acquistato un Netgear EVA9100 con l'uscita digitale coassiale, così da ripristinare i collegamenti originari.

    Vi terrò aggiornati su questi piccoli esperimenti, visto che è piuttosto difficile reperire informazioni in giro.

    RispondiElimina
  4. Anonimo8/5/10

    Ciao, sono un neofita dell'alta fedeltà, perciò scusatemi se faccio questa domanda. Esiste un apparecchio da collegare a un impianto di alta fedeltà che ti consenta di archiviare, navigare e riprodurre file audio (wav, flac) senza dover collegare un pc? Per capirci quello che fa un ipod quando lo colleghi a uno stereo (ma ovviamente in ottica alta fedeltà).
    Grazie
    Phil

    RispondiElimina
  5. Risposta ad "anonimo": l'industria sta proponendo diversi prodotti per ascoltare file audio scaricati dalla rete con un impianto stereo alta fedeltà. Nel penultimo post ("la soluzione all-in-1 puoi trovare alcuni esempi in tal senso). Ti preciso però che l'unica soluzione, se vuoi anche navigare e cercare la musica è ... un PC. Che magari sia compatto e silenzioso come un Mac Mini.

    Per Rudy: grazie della testimonianza e del suggerimento. In questo mondo della musica liquida le strade per integrare il mondo digitale e l'hi-fi si stanno moltiplicando.

    RispondiElimina