venerdì 29 gennaio 2010

Cos'è l'INA?


Non è una compagnia di assicurazioni, ma è l'Institut national de l'audiovisuel, quindi una istituzione statale francese che, come dice il nome, si occupa di preservare la produzione audiovisiva in lingua francese.
Ne parlo perché in questi ultimi giorni sembra impegnato in una offensiva su YouTube per cancellare e rimuovere i videoclip, appunto, francesi, che si trovano in gran numero sul grande portale video mondiale.
Me ne sono accorto perché sulla pagina dedicata in Musica & Memoria alla segnalazione dei videoclip preferiti, molti sono di una fantastica e irripetibile interprete e musicista francese, ovviamente mi riferisco a Françoise Hardy, e sono stati purtroppo falcidiati da questa bizzarra iniziativa. Come il videoclip di Ce petit couer, uno dei migliori interpretazioni (di una canzone sua), al quale si riferiscono queste immagini.

Non è che siano spariti da YouTube, naturalmente, per uno che ne trovano altri due ne nascono, e così più o meno tutti i video clip anni '60 (tranne l'introvabile La bilancia dell'amore in italiano) si trovano lo stesso.

Andiamo quindi a vedere sul sito dell'INA cosa ci fanno con i video dei quali hanno acquistato evidentemente i diritti o la possibilità di distribuirli.  Il sito sembra ben fatto, moderno, e contiene una grande quantità di materiale. Dei video di Françoise Hardy però, ce n'è soltanto una parte, e anche piccola, rispetto a quelli disponibili su YouTube. Mancano peraltro i migliori, la magnetica interpretazione di Voila, il brio inimitabile del già citato iCe petit coeur. L'hanno eliminato da YouTube ma lo stesso non lo rendono disponibile.

L'offerta
Ma quelli che ci sono, ad esempio L'amitie in una esecuzione dal vivo, come sono offerti in visione?
Essendo un istituto statale si suppone che non operi a fine di lucro (cioè non punti al profitto), il che non vuol dire necessariamente che metta a disposizione il materiale gratis. E infatti dal sito si può vedere solo un misero pezzetto iniziale di ogni video, e per vedere tutto (sempre nella risoluzione di YouTube) occorre andare nella sezione e-Commerce. Dove si vede sempre lo stesso pezzetto, più piccolo, ma si può comprare la visione integrale per la modica cifra di 1 Euro e mezzo (un prezzo un po' alto per Internet). A quanto si capisce l'acquisto può avvenire con download in formato DiVX (protetto con DRM) oppure mediante spedizione su un DVD (soluzione pensata evidentemente per più clips).
A quanto si capisce, perché il sito è rigorosamente in francese, tranne una piccola parte sulla home page (i francesi sono imbattibili nella loro ostinazione). Per acquistare un brano occorre acquistare una ricarica minima di 10 €, ho provato a farlo (vedi dopo il risultato) per vedere se la qualità è superiore a quella che di solito si trova nei video che girano su Internet.
Mi viene anche il dubbio che gli stessi video siano disponibili in vendita regolare da qualche altra parte. Provo quindi a cercare anche su iTunes, ma evidentemente i detentori dei diritti (quelli appunto dell'INA, a quanto si capisce) preferiscono la vendita sul loro sito "regionale" (contenti loro...).

Magari qualcuno ha pubblicato questi videoclip (ripeto, spesso veramente belli) su qualche DVD in commercio? Cercando su Amazon se ne trova solo uno: Temps de souvenir, del 2005, leggendo la completa recensione di un simpatico acquirente dal nome di Shlomo Sinatra si scopre però che i clip degli anni '60 costituiscono in tutto solo 22' del DVD, e alcuni sono anche tagliati, per il resto c'è una lunga intervista alla musicista giovane in francese senza sottotitoli (i francesi sono imbattibili, come dicevo prima) e la maggior parte del disco è dedicata a clip degli anni successivi sino ai giorni nostri, non tutti, a quanto scrive (ma ci credo, avendone visti alcuni) imprescindibili.


Acquistare i video
Non conoscendo il francese (che almeno però non è il tedesco) si procede un po' alla cieca, scoprendo ad esempio che i francesi non usano il termine universale "download" ma "télécharger", e affidando fiduciosamente a queste spiegazioni nella lingua d'oltralpe i dati della propria carta di credito (i passi da fare sono comunque sempre quelli) si riesce a completare l'acquisto.
Che, avendo la formula del prepagato, richiede di partire da un minimo di 10€ anche per comprare un solo video. Ma non è finita qui, perché al momento del "download" si scopre che viene scaricato in realtà un file di 1KB che avvia la modalità VOD (Video On Demand) del lettore  DiVX installato in genere di default sul vostro Notebook (se è un Vista o un Mac, almeno). E' una "fiche", un ticket, un biglietto per l'acquisto. La salita al Parnasso però non è ancora finita, perché probabilmente sarà richiesto un upgrade del lettore DiVX standard (che ha richiesto sul mio PC anche un riavvio completo) e, infine, la creazione di un altro account (anche INA ovviamente richiedeva di aprirne uno) e la sua validazione, nonché la lettura di pagine intere di istruzioni in inglese (per fortuna ridondanti, almeno su Vista) sul sito ufficiale DiVX.


Alla fine però il video viene scaricato in qualche cartella misteriosa del PC e finalmente visualizzato. Quante altre persone si sono sobbarcate o si sobbarcheranno mai a queste ansiogene (e lunghe) operazioni per acquisire un video clip degli anni '60 o altri estratti dalla TV francese? Mistero.

I famosi video ufficiali
Ma quale è poi la qualità di questi video ufficiali, garantiti e certificati? Più o meno quella dei video di YouTube, non reggono il "tutto schermo" e l'audio è appena discreto. Anche il formato, come si può vedere dagli screenshot (che provengono dai video scaricati, dove è indicato "ina.fr" e che, lo preciso, sono migliorati con l'editor come qualità delle immagine) non è sempre perfetto, erano in origine probabilmente non esattemente 4:3 e sembrano almeno leggermente "anamorfizzati" (stretti).


Ho scaricato "L'amitie", "Ma jeunesse fout le camp", " "Pourtant tu m'aimes", a parte il primo non li avevo visti in precedenza, ma non mi sento di escludere che fossero già disponibili in Internet gratuitamente da qualche parte. Un video di Françoise Hardy è sempre un piacere da vedere, e per quanto mi riguarda i 4 Euro e mezzo pagati sono ben al di sotto del loro valore, ma non so quanto questo accreditamento di valore sia condiviso.
Ovviamente i video sono protetti, e quindi sicuramente non sono scaricabili su una memoria USB per vederli su un altro PC o su un lettore DVD multiformato. Ma è possibile masterizzarli (rimangono protetti, immagino, ma non so con quali limitazioni) e soprattutto si potranno, presumo, catturare con uno dei 100 programmi a pagamento o gratuiti creati allo scopo.


In sintesi
In sintesi, l'Institut national de l'audiovisuel tenta di impedire con la sua azione (non ci riesce perché gli utenti YouTube sono una marea, ma questo è un altro discorso) la visione e la diffusione nel mondo dell'arte francese, contrariamente alla sua ipotetica missione. Per tentare invece di guadagnarci (coprirsi le spese) vendendoli. A ipotetici acquirenti interessati che veramente non saprei quanti siano (a parte me che li ho acquistati per questo test).

Almeno fossero disponibili in ottima qualità, comodamente su DVD. Neanche questo avviene, come si è visto.

Il tutto si iscrive nel tentativo ormai ventennale (perseguito con particolare tenacia in Francia) di far pagare i contenuti di valore (premium, in linguaggio televisivo) presenti su Internet.
Non sono un sostenitore del "tutto gratis" e sono consapevole che il nostro mondo è basato sulle leggi economiche. Ma mi limito a registrare quanto appaiono velleitari e marginali tentativi come quelli dell'INA.
Nel mondo Internet dove, come è noto, il maggior successo economico l'ha ottenuto qualcuno (Google) che apparentemente fornisce tutto gratis. Proprio come la TV generalista italiana che ha fatto la fortuna di Mediaset e del suo fondatore.



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