mercoledì 25 marzo 2009

PrestoPRIME versus YouTube

Dalle newsletter specializzate: "Obiettivo dell'iniziativa PrestoPRIME, finanziata dall'Unione Europea e alla quale partecipano quindici partner, dall'Institut National de l'Audiovisuel francese alla Rai, con Teche e Centro Ricerche, dalla Bbc alla Orf, insieme a università ed altri enti, è trovare un linguaggio comune, uno standard internazionale, che permetta di conservare e preservare nel lungo periodo la memoria audiovisiva digitale già disponibile nelle teche degli enti radiotelevisivi europei e quella, su supporto analogico o su pellicola, che le teche stesse stanno recuperando e restaurando nei loro archivi."

Una buona notizia, apparentemente, forse il materiale audiovisivo contenuto nelle "teche" della RAI e delle altre emittenti, quando c'è e non è andato distrutto (per le trasmissioni dal vivo) e quando è già digitalizzato potrebbe diventare finalmente disponibile, invece di restare sepolto negli archivi, come ora. O messo in linea in modo frammentario o incomprensibile. Vedi su Teche RAI il materiale audio sulla storica trasmissione Alto gradimento di Arbore e Boncompagni; essendo incompleto abbiamo preso l'iniziativa di mettere in linea, quello che si trova, su Musica & Memoria (speriamo bene) anche se ovviamente parzializzato.

Il risultato è che su Google con la chiave di ricerca "alto gradimento" il primo sito è proprio Musica & Memoria .

E di Per voi giovani, ne vogliamo parlare? Nulla di nulla. Stiamo provando anche qui a mettere in linea qualcosa, con l'aiuto prezioso di volenterosi visitatori.

Leggendo invece il seguito della notizia, si ricava che possiamo anche metterci tranquilli, il progetto per ora si concentra su uno standard comune per la messa in rete dei documenti, che salvaguardi i diritti dei detentori del copyright sui materiali.

Ora, la parola standard in Europa è sempre un po' problematica, a parte la lingua, non sono standard neanche le prese della luce. Non lo vedo un percorso facile. Se poi ci aggiungiamo la paranoia della protezione dei diritti, le previsioni sui tempi diventano ancora più aleatorie.

Insomma vogliono prima riuscire a fare qualcosa del genere "determinare un insieme di regole che consentano “la generazione automatica di metadati standard che descrivono il diritto durante tutto il ciclo di vita del prodotto” e definire un modello standard di tracciamento del materiale che ne consenta l'utilizzo ripetuto, in toto o in parte, in contesti diversi da quello di origine."

Auguri. Ma non è materiale storico? Non è ormai public domain dopo 50 anni? Già puntano ai 90 anni degli USA? E, ancora, non ci hanno già pensato le case cinematografiche, Sony e Microsoft per il Blu Ray? O magari le iniziative di Chairiglione sul "copyleft" e dintorni? Devono inventare una specie di ISBN per le "teche"? Evidentemente hanno tempo da perdere, nazionalismi da coltivare, finanziamenti da raccogliere.

Nel frattempo le vere teche ci sono già. E' sempre qualcosa di anarchico, incerto, mutevole nel tempo, ma c'è. Si chiama YouTube e lì, se cerchi una registrazione di una vecchia Canzonissima o del Cantagiro, o anche qualcosa di maggiore spessore, può darsi che la trovi.

Il vero digital divide non è quello tra i vecchietti e l'ADSL, ma quello tra i detentori dei diritti e la nuova informazione globale e orizzontale di Internet.

0 commenti:

Posta un commento