giovedì 5 maggio 2022

"Svelato il segreto dei violini Stradivari"

(Post breve)  - Il segreto, come si apprende dall'articolo dell'AGI citato sotto, è che "suonano bene". A parte l'umorismo involontario, leggendo la descrizione di questa ricerca che ha impegnato il CNR, 70 maestri liutai, il Politecnico di Milano e l'Università di Padova, possiamo ricavare qualcosa che interessa anche a noi "audiofili" che non sappiamo suonare un violino.

Il metodo scientifico che è stato adottato per questa ricerca multidisciplinare è stato infatti l'ascolto affidato a esperti (70 liutai) già in possesso delle capacità di individuare e valutare i vari parametri che concorrono alla gradevolezza del suono. Seguendo questo metodo è stato confermato che i violini Stradivari hanno oggettivamente caratteristiche di equilibrio timbrico superiore a violini più recenti o di altre scuole, che li fanno preferire agli altri usati per confronto.

La violinista Lena Yokoyama suona con uno Stradivari alla Villa Reale di Monza

Nessun segreto sulla tecnica di costruzione degli storici violini di Cremona  è stato svelato, ma è stato individuato un riferimento, una particolare combinazione di parametri, anche fissata con misure sulle vibrazioni, lacui conoscenza può servire nella realizzazione e nella messa a punto della timbrica di violini moderni.

A noi interessa in particolare il metodo usato, basato su un audio da ascoltare il più possibile neutro, ascoltatori esperti, e ascolto in doppio cieco, ovvero né gli ascoltatori né gli organizzatori sapevano quale dei suoni a confronto provenivano da violini Stradivari e quali no. 

Con questo metodo, non so poi se da definire scientifico o più semplicemente di buon senso, si è anche smentito il test di alcuni anni fa nel quale passanti ed anche musicisti avevano preferito violini moderni ad uno Stradivari o non avevano individuato le differenze. Così come chi beve vino e lo apprezza non è detto che sappia distinguere due annate di un Sassicaia, anche un violinista non è detto che sappia riconoscere due violini diversi e possa preferire uno o l'altro in base ai suoi gusti personali.

In sintesi, è consigliabile mantenere adeguata cautela nel fare propri i giudizi e le descrizioni del suono di un componente Hi-Fi (incluse quelle che faccio io, quando mi ci avventuro), se non è stato effettuato un confronto in doppio cieco, o almeno in cieco (ovvero, mai, sulle riviste online e no). Meglio considerarli un parere da approfondire,


0 commenti:

Posta un commento

Sono stati segnalati occasionali problemi nell'inserimento dei commento con account Google con alcuni browser e impostazioni di protezione. In questo caso inserire il commento come "anonimo". Grazie