domenica 13 ottobre 2019

Semplificare l'Hi-Fi nel mondo digitale

Nel mondo digitale nel quale ormai siamo immersi la composizione di un impianto Hi-Fi stereo, una "catena" come veniva chiamato un tempo, sembra sia diventata un'impresa complicata a causa della grande varietà di combinazioni che sono possibili. In queso blog, in diversi articoli, sono schematizzate le varie combinazioni possibili. Una grande varietà che può confondere le idee sia agli appassionati storici "analogichi" in via di transizione, sia ai "nativi digitali" che si sono stancati di ascoltare musica compressa con cuffie stereo non lineari.

Ma se ci concentriamo solo sull'esigenza primaria, nel mondo digitale per ascoltare la musica in vera alta fedeltà può essere sufficiente acquistare un solo componente specializzato, gli altri quasi certamente li abbiamo già, oppure richiedono un impegno economico veramente ridotto. Proviamo a ripartire dagli elementi essenziali.

Gli elementi essenziali
Un sistema in grado di mettere in comunicazione il musicista con l'ascoltatore, anche a distanza di spazio e di tempo, si basa in ultima analisi su quattro soli elementi: il "supporto" utilizzato per memorizzare la musica registrata, la "librerie" per archiviare i supporti e l'"altoparlante" o "speaker" per trasferire il contenuto del supporto al nostro sistema uditivo. In mezzo c'è un sistema di conversione, che è cambiato nei secoli seguendo l'evoluzione della tecnologia.

Lo schema di base
Andando indietro nel tempo, il primo "altoparlante" usato a questo scopo era un pianoforte, a coda o verticale, e il supporto erano le trascrizioni per pianoforte, a 2 o 4 mani, delle composizioni più famose o di moda. Il sistema di conversione erano uno o due componenti della famiglia borghese del primo 800 che sapevano suonare il pianoforte abbastanza bene, ma non necessariamente al livello di un concertista. Erano trascrizioni semplificate a questo scopo. E nasceva così il salotto musicale e la prima riproduzione casalinga. La libreria musicale non era altro che una raccolta di spartiti.

L'elettricità e lo sviluppo della meccanica hanno consentito qualche decennio dopo un significativo passo avanti: l'introduzione della registrazione del suono. Con i primi rulli perforati che trascrivevano su un nastro di carta le note suonate su un pianoforte, e come erano suonate. L'"altoparlante" era ora un pianoforte predisposto a leggere i rulli. Anche l'effetto stereo e l'ambienza erano ovviamente e naturalmente preservati, meglio di qualsiasi impianto Hi-Fi di oggi. Sul blog ho scritto qualche tempo fa un post su questo affascinante sistema che qualcuno ha anche ripristinato: i Music Rolls.

Poi è arrivato il primo 78 giri dove l'altoparlante era incluso nel grammofono che estraeva le informazioni dal disco: una semplice tromba che amplificava il debole suono in uscita dalla testina. Da quei primi anni del secolo la libreria musicale di dischi si affiancava a quella tradizionale di libri, ma ben pochi privati avevano problemi di archiviazione per via del costo dei dischi. Ma non voglio fare tutta la storia della registrazione e riproduzione della musica e arriviamo all'era del CD, nella quale i 4 elementi sono:

  • "supporto": CD
  • "libreria": raccolta fisica dei CD (non fa parte dell'impianto)
  • "sistema di conversione": lettore CD + amplificatore stereo
  • "speaker": diffusori o "casse passive".

In questo decennio il passaggio completo al digitale sta comportando qualcosa di completamente nuovo. In un certo senso, un ritorno alla semplicità delle origini.

La rivoluzione in corso
Nonostante l'inevitabile sentimento di nostalgia, ormai i supporti fisici che abbiamo usato fino a ieri non hanno più un motivo di esistere per la vendita della nuova musica. Certo, chi già li ha  può scegliere di continuare ad usarli, o anche chi non ne ha mai comprato uno può essere interessato ad una esperienza di ascolto vintage, in particolar modo per i vinili. E' come andare in giro con una Jaguar XJ con overdrive, per il piacere di saperla guidare, per ascoltare il rombo del 6 cilindri bialbero in linea, per distinguersi. Ma non è certo un mezzo di trasporto pratico e confortevole, ogni auto moderna anche di classe media ha prestazioni e confort superiori.

Quindi, dimenticando per un momento il vinile e i suoi giradischi e preamplificatori phono, che sono sempre nel nostro cuore e che comunque non devono essere necessariamente abbandonati, vediamo quali sono i 2+2 componenti essenziali:
  • "supporto": i file audio 
  • "libreria": archivio digitale dei file audio locale o in cloud
  • "sistema di conversione": app per smartphone / tablet
  • "speaker": diffusori attivi wireless
I primi e gli ultimi li dobbiamo acquistare, i due intermedi sono messi a disposizione gratuitamente dal produttore dello speaker o dal fornitore del servizio streaming.

Il supporto
Come sappiamo ormai da anni il "supporto" non è altro che un file audio, un componente immateriale che può essere memorizzato su un sistema di archiviazione "fisico" (un disco magnetico) oppure (sempre più spesso) su un sistema di archiviazione a stato solido, che in un certo senso, può essere ancora considerato "fisico" perché deve garantire una memoria permanente.

La libreria musicale in locale
Chi decide di conservare una propria libreria musicale deve avere a disposizione strumenti per archiviarla in modo sicuro, organizzarla per una ricerca efficace e per selezionare gli album o i brani da ascoltare. Ciò che serve è molto comune e spesso in casa c'è già: un NAS con supporto DLNA e un PC (che sicuramente già abbiamo) per organizzare e riempire la libreria sul NAS.

La libreria musicale in cloud (streaming)
C'è un'alternativa, ascoltare la musica come leggere i libri prendendoli in prestito in biblioteca. Con la differenza che con lo streaming non dobbiamo restituire nulla. Come per la  biblioteca non rimane nulla di nostra proprietà, solo il ricordo delle sensazioni che ci ha dato la musica, ma in compenso abbiamo accesso libero a 40 o 50 milioni di brani. A noi la scelta. La libreria quindi esiste ancora, ma è in cloud, è quella del gestore del servizio streaming; se è quella di Amazon Music contiene 50 milioni di brani, quindi circa 3 milioni e mezzo di album. Certamente di più di qualsiasi libreria musicale privata, anche se nella libreria privata possono esserci brani o album che in quella del gestore non ci sono.

Il sistema di conversione
Qui abbiamo già tutto: la app per scegliere la musica da ascoltare sul NAS e trasferirla via wi-fi alle casse attive è fornita assieme alle casse attive dal produttore e il dispositivo dove installare la app è  lo smartphone o il tablet che già abbiamo. Abbiamo anche già un PC fisso o un notebook con il quale gestire il NAS e, in particolare, organizzare la sua memoria di archiviazione una sua struttura di directory che consenta facilmente di individuare gli album e i brani che vogliamo ascoltare, e di trasferire i brani dal PC dove li abbiamo scaricati dai siti (legali) di download, al NAS.

Lo speaker
La ricostruzione stereo richiede due diffusori separati ma, accettando una ricostruzione in scala dell'immagine stereo (come l'ascolteremmo nei posti dietro nell'audiotrium invece che dalla prima fila) anche uno speaker unico stereo può mantenere la qualifica di Hi-Fi, con innegabili vantaggi di praticità e inseriemnto in ambiente.
L'amplificatore non è più separato ma incluso per il semplice motivo che di un amplificatore separato non c'è più bisogno. Era una necessità ai tempi delle valvole o anche dei transistor per le dimensioni che sarebbero state compatibili solo per diffusori di grandi dimensioni, non "bookshelf" (da scaffale). La classe D di amplificazione o anche la classe AB di ultima generazione consentono invece di avere potenze elevate anche con casse molto compatte. E' come il motore 6 cilindri della Jaguar XJ citata prima, che aveva 140 CV mentre ora un'auto media può avere un 1,4 da 150 CV che consuma la metà. E anche perchè nell'impianto di un tempo c'erano più sorgenti, ora è una sola.

Due esempi tra tutti scelti tra i sistemi premiati dagli Eisa Awards degli ultimi due anni, e anche dalle vendite. Il secondo, il Naim Mu-So,è stato anche provato su questo blog. Entrambi consentono un ascolto in alta fedeltà e ovviamente il trasporto della musica può avvenire senza cavi, in wi-fi.

KEF LS50W. Il produttore inglese propone anche il modello LSX più compatto e a costo inferiore
Il wireless speaker Mu-SO 2, seconda generazione, di NAIM

In sintesi, una soluzione molto semplice

Nella configurazione più semplice la libreria musicale è in cloud, è la libreria del gestore, e il sistema di cobìnversione è la app messa a disposizione dal gestore. Dobbiamo comprare solo lo speaker wireless (quelli portati come esempio o le molte alternative in commercio) e l'abbonamento al servizio streaming in qualità CD (Tidal, Qobuz, Deezer e prossimamente Amazon Music HD).

Se vogliamo aggiungere anche una libreria privata contenente album particolari che in streaming non ci sono (vale soprattutto per la classica, per il folk e per musica etnica) o che vogliamo avere in proprietà illimitata nel tempo la configurazione diventa appena più complessa, perché bisogna aggiungere un NAS (soluzione altamente consigliata, vedi il post precedente sull'argomento) se già non è presente in casa per le foto e i video, con supporto del protocollo DLNA (indicato anche spesso come UPnP) che è una funzione sempre presente sui moderni NAS. Il sistema di conversione sarà la app fornita insieme allo speaker wireless dal suo produttore. Nel caso in cui in casa un NAS ci sia già e abbia capacità di memoria suficiente, l'unico elemento aggiuntivo da acquistare sono le casse attive.

Ma se vogliamo ascoltare CD o i vinili?
Niente paura, non si devono tagliare i ponti col passato. Tutti gli speaker wireless hanno anche ingressi analogici e digitali e quindi è sufficiente un lettore con uscita digitale o analogica. Nel caso dei CD può essere anche il PC o il notebook che certamente abbiamo già in casa, e il collegamento può anche essere in digitale sulla porta USB, senza perdità di qualità. Per il vinile non c'è invece alternativa, serve proprio un  giradischi e anche un pre-phono (se non già integrato nel giradischi) e poi un cavo di connessione all'ingresso analogico dello speaker.
Una limitazione però esiste: il collegamento con non sarà wireless, devono essere collegati con un cavo alle casse.

Le connessioni di input delle KEF LS50W

Limitazioni in estensioni

Una limitazione in questa soluzione minimal esiste, ed è, al momento, che l'ascolto è garantito solo in qualità CD, non in HD. Per l'ascolto in HD con connessione in wireless le cose si complicano e dipendono dai componenti scelti, è una situazione in evoluzione. La qualità CD per chi arriva dall'ascolto in cuffia di musica in formato compresso è già un notevole passo avanti.
Con opportuni upgrade si possono aggiungere all'impianto estensioni dell'ascolto wireless per l'ascolto di CD, è possibile incrementare la qualità con player specializzati al posto di quelli gratuiti inclusi nei prodotti e servizi, rendere più efficace la gestione e fruizione della libreria con un media server. Ma ne tratteremo un'altra volta, questo post vuole focalizzarsi sulla semplicità della soluzione "tutta digitale". Ci si può arrivare dopo.  Dopo aver ascoltato tanta musica in qualità CD e in "real stereo".

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