domenica 27 settembre 2015

L'ultima radio analogica (o quasi)

Come stiamo documentando in alcuni post e iniziata la lenta transizione dalla FM analogica alla Digital radio. Non c'è un calendario definito né una data per lo switch off e neanche una adesione massiccia da parte delle radio private (locali soprattutto) ma il movimento è iniziato ed è guidato delle reti nazionali maggiori.
Per gli appassionati di musica non è una buona notizia, non nel senso che perderanno qualcosa, ma che non avranno alcun vantaggio con la nuova tecnologia. Infatti, a parte che si tratta sempre di suono compresso, tra gli obiettivi della iniziativa non c'è la qualità dell'ascolto musicale, quando parlano di "suono perfetto" vogliono dire "senza disturbi", cioè senza gli effetti del pluri-decennale caos delle frequenza nelle aree più popolate d'Italia.

Musica compressa due volte
Non si perde nulla perché, anche se il canale trasmissivo continua ad essere analogico, la musica in FM in Italia (e anche all'estero) è archiviata e gestita in formato compresso da anni. Non per per ridurre i costi di trasmissione, con la FM analogica non c'è differenza, ma per ridurre i costi di gestione. La musica è archiviata su applicazioni professionali come il noto Selector, in formato compresso per praticità (minori dimensioni, tempi di processing più veloci), solitamente in formato MPEG2 o MP2 (vedi nel seguito qualche informazione in merito), già pronta anche per la web radio associata. Tanto per la musica in heavy rotation trasmessa dalle radio commerciali nessuno sentirà la differenza. Questo non sarebbe neanche il problema maggiore, a meno che il tasso di compressione sia elevato (96Kbps ad esempio, come peraltro supponiamo che spesso sia). Oltre a questa compressione che interessa la quantità di dati da archiviare e la potenza di calcolo in invio alla trasmissione (streaming), praticamente tutte le radio commerciali applicano una ulteriore compressione dinamica di tipo loudness (vedi il post sulla loudness war) per suonare apparentemente più forte ed essere meglio udibili in auto e in ambienti  rumorosi, e anche per non soccombere con le radio vicine nell'affollato e anarchico etere italiano.

Alla fine ne rimase solo una
Fino a qualche anno fa resistevano in Italia almeno due radio, che trasmettono in prevalenza classica, che non adottavano il Selector o altri sistemi computerizzati e trasmettevano senza compressione dinamica: le reti Rai Radio 3 e FD5. Radio 3 è passata però anch'essa al Selector alcuni anni fa per la maggioranza della musica trasmessa, e adotta in parte la compressione dinamica per non non essere sommersa dalle radio commerciali, mentre trasmette ancora in analogico gli eventi live. FD5 invece trasmette la musica dal suo sistema di archiviazione digitale in compressione MP2, ma non applica la compressione dinamica (e quindi pare che trasmetta pianissimo, ma sarebbe il livello giusto se tutti l'adottassero). Quindi l'ultimo baluardo dell'analogico è Rai Radio 3, ma solo per alcune dirette serali, mentre l'ultima radio "analogica", non in senso stretto, ma come attenzione alla qualità del suono per tutta la musica trasmessa, è FD5. 

Rai FD5
Una emittente che viene da molto lontano, precisamente dai tempi della filodiffusione, la radio trasmessa tramite la rete telefonica della SIP, una tecnologia superiore come qualità alla radio in AM quando è stata adottata in Italia (1959) e anche alla FM almeno fino alla metà degli anni '70, cioè quando la Rai non trasmetteva ancora in stereo.
Incredibilmente la filodiffusione è arrivata fino a noi, è ancora disponibile e pare abbia ancora utenti consapevoli, pur trasmettendo solo i tre canali Rai, più il canale FD4 (Filo Diffusione 4) specializzato in musica leggera e FD5 specializzata in classica (ci siamo arrivati).

Perché ci interessa
Perché essendo considerata per legge servizio di pubblica utilità (servizio universale) per i contratti di servizio della Rai, la produzione di contenuti e proseguita sino ad ora, non prevede inserzioni pubblicitarie e deve coprire le 24 ore. E, avendo questi contenuti pronti e ormai pochi utenti sulla filodiffusione, da molti anni la Rai li diffonde anche su altri canali: satellite, digitale terrestre, web, Digital radio, e anche FM (ma solo per FD5).

Cosa trasmette
Solo musica classica nella accezione tradizionale del termine, cioè il genere di musica, chiamato a volte anche musica colta, che viene proposto in Auditorium e sale da concerto. Inclusa ovviamente la musica sacra e corale e la lirica, a cui è dedicata buona parte del palinsesto. Ma sono presenti anche la musica barocca e medievale, le colonne sonore (eseguite con orchestra classica ) e pure la contemporanea, quella ormai storica, ma in alcuni casi anche quella recente o recentissima.
Un ascolto quindi per persone interessate e consapevoli, non sempre (ma a volte sì) adatto a sottofondo.



I programmi
All'inizio erano pizzoni con replica nello stesso giorno ma da alcuni anni c'è un vero e proprio palinsesto (vedere il sito della radio). Lo stile è quello della Rai di un tempo, con programmi tipo "Almanacco" che propongono brani di compositori nati o morti nel giorno, selezioni di romanze e cantanti lirici da indovinare (questa e la parte più innovativa) o dedicati a particolari strumenti o forme musicali con nomi come "Concerto del mattino", "Pagine corali" e simili. Ogni brano è annunciato all'inizio e alla fine da annunciatori plurilingue estremamente professionali che pronunciano con perfetta dizione tedesca, inglese o francese i tempi dei movimenti. Un ottimo sistema per sapere come si pronunciamo correttamente i nomi dei compositori tedeschi. E poi ogni opera viene trasmessa per intero e senza interruzioni, fosse anche la quinta sinfonia di Mahler. 

Il palinsesto segue i gusti presunti degli ascoltatori (presunti perché non so se vengano fatti rilevamenti per questa radio). Così la sera, che pare sia la fascia di maggiore ascolto, viene trasmessa prevalentemente musica lirica, che per tradizione in Italia sembra preferita alla orchestrale, anche se da un pubblico ormai avanti con gli anni. Non mancano impegnativi ascolti di musica contemporanea, ma anche meno impegnativi ascolti di musica barocca. Inoltre sono frequenti le registrazioni dei concerti negli Auditorium Rai e anche quelle, spesso interessanti perché a volte riguardano generi più originali, come musica medievale o etnica, dei concerti che si tengono la domenica mattina nella Cappella Paolina del Quirinale per impulso dei vari presidenti (Ciampi e Napolitano in particolare). Che tra l'altro sono registrati particolarmente bene.

La ricezione di FD5 in FM
E' possibile ascoltare, come anticipato, le trasmissioni anche su web, satellite, digitale terrestre e DAB+ ovvero digital radio, ma la nostra attenzione va all'ascolto in FM che dovrebbe essere alla massima qualità. Su questi altri canali la compressione è superiore, probabilmente anche 96kbps su web. Il dato comunque non è dichiarato.

Per prima cosa però è necessario vivere nelle principali città italiane (più Ancona) le uniche coperte dal servizio (le frequenze sono sul sito); secondo requisito indispensabile è dotare il sintonizzatore di un'antenna. Basta di solito una normale antenna casalinga a T di ragionevole estensione (un paio di metri) ma è meglio dotarsi di un'antenna esterna se la situazione della vostra casa lo consente (villetta mono o bifamiliare, piano alto, cavedio dsponibile). Il motivo è che FD5 trasmette senza compressione dinamica, come riportato prima, e quindi il pianissimo è proprio pianissimo e rischia di confondersi con i disturbi di fondo se la ricezione non è ottimale. Poi c'è la necessità di ridurre le sovramodulazioni e gli sconfinamenti delle radio vicine, che ovviamente trasmettono senza rispettare le regole cercando di sopravanzarsi una sull'altra, come è la norma nel far west dell'etere che si protrae in Italia da 40 anni nell'indifferenza generale.
In questa gara FD5 soccombe perché rispettando le regole suona più piano delle radio circostanti, anche nei fortissimi orchestrali.

Da considerare anche che la trasmissione FM è soggetta a riflessioni in città per effetto delle costruzioni circostanti la vostra casa, che hanno effetto ovviamente sulla ricezione, e quindi un'antenna esterna in posizione elevata può essere necessaria anche per catturare la frequenza senza riflessioni. Con questi accorgimenti e un buon sintonizzatore stereo la qualità dell'ascolto è eccellente, non si notano effetti negativi legati alla dichiarata compressione dati, la ricostruzione spaziale in particolare è particolarmente realistica se le registrazioni originali, come spesso avviene, sono di alta qualità.
Molto evidente anche l'assenza di compressione dinamica e il positivo effetto sulla qualità dell'ascolto.

Da aggiungere che in città con etere affollato le trasmissioni fuori standard delle emittenti adiacenti possono rendere l'ascolto difficile o impossibile. Questo si verifica ad esempio a Roma ed è giusto, anche se dubito che mai leggeranno questo articolo, che si sappiano i nomi delle radio che, almeno a me, impediscono l'ascolto di FD5 in alcune zone della mia casa (centro città): R 101 (100.0 MHz) e Power Station (100.5 MHz).

Infine l'ascolto in mobilità: almeno a Roma, in auto, è quasi impossibile. Sia per l'effetto di altre radio che invadono la frequenza sia per le frequenti zone di scarsa ricezione la banda non è sufficiente per un ascolto adeguato causa presenza non rara di rumore di fondo o disturbi vari. Risulta possibile solo se ci si trova per caso in una zona di buona ricezione e il traffico è bloccato o lentissimo. Situazione comunque piuttosto frequente a Roma e quindi qualche speranza di ascolto in auto rimane.

La qualità audio delle trasmissioni in FM 
La produzione musicaledi FD5 utilizza dal 2001 una piattaforma digitale. Il sistema software che ha scelto ed utilizza FD5 è il Netia, poi dal 2004 esteso come Netia Octopus, includendo anche la gestione automatizzata del palinsesto. Il software Netia attinge ad un archivio musicale digitalizzato, a quanto si capisce, accedendo anche a quello centralizzato della Rai. I file musicali nell'archivio sono in formato compresso MPEG-2 (o MP2), che è una specie di standard per le radio di qualità attuali. Queste informazioni con tutta la storia della tecnologia trasmissiva e di gestione della musica si possono leggere qui. I sorgenti musicali derivano da CD o da registrazioni originali Rai (negli auditorium di Roma e Torino o alla Cappella Paolina o agli eventi registrati da Radio 3) tutti, a quanto si capisce, trasferiti in MPEG-2. Fino a qualche anno fa erano trasmesse le dirette anche su FD5, ma ascoltando la radio o guardando i palinsesti pare proprio che non siano più previsti. Peccato perché sarebbero gli unici casi di trasmissione tutta analogica.

Il formato MPEG-2
Sarebbe MPEG-1 Layer II, e definisce il formato di compressione audio utilizzato per le trasmissioni broadcast audio-video. Chiamato anche (o più correttamente) MP2, è un formato di compressione audio con perdita (lossy) basato su criteri di psicoacustica, come tutti i sistemi di questo tipo. E' parente stretto del più noto MP3 (MPEG-1 layer III). La differenza risiede nel fatto che l'MP3 è specializzato per la compressione dati su PC mentre l'MP2 per la compressione in streaming. Quindi l'MP3 ha l'obiettivo di raggiungere una compressione dati più spinta (file più piccoli), mentre per l'MP2 l'obiettivo principale è la costanza e stabilità nel tempo. Gli algoritmi di psicoacustica di base sono gli stessi, quello che fa la differenza è quindi il metodo con cui è realizzata la compressione. Ad elevati bitrate (256 o 384Kbps) sono equivalenti all'ascolto, nei rispettivi campi di applicazione, e, come noto, raggiungono un buon grado di approssimazione con il formato non compresso.
Questi standard sono stati sviluppati all'inizio degli anni '90. Alla fine del decennio (1997) sono stati avviati altri studi orientati al miglioramento degli algoritmi di base, che hanno portato allo standard AAC (Advanced Audio Coding) poi standardizzato come MP4 o MPEG-4 (includendo la parte video). E' l'algoritmo di base più recente ed efficiente usato da Apple per iTunes e da Google per iTunes, e non è compatibile all'indietro con MP2 (nel senso che i DAC MP2 precedenti non possono convertire file audio MP4).


A che livello di compressione trasmette FD5?
Perché tutta questa tirata sulla compressione digitale (per gli appassionati, tutti gli approfondimenti sono su Wikipedia in inglese) in un post dedicato ad una radio che dovrebbe essere analogica? Perché analogica del tutto non è più, e vorremmo che almeno il bitrate fosse il più alto possibile. Purtroppo questo dato non è fornito sul sito dell'emittente e, nonostante due richieste via email che ho inviato a partire da un mese e mezzo fa, non ho ricevuto risposta alcuna.

In generale le radio musicali serie trasmettono a 256Kbps e in molti casi di radio pubbliche anche a 384Kbps, quindi penso che al minimo la trasmissione sia a 256Kbps. Inoltre, poiché lo standard AAC risale a oltre 15 anni fa, ritengo anche che tutto il materiale più recente sia stato digitalizzato con questo formato. Il software di gestione è sicuramente in grado di gestirli entrambi. Una qualità non a livello CD quindi, ma abbastanza elevata (superiore all'MP3 sia per la tecnica di compressione sia per gli algoritmi di base) da consentire un ascolto molto appagante anche con la impegnativa musica classica, grazie all'assenza di compressione dinamica e al "suono FM" (campo minato: il suono più "caldo" e "senza asprezze" che ci si aspetta dai vinili derivati da registrazioni digitali).

In sintesi
Preferiremmo che FD5 utilizzasse ancora come sorgente il sistema precedente basato su lettori di nastri magnetici Tandberg, tutto analogico e pieno sfruttamento della grandi potenzialità della trasmissione FM. Ma ci rendiamo conto che un sistema di gestione computerizzata delle trasmissioni e del palinsesto consente costi di gestione (del personale) più facilmente sopportabili, quindi ci sta bene così. Magari è solo grazie a questa innovazione che possiamo ancora ascoltare una radio (quasi) analogica.

(Le illustrazioni si riferiscono al palinsesto di FD5 del 26.9.2015: Jordi Savall e le soprano Montserrat Figueras e Maria Cristina Kiehr impegnati/e nella colonna sonora di Tous les matins du monde, il maestro Nicola Piovani di cui sono state trasmesse alcune composizioni, la mezzo soprano russa Elena Obraztsova interprete nell'Alexander Nevsky di Prokofiev diretto da Claudio Abbado nel 1991).

4 commenti:

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  2. Molto interessante...
    Ieri ho fatto una prova: ho collegato l'iPAD al preamplificatore (quindi in analogico) e ho ascoltato FD5 per mezzo dell'APP di Radio RAI. La qualità mi sembrava buona, percependo nettamente le differenze tra una registrazione e l'altra.
    Che segnale stavo riproducendo, in definitiva?

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    1. La sorgente era l'iPad e quindi stavi ascoltando in digitale, ricevendo il segnale dal web. L'iPad stesso provvedeva poi alla conversione in analogico. Quindi il formato è compresso probabilmente a 128Kbps ma non è compresso dinamicamente, contrariamente a quanto applicano normalmente le altre web radio. Da qui probabilmente la tua valutazione positiva.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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