Come ascoltate voi la musica in cuffia? Per la strada quando andate in giro? In metro? Al supermercato quando fate la spesa? In aeroporto mentre aspettate il numero di imbarco del vostro volo? Mentre state portando a spasso il cane? Se è così questo post non vi interessa, al massimo può essere utile per ricordarsi ti non alzare troppo il volume, per non perdere la fermata, il posto in fila alla cassa, o il cane, e soprattutto per non finire sotto a una macchina.
Non interessa perché qui parlo delle nuove cuffie, quelle non pensate per essere collegate a uno smartphone e portate in giro, ma per ascoltare la musica, anche in alta definizione o il vinile, con una qualità e trasparenza anche superiore a un impianto di alto livello o alle mitiche cuffie elettrostatiche STAX , le cuffie spesso definite "premium".
Parlo quindi delle HiFiMAN Susvara. Planari ultrasottili, delle MEZE AUDIO Elite con driver isodinamico elettrostatico ibrido, delle ABYSS Diana planare molto elaborato, per fare alcuni esempi. Tutte intorno al 5.000 - 6.000 €, primo motivo per non portarle in giro con lo smartphone. Ma non ci sono solo queste dal costo per molti esagerato, perché i driver planari non hanno necessariamente costi così alti, e dinamiche aziende cinesi stanno proponendo modelli con questa tecnologia a prezzi molto inferiori, da citare in particolare FIIO con il modello JT7 provato nel numero di questo mese di Audio Rewiev con ottimo giudizio, sulla quale dirò prossimamente qualcosa anch'io.
Il set di ascolto
Evidentemente per ottenere le prestazioni che queste cuffie promettono serve una catena senza punti deboli, che faccia arrivare il contenuto musicale con la massima trasparenza alle cuffie, Prendiamo come esempio un set digitale tipico e versatile, un notebook che riceve i contenuti musicali da un NAS o da un servizio streaming, contenuti ovviamente in alta definizione per avere il meglio.il notebook potrebbe avere una uscita cuffia ma come abbiamo visto nel post precedente per cuffie con queste prestazioni la uscita cuffia, pensata per le cuffie economiche classiche, non consente di ascoltare a volume adeguato.,,
Oltre a questo il flusso dei dati non sarebbe "bit
perfect" ma passerebbe per i driver audio standard di Windows e poi per il DAC interno e il controllo di volume del notebook. Bisogna quindi passare a una configurazione più HiFi inserendo un DAC esterno, nel player ( l'ideale è Foobar 2000) o nella app del servizio streaming Qobuz o Tidal; si sceglie il driver WASAPI di Windows e la conversione in analogico sarà fatta sul contenuto originale con gli stessi bit come si voleva.
A questo punto bisogna collegare le cuffie , e bisogna scegliere tra due configurazioni : 1) il DAC non è un convertitore puro ma ha anche una uscita cuffia, e quindi anche un piccolo amplificatore con controllo di volume ; 2) il DAC e' un convertitore puro e si collega a un amplificatore progettato per le cuffie.
In entrambi i casi potranno essere collegate tutte le cuffie , anche le meno sensibili, e quindi non si avranno variazioni significative. La soluzione 2 è comunque la più H-End e quindi coerente con le cuffie di alta gamma che ho citato. Per informazioni sugli amplificatori per cuffia rimando a un post precedente nel quale sono anche illustrati alcuni modelli.
Una alternativa più semplice
Il vasto mondo dei connettori progettati per collegare tra loro componenti non pensati per lavorare insieme offre però una soluzione piu semplice ed economica. Il componente in questione è un dongle (traduzione "chiavetta" ma non è una chiavetta USB dei tempi andati) e serve per collegare una cuffia a un PC che non ha l'uscita cuffia. E un cavetto che si collega a una porta USB del PC e dal lato opposto ha una uscita MiniJack femmina per collegare la cuffia. Non è però un componente passivo, i chip costano ormai cosi poco e sono così miniaturizzati che nel "cavetto" hanno messo un DAC 24/96 con la sua uscita analogica. E' piu conveniente così perché tutta la conversione è nel dongle e sono annullati possibili problemi di compatibilità col PC.
Questo dongle fa tutte le funzioni della soluzione 1) vista prima e fornisce la connessione trasparente e di qualità alle cuffie che se lo meritano. Certo con componenti separatati hi-end si avrebbero forse prestazioni superiori e si potrebbero ascoltar anche contenuti in sin risoluzione 2/192 o DSD, ma parliamo di un oggetto che costa attorno ai 15 euro. Una alternativa adatta in particolare per le cuffie planari low cost che stanno arrivando.
In sintesi
Un post che prende spunto dal grande interesse per le cuffie premium (che come sempre nel mondo del HiFi veleggiano sempre verso l'alto con obiettivo ormi 10.000.) per segnalare invece un effetto collaterale positivo, un nuovo settore di mercato che punta alle prestazioni delle cuffie alto di gamma ma con prezzi terreni, come la già citata FiiO JT7 che costa 130 € o il modello superiore FT1 PRO che costa circa 230 € , la prima secondo le recensioni piu versatile la seconda più "audofila".
Nelle foto, dall'alto la HiFi MAN Susara unveil, la Fiio JJT7 e la Meze Audio Elite




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