venerdì 17 marzo 2017

Un DAC per Chromecast

Chromecast Audio è una brillante ed economica soluzione per collegare il mondo dell'alta fedeltà tradizionale con il nuovo mondo degli smartphone e dei tablet, ormai diventati strumenti potenti per scoprire ed ascoltare musica. In concreto, consente di usare il nostro tablet come lettore per seleziona la musica da ascoltare da uno storage DLNA o da un servizio streaming, ed ascoltarlo via wi-fi sul nostro impianto. Sul post c'è un articolo di presentazione ed un secondo articolo sul possibile utilizzo in HD.
Il DAC che si occupa della conversione da digitale ad analogico nella configurazione base è quello interno al compatto componente proposto da Google. Tutt'altro che disprezzabile come qualità, ma un ascoltatore esigente può pretendere di più. E la cosa è possibile. Vediamo prima una semplice prova pratica e poi alcuni suggerimenti.

L'output composito analogico / digitale di Chromecast
Normalmente Chromecast si connette all'impianto, quindi a un ingresso del l'amplificatore, con un normale cavo sbilanciato, mini jack stereo da un lato e pin-jack (o RCA) stereo dall'altra. Lo stesso ingresso però, come nei Mac Mini, può essere usato anche per un connettore digitale coassiale S/PDIF, e connettere quindi Chromecast Audio ad un DAC di nostra scelta, e di classe superiore a quello interno. Non sulla porta USB però. Il connettore è standard e si può trovare nei negozi fisici oppure online, ma per il test ho preferito acquistare il componente venduto da Google, di colore giallo, che si vede nella foto. La connessione sull'altro lato è a standard Toslink, il più diffuso.

Il corto cavetto ottico arriva in una grande scatola
Per provare la connessione serve un ingresso digitale, per la prova invece che un DAC ho usato il mio lettore / registratore Mini Disc, che ha un ingresso Toslink. Non è la cosa più logica, ma il DAC con ingresso digitale che ho non è più compatibile con Windows 10 e non lo è mai stato con il Mac, e i due lettori a dischi ottici hanno solo una uscita digitale e non un ingresso, come è comune dotazione per questi componenti.

Tornando al test, il Chromecast Audio si connette con il cavo digitale all'ingresso digitale del lettore, un Sony MDS, il lettore si mette in modalità registrazione da digitale, si attiva il monitoraggio e tutto funziona, nel senso che si ascolta regolarmente sull'impianto la musica trasmessa in wi-fi dal mio iPad. Nessun incremento di qualità in questo caso, perché il DAC interno del Sony oltre ad avere circa 15 anni (la tecnologia si è molto evoluta) lavora su un flusso digitale preventivamente compresso in ATRAC, lo standard del Mini Disc, un po' meglio dell'Mp3 ma sempre "lossy". Ma era solo un test funzionale, e ha mostrato che la connessione, come da premesse, è semplicissima e senza sorprese.

Un DAC per Chromecast
Quindi le caratteristiche tecniche di un DAC per Chromecast sono ben definite:
  • Ingresso digitale ottico
  • Alimentazione separata, non solo USB
  • Buona qualità (altrimenti ci teniamo il Chromecast), ma non esagerata, perché i file audio che possono essere trasmessi via wi-fi possono essere al massimo 16/44.1 (almeno per ora)
  • Anche il DSD non serve, non si trasmette via wi-fi da un tablet
All'occorrenza ci sarà sempre anche un secondo ingresso USB per collegare anche un music server custom, a meno di usare addirittura due DAC separati (uno per il Chromecast ed uno di prestazioni superiori per HD e DSD). Non un network player, perché di solito non hanno un ingresso digitale ottico ma soprattutto perché non servirebbe Chromecast: tutti gli ultimi modelli supportano wi-fi e servizi di streaming anche lossless come Tidal.

Fatte queste premesse di componenti con queste caratteristiche ce ne sono molti ma non moltissimi. Ad esempio i DAC della Pro-Ject: DAC Box E (99 €) o  DAC Box S FL (159 €) oppure la nuova versione del classico Arcam rDAC II (ca. 350 €). Ovviamente ce ne sono molti altri ma salendo parecchio di prezzo e in questo caso l'investimento sarebbe giustificato se venisse usatp anche per la propria musica in HD. Come per esempio gli apprezzati modelli della North Star Design, a partire dall'entry level Intenso (che però sta già sui 1000 €) o i modelli superiori della Pro-Ject. Oppure i modelli MyTek già compatibili MQA.

Il Pro-Ject DAC Box E davanti e dietro (sotto)

Il modello superiore S sempre davanti e dietro



L'Arcam rDAC II
Infine il modello Intenso della North Design












2 commenti:

  1. Ciao, ho provato la chromecast come streamer per Tidal con un dac esterno e i risultati sono stati deludentissimi, per rendermene conto ho collegato sempre lo stesso dac ad un pc tramite usb e gli stessi brani (non MQA) suonano molto meglio, ancor meglio utilizzando Fidelizer. La mia chromecast da mesi sta lì a prendere polvere. Provare per credere.

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    1. E' difficile capire il motivo di questo ascolto così deludente di cui dai testimonianza, perché in questo utilizzo ChromeCast non interviene o non dovrebbe intervenire sul file musicale. Si limita a ricevere i pacchetti di byte che lo compongono via wi-fi, da un lato, e a passarli così come sono al DAC sull'attacco digitale coassiale (S/PDIF). Il suo DAC interno è ovviamente bypassato.

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