venerdì 20 giugno 2014

Audirvana Plus per audio DSD e non solo


Le relazioni pubblicate su TNT-Audio e Audio Review sulla recente fiera di Monaco di Baviera (High-End 2014 Show) e diversi articoli recenti sul sito Audiostream testimoniamo di un forte interesse per il nuovo (o meglio, ritrovato) formato DSD. Sembra quasi una nuova moda audiofila sul modello del vinile una quindicina di anni fa. Una notizia attesa da anni dai produttori di elettronica, se poi effettivamente oltre che nei blog e nelle fiere i prodotti "full-DSD" arriveranno nelle case, almeno in quelle dei sopra citati audiofili. Anche la Linn penso che dovrà adeguarsi più prima che poi.

Quali sono i prodotti che l'audiofilo convertito da PCM a DSD deve procurarsi?
In pratica sono solo due, un player software in grado di trattare file audio in formato DSD in modo nativo, senza passare per il PCM, e un DAC in grado di effettuare la decodifica in analogico appunto usando lo standard DSD. Network player al momento, a parte il solito letttore universale della benemerita Oppo, ancora nulla. La novità, gradita ai produttori e un po' meno agli appassionati, è che i player non sono gratuiti e tra i DAC non ci sono quei prodotti made in China a basso costo che hanno consentito a molti appassionati di cominciare a sperimentare la musica liquida e di aspettare anche che uscissero i modelli più perfezionati. I DAC disponibili alla data di questo post non scendono sotto i 400 € e quelli più citati si avvicinano pericolosamente ai 1000 (i top non li menziono neanche, anche 20.000 € e più). Con l'aggravante che probabilmente si tratterebbe di una sostituzione di un DAC solo PCM magari anche di elevata qualità e costo. Insomma il passo avanti dovrebbe essere veramente tale per giustificare l'upgrade.

Quindi sembrerebbe che gli audiofili, che in generale erano scettici sulla possibilità di sentire le differenze tra CD e HD e per questo non passavano all'HD (anche se in pratica il costo era ed è lo stesso), ora sono tanto convinti della superiorità e quindi dell'avvertibile differenza tra due formati HD da investire in questo upgrade cifre non proprio irrisorie, anche se non esagerate. Vedremo se andrà veramente così, ma la spinta sembra forte.

La gamma dei player
Foobar2000, iTunes, Media Monkey e altri media player gratuiti non bastano più. Al massimo, come Foobar2000 con opportuni component (vedi post precedente), possono gestire file DSD o interi contenitori ISO con il sistema dell'incapsulamento in PCM (DoP: DSD on PCM). Per sfruttare appieno i vantaggi veri o presunti del DSD occorrono player che hanno questa funzione, e però sono tutti a pagamento e neanche troppo economici, oppure forniti soltanto assieme al DAC. Uno di essi (del primo gruppo) è Audirvana Plus, che ha ora anche questa funzionalità (anzi sembra ormai la più enfatizzata) e al quale è dedicata questa breve prova sul campo. Come noto, è un player per solo per ambiente Mac.

Audirvana Plus: caratteristiche principali e costo
Disponibile da alcuni anni, è prodotto a quanto pare da una società che ha lo stesso nome e che nulla di più comunica sul sito, se non la sua impegnativa mission (The sound of your dreams). Esisteva a suo tempo anche in versione free con funzionalità ridotte, ma ora sembra disponibile solo la versione a pagamento Plus. E' però possibile un trial con funzionalità complete (ottima idea, non ho mai capito a cosa servano i trial con funzionalità ridotte, è come se ti facessero provare una macchina nuova ma senza la possibilità di inserire la quinta o la sesta) per una durata di 15 giorni. Il software è acquistabile anche in Italia e il costo alla data del post è 59 € + IVA, quindi 71,39 € totali (in America pare che non sappiano che l'IVA da noi è passata al 22%, ma cambia di poco). Non tanto economico, per l'eventuale acquisto sarà da considerare l'alternativa con JRiver Media Center, che costa 50$ e include anche la libreria (Audirvana si appoggia a iTunes) ma dovrebbe avere meno funzionalità di elaborazione e gestione del segnale nel dominio digitale, pur godendo comunque di una eccellente fama audiofila.

Come si presenta Audirvana operativo, in modalità playlist.

Funzioni base
La interfaccia utente e anche l'aspetto sono molto simili a quelle scelte da Audiofile Engineering per Fidelia. Si presenta come un componente hi-fi virtuale (più semplice graficamente di quello di Fidelia, un po' in stile dimesso-minimalista alla Naim) dal quale si controllano col mouse comandi e volume. I file audio si possono selezionare in modalità playlist (semplicemente spostandoli col mouse sul pannello) oppure si può selezionare la integrazione con la libreria iTunes.
I controlli più raffinati e complessi si devono impostare in modo tradizionale con una serie di schede per le preferenze di configurazione.
Qui è arrivata una prima sorpresa perché il lettore con la configurazione di default si rifiutava tenacemente di suonare in connessione con il DAC anche i file audio in formato standard CD. Di solito nella configurazione base tutto funziona e poi si va a modificare i parametri per ottimizzare le prestazioni. Qui invece è stato necessario individuare (per tentativi, documentazione particolarmente evasiva se non assente) quali parametri di default non andavano d'accordo con il DAC. DAC che non era certo un modello esoterico o con particolari configurazioni, perché è, come forse qualcuno ricorderà, un Music Streamer II della HRT, quindi uno dei primi DAC 24/96 su USB, in commercio da anni e molto diffuso, che non prevede un driver specifico e per il quale non è richiesta alcuna configurazione.

I parametri per un DAC standard
Sta di fatto che i file audio suonavano solo con la scheda audio inetrna del Mac, quindi era un problema di configurazione del DAC e dopo molti tentativi per esclusione ho verificato che i parametri che andavano in conflitto erano quelli relativi alla modalità di gestione DSD, alla massima frequenza di campionamento e alla gestione del volume.
La modalità di gestione DSD di default è "auto detect" ma forse va bene per i DAC compatibili DSD, con un DAC solo PCM bisogna impostare "None: convert to PCM" (quindi DoP). Il default per la velocità era "no limit", ma bisogna invece impostare la massima del DAC (96KHz in questo caso). Infine il controllo di volume che di default è impostato su DAC ma se, come in questo caso, il DAC non ha alcun controllo di volume deve essere impostata su "only software" o entrambi. Attenzione che questa modifica ha effetto solo spegnendo e riaccendendo il player. A complicare le cose la mancanza totale di messaggi di errore che comunichino quello che manca al player per suonare e che possano suggerire in quale direzione agire.
Comunque alla fine dopo qualche decina di minuti di tentativi la configurazione finale (vedi le videate in fondo al post) era stata individuata e il player eseguiva finalmente il compito che il suo nome dichiara.



Prove con vari formati di file
L'obiettivo era provare il funzionamento con file DSD ma ovviamente ero partito per conferma con file audio in formato CD 16/44.1 e in alta definizione 24/96 e 24/192. Come si vede nelle videate, Audirvana sul display virtuale mostra parecchie informazioni sul file in esecuzione (a differenza di Fidelia) e anche sul DAC. Riproducendo ad esempio materiale in formato HD 24/192 informa anche che la frequenza del file è 192KHz ma che il DAC eseguirà la decodifica a 96KHz.



Per il formato DSD ho utilizzato diverso software demo dai vari siti che lo mettono a disposizione, 2L, Blue Coast, Native DSD. Da questo ultimo ho potuto scaricare anche brani codificati in DSD a qualità ancora più elevata, DSD128 e DSD256. Inoltre ho provato sia codifica DFF che DSF (con metadata, vedi post precedente su questo argomento).

In tutti i casi tranne uno l'ascolto parte senza problemi e anche con tempi di attesa inferiori a quelli di Fidelia (ma probabilmente perchè non ho impostato il buffer alla massima capienza).
E' importante notare che i file DSD una volta trasferiti in PCM mantengono la frequenza di campionamento equivalente. Come si può vedere nel primo screenshot in alto, quello di Diana Krall, la frequenza di campionamento utilizzata sul DAC è 88.2KHz (coerente con la codifica DSD64) mentre nella riproduzione del DSD128 qua sotto è utilizzata la massima disponibile sul DAC, 96KHz. Ne consegue che se fosse usato un DAC 24/192 sarebbe selezionata la corretta frequenza 172,4KHz. Da notare che oltre al display su Audirvana la selezione di queste frequenze era confermata anche dagli appositi LED sul decoder HRT.


Il formato non supportato è come prevedibile il DSD256, dove l'effetto è strano, suono attenuato mischiato a rumori elettronici. Non so quindi se si tratta di un mancato supporto lato software o di insufficienti risorse di sistema del Mac Mini non recentissimo seppur aggiornato (4GB + Lion) che sto usando o ancora di una insufficiente prestazione della porta USB di un modello non recente. Un problema comunque relativo, perche DAC compatibili DSD256 praticamente ce ne sono pochissimi e quei pochi costano attualmente dai 10.000 € in su.

Ne approfitto anche per tornare su questi affascinanti acronimi, che vengono di solito spiegati come "64 volte la frequenza del CD". Il che è vero da un punto di vista numerico, perché la frequenza del SACD, quindi della codifica DSD64, è effettivamente 2.882.400Hz  = 64 * 44.100Hz e così via per i bitrate superiori. Ma questa elevata frequenza è relativa ad un campionamento a un bit, mentre il formato PCM del CD adotta campioni da 16 bit l'uno. Non è quindi assolutamente "64 volte superiore".

Prova con i famosi file ISO
I maligni sostengono che il vero motivo della popolarità del DSD sia legato alla disponibilità dei file ISO. Che poi sarebbero i dischi SACD trasferiti in digitale grazie all'incauta decisione della Sony di qualche anno fa di inserire nella Playstation 3 la possibilità di leggere i suddetti SACD. Quindi i SACD che all'epoca nessuno comprava anche se costavano come i CD, ora sarebbero così desiderati da giustificare tutto questo interesse. Va bene che sono gratis ma tutto il marchingegno per riprodurli non lo è. Se fosse così, ancora una volta il motore dell'innovazione tecnologica sarebbe rappresentato dalla musica più o meno illusoriamente gratuita, come ai tempi eroici di Napster e dell'MP3. Non so se sia veramente così, non credo, ma a parte queste considerazioni di sociologia spicciola o forse di antropologia dei popoli moderni, vediamo come si comporta Audirvana con file ISO magari trasferiti in musica liquida e magari proprio mediante la propria Playstation allo scopo adattata o addirittura acquistata usata su eBay (non è più in produzione da anni).

Allo scopo me ne sono procurato uno, in questo caso legale perché il contenuto musicale è di oltre 50 anni fa e quindi di pubblico dominio in Italia, e perché comunque lo possedevo già. E' un classico di Miles Davis addiritrtura in mono, Relaxin' With The Miles Davis Quintet, una delle famose registrazioni Prestige con Coltrane al sax.
Un file ISO è una immagine disco pronta per essere masterizzata, e questo è un possibile scopo (quindi duplicazione, magari anche legale se a scopo di backup per chi possiede l'originale) oppure archiviata su un disco per un uso "liquido". Molti player sono in grado di leggere direttamente le tracce dal file ISO, anche se normalmente i singoli brani sono estratti per un uso più libero, usando il formato DFF (che è l'equivalente DSD del WAV). Una operazione che può fare tranquillamente anche Foobar2000 installando il component che legge i DFF. La qualità all'ascolto tra un DFF e la lettura diretta dell'ISO ovviamente non può cambiare e quindi questa funzionalità non è altro che una comodità in più. Da aggiungere che i file ISO ricavati da SACD sono tutti in formato standard quindi DSD64.


Con Audirvana (come con Foobar2000) tutto è molto semplice, basta trasferire il file in formato ISO nel pannello della playlist in esecuzione e vengono automaticamente riconosciute le tracce con i metadata disponibili. Dopodiché si può avviare l'ascolto con le solite modalità, playlist o iTunes integrato (come nell'immagine mostrata sopra).

La integrazione con iTunes
Con una semplice opzione del menu principale si può selezionare l'alimentazione dei file audio da riprodurre da una playlist gestita manualmente (come in tutti gli esempi fatti in precedenza) oppure dalla libreria iTunes. Con questa seconda opzione la integrazione è molto semplice ed efficace (più di quella di Fidelia), in pratica come si vede in figura iTunes può continuare ad essere utilizzato per visualizzare e cercare la musica da ascoltare, poi quando si attiva l'ascolto il player Audirvana prende il posto di quello incluso in iTunes, bypassando anche tutte le eventuali configurazioni presenti per la sezione audio del Mac.

Audirvana in funzionamento integrato con iTunes. Selezionando un album parte la riproduzione
e sul display vengono mostrati tutti i dati significativi sul brano, incluso l'autore
Essendo Audirvana un prodotto che ormai punta decisamente a servire il nuovo promettente mercato della musica in DSD viene il dubbio che questa efficace integrazione serva solo in parte, poiché iTunes non supporta file in formato DSD (e neanche in Flac) e non può archiviarli. Ma Audirvana Plus dalla versione 1.2 ha anche questa funzionalità, un upgrade alla libreria iTunes per ospitare tutti i file in questo formato (DFF, DSF e ISO) . Costituisce quindi insieme ad iTunes "upgradato" un media player completo compatibile con il formato DSD e con player "audiofilo".

Solo un paio di avvertenze: 1) come in tutti gli altri casi in cui a iTunes si connettono librerie gestite da un software esterno, bisogna evitare di selezionare le opzioni "Keep iTunes Media folder organized” and “Copy files to iTunes Media folder when adding to library" per evitare che iTunes scompagini l'organizzazione dell'archivio aggiuntivo controllato da Audirvana; 2) il sistema che adotta iTunes è basato su file intermedi (proxy files) che non è molto lineare ed è criticato per alcuni malfunzionamenti in casi particolari; nel caricamento lasciare tutti i parametri di default, soprattutto la frequenza di campionamento per il proxy; aumentandola ho sperimentato che i file di output venivano troncati; non toccando nulla funziona.

In appendice gli screenshot sul caricamento, qui di seguito Audirvana che suona un file DSF caricato in iTunes e nella immagine mostrata sopra, una traccia del file ISO di prova, quello di Miles Davis, suonata tramite iTunes.

Un file DSF con il duo folk Keith Greeninger e Dayan Kai della Blue Coast Records,
caricato su iTunes con il sistema dei file proxy e suonato come tutti gli altri

Elaborazione e personalizzazione del suono
Altra importante caratteristica di un player "audiofilo" è la possibilità di intervenire sulla elaborazione del suono, scegliendo modalità di filtraggio diverse o upsampling a frequenza di campionamento superiore o processamento del segnale. Sotto questo punto di vista Audirvana ha una dotazione molto completa, più ampia della versione "base" di Fidelia ma equivalente alla versione advanced. Interessante è il pannello che consente di disattivare le impostazioni di default del sistema operativo Mac che possono influenzare negativamente la fase di processamento del file audio. Sono quei consigli di configurazione su cui si diffonde Oliver Masciarotte nel suo noto libro "To Serve & Groove" e che con Audirvana si possono gestire nel modo più semplice e a prova di errore.
Per un dettaglio sulle funzionalità di elaborazione e personalizzazione rimando all'appendice.

L'utilizzo da remoto

Sia iTunes sia Fidelia consentono di scegliere la musica da ascoltare e controllare la riproduzione mediante una app installata su smartphone o su tablet. In questo modo ci si dimentica del computer e del suo monitor e si può navigare sull'intera libreria musicale usando questi apparati mobili come raffinati telecomandi. Una possibilità non prevista per Audirvana che quindi, come si vede in questi screenshot, deve essere gestito da computer, fisso o portatile che sia, ma con il monitor sempre acceso.

Sì, ma come suona?
Ho scritto nelle settimane precedenti almeno altri due post sulle attenzioni da tenere nell'ascolto a confronto e quindi eviterò accuratamente di fornire "prime impressioni" o sensazioni d'ascolto prima di una sessione approfondita. Tra l'altro secondo tutti gli estimatori del DSD (ad esempio Marco Benedetti su AR) la vera svolta si ha col DSD nativo. Posso solo dire che l'ascolto è molto soddisfacente, che non manca apparentemente nulla e che a parità di condizioni è molto arduo individuare differenze con il player Fidelia che normalmente uso. Per un quadro completo poi dovrebbero essere anche sperimentate le numerose possibilità di personalizzazione del suono che il player Audirvana include.
Da ricordare sempre che il bello di questi test, a differenza di quelli dei componenti hardware, è che possono farli tutti, anche i lettori del post, senza spendere nulla se non qualche mezzora del loro tempo. E farsi quindi la loro personale opinione e valutazione.

In sintesi
L'obiettivo principale del post era effettuare una verifica delle funzionalità di un player dalla ottima reputazione e per questa strada sperimentare anche cosa comporta oggi la scelta di utilizzare (anche) materiale DSD. Si può dire che Audirvana è un prodotto molto completo e anche semplice nell'uso, una volta vinta la battaglia iniziale per l'interfacciamento con il DAC. La tecnologia utilizzata e la versatilità di configurazione garantiscono a livello teorico le migliori prestazioni anche per l'ascolto, almeno per quanto può essere influenzato dal player, e dal test, che invito comunque tutti i lettori a replicare, non sono emersi limiti di sorta. La "architettura" complessiva del prodotto mostra alcune contraddizioni ed il costo è piuttosto elevato se confrontato con un prodotto completo e apprezzato da molto tempo come JRiver Media, rispetto al quale può avere un vantaggio in termini di semplicità d'uso (è solo un player) soprattutto per chi ha già investito il suo tempo nella organizzazione di un'ampia libreria iTunes. Rispetto a Fidelia è l'elemento prezzo che fa la differenza, per il resto le funzionalità e la qualità paiono equivalenti e Audirvana presenta qualche vantaggio in termini di semplicità e flessibilità d'uso, e invece una limitazione nell'uso da remoto, non prevedendo una app per smartphone / tablet.

Appendice: i parametri di configurazione
Vista la scarsità di documentazione del prodotto, aggiungo qui i pannelli di configurazione principali con le opzioni possibili e il mix di opzioni che consente ad Audirvana Plus di operare correttamente con il DAC HRT Music Streamer (e probabilmente con tutti gli altri DAC dello stesso tipo).

Il pannello iniziale mostrato alla installazione  per la scelta del DAC e la selezione dei file audio.
Il DAC presente e collegato in USB è riconosciuto automaticamente. 
Il tipo di controllo di volume da selezionare.
Il default DAC Only non va bene con DAC di tipo "streamer" e va modificato.
I parametri di default per la configurazione del sistema audio driver + DAC.
In base alla scheda audio o al DAC vengono indicate in verde le frequenze di campionamento supportate.
Le opzioni disponibili per il parametro Native DSD Capability

Le opzioni disponibili per il parametro DSD to PCM Algorithm
Le opzioni individuate per consentire il funzionamento con un DAC PCM di tipo streamer.
Devono essere modificate per Native DSD Capability, DSD to PCM Algorithm e Max sample rate limit.

Il pannello che consente le altre personalizzazioni di lettura.
Le varie opzioni disponibili per l'upsampling e il downsampling
Gli effetti di modifica dell'audio disponibili nella sezione AudioUnits
L'inserimento (add) di file DSD su iTunes dall'apposito selezionabile dal menu principale
di Audirvana Plus. Gli esempi sono di file DSF e DFF tra cui quello della Blue Coast della immagine precedente.

L'inserimento in iTunes di un intero caricatore ISO. Basta spostare con il mouse l'intero file ISO nell'area di ricezione
e vengono riconosciute le tracce già disposte per il caricamento. Attenzione al parametro modificato come test a 88,2KHz, deve invece restare a 44.1 (tanto non ha effetto, riguarda il proxy file). Attenzione anche al tempo di caricamento, per file grandi quindi DSD128 (ricordiamo che è un formato non compresso) servono diversi minuti.

4 commenti:

  1. Anonimo28/6/14

    Dato che nell'articolo si nomina solo l'oppo come hardware volevo segnalare una ottima macchina tra l'altro abbastanza recente che è il Marantz NA-11S1 in grado di convertire nativamente da digitale ad analogico streams DSD ricevuti via USB.
    Lucio

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  2. E' vero, ti ringrazio per l'informazione. Da notare però che nelle specifiche è indicata la modalità DoP, quini il supporto parrebbe non nativo ma con incapsulamento in PCM. Poi c'è da dire che è un componente che costa più di 4000 €.

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  3. Anonimo29/6/14

    Ci tengo a premettere che non ho niente a che fare con marantz.
    E' importante però che un lettore non esperto di elettronica/informatica non si faccia idee sbagliate.
    Quando parlo di supporto nativo per il DSD intendo che questa elettronica integra un chip che converte direttamente da DSD ad analogico senza passaggi intermedi.
    Lo standard USB DoP di cui potete leggere la specifica quì:
    http://dsd-guide.com/dop-open-standard
    e relativo solamente al trasporto dei dati attraverso il canale USB che non prevedendo un profilo specifico per il DSD si appoggia sul profilo PCM ed i dati DSD vengono "spacchettati" come descritto nella specifica sopra e trasportati nel canale USB.
    Tutto questo è completamente trasparente per l'utente e molto importante, lo stream DSD a 1bit che arriva alla macchina è esattamente quello salvato nel file riprodotto dall'utente, semplicemente ricodificato e trasportato in questo modo.
    Il tutto è risolto a livello di driver SW. Niente di male.
    Non ci sono manipolazioni nelle informazioni audio.
    Spero di essere stato chiaro.
    Lucio

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    1. Grazie per l'attenta precisazione, quindi si può concludere che i modelli recenti di network player della Marantz sono già compatibili con materiale DSD sino al DSD128 (5.6MHz) tramite la porta USB. Controllando la gamma Marantz ho visto che anche il nuovo modello NA8005, più economico, ha le stesse funzionalità. Si affiancano quindi al modello Oppo BDP-105 che supporta anch'esso i formati DSD64 e DSD128. Resta da approfondire con quali configurazioni il playback è possibile, quindi se via network e se è disponibile solo per materiale stereo o anche per multicanale. Gli altri NP più noti (Cambridge Audio, Olive, Naim, Linn, Yamaha) non supportano invece attualmente il DSD come ho controllato ora. Una situazione in evoluzione a cui vorrei dedicare un post specifico in futuro.

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