sabato 12 ottobre 2013

Linn Longue a Roma

La scorsa settimana un nuovo evento della iniziativa Linn Longue, ospitato dal noto negozio di strumenti musicali e alta fedeltà Cherubini di Roma, ha fornito la opportunità di ascoltare due componenti di fascia alta della Linn (ovviamente). Il tema del pomeriggio era la produzione dei Beatles, nella edizione rimasterizzata e distribuita a 24 bit pochi anni fa. Come in altre occasioni era previsto anche un percorso storico e critico sul più celebre gruppo musicale degli ultimi decenni, a cura del noto giornalista musicale John Vignola. Ma in questa occasione, che era una data aggiunta per il notevole numero di prenotazioni, per un contrattempo non è potuto esserci (peccato, è sempre molto interessante) e quindi tutto il tempo è stato impiegato per gli ascolti.


I componenti proposti erano un network music player, il modello Akurate DSM, e due diffusori attivi, gli Akurate Akubarik (immagine a destra); i file audio erano archiviati sul NAS del negozio ed erano in formato HD (o quasi) 24 bit e 44.1 KHz e l'impianto era comandato con un iPad sul quale era installata una app dedicata della Linn.

Non mi dilungo sulle caratteristiche dei due apparati, che si possono consultare facilmente sul sito della Linn. Particolarmente interessante l'ascolto delle casse attive, una tecnologia che fornisce grandi vantaggi, a cui ho dedicato un post qualche tempo fa, e che non è frequente poter verificare dal vivo.

L'attesa del giornalista, piuttosto prolungata, ha consentito di fare anche qualche ascolto a confronto con gli impianti presenti, in particolare ho potuto ascoltare con altri 3-4 appassionati un notevole impianto di categoria top, con diffusori Wind design della Totem Acoustic e un sistema di amplificazione a quattro telai (!) delle dimensioni di una lavastoviglie (ma più pesante, penso) della inglese Exposure. Audio sempre liquido tramite PC + DAC.
Qui abbiamo ascoltato Something da Abbey Road con un risultato veramente convincente. È chiaro che non è il tipo di registrazione più adatta per un test ma la voce, la dinamica e la correttezza timbrica erano di elevato livello, come peraltro è lecito attendersi da un impianto top a questi livelli di prezzo; soprattutto si apprezzava la capacità dell'impianto, delle casse soprattutto, di sparire dal palcoscenico immaginario.

La presentazione dell'impianto liquido "minimale" (due soli componenti) è poi iniziato con alcune scelte dal repertorio dei Beatles che volevano anche dimostrare come il remastering e il trasferimento in (quasi) HD consentissero di scoprire "i Beatles come non li avete mai sentiti". Alcuni ascolti come I Love Her, Let It Be o Get Back effettivamente mostravano una gamma di frequenza ben estesa, ottima individuazione di strumenti e voce, bassa distorsione ed elevata dinamica. Su sollecitazione di una giovane partecipante alla dimostrazione è stato anche selezionato un brano di maggiore impatto, l 'anticipazione dell'hard rock con la geniale Helter Skelter di Paul, e anche qui l'effetto è stato "impressive" come direbbero gli inglesi.

Altre registrazioni dimostravano però la importanza non eludibile del master originale. Ad esempio Help!, una delle canzoni più belle e importanti del gruppo, era a un livello inferiore, con un suono leggermente meno definito, impastato direi.


Per verificare almeno in parte la presunta eccellenza del remastering il giorno dopo (quindi a distanza e con tutti i limiti del caso, e su un diverso impianto) ho riascoltato gli stessi brani sul mio impianto, da vinile. Devo dire che Let It Be dalla edizione recente "naked" e su vinile di alta qualità non sfigurava affatto, non sembrava di perdere qualcosa. Ma anche Help! di cui ho solo una stampa italiana anni '70, certamente non al top, non risolveva i problemi verificati nell'ascolto al Linn Longue. Insomma buone edizioni, da avere per chi non le ha, ma sconsiglierei chi ha già i vinili in buone condizioni e di buona qualità di procurarsele.

Una seconda parte dell'incontro ha riguardato le possibilità operative del music server. Che può fare anche da pre su più ingressi (anche video) e inoltre, supportando il protocollo Apple AirPlay, consente di ricevere e riprodurre anche contenuti audio da iPhone o iPad. Sono stati sollecitati i presenti e anche io ho provato l'ascolto sull'impianto da una playlist Spotify (già scaricate in locale, in questo caso). La mia scelta è caduta su una cantante new jazz coreana attiva un Francia, Youn Sun Nah, scoperta devo dire grazie alla sezione musicale di Audio Review, una musicista che trovo molto gradevole e originale. Audio compresso ma di alta qualità (Ogg Vorbis 320K), l'ascolto era molto buono. Anche altri presenti hanno veicolato dai loro iPhone musica soprattutto rock.


Resta da dire dell'ascolto a distanza di Something su quest'altro impianto, che ovviamente ho chiesto, e dopo questa parte è stato fatto. Un ascolto diverso, parere condiviso anche da altri presenti, nel quale l'impianto Linn metteva in luce soprattutto la notevole capacità dinamica, senza evidenziare nessuna apprezzabile carenza. Pur se filtrato dal confronto a memoria alcune caratteristiche di naturalezza particolare del suono, apprezzate in precedenza, restavano però appannaggio dell'impianto top. Che peraltro ha un costo che è circa il doppio, e la differenza in valore assoluto non è poca.

In conclusione le casse attive si confermano una soluzione che garantisce bassa distorsione ed elevata dinamica, due parametri fondamentali nell'alta fedeltà, consentendo anche di comporre un impianto con molta maggiore semplicità e meno impegno, lasciando più tempo alla musica, il che non guasta. Una soluzione che probabilmente avrà sviluppi interessanti. Si conferma anche che la Linn, avendo iniziato prima degli altri a credere nella musica liquida, ha conquistato e mantiene un vantaggio notevole. Peccato che i prezzi continuino a restare piuttosto elevati, anche per i componenti entry level (si fa per dire).

2 commenti:

  1. Una testimonianza, più che un commento...

    Qualche anno fa partecipai ad una seduta d'ascolto organizzata dall'importatore LINN presso un noto negozio di Padova.
    Un impianto LINN alla sua massima espressione, triamplificato e, come sorgente, il Sondek nella sua massima configurazione.
    Musica rock, jazza, pop, classica.
    Suono freddo, analitico, senza alcuna partecipazione emotiva. Faccio presente, mi rispondono che è il tipo d'incisione.
    Rimango molto perplesso. Anch'io ho un LP 12 a casa (non al top), ma a valle c'è dell'altro e il suono che ascolto mi coinvolge, specie con le ESL 57.

    Mi si avvicina il titolare del negozio: venga di là con me. Stanzetta piccola, ovattata, all'interno due Quad 2905 mosse da un'Audia e come sorgente un Copland.

    Ecco, posso dire di aver trovato il mio punto d'arrivo.

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    1. Colgo l'occasione del tuo gradito commento per chiarire, anche se spero non ce ne sia bisogno, che questi brevi post sulle esperienze di ascolto negli eventi organizzati da Linn e da altri non sono e non vogliono essere una sorta di consigli per gli acquisti, ma un aggiornamento sui nuovi modi, secondo me validi, con i quali il marketing del settore promuove i buoni ascolti e, ovviamente, i propri prodotti. Venendo a questi ultimi, in effetti stai confrontando, a distanza di tempo, prodotti di impostazione del tutto diversa. Linn, in particolare con questi ultimi modelli di diffusori attivi, persegue l'obiettivo della elevata dinamica e bassa distorsione, e quindi un tipo di ascolto ad alto impatto particolarmente gradito a chi ascolta musica rock, jazz hard bop e classica con grande orchestra. E difatti gli eventi Linn sono orientati finora a questa musica (Mark Knopfler, Beatles, prossimamente gli Eagles) e penso anche a un preciso arget di età ... Le tue eccellenti elettrostatiche a gamma intera hanno altri punti di forza, in particolare nella ricostruzioni di eventi musicali acustici. Ricordo anche io l'ascolto in un top hi-fi a Milano qualche anno fa dove il distributore voleva far ascoltare rock (non eccelso) con le 2905 e a mio parere in queste condizioni la superiorità della tecnologia elettrostatica si perdeva. Io personalmente ascolto soprattutto musica acustica e quindi le mie preferenze sono conseguenti, ma mi piace ascoltare e confrontare tutto.

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