martedì 17 dicembre 2013

Un impianto per la musica liquida in pratica - IV parte: il player hi-fi Fidelia


Riepilogando, l'impianto completo per l'archiviazione e l'ascolto della musica liquida era composto da un music server (Mac Mini + iTunes + DAC esterno HRT), uno storage server (Lacie) e un music streamer (Spotify). Per completare il tutto manca solo un componente: un player con caratteristiche hi-fi.

Il player usato all'inizio è quello inserito in iTunes ma, come nota Oliver Masciarotte nella sua ottima guida alla musica liquida "To Serve & Groove" (disponibile su iBook) si tratta di un player progettato senza alcuna particolare attenzione alla qualità audio. In particolare mancano le funzionalità "bit perfect" (trasmettere al DAC il file audio senza alterazioni) e la modalità di funzionamento solo in memoria "memory playback", senza o con minimi accessi a disco. Due scelte che possono avere effetti sulla qualità audio.
Sono disponibili in gran numero player "audiofili" con queste funzionalità, più altre molto interessanti per un ascolto che punta alla qualità, alcuni dei quali anche freeware, e quindi conviene senz'altro affrontare un minimo di complessità e scomodità in più per puntare all'eccellenza.

Le alternative
Masciarotte ne elenca molti per ambiente Mac e sceglie in modo deciso Amarra Hifi di Sonic Studio. Che è sicuramente valido ma abbastanza costoso (ca. 50$). Trattandosi di applicazioni software conviene però sempre analizzare prima le soluzioni a basso costo o addirittura free, dato che il test non richiede un grande sforzo nel mondo immateriale dei PC. In particolare i due player consigliati e che ho provato sono stati Audirvana e Fidelia di Audiofile Engineering. Il primo è free ma veramente troppo minimale e privo di funzionalità. Il secondo è un buon compromesso: ottime recensioni, costo contenuto (ca. 15€ + 8€ Remote), funzionalità interessanti e ben integrato con la libreria iTunes. In più, consente un trial di 15 giorni senza limitazione alcuna di funzionalità, quindi chiunque, anche il più scettico, può valutare a confronto il miglioramento rispetto a iTunes e decidere se aggiungerlo o meno alla configurazione. Parlava molto bene anche di Decibel e Pure Audio che però sono anch'essi non integrabili con la libreria di iTunes e quindi non erano adatti per la configurazione scelta.

Fidelia alla prova
Avendolo scelto, evidentemente nel mio caso e sul mio impianto il miglioramento c'era ed era avvertibile. Consiglio quindi di adottarlo o almeno di provarlo. Anche perché include di default altre interessanti funzionalità.

Acquisto e installazione
Dopo il trial, se positivo, si può acquistare su iTunes app store oppure dal sito Audiofile Engineering. Il cambio col dollaro di Apple è 1 a 1 e quindi conviene questa seconda strada (si paga con Paypal) anche se la differenza alla fine è di soli 3 € circa (15 contro 18). Nulla da segnalare sull'inserimento della licenza e sull'installazione, tutto standard. Sul Mac si presenta con questa gradevole veste estetica.


Sul pannello che simula un componente hi-fi virtuale, oltre al titolo del brano
sono presenti uno spettrogramma semplificato, i livello, il controllo di volume
(da mouse), la lunghezza del brano, la codifica (ALAC nel nostro caso),
la dimensione del file (qui 16/44.1) e i controlli per l'ascolto
Il collegamento con la libreria iTunes è un poco macchinoso. Nel manuale però è spiegato in modo sintetico ma abbastanza esauriente. In sintesi: 1) dopo aver selezionato File > Aggiungi libreria cercare sul Mac la directory iTunes Media e su questa il file iTunes Music Library.xml e quindi selezionarlo; 2) Attendere il completamento della operazione di "import" il cui avanzamento è segnato da una minuscola icona circolare; nella mia configurazione per oltre 500 album sono stati necessari poco più di 5' 3) selezionare Music Library: dovrebbe essere visualizzato l'elenco di tutti i brani importati.
Alla successiva riaccensione del computer (anche per Fidelia si procederà a selezionare l'attivazione al riavvio) potrebbe essere necessario "agganciare" nuovamente la libreria iTunes mediante il comando File > Rescan. Nella pratica al riavvio dell'applicazione il pannelo che mostra la libreria potrebbe visualizzare i contenuti in grigio, presenti ma non attivabili. Con il comando File > Rescan (1-2 minuti per 500-600 file audio) torneranno neri e attivabili come nell'immagine seguente. Per riaprire il pannello con la libreria, se dovesse sparire, si può usare il comando File > New Playlist.




Fidelia Remote
Complemento indispensabile è la app per iPhone che consente di fare le operazioni essenziali di ricerca brano / album, esecuzione e controllo volume senza utilizzare il Mac che, coerentemente al nostro obiettivo, può essere ricondotto alla sola funzione di music server, spegnendo il monitor o il Tv che fa da monitor.

Fidelia suona (da Mac)
Nella finestra che mostra l'elenco dei file audio è presente una funzione di ricerca (che è l'unico sistema di navigazione); selezionando l'artista o il titolo dell'album si sceglie cosa si vuole ascoltare e si preme il tasto destro del mouse. Il brano viene caricato sul player ed inizia la riproduzione. Non subito (prima differenza con iTunes) perché viene caricato tutto in memoria. Se è una canzone a definizione standard CD serve meno di un minuto, per una canzone 24/96 anche 1', per un movimento di una sinfonia 24/192 anche 5' e più. Tempi quindi lunghi, niente ascolto immediato, ma nell'ascolto di un album il caricamento viene fatto in background e il problema è solo all'inizio.
La configurazione audiofile
Fidelia ha parecchi comandi alcuni di quelli di default devono essere modificati per le migliori prestazioni. Vediamo le azioni consigliate nella sezione Preferences:

General: Dither enabled e Use Waveform cache enabled (sono i default, del dither parlo dopo, l'altra opzione ottimizza le prestazioni) / Volume knob: Horizontal (più comodo secondo me, ma tanto userete quello del Remote)

Format: serve solo se vogliamo usare Fidelia come convertitore di formato al momento della creazione della libreria. Non applicato nella configurazione in prova.

iTunes: il pannello e il comando che deve essere usato per individuare la libreria iTunes e sincronizzare con essa Fidelia

Output: Audio Output: lo stesso già selezionato per iTunes (il DAC esterno nel nostro caso); Device Sample Rate: si può imporre un sample rate fisso o mantenere quello del brano in esecuzione; escludendo ovviamente il downsize si potrebbe far fare un upsize a 96KHz per il materiale in standard CD; l'upsize non gode di illimitato consenso e penso sia meglio lasciare tutto così com'è; Converter: scelta tra quello della Apple e un convertitore più avanzato con resampler della Izotope: il secondo ha più funzionalità e presumibilmente superiore qualità.

Quality: Ovviamente bisogna imporre la massima possibile.


Il pannello con le opzioni di tipo generale
Il pannello con le opzioni di output

Fidelia suona (da Remote)
La selezione dei brani da Remote è molto più agevole, sul modello di iTunes si può cercare per artisti o album e tutto è molto più fluido e agevole. Come si vede dalle immagini è un prodotto minimalista, niente immagini delle copertine (quasi una liberazione, in realtà, visto quanta fatica richiede trovarle tutte, ma Fidelia bisogna dire che è più efficente di iTunes sotto questo aspetto) e un curioso comando di volume con + e - invece del solito slider orizzontale che usano tutti. Poi due tastoni per dimezzare o azzerare il volume se arriva una telefonata oppure vostra moglie o voglia figlia vi devono chiedere qualcosa, la cui risposta non può assolutamente aspettare. Tempi di attesa ovviamente anche qui gli stessi.





Il redithering
E' la funzione caratterizzante di questo prodotto (che mi incuriosiva, e che ha anche influenzato la scelta). Si tratta di una funzione di post processing (escludibile) che consente di migliorare la decodifica digitale - analogico.
E' una tecnica praticamente obbligatoria quando si riduce la risoluzione (per esempio dal master 24/192 al CD 16/44.1), comune anche alla digitalizzazione di immagini o video, ma che per sua natura dovrebbe dare un vantaggio anche quando la risoluzione rimane la stessa (come nel nostro caso).
E' una tecnica spiegata dettagliatamente su molte fonti, sul libro già citato ma anche su Wikipedia, quindi accenno soltanto che viene aggiunta al segnale originale una piccola quantità di rumore casuale (dithering = indeterminatezza) e in questo modo l'errore di quantizzazione si distribuisce uniformemente, riducendo il suo effetto negativo. L'errore di quantizzazione nasce dalla necessità di approssimare un segnale continuo (una curva) con una serie di livelli (gradini). Tra un gradino e l'altro senza dither viene selezionato il "mezzo gradino", mentre con questa tecnica il rumore aggiunto fa sì che, con effetto probabilistico, venga selezionato il livello intermedio che approssima meglio la curva originale.

Quindi aggiungere rumore, ovviamente a bassissimo livello (3dB tipicamente), in questo caso migliora il suono. Strano ma è così. Da aggiungere che esistono diversi algoritmi di dithering e Fidelia include quello della società Izotope, uno dei più avanzati, di tipo "shaped", quindi modellato sulla curva di sensibilità dell'orecchio umano.

Le altre funzioni
Fidelia include poi molte altre possibilità di modifica del segnale audio, inclusa una completa equalizzazione del segnale. Come "audiofilo" di scuola anni '80-'90 ho acquisito la massima diffidenza verso i controlli di tono e tutte le altre alterazioni del segnale e quindi non le ho neanche sfiorate. Ma in realtà alcune possono essere interessanti e magari in futuro le approndirò. Se ne possono selezionare fino a 3 insieme e possono essere equalizzatore, filtri passa basso e passa alto, riverbero e così via. Quelle disponibili di default sono visualizzabili nella immagine che segue.




Come suona
Arriviamo al punto e a decidere se vale la pena di inserire un altro componente e complicare la configurazione o se è sufficiente il player integrato in iTunes. La commutazione immediata dello stesso brano tra i due player è possibile ma non so quali interferenze possono avere due player entrambi attivi in memoria e utilizzanti lo stesso driver per lo stesso DAC. In ogni caso bisognerebbe chiudere alternativamente l'uno o l'altro e il riavvio non sarà istantaneo. Per un vero confronto oggettivo sarebbero necessari due Mac identici con le due configurazioni. Mi sono riservato di indagare queste possibilità solo nel caso il semplice ascolto su brani noti non desse già risposte esaurienti.

Cosa che invece si è verificata, in modo più netto sulla voce (femminile soprattutto) ma anche sul pianoforte, in modo più marcato su materiale HD. Ascoltando ad esempio uno dei miei dischi e brani test preferiti, All Or Nothing At All di Diana Krall, da Love Scenes, una esecuzione per sola voce e contrabbasso, in risoluzione 24/96, la voce profonda ed espressiva della cantante e pianista canadese emergeva in modo particolarmente naturale, con una grande ricchezza di sfumature e una notevole sensazione di presenza. Se fossi un tipico recensore da riviste hi-fi direi che sembrava che la più famosa cantante jazz fosse nella mia sala. Ma evito queste iperboli e aggiungo solo che ascoltavo abbastanza bene da perdere interesse nel fare altre prove e preferivo godermi altra musica sua o di altri musicisti.

Per me bastava così. Ho fatto però per completezza anche altri test con Joe Henderson ed il primo brano di Lush Life, sempre con Christian McBride in duo col sax tenore di Henderson, altro brano test che uso spesso, e il risultato era altrettanto convincente, ma meno nettamente caratterizzato rispetto a iTunes. In questo caso era un CD mentre per Diana Krall il file audio era in HD. Sempre 24/96 era Christy Baron in un convincente album della Chesky, anche qui piacere d'ascolto, eccellente resa della piccola orchestra jazz di accompagnamento e ... test abbandonati a favore della musica. Nota importante: tutti gli ascolti erano sempre con dither inserito, per sfruttare il plus principale del prodotto.

Aggiungo infine per completezza l'autorevole parere di Masciarotte (che di mestiere fa il tecnico del suono) su questo ottimo player: "As at sound quality, Fidelia lacks the low frequency authority that Decibel possesses, but its midrange sits proportionally in just the right spot. Fidelia also yields more texture and air than Decibel or Pure Music which, gain, may be a help or a hindrance depending on your hardware".

Le funzioni avanzate
Con un upgrade che costa poco meno di 50$ si possono aggiungere una serie di funzioni accessorie. Le principali sono rappresentate dalla possibilità di variare i parametri per il dithering e di utilizzare una serie di elaborate funzioni per rendere più naturale l'ascolto in cuffia. In più sono incluse altre funzioni di sistema come l'uso esclusivo della sezione audio del Mac. Funzioni dedicate quindi soprattutto a chi ha sufficiente pazienza per individuare gli effetti negativi o positivi della variazione dei parametri sopra citati e per chi ascolta molto in cuffia.

Le funzioni avanzate disponibili con l'upgrade. A quelle visualizzate per
personalizzare dithering e resampler si aggiungono quelle della serie FHX per
migliorare l'ascolto in cuffia (controllo del crossfeed, monitoring con controllo
di fase e switch mono-stereo, equalizzazione dinamica)

Sintesi
In sintesi, tornando all'ascolto con iTunes, ovviamente correttamente configurato per le migliori prestazioni, sembra che manchi qualcosa in termini di finezza e sfumature presenti all'origine, e quindi la scelta di accettare un poco di scomodità in più viene di logica conseguenza, e il lettore è entrato di diritto nella configurazione, completandola.
Qualche lettore iper-critico potrebbe sostenere che la mia è stata solo suggestione ingenerata da libri e recensioni. Non credo perché mi fido abbastanza della mia capacità di ascolto, ma può sempre essere. Chi dubita può fare però tutti i test che vuole per i 15 giorni del trial, senza neanche investire il modesto costo del prodotto, e decidere quindi in tutta tranquillità.

Gli altri articoli che descrivono questa configurazione completa per la musica liquida:

Prima parte: Lo storage server e la rete
Seconda parte: Il media player
Terza parte: L'ascolto in streaming con Spotify

giovedì 28 novembre 2013

Ancora sul ripping

Il precedente post sul ripping aveva confrontato i vari sistemi a disposizione per effettuare questa operazione lasciando agli appassionati la scelta se privilegiare la praticità e rapidità (iTunes) oppure la qualità, almeno teorica, del processo (AccurateRip). Rimane però da approfondire se veramente si ottiene, e se è ottenibile, l'obiettivo del ripping perfetto o exact audio copy. Ci proviamo con l'aiuto di alcuni test.

L'obiettivo

La qualità in questo caso è rappresentata dalla differenza, che dovrebbe essere pari a zero, tra il file audio (o meglio la sequenza di bit) del master originale in formato CD e quello che alla fine del ripping abbiamo trasferito sul nostro hard disk. Perché dovrebbero essere diversi? Per inesattezze nello stampaggio del dischetto, danneggiamenti successivi del dischetto, lettura non completamente corretta da parte dell'unità lettore / masterizzatore del nostro PC. Ma non è incluso un correttore di errore? Certamente, ma oltre un certo livello di errore i correttori lavorano per interpolazione e quindi il risultato potrebbe non essere identico all'originale. Ma è possibile accorgersene? Dipende, non sempre. Come vediamo nei test.

Approfondimento con alcuni test
Non avendo ovviamente il master originale si può solo tentare questa verifica per deduzione. Per farlo ho utilizzato anche uno strumento diverso dai classici strumenti di ripping, un comparatore di file binari. In particolare si tratta di UltraCompare Professional, una applicazione molto potente in grado di analizzare e confrontare bit a bit due file anche di rilevanti dimensioni e individuare le eventuali differenze. Le prove sono state:
  1. esistono veramente le differenze tra due stampe dello stesso CD?
  2. esistono differenze tra il ripping effettuato con Foobar2000/AccurateRip e EAC?
  3. AccurateRip è in grado di individuare un file audio diverso dal master?
  4. EAC è in grado di individuare un file audio diverso dal master?
1. Esistono veramente differenze tra stampe di CD?
Partendo da due copie dello stesso CD ed utilizzando AccurateRip possiamo verificare, ma solo dopo il trasferimento sul disco del PC, se i file audio presentano differenze. Molto importante: non possiamo confrontare il contenuto digitale del CD, almeno con un normale computer, perché il CD non ha un file system gestibile da PC (anzi non ha un vero e proprio file system). Ce ne accorgiamo aprendolo da Explorer o Finder: vediamo solo una serie di "pseudo file" di tipo CDA (Compact Disc Audio) sui quali non possiamo fare alcuna azione. In sintesi quello che possiamo confrontare sono soltanto file ottenuti dopo il trasferimento su CD, quindi dopo l'intervento del sistema di correzione di errore incluso nel sistema di lettura. Ma non è un problema, perché a noi interessa il risultato finale, cioè il file trasferito sul nostro hard disk.

Tra i CD doppi che ho a casa ho scelto Mezzanine dei Massive Attack (ecco perché c'era la loro foto). Due copie nuove e ragionevolmente ben tenute. Il trasferimento su CD è stato effettuato in formato Wav, quindi senza aggiungere l'intervento di un compressore di formato lossless, per evitare interferenze sul test, prima con Foobar2000 sui due dischi diversi e poi con EAC, entrambi in standard mode, e poi in modalità "paranoid". Con UltraCompare ho poi esaminato i file audio, iniziando da quelli solitamente più critici (prima e ultima traccia) alla ricerca di differenze.
Nella seconda parte del post come sempre ci sono le videate, qui anticipo i risultati:
  • per entrambi i CD non venivano rilevati errori in trasferimento nè con Foobar né con EAC
  • in standard mode UltraCompare verificava la totale identità dei file audio provenienti dai due CD, tutti i bit dal primo all'ultimo erano gli stessi
  • in paranoid mode con Foobar2000 / Accurate Rip si è evidenziata invece una differenza in trasferimento, nel senso che per una traccia di uno solo dei CD sono state evidenziati "minor problems" però recuperabili.
Quindi una prima considerazione che si può fare è che differenze dovute allo stampaggio o alla manutenzione (non al lettore, che era lo stesso) possono verificarsi, ma almeno in questo caso senza alcun effetto pratico.

Sulla seconda copia del CD Foobar2000, ma solo in modalità
"paranoid", individua una incertezza in trasferimento.
Le copie CD possono presentare quindi differenze.
2) Esistono differenze tra il ripping effettuato con Foobar2000/AccurateRip e EAC?
Confrontando file ottenuti da Foobar2000 / AccurateRip e da EAC l'applicazione UltraCompare rilevava alcune marginali differenze, limitate però alle prime ed ultime sequenze di bit, non quindi al contenuto musicale. Possiamo concludere con ragionevole certezza che i due strumenti, come ci si aspetta ovviamente da prodotti consolidati, operano in modo diverso ma senza conseguenze sul risultato. Un test forse banale ma avendo tutto il set di prova la curiosità è venuta.

3) AccurateRip è in grado di individuare un file audio diverso dal master?
Per verificare questo aspetto fondamentale ho fatto un test diverso da quello effettuato nel precedente post. Lì avevo danneggiato apposta un CD per vedere se il risultato differiva abbastanza da provocare l'insorgenza di "major problems". Ho dovuto però operare per tentativi, cioè con danneggiamenti via via più incisivi per superare l'azione, evidentemente efficace, della correzione di errore.
Stavolta invece ho usato un metodo più sistematico: la doppia conversione.
L'intero album (sempre questo per comodità, poteva essere anche un altro) è stato rippato in formato compresso MP3 (190Kbps). Dopodiché gli stessi file MP3 sono stati riconvertiti nuovamente in formato non compresso WAV. A questo punto erano apparentemente indistinguibili, stesso formato e stessa estensione e stessa dimensione in byte ma, come sappiamo, la compressione MP3 è "lossy", quindi con perdita di informazioni che la successiva conversione non poteva ricreare.

Effettuata a questo punto una verifica con UltraCompare si è evidenziata una sensibile differenza tra i file, circa il 70% di differenze. Eppure all'ascolto (almeno ad un ascolto non approfondito) sembrava la stessa musica trip-hop. Una risposta quindi alla domanda che ho fatto prima: dopo un ripping non preciso le differenze ci sono, ma non sono evidenti.

AccurateRip alle prese con un disco fake
Per mettere alla prova AccurateRip dovevo partire di nuovo dal CD. Quindi ho masterizzato un CD partendo dai nuovi file audio wave. In pratica ho creato uno di quei CD fake che giravano su eBay o nei banchetti improvvisati dei "vu' cumprà", ottenuti a partire da MP3 scaricati da eMule e simili. Bisogna quindi verificare se AccurateRip si accorge della differenza e nel caso come.
La risposta è che se ne accorge, rileva le differenze, ma la comunicazione che ne da' è piuttosto "soft". Il messaggio di errore su tutte le tracce infatti è "minor problems - track converted succesfully", aggiungendo però "does not match". Quindi ragiona così:
  • no problems occurred - Accuretely ripped - confidence: xxx: il confronto statistico con gli album di riferimento è andato a buon fine, e viene fornito anche il livello di confidenza della verifica effettuata
  • minor problems, match found after x attempts : il confronto è andato a buon fine ma non al primo colpo, ha dovuto effettuare più letture (di solito per CRC mismatch), ma alla fine ha trovato altri trasferimenti nel suo DB identici bit a bit
  • minor problems - Not accurate - no matches found: il confronto NON è andato a buon fine, nessun file nel DB risulta uguale a quello creato ma il trasferimento è comunque completato, il file audio è ascoltabile
  • major problems: impossibile trasferire, il file audio non viene creato.
La "confidenza" fornisce un'altra informazione interessante: il numero di corrispondenze sul DB, ovvero di brani musicali che dopo il ripping presentano la stessa identica sequenza di bit. La verifica si ferma a 200 e per album celebri e molto venduti come quello usato per il test viene di solito raggiunto questo limite. Per album meno diffusi invece si può avere una confidenza molto minore, anche inferiore a 10. Come per l'album della organista jazz Rhoda Scott di cui è mostrato un esempio di ripping negli allegati.

L'esito del ripping con Foobar2000 del disco fake. File Wav ma ottenuti
da originali compressi in MP3 a 190Kbps
Il confronto con UltraCompare Professional mostra le notevoli
differenze a livello di sequenza di bit tra il file originale (a sinsitra)
e quello "fake" ottenuto con la doppia conversione
4) EAC è in grado di individuare un file audio diverso dal master?
Non rimane che fare la stessa prova con l'album fake usando l'altro prodotto di ripping alternativo. Dato che nel test con AccurateRip ho adottato il livello di controllo standard e non quello "paranoid" anche qui faccio lo stesso. Ovviamente, disabilito anche la opzione AccurateRip altrimenti i risultati dovrebbero essere identici, almeno in teoria.

I risultati però sono stati abbastanza sorprendenti, nel senso che EAC non ha mai riconosciuto i file sicuramente diversi dall'originale perché passati per una compressione MP3.
In modalità standard il risultato era "copia corretta", in modalità "paranoid" idem, e anche abilitando il flag "usa AccurateRip" con questo lettore EAC non faceva una piega, come il palo della banda dell'Ortiga nella vecchia canzone di Jannacci.
Aggiungo in fondo al post anche l'immagine dei parametri che ho settato nel caso che qualche visitatore del blog esperto di questa applicazione possa individuare cosa mancava per consentirgli di individuare file audio non corretti. Ma forse è proprio la logica che è diversa: punta a controllare l'esito della operazione di trasferimento più che la identità con il master.
Qualunque sia la spiegazione, sta di fatto che di default, quindi senza richiedere sforzi interpretativi e lettura di manuali in inglese, EAC opera in questo modo.



Conclusioni
Dopo questa analisi ancora più approfondita le conclusioni rimangono sostanzialmente le stesse:
  • chi privilegia la comodità e considera il suo tempo prezioso può utilizzare tranquillamente iTunes; i CD che presentano problemi sono molto rari e la correzione di errore raggiunge sempre il risultato; le deviazioni, ammesso che abbiano un reale effetto all'ascolto, sono casi sporadici
  • chi vuole essere proprio sicuro può utilizzare Foobar2000 con la opzione AccurateRip; tutto gratuito e ragionevolmente veloce, dovrà solo trattare o eventualmente scartare quei pochi brani o album con risultato "does not match" 
  • EAC non sembra dare alcun vantaggio, è più complicato nell'uso e anche più lento e non pare scoprire né file audio sicuramente diversi né troppo danneggiati.
I test per immagini
Come sempre ecco una serie di videate ad illustrazione dei test effettuati.

Confronto con UltraCompare dello stesso brano proveniente da due copie
diverse del CD, entrambe trasferite con Foobar2000: identiche
(ma, attenzione: dopo il trasferimento in Wav)
A differenza di Foobar2000, EAC non individua differenze tra le due copie
del CD


Il trasferimento della prima delle due copie si completa senza errori.
A differenza di quella del primo CD, come mostrato sopra


I trasferimenti dei file campione con Foobar2000 e EAC presentano lievi
ma trascurabili differenze


Per finire, per visitatori esperti, i parametri adottati per EAC e per l'unità di lettura


Parametri non sufficienti a quanto si è visto, per individuare i file audio fake creati.
Se qualche attento visitatore individua eventuali settaggi più stringenti
lo può comunicare nei commenti.


Un esempio di verifica con AccurateRip di un album non molto noto. Un concerto della
organista jazz Rhoda Scott registrato a Parigi. L'applicazione AccurateRip trova in questo
caso 4 corrispondenze, con ogni probabilità i dati nel DB sono molto pochi.








lunedì 4 novembre 2013

Le major ci riprovano con l'alta definizione

Ci riprovano, ma a modo loro, proponendo ancora un altro nuovo-vecchio supporto fisico, il Pure Audio Blu Ray, di cui in realtà abbiamo parlato due anni e mezzo fa, ma allora era proposto solo da alcune piccole etichette di classica specializzate in HD come la 2L.
Ora, dal 15 ottobre con lancio mondiale tramite Amazon, il nuovo tentativo di proporre l'alta definizione al grande o quasi grande pubblico.



Nulla di nuovo in realtà
Grande enfasi nella presentazione (vedi le immagini dal sito di Amazon): "every music's lover dream" ma su Blu Ray si trovano le ristampe di dischi già usciti in genere su SACD o DVD-Audio e di solito anche disponibili su HDTracks, con la stessa qualità del DVD-Audio di 10 anni fa (del tutto sufficiente peraltro), quindi a 24 bit e 96KHz (quasi sempre). Nel pannello pubblicitario si enfatizza la durata del supporto BD (7 ore contro i 72' del CD) ma poi le offerte disponibili sono tutte di album storici ben sotto i 72', e senza bonus o altro (vedi sotto), e niente multicanale, almeno sui titoli pubblicizzati col lancio. Unico plus rispetto al DVD Audio la possibilità di scaricare i contenuti in FLAC (non si sa se in HD o SD). Tutto il resto è in meno, ma il prezzo è sempre lo stesso, circa 20 €. Anche un poco superiore a quello su HDTracks (18$). Pura fuffa marketing l'enfasi sui 144 dB di dinamica contro i 96 dB del CD (magari ci fossero almeno questi, o anche meno).




Il target è sempre il solito
Adulti over 40 (o 50, ormai) disposti a ricomprare sempre gli stessi dischi in formati diversi per cercarvi sfumature prima mai sentite. Lo si capisce dalla scelta degli album per il lancio, come si vede nelle immagini seguenti. Adulti con disponibilità economiche, che in più hanno già in casa un lettore Blu Ray e sono convinti che la differenza la faccia il formato del supporto e non il DAC che converte da digitale in analogico.
Altrimenti non si capirebbe il motivo dell'acquisto. Il trasferimento da supporto ottico non può migliorare la riproduzione, solo peggiorarla se tutto non è perfetto e, a meno di modelli top, un buon DAC esterno specializzato fornirà prestazioni superiori di quello incluso in un lettore BD commerciale. Se il motivo è poi maneggiare un bell'oggetto invece che file immateriali, c'è il vinile che a un costo più o meno uguale fornisce sensazioni molto superiori. E fa anche più scena.
Per il popolo e per i giovani nella strategia delle major rimangono il CD, finché qualcuno lo compra, e la musica compressa.




Nei negozi per ora nessuna traccia
Un nuovo formato così promettente a leggere gli annunci dovrebbe essere in evidenza nei negozi di dischi superstiti. Ma così non è. Sono stato negli scorsi giorni, periodo post annuncio, in due grandi negozi di Roma ancora super forniti (Feltrinelli Galleria Alberto Sordi e Discoteche Laziali) e continuava a non esserci nulla che fosse in relazione con l'alta definizione. Neanche i SACD di classica che pure sono in produzione e che si dovrebbe pensare che siano un punto di forza nell'ampio settore dedicato a questo genere. Ma mi risulta che queste piccole etichette (come la BIS) non siano nenache distribuite regolarmente in Italia. Le major come noto sono invece assenti nell'HD.
Nei due negozi però era in espansione il settore dedicato al vinile (anche nuovi titoli).

Politiche di vendita differenti per vari paesi
Altra tradizione delle major rispettata, come l'obiettivo di riportare prima o poi il prezzo di vendita di un album a 20 € (o $ o £) è il differente trattamento dei clienti, pur nel mondo globalizzato e unificato di Internet. Alcuni titoli infatti su Amazon UK sono a 10,75 $ (es. Breakfast in America) mentre in Italia si tenta di mantenere il prezzo fisso a 19,99.




In sintesi ...
Non sarà un successo. Ma non ci rimetteranno. Le linee di produzione per i BD già ci sono per il cinema anzi sono sotto utilizzate perché il BD è già in calo (vedi il successo di Netflix in USA e dello streaming per l'home cinema). I titoli proposti sono classici già super ammortizzati e quindi anche se le vendite non saranno molte saranno profittevoli. A maggior ragione evitando il canale distributivo dei negozi.

Il contenuto dei dischi
Per finire i dati tecnici di due titoli scelti tra quelli di lancio. Ricavati da un altro sito perché Amazon.It non li fornisce (qualcosa di più, ma non tutto su Amazon UK, il target non sono gli audiofili, evidentemente).

Getz Gilberto - Stan Gets & Joao Gilberto (Verve)

Features:• Blu-ray - Audio Only
• High-Fidelity Pure Audio
• Playable on Blu-Ray player or PS3 console
• Audio taken from original master tapes and delivered in 24bit/96 khz
• 2.0 DTS, Dolby TruHD and PCM Mixes
• Limited time voucher for digital download of the album in FLAC Lossless and MP3 format

Selections:
1. The Girl From Ipanema
2. Doralice
3. Para Machuchar Meu Coracao
4. Desafinado
5. Corcovado (Quiet Nights Of Quiet Stars)
6. Só Danço Samba
7. O Grande Amor
8. Vivo Sonhando
9. The Girl From Ipanema
10. Corcovado (Quiet Nights Of Quiet Stars)     

Features:• Blu-ray - Audio Only
• High-Fidelity Pure Audio
• Playable on Blu-Ray player or PS3 console
• Audio taken from original master tapes and delivered in 24bit/96 khz
• 2.0 DTS, Dolby TruHD and PCM Mixes
• Limited time voucher for digital download of the album in FLAC Lossless and MP3 format

Beethoven - Sinfonie 5 e 7 - Carlos Kleiber (Deutsche Grammophon)Musicians:
Wiener Philharmoniker
Carlos Kleiber, conductor

Selections:
Ludwig van Beethoven
Symphony No. 5 in C minor, Op. 67

1. Allegro con brio
2. Andante con moto
3. Allegro
4. Allegro

Symphony No. 7 in A, Op. 92
5. 1. Poco sostenuto - Vivace
6. 2. Allegretto
7. 3. Presto - Assai meno presto
8. 4. Allegro con brio     

domenica 20 ottobre 2013

Ripping per tutti

A giudicare dalle email che arrivano alla rubrica della posta di Musica & Memoria una delle preoccupazioni principali di chi si accinge a passare alla musica liquida è il trasferimento della propria, spesso cospicua, libreria musicale su CD.

Si confrontano due scuole: quella che ritiene che un lettore CD di un computer è un componente tecnologicamente evoluto, in grado di leggere correttamente dati e programmi per computer (altrimenti servirebbe a poco), e che la correttezza della operazione lettura è dimostrata dal fatto che un programma per PC se ha qualche byte fuori posto non funziona più. L'altra scuola invece pone la massima attenzione alla correzione di errori, che ovviamente garantisce quanto sopra, e ai suoi nefasti effetti (o presunti tali) sull'ascolto.
Provo temerariamente a fare un po' di chiarezza, allo scopo soprattutto di abbassare la criticità e lo stress attribuito a questa operazione.

Cominciamo dal CD
Questo supporto figlio di un'altra era tecnologica è stato progettato per distribuire file audio musicali (e in seconda battuta dati) con basso costo. Quindi per funzionare anche con lettori o supporti in condizioni non perfette e il dischetto doveva inoltre, a regime, costare poco. Le soluzioni adottate sono state l'inserimento di un efficace sistema di correzione di errori e l'adozione di un supporto stampabile. Il CD viene infatti stampato, non inciso, e questo processo non garantisce la identità al 100% col master (non lo garantirebbe neanche la masterizzatore) e tutto funziona grazie alla correzione di errore. Che non è una novità, ed è ovviamente presente anche nei dischi rigidi dei PC.

La correzione di errore
Non voglio fare qui una trattazione sui sistemi di correzione di errore, si può approfondire su varie fonti in internet. Vediamo invece perché dovrebbe avere effetto sulla musica. Si tratta come noto di una serie di informazioni aggiunte al file musicale, che consentono al software che si occupa della lettura non solo di verificare se la sequenza di bit letti non corrisponde a quella originale, ma anche di ripristinare la sequenza originale, fino ad un certo livello di alterazioni. Quale livello? Zone alterate troppo estese, quelle di cui ci accorgiamo in lettura con un clic o con il suono con procede o con la lettura che si blocca.

In tutti gli altri casi dell'intervento di correzione non ce ne accorgiamo, la musica fluisce senza interruzioni e apparentemente senza alterazioni. Apparentemente ...  ma le alterazioni ci sono e sono percepibili con un impianto di livello adeguato, oppure no? È opinione comune che ci siano e possano degradare l'ascolto anche se non in modo evidente, soprattutto a causa di ritardi minimi dovuti al processo di correzione che producono un aumento della distorsione nel dominio del tempo chiamata jitter e molto citata come uno dei difetti principali dell'audio digitale.
Ma questo avviene ascoltando un CD Audio con un lettore CD, in modo tradizionale. Noi invece ascoltiamo seguendo un processo diverso. Stiamo trasferendo il contenuto del CD audio su normali file da computer che poi saranno utilizzati come dati di input per un programma informatico, che chiamiamo media player (che sia Foobar2000 o iTunes o altri) da memoria fisica a memoria di lavoro, con un livello di possibili errori di molti ordini di grandezza inferiore. Difatti, come abbiamo già detto, quel PC nel quale dati di input o istruzioni di programmi arrivassero all'unità centrale, alla CPU, alterati, non funzionerebbe correttamente già da un bel po' e per tutte le altre sue funzioni.

Seguiamo allora, per chiarirci le idee, questo processo
All'origine abbiamo un CD audio che, è importante ricordarlo, non è un CD dati (CD-R) ha una organizzazione diversa, a settori (vedi Wikipedia per i dettagli) e difatti da PC non lo "vediamo" come insieme di file gestibili dal file system del PC, ma come una serie di "tracks".
Il nostro ripper, che sia foobar2000, iTunes, DBpowerAmp o altri, legge le tracce e le trasforma una per una in un file audio, per esempio in formato WAV, non compresso, il formato standard per l'audio digitale in codifica PCM, oppure ALAC se abbiamo usato iTunes e/o vogliamo mantenere i tag.

Nel farlo utilizza ovviamente il sistema di correzione di errore e quindi le informazioni ridondanti presenti sul CD, che consentono di individuare eventuali anomalie di lettura o di stampaggio e di ricreare un file audio senza errori. Se in questa fase si crea ad esempio jitter non ce ne importa nulla perché non stiamo ascoltando il CD.

A questo punto abbiamo una serie di file audio che il nostro media player leggerà, come abbiamo già detto, senza problemi e senza alterazioni e quindi potremmo vivere sereni e felici senza preoccuparci di altro.


Invece, come al solito, non è così perché non possiamo essere sicuri che il ripristino dell'audio originale abbia ricreato esattamente l'audio originale. Ha ricreato un file audio che non manda in errore il media player, certamente, ma nel ripristino, se l'errore era esteso, potrebbe non aver potuto recuperare esattamente la sequenza di bit originale.

Anche se difficilmente lo potremmo avvertire all'ascolto questa eventualità non ci farebbe dormire e quindi la vorremmo evitare, vorremmo una copia esatta dell'audio originale.

Le alternative per la copia esatta dell'originale
Proprio Exact Audio Copy o EAC si chiama il più popolare programma che fa questo mestiere. Ci avverte se la correzione di errore è stata attivata oltre a una certa soglia. La soglia la dobbiamo decidere noi in base ad una serie di parametri di configurazione. Quelli di default sono orientati ad una acquisizione veloce e senza problemi, ma si può richiedere che la estrazione si blocchi se il tempo è superiore al previsto di un tot di volte, che la qualità del recupero sia alta (di default è media) o impostare la modalità di lettura da "sicura" a "paranoid". Le prime due sono opzioni di EAC, le seconde dell'unità di lettura, ma per approfondire tutte le possibilità di configurazione è necessario leggere il manuale su wiki.hydrogenaudio.org.

Il sistema alternativo si chiama AccurateRip. è stato messo a punto per il controllo errori in stampaggio negli stabilimenti di produzione CD e usa un criterio probabilistico che, come tutti i metodi probabilistici, funziona nella maggior parte dei casi, con tendenza al 100% asintotico al crescere del campione. In pratica, oltre alla correzione di errore prevista dal CD, esegue verifiche (checksum) a intervalli regolari su porzioni di disco in lettura e le confronta con i checksum allo stesso punto in altri ripping precedenti. Tutti i controlli effettuati vengono infatti archiviati in un DB centrale e anche il nostro si aggiungerà a quelli già esistenti.

Se risulterà identico a quelli esistenti e questi sono in buon numero i casi sono due: la ricostruzione (anche dopo eventuale correzione errore) è esatta oppure in tutti i casi si è verificato lo stesso medesimo errore. Questa seconda eventualità è già molto improbabile se i dischi uguali nel DB sono pochi e diventa velocemente nulla se sono molti. Come è nella grande maggioranza dei casi. Se non risulta identica il sistema ripete la lettura per tentare di avere un risultato compatibile, se non ci riesce dopo un certo numero di tentativi, ma il file è stato comunque ripristinato ed e ascoltabile lo dichiara trasferito con "minor problems" (altrimenti saranno, evidentemente, "major problems", alias brano non trasferito e ce ne accorgeremo per forza).

Esperienza pratica 1: Foobar2000 + AccurateRip
Ho trasferito sinora, a piccole quantità alla volta, oltre 500 album e quindi posso avere una idea di quanto siano frequenti i problemi di ripping. Ho utilizzato il sistema AccurateRip incluso in Foobar2000, come descritto nel precedente articolo, ma ho testato anche EAC per completezza.
I CD erano in gran parte nuovi ma in parte non trascurabile usati, acquistati su Amazon da Zoverstock o altri negozi online specializzati. Tutti in buone condizioni ovviamente e trattati bene.
La presenza di problemi, sempre e solo minor problems, è stata piuttosto rara (meno del 5%) ed è stata indipendente dal fatto che il CD fosse nuovo o usato. Anche per album apparentemente rari il confronto si è rilevato quasi sempre possibile. 
Nel caso di minor problems si può procedere verso la presunta perfezione con una serie di azioni ulteriori:
  • impostare sulla unità di lettura la velocità dimezzata
  • pulire accuratamente il dischetto 
  • passare alla conversione file per file, per le sole tracce che sono state convertite con minor problems (una alla volta); non so perché ma con questa azione su Foobar2000 quasi sempre il problema sparisce. 
L'attenta pulizia del dischetto è stata anche l'azione correttiva per gli unici casi di major problems rilevati, che erano sempre la impossibilità di leggere il CD, quindi probabilmente la impossibilità di leggere la TOC (table of contents).
In sintesi si riesce a trasferire un CD in 10-15' in media con una buona confidenza che sia stata fatta la migliore conversione possibile. 

L'esperienza con EAC
E' stata invece piuttosto sorprendente. Mi aspettavo che fosse un programma "schizzinoso" e trovasse problemi sui CD che ho usato come test, scegliendoli ovviamente tra quelli che erano stati diagnosticati con minor problems da AccurateRip. Invece la conversione si completava sempre senza errori, con confidenza vicino al 100%. Allora ho provato ad utilizzare CD meno tenuti bene, andandoli a cercare tra quelli di mia figlia, che quando li usava (ormai è passata a Spotify e prima ancora usava solo iPod e iTunes) ne faceva un uso, diciamo, più libero. Anche scegliendo i più disastrati con graffi e simili, e addirittura copie piratate, per EAC andava sempre bene tutto. Allora ho settato tutti i parametri ai criteri più stringenti, inclusa la misteriosa modalità "paranoid", ma il risultato era sempre una conversione senza errori. Merito forse del lettore del mio notebook, forse di qualche altro parametro nascosto. Gli stessi album peraltro venivano letti anche da Foobar2000 al peggio con minor problems.

Ho dovuto quindi passare alle maniere forti e rigare qualche CD duplicato.

Il CD sacrificato è stato in particolare Laundry Service di Shakira, risalente alla fase pre-adolescenziale di mia figlia. Una incisione con le forbici nella parte centrale e finalmente, anche se su un brano solo, anche per EAC c'era qualcosa che non andava. Solo però impostando "salta la traccia in caso di errori", altrimenti comunque la correzione di errore riusciva a recuperare il contenuto. A conferma che il CD era stato progettato proprio per questo.
Il log però non riporta nessuna particolare informazione sul tipo di errore rilevato o sulle modalità di rilevazione, solo un generico messaggio di errore "copia annullata".

(Se qualche visitatore riesce a generare un log con errori più dettagliati e ce lo invia farebbe cosa gradita per completare questa analisi. Nella documentazione presente in rete non ho trovato molto di più al riguardo).

Riprovato il dischetto rigato anche su Foobar2000 con AccurateRip il risultato è stato il medesimo: conversione effettuata ma senza la conferma del "march" con i checksum. Come peraltro già avveniva per le altre tracce non difettate su questa copia già molto scadente (piratata). Un poco più estese le informazioni in questo caso.

Esperienza 3: l'import di iTunes
Per impiegare meno tempo in certi casi ho utilizzato un sistema alternativo semplicissimo e che anzi si propone di solito automaticamente: l'import di iTunes. Anche in questo caso è possibile configurare l'acquisizione con controllo errori. Un controllo che appare molto blando perché ha sempre iTunes "digerito" tutto e senza problemi, e anche con tempi molto ridotti rispetto a Foobar2000 con AccurateRip. L'ho quindi usato quando trovavo problemi di qualche tipo e il CD non giustificava il tempo occorrente per arrivare alla conversione tendente alla perfezione.

Se tutto il resto non funziona?
Come premesso, sinora non mi è mai capitato che la conversione non vada a buon fine. Il merito è probabilmente da attribuire alla correzione di errori effettuata dall'unità di lettura inserita nel mio notebook Sony Vaio (una unità BD/DVD Pioneer BD-ROM BDC-TD03) come penso che avvenga per tutte le unità di ultima generazione. Consideriamo infatti che le tolleranze di lettura per DVD e ancor più per Blu Ray sono molto più stringenti che quelle per i CD.
Dall'analisi appena descritta la soluzione nel caso che un brano non sia acquisibile neanche con i rimedi indicati prima è molto semplice: si tratta di abbassare il livello di controllo, cosa fattibile sia in EAC sia con Foonbar2000 (dove si può disabilitare il controllo con AccurateRip). Oppure rinunciare.

In sintesi
Gli ulteriori test hanno confermato che Foobar2000 con AccurateRip è la soluzione di compromesso migliore per chi vuole ottenere un buon risultato di ripping, anzi vicino alla perfezione, senza dover studiare i complicati parametri di EAC, che peraltro include, volendo, anche il controllo con AccurateRip. EAC è gratuito come Foobar2000 e ha prestazioni simili, quindi può essere una alternativa comunque praticabile per chi si ritrovi meglio con questo prodotto.

Videate e log dei test effettuati
Come al solito una serie di videate a commento dei test effettuati.

1) Così si presenta EAC. Il riconoscimento automatico del CD bisogna abilitarlo, altrimenti si deve procedere manualmente




2. EAC al lavoro, in verifica delle tracce. Notare il piccolo riquadro che mostra il numero di interventi della correzione di errore.




3. Il log di EAC

Exact Audio Copy V1.0 beta 3 from 29. August 2011
File di log EAC per l'estrazione del 18. Ottobre 2013, 23:40
Neil Young & Crazy Horse / Everybody Knows This Is Nowhere
Unità predefinita : PIONEER BD-ROM  BDC-TD03   Adapter: 0  ID: 1

Modalità di lettura       : Sicura
Utilizza lettura accurata : Sì
Disattiva cache audio     : Sì
Rileva errori lettura C2  : No

Correzione offset di lettura                         : 667
Compensa lettura nel Lead-In e nel Lead-Out          : No
Riempi sample offset mancanti con silenzio           : Sì
Rimuovi blocchi di silenzio ad inizio e fine traccia : No
Usa i sample nulli nel calcolo CRC                   : Sì
Interfaccia usata                                    : Interfaccia nativa Win32 Per Windows XP/Vista/Win 7
Gestione Gap                                         : Non rilevato, così aggiunto a traccia precedente

Effettua un'estrazione solo di prova


TOC del CD estratto

     Traccia |  Inizio  | Lunghezza | Inizio settore | Fine settore 
    ----------------------------------------------------------------
         1   |  0:00.32 |   3:00.18 |         32     |     13549    
         2   |  3:00.50 |   2:28.55 |      13550     |     24704    
         3   |  5:29.30 |   5:53.50 |      24705     |     51229    
         4   | 11:23.05 |   9:16.70 |      51230     |     92999    
         5   | 20:40.00 |   4:07.00 |      93000     |    111524    
         6   | 24:47.00 |   5:36.07 |     111525     |    136731    
         7   | 30:23.07 |  10:06.55 |     136732     |    182236    


Traccia  1

     Nome file 01. Neil Young & Crazy Horse - Cinnamon Girl.wav

     Livello di picco 89.4 %
     Velocità estrazione 2.1 X
     Qualità traccia 99.9 %
     Verifica CRC 18BB3D2A
     Estratta accuratamente (Confidence 28)  [B61D45EA]  (AR v2)
     Copia corretta

sabato 12 ottobre 2013

Linn Longue a Roma

La scorsa settimana un nuovo evento della iniziativa Linn Longue, ospitato dal noto negozio di strumenti musicali e alta fedeltà Cherubini di Roma, ha fornito la opportunità di ascoltare due componenti di fascia alta della Linn (ovviamente). Il tema del pomeriggio era la produzione dei Beatles, nella edizione rimasterizzata e distribuita a 24 bit pochi anni fa. Come in altre occasioni era previsto anche un percorso storico e critico sul più celebre gruppo musicale degli ultimi decenni, a cura del noto giornalista musicale John Vignola. Ma in questa occasione, che era una data aggiunta per il notevole numero di prenotazioni, per un contrattempo non è potuto esserci (peccato, è sempre molto interessante) e quindi tutto il tempo è stato impiegato per gli ascolti.


I componenti proposti erano un network music player, il modello Akurate DSM, e due diffusori attivi, gli Akurate Akubarik (immagine a destra); i file audio erano archiviati sul NAS del negozio ed erano in formato HD (o quasi) 24 bit e 44.1 KHz e l'impianto era comandato con un iPad sul quale era installata una app dedicata della Linn.

Non mi dilungo sulle caratteristiche dei due apparati, che si possono consultare facilmente sul sito della Linn. Particolarmente interessante l'ascolto delle casse attive, una tecnologia che fornisce grandi vantaggi, a cui ho dedicato un post qualche tempo fa, e che non è frequente poter verificare dal vivo.

L'attesa del giornalista, piuttosto prolungata, ha consentito di fare anche qualche ascolto a confronto con gli impianti presenti, in particolare ho potuto ascoltare con altri 3-4 appassionati un notevole impianto di categoria top, con diffusori Wind design della Totem Acoustic e un sistema di amplificazione a quattro telai (!) delle dimensioni di una lavastoviglie (ma più pesante, penso) della inglese Exposure. Audio sempre liquido tramite PC + DAC.
Qui abbiamo ascoltato Something da Abbey Road con un risultato veramente convincente. È chiaro che non è il tipo di registrazione più adatta per un test ma la voce, la dinamica e la correttezza timbrica erano di elevato livello, come peraltro è lecito attendersi da un impianto top a questi livelli di prezzo; soprattutto si apprezzava la capacità dell'impianto, delle casse soprattutto, di sparire dal palcoscenico immaginario.

La presentazione dell'impianto liquido "minimale" (due soli componenti) è poi iniziato con alcune scelte dal repertorio dei Beatles che volevano anche dimostrare come il remastering e il trasferimento in (quasi) HD consentissero di scoprire "i Beatles come non li avete mai sentiti". Alcuni ascolti come I Love Her, Let It Be o Get Back effettivamente mostravano una gamma di frequenza ben estesa, ottima individuazione di strumenti e voce, bassa distorsione ed elevata dinamica. Su sollecitazione di una giovane partecipante alla dimostrazione è stato anche selezionato un brano di maggiore impatto, l 'anticipazione dell'hard rock con la geniale Helter Skelter di Paul, e anche qui l'effetto è stato "impressive" come direbbero gli inglesi.

Altre registrazioni dimostravano però la importanza non eludibile del master originale. Ad esempio Help!, una delle canzoni più belle e importanti del gruppo, era a un livello inferiore, con un suono leggermente meno definito, impastato direi.


Per verificare almeno in parte la presunta eccellenza del remastering il giorno dopo (quindi a distanza e con tutti i limiti del caso, e su un diverso impianto) ho riascoltato gli stessi brani sul mio impianto, da vinile. Devo dire che Let It Be dalla edizione recente "naked" e su vinile di alta qualità non sfigurava affatto, non sembrava di perdere qualcosa. Ma anche Help! di cui ho solo una stampa italiana anni '70, certamente non al top, non risolveva i problemi verificati nell'ascolto al Linn Longue. Insomma buone edizioni, da avere per chi non le ha, ma sconsiglierei chi ha già i vinili in buone condizioni e di buona qualità di procurarsele.

Una seconda parte dell'incontro ha riguardato le possibilità operative del music server. Che può fare anche da pre su più ingressi (anche video) e inoltre, supportando il protocollo Apple AirPlay, consente di ricevere e riprodurre anche contenuti audio da iPhone o iPad. Sono stati sollecitati i presenti e anche io ho provato l'ascolto sull'impianto da una playlist Spotify (già scaricate in locale, in questo caso). La mia scelta è caduta su una cantante new jazz coreana attiva un Francia, Youn Sun Nah, scoperta devo dire grazie alla sezione musicale di Audio Review, una musicista che trovo molto gradevole e originale. Audio compresso ma di alta qualità (Ogg Vorbis 320K), l'ascolto era molto buono. Anche altri presenti hanno veicolato dai loro iPhone musica soprattutto rock.


Resta da dire dell'ascolto a distanza di Something su quest'altro impianto, che ovviamente ho chiesto, e dopo questa parte è stato fatto. Un ascolto diverso, parere condiviso anche da altri presenti, nel quale l'impianto Linn metteva in luce soprattutto la notevole capacità dinamica, senza evidenziare nessuna apprezzabile carenza. Pur se filtrato dal confronto a memoria alcune caratteristiche di naturalezza particolare del suono, apprezzate in precedenza, restavano però appannaggio dell'impianto top. Che peraltro ha un costo che è circa il doppio, e la differenza in valore assoluto non è poca.

In conclusione le casse attive si confermano una soluzione che garantisce bassa distorsione ed elevata dinamica, due parametri fondamentali nell'alta fedeltà, consentendo anche di comporre un impianto con molta maggiore semplicità e meno impegno, lasciando più tempo alla musica, il che non guasta. Una soluzione che probabilmente avrà sviluppi interessanti. Si conferma anche che la Linn, avendo iniziato prima degli altri a credere nella musica liquida, ha conquistato e mantiene un vantaggio notevole. Peccato che i prezzi continuino a restare piuttosto elevati, anche per i componenti entry level (si fa per dire).