domenica 24 aprile 2011

Archiviare per genere musicale

Chiunque ha molti dischi si è dovuto porre prima o poi il problema di archiviarli. Non tanto per esigenza astratta di ordine, ma semplicemente per ritrovarli, oltre la soglia di memorizzazione "a vista" di ciascuno (100 dischi? 500 dischi?). Qualcuno ingenuamente punta alla soluzione più semplice: l'ordine alfabetico per autore. Il problema, almeno con i supporti fisici, è che se si comprano 2 o 3 nuovi CD, poniamo, di Aretha Franklin, bisogna spostarli quasi tutti o quasi.
Per questo di solito si suddivide l'insieme degli album per generi, in modo che per ciascuno ci siano 50 o 100 unità, e si possano gestire più facilmente gli inserimenti.
Per i generi più consolidati, la musica classica, il jazz, il reggae, il progressive, la individuazione non è troppo difficile. Ma quali generi possiamo usare per classificare la musica "moderna", quella che potremmo chiamare pop-rock , in una fase nella quale si mischiano sempre di più le influenze, e il genere predominante sembra diventare il "crossover"?

Una classificazione per stile e ascolto
Cercando "generi musicali" su wikipedia si possono consultare elenchi con centinaia di generi, dai confini però piuttosto incerti. Ma anche su quelli più normalmente usati mi sorgono dubbi di fondo di difficile soluzione: Il rock diventa pop quando vende molto? (es. Coldplay). L’alternative (o avanguardia) è rock che però è poco conosciuto? Quando è lento è pop e quando c’è il “beat” è rock? Allora nello stesso album di un musicista rock si trova anche del pop? Come si fa di preciso a riconoscere un album "grunge" da un album rock? O la "new wave", da cosa è caratterizzata?

Per la musica moderna propongo invece una sistematizzazione più semplice, non "culturale", ma basata sullo stile della musica, partendo da alcuni criteri di base:
Acustica ßà Elettronica
Strumentale ßà Cantata
Ritmica ß à Melodica

Sono questi gli elementi che indirizzano maggiormente il “desiderio di ascolto”. Oggi mi va di sentire … una musica che da’ energia, che mi trascina … una musica raffinata, che mi fa pensare a serate eleganti o a situazioni fuori dal tempo … una musica rilassata, che mi accarezza le orecchie … una musica per musicisti, da ascoltare con attenzione per coglierne i particolari …?
Sarà questo il criterio più comodo da utilizzare: cosa mi va di ascoltare oggi? E ci dirigiamo in una parte della discoteca (virtuale o reale) per farci venire una idea.
Bisogna però prima prendere in considerazione altri due elementi che potremmo usare per una classificazione.

L'elemento tempo
Ha senso raggruppare la musica per epoche? Dividere il rock classico da quello posteriore? I Beatles dagli Oasis? E' una classificazione che nasce spontanea. Ma a mio parere ora non ha senso. Aveva senso negli anni '70, o prima, quando la musica del decennio precedente veniva definitivamente archiviata. Ora che viene continuamente citata, e che quindi rimane viva, conviene raggrupparla assieme.

L'elemento geografia o lingua
Mettere assieme il rock americano e inglese o lasciarli separati? Raggruppare il progressive italiano con il progressive inglese? Qui lascerei una suddivisione solo in base alla lingua, o meglio alla lingua conosciuta da chi ascolta (ma in famiglia potrebbe non andare bene per tutti). Sempre con una logica di predisposizione all'ascolto, non è la stessa cosa ascoltare un album di cui si comprendono le parole (e che quindi apprezzeremo anche per i testi, ma che richiederà una attenzione anche a questa dimensione) ed un altro del quale sappiamo magari di cosa parla, ma non riusciamo a seguire completamente parola per parola i brani.

Il giudizio implicito
Altre classificazioni includono un giudizio sulla musica, opinabile come tutti i giudizi. La musica colta sarebbe la musica classica o contemporanea; e l'altra cosa sarebbe, musica incolta? O la musica "commerciale", in cosa si differenzia dalla musica rock? Sono classificazioni soggettive, che possono variare in funzioni dei gusti musicali, e abbastanza inutili.

La classificazione della musica moderna
Vediamo subito la classificazione proposta, e poi approfondiamo come può essere individuata la musica per genere, e i possibili sotto-generi che si potranno applicare se gli album di un genere superano i 50 (o altro limite che si vuole applicare).

Club Jazz
Classico
New Jazz
New Folk
Cantato
Strumentale
New Soul
Black
UK / Others
Contemporary Song
Mainstream
Avantgarde


Club Jazz
Strumenti acustici (prevalentemente) / Sempre cantato.
Ritmica variabile e non uniforme come nel rock, andamento musicale derivato dal jazz o dal musical, con un riconoscibile contenuto di "swing" 
Esempi: Diana Krall, Holly Cole, Michael Bublè, …
La differenziazione può essere tra chi introduce varianti significative ai modelli (Sarah Vaughan, Billie Holiday, Frank Sinatra, ecc.) e chi invece li cita esplicitamente.

New Folk
Strumenti acustici (prevalentemente)
Solitamente senza batteria, strumento maggiormente caratterizzante la chitarra acustica, influenze blues, country o musiche popolari di vari paesi, ritmo moderato
Esempi: Emiliana Torrini, Eva Cassidy, Katie Melua, Norah Jones, Devandra Banhart, Kings Of Convenience, Jack Johnson, ma anche Penguin Cafè Orchestra, Pentangle, Incredible String Band, Belle & Sebastian ... e gli iniziatori del genere: Simon & Garfunkel, Joni Mitchell, ...

New Soul
Strumenti elettrici e fiati, sempre batteria / Sempre cantato
Elemento caratterizzante i fiati (sax e tromba), riprende gli esempi musicali R&B e soul degli anni '60, e anche a volte elementi di rap o addirittura di hip-hop, ma può anche pendere dal lato del pop. E' quella che molti chiamano semplicemente "black".
Esempi: Amy Winehouse, Adele, Joss Stone, Erykah Badu, John Legend, Alicia Keys, ...
la ulteriore suddivisione qui può essere per geografia


Contemporary Song
Sulla stessa base ritmica del rock e con gli stessi strumenti, aggiungendo solo (ma non sempre) una dose più elevata di melodia, c'è tutta la canzone moderna, da quella scritta con puri intenti commerciali, a quella che aspira alla poesia. Non volendo sezionare l'archivio per giudizio di valore in questa sezione andrebbe tutto il rock proposto da un cantante o una cantante che "non ha un gruppo rock" stabile, che segue la "forma canzone" sia negli album sia nei concerti, che non insegue lunghe suite od assoli dei vari strumenti ma mette al centro la canzone e il suo testo, ma che insegue l'energia del rock.
Esempi: Elton John , Billy Joel, Van Morrison, Amy MacDonald, Dido, Madonna, ... ma anche Bob Dylan o Leonard Cohen
La suddivisione ulteriore può essere basata anche qui sugli elementi di originalità o di adesione ad un modello, che danno conto anche degli obiettivi dell'autore / interprete. Oppure, se si preferisce un criterio più oggettivo, per area geografica.

In questi quattro segmenti si riesce a suddividere tutta la musica occidentale del nostro tempo, i confini certo non sono sempre netti, soprattutto per i sotto generi, e conviene quindi, se gli album non sono veramente tanti, organizzarli al secondo livello semplicemente per autore / interprete.

I generi tradizionali
Oltre a questi si potranno utilizzare poi i generi più codificati e più facili da individuare, la cui consistenza varierà in funzione dei gusti del proprietario della discoteca. Anche qui proponiamo una suddivisione per sotto-generi o sotto-classificazioni per il caso che gli album siano molto numerosi.

Rock
USA / UK
Rest Of The World
Jazz
(Strumenti)

Soul / R&B
(Autore/Interprete)

Reggae
Jamaica
Rest Of The World
Folk
(Paese)

World
(Paese)

Progressive
(Autore/Interprete)
Contemporary Instrumental
Soundtracks
New Age
MPB
Classica
Contemporanea
Italiana
(Autore/Interprete)

Classica
(Epoca)
(Autore / Forma)

Sono tutti facilmente individuabili. Occorrono solo alcune note per alcuni casi.

Rock
Qui vanno i dischi che vedono all'opera la classica formazione rock: basso, batteria, chitarre elettriche, eventualmente tastiere, interpretata da un gruppo o da un band leader che sia un vero rocker con il suo gruppo.
Il tasso di blues può essere più o meno elevato, il tempo può essere lento o veloce, ma lo stile è quello codificato negli anni '60 da Beatles e Rolling Stones e poi ripreso in infinite varianti sino ad ora. 
Esempi: Beatles, Stones, Cream, Deep Purple, Jefferson Airplane, Neil Young, Bruce Springsteen, Nivana, Pearl Jam, Ben Harper, ...
Include anche il blues rock, anche di solisti (Muddy Waters, BB King, Robert Cray, John Mayall, Dr. John, ...) che è molto affine.
La classificazione proposta a secondo livello è semplicemente per area geografica e lingua. Ma il rock ha di suo sviluppato molti sotto-generi negli ultimi quarant'anni e quindi, in base ai gusti, potranno essere create sotto-sezioni dedicate al blues-rock citato prima, al metal, al grunge, alla new wave, al british rock e così via.

Folk e World
Nel primo caso si intende il folk filologico, quello che vuole recuperare in pieno la tradizione della musica popolare. World è la musica che contamina influenze popolari con il ritmo e gli stili della musica moderna occidentali. In entrambi i casi far precedere la suddivisione per paese a quella per autore / interprete può essere una semplificazione.

Italiana
Essendo l'elemento caratterizzante la lingua, all'interno potrebbe essere riclassificata per tutti o quasi gli altri generi elencati. Come al solito dipende dalla numerosità. Se i numeri sono elevati si possono introdurre altre classificazioni (per esempio per cantautori o gruppi). Altrimenti una suddivisione per autori è sempre la più immediata.

Generi a cavallo
Dove collocare il folk rock o la fusion, ovvero il jazz rock, o il latin rock? O Ben Harper e altri adepti del crossover, è veramente rock, o folk o qualcos'altro? Dipende sempre dal volume e quindi dal peso nella discoteca. Se sono poche unità conviene associarli nel settore più affine (il rock, probabilmente).

L'archivio della media library
Questa suddivisione semplificata ma in grado di poter essere consultata in base ai "desideri" musicali del momento può essere ovviamente applicata anche all'archivio su storage server di una media library per musica liquida. In questo caso gli spostamenti e gli inserimenti sono più agevoli, ma per centinaia di titoli la pura e semplice suddivisione per autore è poo mnemonica, non aiuta a "suggerire" l'album che ci va di ascoltare al momento.

(Nelle immagini, dall'alto: Holly Cole, la Penguin Cafè Orchestra (cover), Jack Johnson, Alicia Keys, Eddie Vedder, Ben Harper)

domenica 17 aprile 2011

Foobar2000 per creare musica liquida

Per chi vuole "liquefare" la propria discoteca e trasferirla su un archivio informatico (disco esterno e di rete che sia), e ha già dischi tradizionali, si pone il problema della conversione in digitale, o "ripping".
E' una attività che può essere complicata a piacere, come si può verificare sul noto sito TNT-Audio, dove quattro successivi articoli sono dedicati ad una esauriente trattazione su tutto quello che occorre fare per trasferire in digitale alla perfezione sorgenti analogici (vinile) o CD.

Poiché occorrono in alcuni casi anche ore di lavoro per un solo LP, in un processo asintotico verso la perfezione, ho già scritto e ripeto qui che, a mio modesto avviso, conviene cercare gli stessi contenuti già digitalizzati. Nel caso di CD però, almeno sul mercato ufficiale non è facile (vedi i post sulla disponibilità effettiva di musica liquida) e quindi un approfondimento sui sistemi per il ripping, almeno da CD a PC, è utile. Anche se non per me, dato che non ho alcuna intenzione di rinunciare alla mia collezione di CD e meno che mai di LP e bobine pre-registrate.

I prodotti che possono servire a questo scopo sono diversi, ma avendo eletto Foobar2000 a media player di riferimento, e facendo questo ottimo oggetto (gratuito) in modo completo ed esauriente anche questo mestiere, perché complicare la configurazione con altri software?

Una conversione accurata
Ma non è una operazione che si può fare automaticamente o quasi in pochi minuti, con prodotti come FreeRip o anche, più semplicemente, con iTunes?
Sì, ma la conversione potrebbe non essere accurata. Imperfezioni nel disco o errori temporanei nel sistema di lettura possono dare luogo a sequenze di bit non identiche a quelle del CD master. Non saranno normalmente udibili in modo evidente, grazie alla correzione di errori prevista dal sistema, ma potrebbero creare un degrado all'ascolto avvertibile con ascolti più accurati o percepibili come "fatica d'ascolto".

Per ovviare a questo fenomeno si possono usare diversi sistemi e software, perfino il confronto con analizzatori di spettro tra i file digitali originali e quelli convertiti. Il più noto software usato per la conversione si chiama proprio Exact Audio Copy (EAC) ed è gratuito anche lui ma, a detta di chi lo usa, la ricerca inesauribile della perfezione può anche richiedere numerosi tentativi e quindi, anche in questo caso, ore di lavoro.

Manteniamoci quindi in una via mediana con l'aiuto di Foobar2000 e dei suoi componenti aggiuntivi. Qualità sì, ma senza diventare paranoici. Siamo alla versione 1.1.5, l'ultima stabile al momento.

Come sempre inseriamo qui la guida passo - passo qui nel seguito e la sequenza di immagini in fondo, per maggiore facilità e scorrevolezza di lettura.

1. Acquisire le informazioni per le tracce dell'album
Il primo passo, dopo aver inserito ovviamente il CD nel lettore, è selezionare File > Open CD. Comparirà un piccolo menu nel quale si deve selezionare "Rip" anziché lo standard "Play". A questo punto potrebbero apparire, oppure no, le informazioni sul CD. Se non è stato scritto con la funzione CD text attivata, non compaiono. Per motivi misteriosi le case discografiche non abilitano mai il CD text e quindi, a meno che non sia un CD "home made", sarà necessario reperire i nomi delle tracce da uno dei DB mondiali nati allo scopo (probabilmente, appunto, perchè gli editori non usano il comodo CD text).

Nello stesso pannello è presente infatti un menu a tendina "Information Lookup", che però alla installazione è in grigio, non attivo. Per attivarlo con l'accesso al più noto DB mondiale di titoli e dati degli album, freedb, deve essere installato un componente aggiuntivo (vedi la mini-guida su Foobar2000 per la installazione di componenti). Non è scaricabile però dalla pagina standard di Foobar ma solo cercandolo in Internet (si chiama foo_freedb2.dll). Per motivi ignoti sul sito di Foobar non c'è più, magari in futuro lo includeranno nella versione base. Per chi voglia evitare la installazione di DLL presi dalla rete l'unica alternativa è un componente che utilizza invece un secondo vasto DB chiamato Discogs. L'aggiornamento (o tagging) però in questo caso è un po' più laborioso.

Vediamo come si fa nei due casi. Se è attivato il lookup con Freedb basta selezionare il tasto Lookup e con la sequenza di comandi File > Open Audio CD > Rip vengono mostrate le informazioni degli album che corrispondono a quello che abbiamo inserito nel lettore. Di solito sono più alternative, corrispondenti a diverse edizioni. Bisogna solo fare attenzione a scegliere quella giusta (con lo stesso numero di canzoni ecc.).

Se non è attivo Information Lookup e usiamo Discogs bisogna prima aggiungere il CD ad una playlist (comando Add To Playlist nel piccolo menu dopo Open Audio CD), selezionare tutte le tracce e poi con il tasto destro selezionare Tagging > Discogs > Write CD. Nel pannello occorrerà inserire a mano il nome dell'artista e il titolo dell'album (in Filter) e compariranno anche qui le varie alternative per l'album. Selezionata quella giusta compariranno le tracce in un altro pannello (avevo detto che era più laborioso) che si potranno acquisire con il pulsante Write. Dopodiché si ritorna al comando Rip.

Se non si trova nulla dopo tutti i tentativi bisognerà pazientemente inserire i dati traccia per traccia.

[Aggiornamento 6/2013: con la versione 1.2 di Foobar2000 la ricerca delle informazioni in rete è stata automatizzata. Bisogna solo controllare che i dati siano corretti, o scegliere il set di informazioni corrette, se ne sono proposte più d'una. Nel caso la ricerca sul primo DB (MusicBrainz) non vada a buon fine o sia incompleta (attenzione al genere e alla data) è ancora disponibile il comando lookup che farà un ulteriore tentativo su freedb]

2. La fase di ripping
Nel successivo pannello si selezionerà il flag Verify with AccurateRip (altrimenti era inutile seguire questa procedura) e il quindi il pulsante Proceed to the Converter Setup Dialog. Usando nel pannello File > Open Audio CD, anziché Rip, e poi l'altro pulsante Drive Setting, si può scegliere il tipo di controllo da fare su disco, scegliendo tra due livelli crescenti: Standard e Paranoid (oppure Disabled, per nessun controllo). Riguardo al secondo livello è evidente dal nome che è lasciato soltanto a chi abbia tanto tempo a disposizione (nel senso che molto probabilmente qualche errore di conversione lo scoprirà).
Due ulteriori parametri che si possono selezionare, sempre dal primo pannello, sono il Drive Offset e la velocità di lettura. Il Drive Offset (slittamento rispetto ad un valore di riferimento) è una caratteristica dei lettori. Allineandolo a quello del riferimento la verifica della correttezza della conversione sarà più precisa. Di default è disabilitato (a zero) ma selezionando Auto può essere ricavata (nella maggioranza dei casi) dal DB di AccurateRip. L'altro pulsante consente invece di leggere a velocità minore, quindi con minore probabilità di ottenere errori (ma mettendoci più tempo).

3. La scelta del formato e dei parametri di conversione
Nel pannello Converter Setup Dialog si potrà selezionare il formato di output e la directory di destinazione. Il formato di default è lo standard PCM (Wav oppure AIFF per Mac) ovviamente allo stesso bitrate e frequenza del CD originale. Normalmente però si utilizzerà un formato compresso lossless, per risparmiare sullo spazio disco, e quindi solitamente FLAC, e anche e soprattutto perché in Wav non è possibile associare le comode informazioni aggiuntive, i metadati. In alternativa si può usare anche WavPack, ma in tutti e due i casi è necessario installare il software di decodifica scaricando l'eseguibile dai siti relativi e copiandolo nella directory di destinazione. Di questa modalità un po' da smanettoni avevo già parlato nella mini guida citata prima.

C'è anche nel pannello una terza opzione, chiamata "processing". Si può infatti elaborare l'audio in conversione utilizzando i DSP (Digital Signal Processors) inclusi nel pacchetto. La maggior parte sono di uso particolare (tipo conversione da mono a stereo e viceversa o simili) e interessano poco chi si poneva l'obiettivo opposto di riportare l'audio sul disco del PC nel modo più fedele possibile.

Può essere forse interessante Advanced Limiter o, meglio, Hard -6dB limiter, che possono ridurre i picchi di software non ben registrato e conseguenti problemi di clipping. Il secondo limita la riduzione, appunto, prudenzialmente a -6dB.

4. La conversione
A questo punto sono completate tutte le operazioni iniziali e si può dare il via alla conversione. Nel primo tentativo ho usato tutti i valori di default, conversione Standard e Offset a 0. Sul mio notebook, un Sony Vaio con Windows 7 la durata di conversione di un album con questi parametri è stata piuttosto breve, 9-10' circa (il test era su Central Reservation di Beth Orton). Il notebook però è piuttosto potente e questo tempo potrebbe essere più lungo in altre configurazioni.

Alla fine il responso sulla famosa accuratezza è mostrato in un pannello di log. Di norma vengono riportati "no problems" con la indicazione del numero di comparazioni identiche (confidence) sul DB di AccurateRip (sino ad un massimo di tutta tranquillità di 200). In alcuni casi in alcune tracce vengono evidenziati "minor problems" con la indicazione del motivo, che può essere la necessità di più tentativi per arrivare al grado di confidenza accettabile. Oppure, come nel mio caso, nella prima traccia la conversione va comunque a buon fine grazie al sistema di correzione errori ma il risultato è di livello "Not accurate" quindi non identico ai riferimenti nel DB. All'ascolto non si nota nulla, ma bisogna approfondire. Anche perché è un disco comprato usato.

Facciamo allora un test con un altro CD, questa volta è acquistato nuovo, in ottime condizioni, è Someday My Prince Will Come di Miles Davis. In questo caso il risultato è analogo per le varie tracce, ma ancora una volta Not Accurate per l'ultima.

5. E adesso?
Qualche traccia non è perfetta, e adesso cosa si fa? Questa è la parte che fa rimpiangere il buon vecchio iTunes o i ripper gratuiti per Flac. Infatti non c'è un qualche altro software che risolve tutto. Bisogna procedere per tentativi usando le variabili a disposizione. Tanto per cominciare bisogna considerare criticamente la strategia di controllo. AccurateRip fa un confronto con il suo DB, con la media delle conversioni effettuate. Il suo allarme nasce da uno scostamento dalla media. Se la base statistica non è significativa (numeri non grandi, CD rari) il risultato può non essere significativo. Questo può accadere per i dischi di jazz meno diffusi.

Se però il CD non è raro e/o il difetto è confermato non rimane che: a) pulire perfettamente il CD sperando che questa sia l'origine del problema di trasferimento; b) controllare altri eventuali difetti del dischetto, ad esempio nel foro centrale; c) modificare i parametri (drive offset e velocità) uno alla volta; d) supporre che sia un problema di drive (lettore CD/DVD) e provare con un altro (anche più vecchio, potrebbe essere più robusto); e) quando tutto il resto non funziona, ricomprare il CD, possibilmente già in formato liquido. Più naturalmente molti altri consigli per facilitare il processo di lettura, che si possono trovare in rete.

6. Gli interventi correttivi
Come si vede ci sono tutti i presupposti per diventare pazzi dietro a questo processo di raggiungimento della perfezione. Ma a volte è sufficiente il primo intervento, cioè la pulizia del CD. Come nel caso del mio CD di Miles Davis che, al secondo tentativo, e dopo aver osservato, controllandolo meglio, che un'opera di pulizia non era inutile, ha riportato una conversione pienamente accettabile, con solo minor problems (Vedi Figura 12).

Per l'altro CD usato come test, quello di Beth Orton, la pulizia invece non ha dato risultati. Guardandolo con attenzione compaiono alcuni lievi graffi, che potrebbero essere l'origine del problema. Ho proceduto quindi a cambiare alcuni parametri. Con il driver offset in modalità "auto" (il valore rilevato è in questo caso 667) la segnalazione sulla prima traccia sparisce. Ho quindi proseguito anche con la limitazione di velocità e la conversione si è conclusa in modo quasi perfetto, con una segnalazione soltanto su una traccia (vedi Figura 13). Togliendo la limitazione di velocità e lasciando solo la correzione dell'offset il risultato era lo stesso. Ho anche provato il DSP hard -6dB limiter con risultati positivi: nella prima traccia Stolen, dove proprio nella registrazione originale in alcuni momenti la voce è troppo "sparata" con le sibilanti eccessivamente in evidenza, il difetto veniva attenuato.

Nel mio caso quindi il parametro più efficace era l'offset mentre il drive, anche ad alta velocità, non introduce errori. Non è detto che sia sempre così e quindi ognuno dovrà caso per caso trovare le combinazioni più efficaci.
Da notare che con il limitatore di velocità il tempo di conversione si estende ad oltre il doppio (25' nel mio caso) mentre aggiustando soltanto l'offset, ovviamente, non cambia.
Bisogna mettere in conto comunque 20-30' di lavoro (e anche di più) per ogni CD, considerando i probabili interventi correttivi.
Ovviamente la nuova azione di ripping a parametri modificati potremo applicarla, se vogliamo risparmiare tempo, solo alla traccia o alle tracce dichiarate non corrette nel report di ripping. La selezione delle sole tracce da convertire si può fare sempre dal pannello che si apre con il pulsante Rip. Operando su una sola traccia alla volta la lettura è evidentemente più agevole e il "minor problem" di solito scompare.

In conclusione
Quindi la conversione con controllo effettivamente funziona e può dare dei vantaggi effettivi rispetto ai programmi di acquisizione standard. Ma consiglio di fermarsi ai "minor problems".

La conversione passo-passo per immagini
Ecco come sempre le videate a commento dei vari passi di conversione.

1) La selezione del CD


2) Il primo pannello con la scelta delle operazioni da fare sul CD


3) La scelta dei parametri di conversione. Si notano il livello di Accurate Rip, il Read drive offset e il Limit Drive Speed.


4) Il pannelo Rip Audio Cd selezionato (in questo caso con "19" di Adele)


5) La ricerca dei nomi delle tracce (tags) per il CD di Beth Orton con Discogs e le numerose varianti visualizzate


6) L'acquisizione dei tags con Discogs


7) Il pannello Converter Setup Dialog con la selezione del formato su WAV


8) La selezione del formato di output.


9) Le opzioni disponibili per la conversione in FLAC


10) La conversione in corso per il CD di Adele


11) Il risultato della conversione con i parametri di default per il CD di Beth Orton


12) Il risultato della conversione del CD di Miles Davis dopo la pulizia a fondo


13) Il risultato della conversione del CD della Orton con i parametri modificat: Offset automatico (667) e limitazione velocità inserito.

domenica 3 aprile 2011

ASIO versus WASAPI

WASAPI (da non confondere con la nota micidiale salsa giapponese wasabi) sta per Windows Audio Sessions API, ed è la soluzione inserita da Microsoft, a partire dalla versione Vista in poi (inclusa quindi l'attuale Seven), per implementare nell'audio la funzionalità bit-perfect playback, ovvero la trasmissione precisa, bit per bit, dal lettore software su PC alla scheda audio, bypassando altri componenti software come il mixer di Windows, e consentendo quindi anche di dedicare in modo esclusivo la suddetta scheda audio all'ascolto della musica (per quanto interessa a noi e in questo blog) ottenendo le migliori prestazioni possibili.
Come si fa ad abilitare l'interfaccia WASAPI su Foobar2000 lo abbiamo già illustrato in un precedente post. In un altro abbiamo incluso una breve guida semplificata all'uso di Foobar2000, il media player gratuito considerato attualmente il migliore, come performance musicali.

Resta da analizzare la alternativa a WASAPI rappresentata dal driver ASIO (Audio Stream Input / Output), una tecnologia indipendente da Windows messa a punto dalla società tedesca Steinberg, un produttore di applicazioni per l'audio musicale (Cubase, WaveLab). Prima di WASAPI era la soluzione consigliata per ottenere le prestazioni migliori. Dopo l'arrivo della soluzione exact-bit di MS si pone il dubbio su quale utilizzare per ottenere il meglio.

Prima di affrontare questo tentativo di confronto occorre premettere una ulteriore mini-guida alla installazione di ASIO in Foobar. Ancora una volta le cose sono abbastanza  semplici (per chi è familiare con le modalità di installazione in questo media player): a) selezionando File >  Preferences > Output si dovrebbe vedere un sotto menu > ASIO Virtual Devices (se non c'è, vedi dopo);  b) selezionandolo si apre una scheda come quella mostrata sotto;


c) utilizzando il pulsante Add New si apre un'altro pop-up nel quale, da un menu a tendina, si possono selezionare le schede audio con driver ASIO presenti sul PC; d) si seleziona quella desiderata  (nel nostro caso è il DAC esterno Musiland Monitor 01 US) e a questo punto tra gli output disponibili si sarà aggiunto anche questa opzione.


Ovviamente, in precedenza si sarà dovuta installare la scheda audio interna o (come in questo caso) e il driver ASIO, che potrebbe essere incluso nella dotazione software del DAC (sempre il nostro caso) o della scheda audio oppure, se non presente, si può trovare in rete su ASIO4ALL.com.

Se il supporto ASIO in Foobar2000 non è incluso, si installa scaricandolo da www.foobar2000.org (si chiama foo_asio_out) e copiandolo nella cartella components della directory in cui è installato Foobar e procedendo poi alla installazione con i comandi Install e Apply da File > Preferences > Components.

A questo punto potremo scegliere, quando suoniamo la nostra amata musica, la interfaccia exact-bit blayback che preferiamo, WASAPI o ASIO, selezionandola nel menu a tendina da Preferences > Output.

Qual è la migliore?
Risposta non semplice, perché dipende da diversi fattori, come ad esempio la qualità del DAC e la sua capacità di risoluzione o del driver ASIO utilizzato.
Anticipo subito il risultato: nella configurazione che ho utilizzato per la prova le differenze sono minime, e dopo molti test con diversi generi musicali risulta lievemente preferibile l'ASIO, ma non è facile individuare il perché.

Nello specifico, passando da WASAPI ad ASIO è sembrato di notare un miglioramento in diversi casi, ma poi commutando nuovamente non era facile individuare il parametro nel quale si aveva questo miglioramento, mentre nella direzione contraria questa sensazione non si avvertiva.

Ma vediamo le condizioni e configurazioni della prova. Il PC era un notebook Sony Vaio VPCF1 recente (2010) e piuttosto potente. Il media player era, come anticipato, Foobar2000 nella versione 1.1.2, il DAC esterno Musiland Monitor 01 US con i driver forniti dallo stesso produttore, con dimensione del buffer per entrambi a 1970 ms (molto di più del minimo consigliato, per escludere ogni problema di ritardo nella elaborazione). Per l'ascolto ho usato alternativamente una cuffia elettrostatica Stax SR-Classic connessa direttamente al DAC e il mio impianto, con amplificatore Fase Performance 2.0 e casse Kef 103/4 Reference da pavimento.

Il primo problema è stato trovare del materiale da ascoltare che evidenziasse le differenze. Difatti i primi ascolti con musica pop e dintorni, Diamonds And Rust di Joan Baez e Talking Book di Stevie Wonder (puntando a testare la voce e il ritmo e gli effetti percussivi) non hanno evidenziato differenze significative.

Alfred Brendel eseguito in Foobar2000, la interfaccia del Musiland indica
che il software è codificato a 44.1 e il driver è ASIO
Mi sono quindi rivolto a software più impegnativo e in alta definizione. Prima Mozart eseguito splendidamente da Brendel in storiche registrazioni. Poi, dal sito di una ditta specializzata in componenti audio di qualità, LessLoss, ho scaricato alcuni esempi di registrazioni dirette a 24/96 senza editing in post produzione. Ho utilizzato una esecuzione classica con un piano gran coda Steinway & Sons, veramente notevole per dinamica e dettagli, del Mephisto Waltz di Liszt. Le differenze sono risultate poco apprezzabili, anche se emergeva una leggera prevalenza dell'ASIO, che però non mi sembrava decisiva.

Sono passato quindi a qualcosa di ancora più impegnativo, i concerti per piano di Beethoven registrati e distribuiti a 24/192 da Linn Records, interpretati dalla Scottisch Chamber Orchestra con Pizarro come pianista. Anche qui ottime performance in entrambe le configurazioni, difficile attribuire una prevalenza.

L'ascolto con driver ASIO della Scottisch Chamber Orchestra, il software di
provenienza Linn Records è a risoluzione 192 KHz
Cercando ancora, le maggiori differenze le ho alla fine individuate in alcune esecuzioni "light jazz" della cantante americana Christy Baron, in un album acquistato in alta definizione 24/96 da HDtracks, Take This Journey.

Nel brano Bitter With The Sweet, per sola voce e contrabbasso, il driver ASIO consente di sentire la voce più focalizzata, e con una maggiore dinamica nelle estensioni che di frequente applica la cantante nella interpretazione del brano. Differenze molto lievi, che si confermano anche nel brano successivo The Old Devil Moon, dove la voce è sommersa all'inizio da un arrangiamento piuttosto ridondante che impegna tutto il gruppo di accompagnamento. Anche qui la voce si staglia e si distingue meglio con ASIO, dando una motivazione alla istintiva preferenza che tendevo a dare a questa configurazione. Il tutto, lo ribadisco, solo con un ascolto molto attento e solo con le casse, perché in cuffia, pur essendo la elettrostatica senz'altro più selettiva, le differenze risultavano ancora più sfumate.

Preciso che il test non era a "doppio cieco", per una commutazione trasparente sarebbero stai necessari due computer identici e in configurazione identica. A complicare le cose anche il fatto che con il driver ASIO il volume era leggermente più elevato, e sarebbe stato necessario normalizzarli.

Nell'ascolto di Christy Baron è aperto il pannello del driver ASIO
con la selezione della dimensione del buffer.
In sintesi
Anzitutto posso affermare che, una volta tanto, la Microsoft ha fatto un buon lavoro, dotando gli ultimi sistemi operativi di una interfaccia software per audio che non rende obbligatorio installare driver esterni o fare svariate acrobazie. Anche se non si tratta del software standard, occorre sempre ricordarlo. Le differenze sono molto lievi e anzi in altre configurazioni probabilmente si invertono anche. Sul sito Computer Audiophile in prove e testimonianze relative a J.River Media Center (con altri DAC e altri driver), il media player (a pagamento) considerato attualmente il migliore sul mercato, è WASAPI la modalità che viene consigliata come migliore per qualità musicale.

Quindi possiamo consigliare agli utilizzatori pigri, quelli che vogliono raggiungere il migliore risultato con il minimo sforzo, di impegnarsi almeno a configurare su Foobar2000 un driver exact-bit playback, e di non utilizzare la configurazione standard. Riguardo alla scelta possono limitarsi a scegliere il più comodo in base al DAC che hanno. Se non include un driver ASIO la soluzione più immediata è WASAPI. Gli utilizzatori meno pigri e che vogliono assolutamente il meglio devono invece obbligatoriamente sobbarcarsi sedute d'ascolto a confronto come questa, nella propria specifica configurazione, e poi scegliere. Senza basarsi su questa prova o su altre presenti in rete, inevitabilmente legate alla specifica configurazione ed in particolare all'effetto sul risultato finale del componente più critico sul versante digitale, il decoder digitale analogico.