giovedì 29 dicembre 2011

Il blind test

I componenti hi-fi sono un po' come gli strumenti musicali, per sincerarsi della loro qualità bisogna farli suonare ed ascoltarli. Naturalmente chi li ascolta e li giudica per poter dare una valutazione attendibile deve avere una buona esperienza in materia di musica e anche, nel caso degli strumenti, saperli suonare.
La musica suonata e' materia per professionisti, semi-professionisti o amatori comunque discretamente capaci ed esperti, e quindi non ci si stupisce che possano ascoltare un violino o un pianoforte individuando a orecchio eventuali carenze di suono o differenze tra gli strumenti in prova.

Nell'alta fedeltà l'onere della prova spetta pero' anche all'appassionato che ha intenzione di acquistare un nuovo componente, la famosa "prova d'ascolto" che il negoziante o la rivista specializzata consigliano sempre. Soltanto che l'appassionato di solito e' un ascoltatore passivo, solo raramente conosce la musica e sa suonare uno strumento. Potrebbe essere un frequentatore abituale di concerti, e avere quindi la possibilità di un confronto, anche se a memoria, con la musica suonata, purché sia solo acustica.  Ma potrebbe anche aver deciso di comprare un buon impianto hi-fi proprio perché non può andare ai concerti dal vivo, per mancanza di tempo o perché abita lontano dai grandi centri.

La prova d'ascolto risulta quindi meno facile, e seguire un metodo può essere necessario, e il metodo da applicare potrebbe essere questo vecchio e controverso sistema di confronto, peraltro piuttosto intuitivo, spesso usato nel settore farmaceutico o cosmetico per testare l'efficacia di nuovi ritrovati. In modo oggettivo. Il ben noto "blind test" o "test alla cieca".
Sembrerebbe l'ideale anche nel nostro settore, anche se non tutti sono d'accordo, ma non addentriamoci in questi dibattiti e vediamo come si organizza un blind test in pratica.

Confronto tra due sorgenti
E' il caso più semplice, e' sufficiente avere due contenuti musicali identici e far partire l'esecuzione in parallelo. Lo switch tra l'una e l'altra sorgente potrà essere realizzato semplicemente con il selettore ingressi dell'amplificatore. Come è mostrato nello schema seguente, per il caso più comune, il confronto tra due lettori CD (o di qualsiasi altro formato successivo).

La prima accortezza da applicare, per non falsare la percezione e quindi il risultato, e' l'allineamento del volume. Infatti il sistema di ascolto umano è molto sensibile alle variazioni di volume, anche minime, e nella commutazione del brano musicale tra l'una e l'altra sorgente quella che suona a volume più alto potrebbe essere percepita come migliore, in altre parole questa impressione di brillantezza potrebbe offuscare altri elementi.

L'allineamento del volume
Per l'allineamento si deve usare quindi il controllo di volume dell'amplificatore di riferimento, regolandolo su una delle due sorgenti su un livello adeguato per percepire i dettagli nei vari brani di test, ma non troppo elevato da essere innaturale o da mettere l'amplificatore e le casse di riferimento in difficoltà, nascondendo così le differenze tra i componenti in prova.
Una volta individuato il livello di volume ottimale bisognerà segnarlo sul range di valori della manopola, prendendo nota del valore (nel raro caso sia presente) o utilizzando un segna punto di qualsiasi tipo (non il pennarello! per esempio un pezzetto di nastro adesivo ma non di un tipo che poi non rimane attaccato, non quello da pacchi, ad esempio).
Una volta tarata la sorgente A si ascolterà la sorgente B su un brano a scelta regolando di nuovo la manopola sino a che passando da una all'altra il volume è allineato, non si percepisce alcuna variazione, e si può segnare questo secondo punto. Per verificare che i livelli siano effettivamente allineati si può andare ad orecchio, oppure usare un fonometro se si vuole essere veramente precisi. Senza arrivare a questo livello esistono anche app con funzioni di fonometro per iPhone, come VUmeter. Per un uso effettivo richiede una taratura, ma per un confronto di livelli è sufficiente.
Se le sorgenti hanno un controllo di volume (basta che lo abbia una delle due) si potrebbero  allineare i livelli in modo fisso. E' sempre preferibile però mettere i componenti in prova nelle condizioni ottimali, senza introdurre altri elementi di possibile interferenza nel test.

Il test
La effettuazione del test è molto intuitiva. L'operatore commuterà tra il sistema A e B in vari brani musicali dichiarando solo qual è il sistema che suona e gli ascoltatori segneranno su un taccuino le differenze o semplicemente la preferenza. Il test potrà essere anche su più di due componenti, almeno  a livello di sorgenti e avendo uno "switch", l'amplificatore, che normalmente ha 3 o 4 ingressi linea, ma di solito si preferisce una sorta di selezione a due a due come ai campionati del mondo di calcio.
Alla fine si avranno dei risultati forse non definitivi, comunque dipendenti dai brani scelti, dagli interfacciamenti (minimo impatto in questo caso) e soprattutto dal tempo dedicato, ma sicuramente oggettivi e non influenzati dalla aspettativa del marchio o dai suggerimenti avuti.
Per una maggiore oggettività l'ideale sarebbe ripetere il test nella stessa sequenza a distanza di tempo, e verificare se i risultati si sovrappongono.

Il "doppio cieco"
Molto usato nei settori di origine, più arduo da organizzare per confronto di componenti hi-fi, ma effettivamente può essere utile che neanche l'organizzatore del test sappia quale componente stia suonando. La teoria dice che infatti che nella fase di presentazione del test e nelle scelte di commutazione l'organizzatore può trasmettere, anche senza volerlo, una influenza negativa o positiva verso uno o l'altro dei componenti in prova. Il modo più semplice per realizzarlo nel nostro settore è separare la fase di organizzazione da quella di esecuzione. Una volta organizzato il set di prova la esecuzione potrebbe essere affidata ad un terzo non interessato né alla scelta né alla vendita, né a fornire preziosi consigli, che seguirà un ordine casuale a lui solo noto, rispettando solo i vincoli previsti in fase di organizzazione della prova (per esempio far ascoltare tutti i brani di test per un minimo di minuti).

Sorgenti da confrontare
Scegliendo con cura un amplificatore di riferimento e dei diffusori fedeli e selettivi, ma proporzionati come classe a quella della sorgente (o addirittura quelli reali) si potranno confrontare con questo sistema lettori CD o multiformato. Per dischi in vinile e musica liquida le cose si complicano un po' perché si tratta in realtà di sistemi di lettura composti da più elementi (la testina, il pre phono, il giradischi, oppure il PC, il media player, il DAC per la musica liquida). Per giradischi e testine le cose diventano effettivamente impegnative, mentre per la musica liquida, per confrontare due DAC è sufficiente in pratica avere due notebook equivalenti come prestazioni e con lo stesso sistema operativo e media player, un set molto facile da mettere assieme.

Confronto tra due diffusori
All'opposto estremo c'è il confronto di due coppie di diffusori, o casse come comunemente chiamate.  Anche in questo caso si può realizzare facilmente una commutazione immediata, essenziale per rendere efficace il confronto, per mezzo di un amplificatore con uscite per due coppie di casse. Non tutti i modelli hanno questa caratteristica, ma ce ne sono in numero sufficiente per individuare un amplificatore di riferimento. Che deve avere in questo caso la caratteristica essenziale di interfacciarsi senza problemi con ciascuna delle due coppie di diffusori.

L'interfaccia in questo caso è più critica e, se l'amplificatore non è ben scelto, una delle due coppie di diffusori potrebbe essere pilotata in modo non ottimale e il risultato falsato. Gli amplificatori più adeguati allo scopo sono probabilmente i modelli a stato solido di potenza medio-alta, e quindi sicuramente adeguata, e con caratteristiche di elevata trasparenza. Naturalmente tutta la scelta dipenderà fortemente, in questo caso, dal tipo di casse da confrontare.

Altro elemento critico è il posizionamento, che deve essere ottimale per entrambe le coppie in prova (in questo caso non possono essere più di due) ma anche sufficientemente ravvicinato tra esse da non consentire agli ascoltatori di individuare il sistema che sta suonando.
Sempre a questo scopo dovrebbero essere confrontate casse con caratteristiche simili, non una elettrostatica a confronto con un sistema ad alta efficienza e altoparlanti a tromba, ad esempio.
Prima della prova a confronto l'appassionato avrà selezionato la tipologia di cassa che preferisce e che si adatta al suo ambiente e questa prova a confronto a confronto servirà per sciogliere gli ultimi dubbi.

Confronto tra amplificatori
E' il componente centrale e quindi, a meno di duplicare completamente i due impianti (casse incluse) è proprio necessario ricorrere a commutatori esterni. Componenti visti sempre con sospetto (aggiungeranno qualcosa al suono?) ma in questo caso inevitabili. Si può anche procedere con una commutazione manuale ma, nel caso delle casse, può essere lunga e laboriosa se si usano i comuni e cavi spellati. Bisognerebbe usare (e confrontare) solo ampli con connettori a "banana" o gli ancor meno diffusi Speakon. Uno schema per questo caso è quello mostrato in figura. Per ridurre le commutazioni ad una e rendere possibile una commutazione il più possibile rapida si usano due sorgenti identiche. In questo esempio sono lettori CD ma potrebbero essere ormai anche due notebook con la stessa configurazione e con lo stesso modello di DAC, rendendo la duplicazione completa più accessibile.

In sintesi
Come si vede la strada per tentare di dare oggettività ai test di ascolto non è troppo ardua. Non basta, servono molti altri elementi e accorgimenti che abbiamo cercato di sintetizzare a suo tempo qui, ma si elimina l'elemento suggestione e auto-convincimento che può influenzare, e di molto, il giudizio finale.

3 commenti:

  1. Il blind test può essere utile a ridimensionare miti anche per i musicisti professionisti. E' riportato in questi giorni da organi di stampa come Repubblica e il Guardian uno studio effettuato da una pubblicazione scientifica americana, Proceedings of the national academy of scienses of USA (www.pnas.org), coordinato dalla ricercatrice Claudia Fritz, che ha appurato, con prove effettuate in cieco, che violinisti professionisti non hanno riconosciuto come superiori preziosi violini storici Stradivari e Guarneri del Gesù, confrontati con strumenti moderni di qualità. Anzi sono stati questi ultimi ad essere maggiormente preferiti.
    Nei quotidiani viene posto l'accento soprattutto sulla grande differenza di prezzo. Interessa nel nostro caso notare anche come si confermi che la suggestione legata all'oggetto possa influenzare fortemente il giudizio.

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  2. Anonimo18/9/17

    il confronto in cieco, doppio-triplo o come lo volete chiamare.. non è un sistema valido applicabile al sistema uditivo per confronto a "sensazione di memoria". Come ampiamente documentato da chi studia nel settore della percezione psico acustica.. possiamo avere un ricordo di una sensazione solo per pochi secondi.. per suoni molto simili, se poi i suoni hanno/presentano un'organizzazione dello spazio 3D differente, il palcoscenico virtuale, la cosa si complica e diventa impossibile anche solo da assimilare ed elaborare in poco tempo.. Ascoltare e giudicare deve essere fatto in assoluta tranquillità, senza furia, prendersi tutto il tempo che ci vuole per assimilare tutte le diverse caratteristiche del suono.
    Ascolare e confrontare non è una prova di abilità.. Fatto così con ascolti brevi e commutando più e più volte si ottiene l'effetto opposto.. e non si dimostra niente.. la scienza deve essere applicata oculatamente e non a spanne.. Ascoltare e giudicare non è una cosa banale.
    Il nostro cervello è suscettibile a tutta una serie di condizioni, da rispettare, senza le quali cadrà in errore.. Semplice.. Valter

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  3. Non direi che sui test in cieco ci sia una così ampia opinione contraria, visto che una delle principali organizzazioni di ricerca a livello internazionale, la AES (Audio Engineering Society) ha pubblicato nel tempo diversi studi basati proprio su questo metodo, come ad esempio la interessante comparazione tra materiale audio in qualità CD e compresso MP3 riassunta e commentata anche in un precedente post su questo blog (“La differenza che interessa”). Ma il post non aveva l’obiettivo di entrare ancora nella discussione eterna sulle differenze udibili o meno, ma di mettersi invece dal punto di vista dell’appassionato di musica che deve scegliere un componente e che non ha una esperienza e conoscenza del suono e degli strumenti di un professionista, musicista o ingegnere del suono che sia , cosa che gli consentirebbe, come accenni tu e come è premesso nel post, di dare un giudizio al primo ascolto. Una situazione che riguarda quasi tutti gli appassionati quindi, al di là della loro opinione su sé stessi . Gli rimangono quindi due alternative: fidarsi ciecamente del parere del recensore della rivista o del proprietario del negozio, oppure fare un confronto con una riproduzione che conosce (quella del proprio impianto o del componente) o con altri di riferimento. Per questo confronto, che è sicuramente delicato come giustamente osservi, ma non impossibile, è senza dubbio preferibile un ascolto in cieco, condotto nel modo più oggettivo possibile e il più possibile privo di interferenze, rispetto ad un ascolto pilotato dalla suggestione del componente che “deve” suonare meglio. Inoltre, da nessuna parte è scritto che devono essere commutati ascolti su spezzoni di musica di pochi secondi, anche se spesso nei test massivi si usa questo sistema (ma gli scopi sono anche in parte diversi). In un ascolto orientato ad una scelta di componenti si può prendere il tempo che si vuole. Grazie comunque dell'interessante contributo.

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